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Io mi sento così

Io mi sento così ora:

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Qualcosa si distrugge e qualcosa ricomincia.

La mente è affollata di pensieri, date, scadenze, progetti, futuro, futuro, futuro.

Sì, ho paura. Sì, in certi momenti mi chiedo se avrò nostalgia. Sì, in altri momenti sono sicura che sia per il meglio. E’ sempre per il meglio quando si cambia.

Qualche giorno fa ho incontrato il mio dottore al mare. Provo grande affetto per lui, perchè nel momento del dolore mi è stato vicino. Con lui ero libera di piangere, ero libera di essere me stessa mentre al mondo intero sorridevo e fingevo di essere forte. Forse l’ho incontrato perchè lo stavo pensando da giorni, stavo pensando che avevo una cosa da dirgli e gliel’ho detta. Senza preamboli, senza girarci intorno.

Lo chiamo dottore, ma non per il titolo. Lo chiamo dottore e lo faccio in un modo che è come se lo chiamassi per nome. Dottore – e gli ho detto quello che dovevo dirgli.

Perchè? mi ha chiesto.

Non sto bene.

Ma tu cosa vuoi fare?

Quello che voglio fare ora non conta perchè non posso farlo. Ora devo fare quello che c’è da fare.

Però fai bene, mi risponde. Nella vita bisogna avere il coraggio di cambiare. Perchè Claudia quando l’acqua stagna, puzza.

Quando l’acqua stagna, puzza.

E stagna da un po’, mi sa.

E’ stato lui a venire da me, suonando la trombetta della sua bici per attirare la mia attenzione. A dire il vero l’avevo visto ma non ero sicura e non so, il mio rispetto timore di disturbare mi porta a non avvicinare persone conosciute nel mezzo della piazza. Come quando ho riconosciuto Aldo Baglio a Linate e l’ho fissato intensamente ma ho fatto finta di niente per evitare che altri lo bloccassero.

Non so se sia una cosa stupida, ma io faccio così.

E quindi è venuto lui da me, con un sorriso a trentadue denti e quello sguardo che mi fa tanto sentire bene. Lo stesso sguardo di quando mi chiedeva Gioia, come stai? fuori dalla porta della sala parto, sapendo che avevo appena avuto un altro aborto. Un uovo cieco in realtà ma fa lo stesso. Il dolore rimescolava il dolore. Lo sguardo felice di quando gli ho detto che ero incinta. Lo sguardo paterno di quando, in risposta a una mia lettera, mi ha detto Farete sempre parte della mia vita.

Perchè ci sono persone così: che le vedi poco e quel poco basta per farti stare bene.

Poi le saluti e torni nei tuoi pensieri, nelle tue preoccupazioni. Torni nel tuo futuro. Ma per un breve attimo, loro ci sono state. E ci sono state.

 

La quiete

Quel momento sospeso, quel non tempo, quella leggerezza di quando s’è presa una decisione.

Una decisione importante.

L’attimo irripetibile di quanto tutto si ferma e niente importa più di tanto, perchè il tuo cuore è finalmente calmo.

Perchè ci sono nuovi (grandi) progetti.

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