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Com’è strana questa gravidanza…

Non riesco a parlarne più di tanto, e ora che ha fatto caldo e che vuoi o non vuoi la pancia ha fatto capolino non mi piace nemmeno rispondere alla curiosità delle persone.

Con la morfologica il mese prossimo e la nostra storia alle spalle, non mi sento sicura ad annunciare l’arrivo di un terzo figlio. Ne sono ovviamente felice, cercato lui o lei come tutti gli altri, ma non mi va di esternare più di tanto la sua presenza. C’è, lo so io, lo sanno le persone a cui vogliamo bene, basta così. Ma certo, la pancia c’è e si nota. E in linea di massima chi sa che ho già due figli non sa nemmeno bene come commentare la cosa – non che mi interessi: io sono sicura di questa scelta e non ho paure di alcun genere. Insomma, per ora il mio atteggiamento è anche ambivalente, mettiamoci poi che sono in una cittadina nuova in cui nessuno sa che la mia prima morfologica è finita con un durissimo aborto terapeutico. Quando lascio trasparire la mia ansia (poca, ma c’è) la risposta automatica è “Ma a quanto sei? Quarto mese? Ma allora vai tranquilla, il peggio è passato”. E no, io so che il peggio potrebbe ancora venire, e non solo alla morfologica. Purtroppo il peggio l’hanno visto in tanti intorno a me, oltre a me.

Eppure questa gravidanza non è strana per la paura. Paura non ne ho troppa, è più legata al fatto che non mi va di aprirmi agli altri. La stranezza sta nel fatto che sono quasi alla fine del quarto mese e fatico a entrare in connessione con l’esserino che mi abita. Lo sento anche muoversi, per questo. Noemi impazzisce per lui (lei è convinta che sia maschio, io ho più sensazioni sulla femmina), a volte si appoggia sulla pancia con l’0recchio per sentirlo, mi accarezza, mi studia con entusiasmo. Vuole altri due fratelli, non uno. E’ contenta, contenta davvero. Nicolas capisce che c’è un bimbo nella mia pancia ma per lui è tutto nuovo, e forse sarà più difficile, essendo abituato ad essere il piccolino.

Non riesco a sentirmi davvero incinta. E lo sono, il corp0 me lo ricorda in ogni suo sintomo.

Non riesco perchè abbiamo troppe cose in ballo, perchè io stessa ho troppe cose in ballo, perchè sono piena di pensieri, piena di cose da fare, piena della necessità di progettare ancora un futuro e di farlo nel più breve tempo possibile, perchè in fondo il tutto o niente mi appartiene e il niente mi terrorizza.

Fatico a vivere nel qui e ora, stiamo cercando casa nei dintorni (ma anche un po’ più in là) ma mi ancoro forte all’idea che fra qualche anno torneremo a vivere in campagna, non troppo lontani dal mare che ci manca tanto. E manca anche ai bambini, non solo a noi. Fatico a crearmi un progetto concreto, a capire io Claudia cosa voglio oltre ai figli. Perchè è vero, sono mamma e lo sono a tempo pieno e per ora è questo che voglio, ma inizio lentamente a sentire l’esigenza di riemergere e di crearmi un mio piccolo mondo, non necessariamente un lavoro, ma un qualcosa che appartenga a me e solo me.

Mi hanno detto, in uno scoppio di risa, che sono una vagabonda e sì, lo sono.

Anche nei pensieri.

(Ma io ti voglio, tu che stai laggiù e cresci dentro me, io ti voglio come ti ho voluto quando ancora non c’eri, e sono sicura che quando arriverai ti amerò immensamente come immensamente amo i miei altri bimbi.)

Tante cose.

A volte fantastico sul prossimo futuro, sulla mia bambina e su come sarà tenerla per la prima volta in braccio…
A volte mi blocco e penso che non dovrei pensarci, perchè sul più bello potrebbero portarmela via.
A volte mi fermo e ascolto la mia pancia, quasi che se mi concentro bene io possa riuscire a sentire i suoi impercettibili movimenti.
A volte penso che è sempre nella stessa posizione nelle ecografie… perchè?
Quando ho saputo di essere incinta, o forse qualche giorno prima, ho provato la strana sensazione di avere la mia piccola Nicole ancora nella mia pancia. E il destino ha voluto che anche questa bimba fosse femmina. Noemi.
Non riesco a lasciarmi andare del tutto. Fa male pensare che potrebbe andare ancora tutto storto.
Non è facile vivere come se non avessi paura di quella terribile sentenza. Non è facile essere incinta e dirlo, con la paura poi di doverti rimangiare tutto.
Ci sono persone che ancora non sanno della mia gravidanza – che pure a un occhio attento sarebbe ben visibile. Non ho mai avuto la pancia e ora è come se avessi un piccolo palloncino sotto lo stomaco.
In fondo sono al quarto mese.
Ho il terrore che succeda di nuovo.
Ma Noemi è forte. Ha resistito all’amniocentesi, s’è tirata dritta dritta quasi a voler chiarire che l’ago non sarebbe riuscito nel suo intento. E quando sono uscita dall’ospedale mi ha tirato due calci, credo fosse infastidita da quell’invasione.
Vorrei poterla vedere ogni giorno, ed essere sicura che è ancora qui con me.
Potermi lasciar andare veramente ai pensieri più superficiali: al passeggino, ai vestitini, a cosa mettermi in ospedale, a dove mettere il fasciatoio e la culla, a quando portarla a Milano per la prima volta… ma ogni volta che mi sorprendo a pensarci, mi zittisco, come per scaramanzia.
E allora  le chiedo di farsi sentire. Di farmi capire che è qui con me, e che sta bene.
Mercoledì ancora amniocentesi, sperando capisca che non è una cosa a cui mi sottopongo con piacere, specie la seconda volta. Chissà.
Chissà come sarà stringerla tra le mie braccia… viva.