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Dicevano “Sorridi che la vita ti sorride”

Ed è vero. Alla fine di tutto la questione si riduce a come si affrontano le cose. E’ un po’ come dare indifferenza alle persone che cercano di farci del male: prima o poi smettono perchè non ha senso continuare quando la cattiveria ti rimbalza indietro. La vita, certo, non ha volontà propria: io non credo in Dio nè in un destino nè in qualcuno che muova le pedine a proprio piacere – eccezion fatta per noi stessi, ecco. Ma affronto le cose così e da un bel pezzo ormai.

C’è chi, per cattiveria o nel vano tentativo di farmi male, ha provato a dirmi che capisce perchè mi comporto così con rabbia o perchè mi lamento sempre, provando a spiegarmi, e ben articolatamente – chissà che fatica, che il tutto parte da me. Ma sì che parte da me! Sono io che mi lamento e che reagisco: ognuno ha il suo modo di reagire, io ho la rabbia. Quell’energia negativa che nasce da un ostacolo e che negli anni ho imparato a trasformare in forza pura.

Penso di essere in grado di sopportare una gran bella quantità di rotture di b di pesi e di averlo fatto egregiamente negli ultimi tempi. Per vari motivi che non sto a spiegare sono alcuni mesi che non racconto troppo di me su questo blog, perchè sono stata ferita, perchè “la vita” mi ha teso l’ennesima trappola, perchè sto aspettando il momento giusto, perchè sono stanca di amicizie false o di relazioni virtuali che si credeva ma non erano.

Il mio 2013 non è stato un anno semplice: è stato un anno di conquiste, ma più che altro è stato un anno di perdite, l’ennesimo. Ho perso sogni, speranze, il sorriso e alcune amicizie – che tali non erano evidentemente.

Il mio 2014 è l’anno del cambiamento, ma non interiore – il mio modo di affrontare le cose è sempre quello: sorridi che la vita ti sorride. E se la vita non mi sorride, pazienza, prima o poi lo farà perchè di certo di piangermi addosso non ho più voglia.

Il mio 2014 è l’anno del capovolgimento, per l’esattezza. L’anno scorso tutto si è capovolto all’improvviso, e io quest’anno girerò la ruota, manualmente se necessario, perchè non sono una persona che sta qui ad aspettare che qualcosa cada dal cielo. Ci sono persone che mi conoscono da poco e che di me vedono la forza, la tenacia, la determinazione. E ci sono persone che mi hanno conosciuto una vita e in me non sono in grado di vedere altro che rabbia e frustrazione.

Perchè in fondo la questione è questa: ognuno vede quel che il suo animo è disposto a vedere.

E allora sorridi, che la vita ti sorride.

E se in cima alla ruota qualcosa va storto, c’è sempre il fatto che la ruota gira e che forse il basso non era altro che l’alto capovolto.

I fiori capovolti di Noemi. I fiori capovolti di Noemi che sorridono.

I fiori capovolti di Noemi. I fiori capovolti di Noemi che sorridono.

Cosa vuoi che sia

Passa tutto quanto,

solo un po’ di tempo e ci riderai su…

 

Me lo auguro, perchè questo inizio 2012 ha dello squallido in sè. Non so se in post io possa riuscire a raccontare davvero tutto quello che è successo e come l’ho vissuto, perchè se la sfiga esiste, se la ruota davvero gira, allora sono in momento di totale buio. Di totale incapacità di prendere in mano le cose che succedono intorno a me che purtroppo ricadono su di me.

Non posso fare niente che stare ferma ad aspettare, e chi mi conosce sa bene che è una cosa che odio fare. Aspettare che qualcun altro, che qualcos’altro, decida cosa fare con noi, di noi.

Il mutuo deliberato a dicembre non ce lo vogliono più dare (questo mi significa il temporeggiare della banca – e allora, perdonatemi, ma non fatevi pubblicità sui “mutui in tasca”, perchè in tasca poi non arriva niente). L’Enel dopo dieci mesi ha montato il palo ma non il contatore, quindi siamo di fatto punto e a capo senza elettricità di cantiere. Il cantiere, che procedeva così bene e così velocemente, s’è per forza di cose dovuto arrestare. I soldi sono finiti e ancora aspettiamo tredicesima e stipendio.

Questo dal lato economico.

 

“Tu pensa alla salute” che c’è chi pensa a quello 

a cui non pensi tu…

E la salute se n’è andata il giorno in cui Noemi ha iniziato ad andare al nido. Tra febbri, raffreddori, un orzaiolo maledetto, bruciori di stomaco e altre infezioni che non sto a spiegarvi, il mese di gennaio è passato resistendo e il mese di febbraio sta passando allo stesso modo. Per fortuna Noemi è forte e Nicolas è in una botte di ferro. O meglio, è in una botte, perchè io di ferro non mi ci sento proprio in questo periodo.

Dal lato umano non so. E’ difficile giudicare il lato umano onestamente. Ma è inevitabile che tutto quello che mi succede poi si ripercuota anche nei rapporti con gli altri. O nei non rapporti, come l’odioso vicinato.

Nel mezzo mi s’è allagata casa (nel mezzo del raffreddore e della tosse e dell’orzaiolo aggiungerei) e la vicina del piano di sotto ha suonato per l’ennesima volta perchè noi risolvessimo un problema di umidità e/o perdite che ha causato chi gli ha venduto la casa, non di certo noi. Anche un cretino sa che la colonna dell’acqua non si tocca e loro l’hanno deviata. Semplice da far capire a un cretino, un po’ meno a un’ottantenne (quasi novantenne) un po’ sorda. Per carità, niente contro gli ottantenni ma vogliate capirmi.

C’è solo da prendere un muro e sbatterci la testa. E sbatterla forte.

E svegliarsi fra qualche mese, quando tutto sarà finito.

Quando riusciremo a trasferirci, nonostante inizio ad essere realmente sfiduciata.

In tutto questo, la gravidanza mi passa in secondo piano, e credetemi è una cosa odiosa, oltre che triste. Perchè porto in grembo un bimbo che so di amare ma non riesco a trovare il tempo di farlo come si deve.

Cosa vuoi che sia, passa tutto quanto…