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Mi viene da piangere

Pensavo fosse finita. Stamattina, quando abbiamo ricevuto l’email dell’Autorità per l’Energia Elettrica che in sostanza ci rendeva noto che il reclamo presentato era stato accolto e che è stata inviata una richiesta di informazioni a Enel Distribuzione ed Enel Servizio Elettrico, abbiamo persino accennato un sorriso.

Tenendo conto che la richiesta di allacciamento per l’elettricità di cantiere è stata fatta nel lontano maggio 2011, che il palo e il contatore sono stati montati a marzo 2012, che ci hanno preavvisato la cessazione della fornitura per il 30 giugno 2012, che nonostante l’invio della documentazione da loro richiesta ci hanno portato via il contatore il 23 novembre 2012 (il mio compleanno, che giornata indimenticabile!), che tra una protesta e l’altra abbiamo dovuto sborsare altri 280-e-passa euro per il nuovo contatore e il nuovo contratto, che abbiamo inviato reclami su reclami e che la conclusione era che “Non avevano ricevuto il fax” (quello corretto, N.d.A.), stamattina abbiamo persino accennato un sorriso.

Finalmente qualcuno ci dice che abbiamo ragione noi e che Enel ci deve delle spiegazioni!

Tra l’altro, piccola parentesi, proprio ieri sera un tecnico Enel ci ha fatto prendere un altro infarto, perchè non è mica finita qui: stiamo chiedendo la tanto agoniata luce ad uso domestico residenziale. Pare che Enel stacchi il contatore “di cantiere” quando riceve la richiesta di cessazione, ma non è detto che immediatamente attacchi il nuovo contatore.

Non so se potete capire il panico che abbiamo provato, la rabbia, l’impotenza e la voglia di spaccare la faccia a qualcuno.

Chiusa parentesi.

Dicevo del nostro sorriso.

Quindi ora che finalmente i bimbi dormono, mi dedico a sistemare le carte. Ebbene, direte voi, si archivia!

Eh no, troppo facile. Leggo di nuovo tutto e mi rendo conto che la conferma del nostro fax che l’Autorità per l’Energia Elettrica ha allegato alla lettera per l’Enel è quella sbagliata! Quella che ancora non indica la data “fino alla quale chiediamo la continuazione della fornitura elettrica”, per cui ci continuano a ripetere che la documentazione era incompleta. Non ci credo. Riprendo in mano la risposta Enel al nostro reclamo: è proprio quella che cercano, la data, la data! (Quella che abbiamo indicato, appunto, solo nell’ultimo fax, dopo che un loro operatore ci aveva fatto notare il campo vuoto, N.d.A.)

E l’ennesimo sorriso s’è sgretolato sotto la leggerezza altrui.

Io sono immensamente grata alle associazioni dei consumatori e a tutti coloro che hanno reso possibile la difesa dai soprusi (perchè di questo si tratta) delle società che di fatto hanno il monopolio e dettano legge, ma un errore così grossolano quando dopo due anni pensavo di poter mettere un punto e a capo a questa vicenda, no.

Vi prego, ditemi che state scherzando. Ditemi che è tutto uno scherzo e che noi non ci siamo dentro.

Perchè per me è lampante che abbiamo ragione noi, ma io Pincopallo non ce la farò mai a dimostrarlo di fronte a un colosso quale l’Enel, e se persino chi mi deve difendere commette un errore per cui detta società mi risponderà per l’ennesima volta “non era indicata la data fino alla quale chiedevate la fornitura elettrica” (che in effetti abbiamo indicato solo nel terzo fax inviato), a me non resta che piangere.

Vi prego. Che qualcuno mi levi questo macigno dallo stomaco.

Vi prego. Che qualcuno faccia in modo che ora che dobbiamo passare all’uso residenziale non ci lascino senza energia elettrica.

Visto che la ragione non serve, passo alla fede.

Cosa vuoi che sia

Passa tutto quanto,

solo un po’ di tempo e ci riderai su…

 

Me lo auguro, perchè questo inizio 2012 ha dello squallido in sè. Non so se in post io possa riuscire a raccontare davvero tutto quello che è successo e come l’ho vissuto, perchè se la sfiga esiste, se la ruota davvero gira, allora sono in momento di totale buio. Di totale incapacità di prendere in mano le cose che succedono intorno a me che purtroppo ricadono su di me.

Non posso fare niente che stare ferma ad aspettare, e chi mi conosce sa bene che è una cosa che odio fare. Aspettare che qualcun altro, che qualcos’altro, decida cosa fare con noi, di noi.

Il mutuo deliberato a dicembre non ce lo vogliono più dare (questo mi significa il temporeggiare della banca – e allora, perdonatemi, ma non fatevi pubblicità sui “mutui in tasca”, perchè in tasca poi non arriva niente). L’Enel dopo dieci mesi ha montato il palo ma non il contatore, quindi siamo di fatto punto e a capo senza elettricità di cantiere. Il cantiere, che procedeva così bene e così velocemente, s’è per forza di cose dovuto arrestare. I soldi sono finiti e ancora aspettiamo tredicesima e stipendio.

Questo dal lato economico.

 

“Tu pensa alla salute” che c’è chi pensa a quello 

a cui non pensi tu…

E la salute se n’è andata il giorno in cui Noemi ha iniziato ad andare al nido. Tra febbri, raffreddori, un orzaiolo maledetto, bruciori di stomaco e altre infezioni che non sto a spiegarvi, il mese di gennaio è passato resistendo e il mese di febbraio sta passando allo stesso modo. Per fortuna Noemi è forte e Nicolas è in una botte di ferro. O meglio, è in una botte, perchè io di ferro non mi ci sento proprio in questo periodo.

Dal lato umano non so. E’ difficile giudicare il lato umano onestamente. Ma è inevitabile che tutto quello che mi succede poi si ripercuota anche nei rapporti con gli altri. O nei non rapporti, come l’odioso vicinato.

Nel mezzo mi s’è allagata casa (nel mezzo del raffreddore e della tosse e dell’orzaiolo aggiungerei) e la vicina del piano di sotto ha suonato per l’ennesima volta perchè noi risolvessimo un problema di umidità e/o perdite che ha causato chi gli ha venduto la casa, non di certo noi. Anche un cretino sa che la colonna dell’acqua non si tocca e loro l’hanno deviata. Semplice da far capire a un cretino, un po’ meno a un’ottantenne (quasi novantenne) un po’ sorda. Per carità, niente contro gli ottantenni ma vogliate capirmi.

C’è solo da prendere un muro e sbatterci la testa. E sbatterla forte.

E svegliarsi fra qualche mese, quando tutto sarà finito.

Quando riusciremo a trasferirci, nonostante inizio ad essere realmente sfiduciata.

In tutto questo, la gravidanza mi passa in secondo piano, e credetemi è una cosa odiosa, oltre che triste. Perchè porto in grembo un bimbo che so di amare ma non riesco a trovare il tempo di farlo come si deve.

Cosa vuoi che sia, passa tutto quanto…