Archivi tag: nicole

La cosa che più mi urta

Ho aspettato un’ora. Entro nello studio e una faccia poco accogliente storta il naso alla vista dei miei figli. Non è tanto il principio, la regola, o qualsivoglia motivo ci sia alla base: è la faccia storta alla vista dei bambini. E’ l’arroganza della risposta alla mia domanda.

Io non li impongo mai. Evito di portarli dove non dovrebbero andare, non guardo telegiornali in loro presenza, cerco nel mio piccolo di salvaguardare la loro innocenza ma mai, mai e poi mai, nascondo loro gli aspetti negativi della vita. La vita è meravigliosa, ma la vita a volte è dura e non è sempre gentile come nelle fiabe.

I miei figli (specialmente Noemi) sanno di Nicole e sono venuti con me al cimitero in più occasioni. Non vado al cimitero tutti i giorni, non ci andavo prima e non ci vado ora che sono lontana. Ma Nicole è mia figlia e, anche se non è mai stata, è la loro sorella. Non deve pesare sulle loro spalle ma voglio che la conoscano, voglio che sappiano quello che due bambini così piccini possono capire: che hanno avuto una sorellina che non stava bene e che non è riuscita a stare nella pancia della mamma. Una sorellina che forse è in cielo, forse è in terra, che probabilmente sicuramente non conosceranno mai. Non credo alla vita dopo la morte per cui non ho cercato di indorare la pillola, cerco di assecondare quello che loro mi lasciano intendere di poter capire. Nicole è volata via. Dove, la mamma di preciso non lo sa.

L’ultima volta, quando l’abbiamo salutata a ottobre, i bimbi le hanno lasciato due piccoli giochi nella sua tomba. L’hanno fatto loro, non gliel’ho chiesto io.

WP_20141009_030

L’anno scorso ho provato a parlare un po’ di più con Noemi e ho scoperto in lei una sensibilità che mi ha sconvolta. Noemi ha un animo profondo, dolce, gentile. Noemi chiede e si affida a quello che le diciamo. E io non me la sento di mentirle.

Mamma perchè Piero è morto? mi ha chiesto un mese dopo che è successo. Gli s’è fermato il cuore, gioia, le ho risposto con un nodo in gola. E allora lei ogni tanto mi chiede di lui e mi dice che si ricorda dei piccoli episodi che non pensavo avesse nemmeno interiorizzato. Quando siamo tornati in un parco giochi qui vicino dov’eravamo stati con lui mi ha detto che era il parco giochi dove lei e Piero erano stati sull’altalena.

Ha chiamato una bambolina con le ali Nicole.

Ma non per questo soffre.

Ma non per questo le sto togliendo la sua infanzia felice.

E certamente non per questo posso essere giudicata.

Nemmeno da te, caro medico dei miei stivali, che mi dici che trovi ingiusto che io parli di questa mia figlia ai miei bambini, che mi guardi con lo sguardo duro e mi consigli, dall’alto della tua esperienza di bimba traumatizzata, di non portarli al cimitero.

Io non piango Nicole ogni momento, io non vado al cimitero tutti i giorni e non vivo nel suo ricordo costante e triste.

Ma Nicole è mia figlia. Nicole è la loro sorellina. E non ne hanno vissuto il dramma, per loro è un po’ come un angelo in cielo, una presenza leggera, che io racconto con parole dolci, non con il peso che ho nel cuore.

E allora ho aspettato un’ora e doveva essere un giorno felice, e tu che sei una donna come me mi hai fatto rinunciare. Mi hai portato a galla un dolore, mi hai giudicata come madre.

Mi faccio riconsegnare la ricetta, dico che non ho la minima intenzione di farmi visitare da lei – che non ho più la serenità per godermi questo momento.

Chiudo la porta con il cuore gonfio di rabbia e a mai più rivederci.

Nicole, spiegata a mia figlia

Stamattina era troppo presto per andare direttamente alla Decathlon, dove dovevo prendere una bicicletta per l’imminente compleanno di Noemi, per cui ho pensato che essendo sulla strada potevo passare al cimitero. Entrambi i miei figli ci sono già stati, ma Noemi ha un’età in cui inizia a capire.

Anni fa mi sono spesso chiesta come sarebbe stato questo momento, anche se mi era chiaro che avrei portato ogni figlio che avrei avuto a conoscere la sorella maggiore sorellina.

Non è facile nemmeno l’idea di spiegare a mia figlia l’aborto terapeutico, così ora mi soffermo sul fatto che ha una sorella che non è qui con noi. Per parlare di aborto terapeutico, di scelte e via dicendo, ci sono molti anni ancora. E allo stesso modo, non ho alcuna intenzione di spiegare il concetto di morte alla bambina. Dicono che l’infanzia finisca nel momento in cui vieni a contatto con l’idea di morte, e siccome per me è stato così, non ho per niente voglia di parlarle di un argomento così enorme. Pure per noi.

E come la spieghi a tua figlia la tomba di sua sorella?

Non lo so come, ma le parole mi escono naturali quando sono lì.

DSCF2422

 

Insomma, siamo lì e Noemi inizia a farmi domande sui giochi che vede. Da sempre ama i cavalli (ed è un’amabile coincidenza che io a suo tempo avessi scelto un cavallo per adornare la croce di cemento così vuota – il coniglietto simboleggia Niglia, la coniglietta che mia sorella ha perso per un tumore e che ha voluto lasciare lì con lei, a farle compagnia).

Allora prima mira al cavallino, poi si ricorda un nostro dialogo, e mi dice “Mamma il cavallo è attaccato?”. Certo gioia, le rispondo, se no il vento e la pioggia lo portano via. Lo posso prendere? No, gioia. Questi giochi sono tutti della tua sorellina.

E lì mi escono le parole.

Sai Noemi, ti ricordi, lei è Nicole, la tua sorellina. E’ lì perchè non è riuscita a uscire dalla pancia della mamma quand’era piccola piccola.

Lei mi fissa con i suoi grandi occhi marroni.

Eh sì, mi risponde.

E’ una visita veloce, per cui usciamo quasi subito, giusto il tempo di una spazzolata alla piastrella.

Siamo quasi al cancello, Nicolas in braccio, Noemi per mano. Lei si gira e mi chiede

Mamma ma Nicole è accollata (incollata, come il cavallino)?

Eh sì.

Eh sì. E’ accollata perchè non è riuscita a uscire dalla pancia della mamma.

 

Chissà se ti arriva il mio pensiero…

Nicole

… chissà se ne ridi o se ti fa piacere…

31 gennaio 2009.

Nicole.

“It’s pouring rain, it’s paralyzed.”