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Ieri, in piazza.

Noemi non ha trovato i suoi soliti amici e allora è venuta accanto a me a sedersi – Nicolas dormiva nel passeggino – e ha sbuffato “Quei due mi hanno stufato”. Così è finito il nostro pomeriggio di giochi. Non ha trovato i suoi amici e allora tutti gli altri bambini non sarebbero stati all’altezza delle sue aspettative. Tanto più che lei ama giocare con le sue macchinine e due maschietti le hanno fatto ingiustamente notare che quelle sono giochi da maschio, non da femmina come lei. Non ha fatto una piega, li ha mollati ed è venuta da me. Allora l’è venuto in mente che aveva voglia di gelato, lo stesso gelato che pochi minuti prima mi aveva determinatamente rifiutato.

Pochi minuti dopo Nicolas s’è svegliato, così abbiamo fatto merenda e loro si sono messi a giocare con le macchinine, finalmente liberi da schemi mentali, su un muretto poco distante.

E’ arrivata una signora che, essendo in bici, ha subito destato la loro attenzione. La bici, quale magnifico mezzo per simulare una galleria per le macchinine!

Subito, premurosa, la signora mi ha detto che avrebbe spostato la bici per evitare che si facessero male, e io no, non si preoccupi, c’è tanto spazio, non c’è davvero bisogno. Mi sono seduta lì accanto e lei mangiava il suo gelato mentre i bimbi le giocavano intorno. I miei figli amano molto i nonnini. Di qualunque genere, di qualunque età. Se hanno più di cinquant’anni sono nonni, e a loro piacciono. Se poi ne hanno più di sessanta, magari settanta ottanta, sono tutti sorrisi.

E questa signora aveva dei magnifici capelli bianchi e un sorriso dolcissimo.

Sa, io amo i bambini, mi dice.

Sorrido. Anch’io.

E’ strano sentirlo dire, di questi giorni. In questo 2014 frenetico e sempre più disumano.

Ma non ne ho avuti.

E subito la mente vola veloce a Nina, al suo racconto.

I bimbi sono la vera felicità, aggiunge ancora.

Detto da una persona che non ne ha avuti e che evidentemente non potrà averne più è abbastanza significativo.

Si infila sulla bici, come per andarsene. Si ferma di nuovo.

Complimenti sa? Sono davvero belli.

Grazie.

E poi con due, è davvero brava.

Grazie.

Ci sono momenti in cui l’orgoglio prevale, ma non era questo il caso. In questo caso ero semplicemente felice di sentirmelo dire. Non dovevo dimostrare niente a nessuno, tanto meno a me stessa.

I miei bimbi intanto le sorridevano intorno, giocando sempre con le macchinine, che a quel punto forse erano aerei ma in ogni caso più vivi che mai.

Io ho tre nipotini, mia sorella non lavora, ha deciso di crescerli lei.

Anch’io le ho risposto, trovando finalmente qualcuno che la pensa come me.

Che non pensa che chi sta a casa sia ricco o viva nel lusso ma semplicemente abbia fatto una scelta. E la scelta non è detto che sia economicamente produttiva. Ma che vuoi, ormai tutto è in termini economici.

Non mi ha detto molto altro, ma guardava i miei figli in quel modo così dolce che mi ha ricordato che per quanto molti non capiscano il mio punto di vista, la vita per me è questa. E’ solo questa. In questo momento per me loro sono il senso profondo, la gioia, la rabbia, la tristezza, il cielo azzurro, la fantasia, i sogni, le speranze, le delusioni. Loro sono tutto.

Sono tutto quello che ho deciso di vivere.

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Sei qui con me.

Ti guardo dormire, e fare le smorfie nel sonno.
Sei bellissima Noemi, sei come ti abbiamo sempre sognata.
Non riesco a dormire quando tu dormi, devo tenerti vicino, guardarti, ancora troppo incredula del miracolo che rappresenti.
Eri nella mia pancia fino a pochi giorni fa, e ora sei qui con me. Ti attacchi al mio seno, mi guardi con i tuoi occhioni azzurri, e anche se non ci vedi ancora, so che mi senti, che mi senti profondamente.
Quando sei nata ho pianto per un’ora di fila, singhiozzavo come una bambina, tra ansie paure e brutti ricordi. Poi ti hanno appoggiata accanto a me sul letto, un fagottino di poco più di tre chili, e tu mi hai fissata, e io ti ho sorriso.
Per due giorni e per due notti non ho dormito, potevo solo stare a guardarti.
E ora che sei a casa con me, con il tuo papà, mi sembra tutto così naturale, come se ci fossi sempre stata.
La gente dice che abbiamo un angelo che veglia su di noi – io ancora piango quando si parla di lei.
E mi commuovo a guardarti e al pensiero che…
… sei qui con me.
Sei proprio qui.

Ho tanta voglia di te.

O meglio, ho tanta voglia di voi.
Ho voglia di giornate piene, di avere un sacco di cose da fare, di sentirmi esausta non perchè la notte mi devo alzare ogni due ore per fare pipì ma perchè ho una  bimba da allattare, di vedere i suoi occhi che mi cercano, e il tuo cuore innamorato di noi due.
Ho voglia di vivere presto un idillio a tre.
Non ho voglia di sentire che è faticoso, perchè la fatica non mi spaventa.
Non ho voglia di sentire che è doloroso, perchè non vedo l’ora di quel momento.
E intanto passa un’altra domenica solitaria…