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Un altro funerale.

Sta per iniziare. Ma non potrò essere lì e salutare l’ennesimo angelo strappato alla sua mamma.

Nella mia testa si ripete infinita la domanda: perchè la vita a volte si accanisce?

Sono svuotata di parole, non riesco nemmeno ad arrabbiarmi, non capisco. Semplicemente mi rifiuto di capire, di credere che sia successo.

Non voglio vedere, non voglio sentire, non voglio parlare.

A quel punto la vita si spezza in due: il prima, e il dopo.

E il dopo è tutto in salita. Pagine e pagine di lacrime e di urla silenziose, di odio trattenuto, di parole stemperate dalle lacrime. Di sguardi, di gente idiota che farà le solite domande cretine, o che cercherà di consolare con frasi che nessuna persona con un briciolo di cervello dovrebbe pronunciare.

E torno indietro nel tempo.

E ripenso agli sguardi che ho dovuto sostenere, alle domande a cui ho dovuto rispondere, alla paura che ho dovuto affrontare, alla voglia di scomparire e tornare solo quando il dolore si fosse affievolito un poco.

Ieri io e Salvo siamo andati al cimitero, non credo sia un caso.

Noemi ha fatto ciao con la manina.

Quanti bimbi, quante vite ingiustamente spezzate!

E stamattina ci sarà un altro funerale.

Uno scricciolo lotta per la vita.

Questa bimba ha fatto tanto per restare nella pancia della mamma, s’è attaccata disperatamente a un utero che non è mai riuscito ad accogliere nessuno. Mandava via tutti. Ma lei ha resistito, ha resistito fino alla 27° settimana. Poi i medici hanno pensato fosse meglio farla uscire, perchè l’utero non riusciva più a tenerla con sè. Pesa poco meno di 400g. Lotta disperatamente per la vita.

Respira da sola.

Prende il latte materno attraverso un sondino, ogni giorno un grammo in più.

Sono devastata.

Al telefono la mamma della piccola mi ha detto che non posso capire, non posso capire perchè lei spera che finisca tutto presto, in un modo o nell’altro, perchè è stanca. Stanca.

Io non posso capire come sia stare accanto a una figlia che lotta per vivere.

Io non lo so, perchè io la mia l’ho solo vista morire.

E’ stato veloce forse, ma terribile lo stesso.

Mi viene da piangere, le lacrime mi escono da quando ho messo giù il telefono.

Piccolo scricciolo, lotta. Lotta per tutti noi.

Sei una piccola guerriera, no? La mamma e il papà ti vogliono con loro, ti vogliono in tutto e per tutto.

Io non so pregare. Qualcuno lo faccia per me.

Mi sa che andrò ad accendere un cero da qualche parte. Io non lo so se un Dio c’è, ma deve salvare questa bimba.

Deve.