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Quanto vorrei una cosa facile nella mia vita!

E però chissà, che forse la vita l’amo così tanto proprio perchè mai niente mi è caduto dal cielo.

E’ anche vero che l’avere pensieri ogni giorno è snervante, è come se avessi un sovraccarico di energie nel cervello, a discapito poi di tante altre cose che dovrebbero andar fatte con leggerezza.

Per raggiungere l’autostima ho dovuto passare per anni di depressione e malattia (che sì, io la malattia psichiatrica la considero al pari delle altre, mica che perchè colpisce i sentimenti allora vale meno).

Per trovare l’amore (il primo, l’unico che considero vero) ho dovuto trasferirmi all’altra punta estrema dell’Italia e aspettare ventidue anni.

Per avere un figlio ho dovuto conoscere l’aborto terapeutico (e ti pareva no, che rimanere incinta al primo colpo fosse troppo facile).

Per vendere un appartamento alla bellezza di trentacinquemila euro ci stiamo mettendo anni, e da un anno l’acquirente c’è ma la burocrazia è una gogna.

Per cambiare vita devo passare per la via del melodramma, o del grottesco – che tra i due non so cosa sia peggio.

Ancora non posso parlarne come vorrei ma la nostra vita sta cambiando. Ancora non so nemmeno in che direzione ma sta cambiando e sta cambiando tosta. Ancora ci sono mille paure, mille ostacoli, mille persone da scansare, perchè non giriamoci intorno, a volte sono proprio le persone che ti circondano a rovinarti la vita. E magari quelle che erano più vicine, e allora forse erano vicine per convenienza o perchè lì si trovavano ed era più semplice starci che non spostarsi un po’ più in là.

E’ inutile che dico di no, io con le persone che hanno fatto parte di certi periodi della mia vita ce l’ho a morte. Non ho il fegato marcio perchè nella mia vita la loro presenza ormai è relegata all’angolo dei ricordi lontani, e nemmeno dolorosi se proprio guardo bene, ma i ricordi non si cancellano a comando e per ora tutto quello che hanno fatto cambiare è l’ennesima svolta alla diffidenza che la sottoscritta ha preso. Parlo con tutti, sono molto più socievole di quando sono arrivata, ma purtroppo – e questo è doloroso solo per me – non mi fido più di nessuno. Ma soprattutto: non mi aspetto più niente da nessuno.

Non mi deluderanno un mancato appuntamento o un bidone. Non mi deluderà scoprire che chi ho di fronte la pensa diversamente da come dice in giro. Non mi deluderà rompere l’ennesimo rapporto di falsa, anzi, opportunista, amicizia. Non ci starò male come ci stavo male tempo fa, che ci pensavo la notte e faticavo a dormire. No.

Le persone che mi mancano tutt’ora sono persone del mio passato, persone che ho stimato, che ho amato, che ho perso per questo o quell’altro motivo. Persone che mi amavano, anche se non potevano dirlo, che mi stimavano, che mi apprezzavano nonostante non avessi altro che un cuore triste da donare. Queste persone mi mancano perchè queste persone mi hanno conosciuta davvero.

C’è chi pensa che leggere un blog basti a capire chi c’è dall’altra parte ma no, non è così. Dall’altra parte c’è molto di più – molto in meglio e molto in peggio.

Sono una persona così complessa che non bastano cento pagine di me a descrivermi e nè bastano cento giorni di convivenza a capirlo. Sono così tante sfaccettature di me che Uno nessuno e centomila non ci arriva alle mie altezze. Ho segreti che non condivido, ho passioni che non esprimo, ho paure che non accetto, ho pregiudizi che non sopporto, ho ricordi che non amo. Ma poi ho segreti che urlo, passioni che esplodono, paure che mi insegnano, pregiudizi che supero, ricordi che sogno volentieri.

Qualche giorno fa un dottore che non ho visto è venuto a ricordarmi che “Non devi fingere di stare bene se non stai bene davvero”. E poi Salvo ha russato e io mi sono svegliata, anche un po’ arrabbiata perchè quando le persone vengono in sogno a parlarmi dicono sempre cose importanti.

Lui ha fatto in tempo a dire solo queste parole e io mi sono alzata con il cervello impastato. Non è che non sto bene, no. Però è vero che ultimamente mi sono fatta andare bene cose che vorrei non dover sopportare più.

La vita corre, e una vita non basta a vivere tutto.

Mi serve un po’ di fortuna, adesso. Mi serve che per una volta le cose vadano un po’ più in fretta. Quindi chiudo gli occhi e respiro, e forse quando li riaprirò sarà successo.

 

Flusso di coscienza

Siamo tornati.

Prevedibilmente s’è trattato di una delle più belle vacanze della nostra vita. E non della nostra vita “insieme”, ma di tutta la nostra vita.

Sapevo che la Sardegna è splendida ma… è splendida davvero.

A conti fatti, mi spiace ammetterlo, sembra più avanti della Sicilia. Teniamo fuori i paesi dell’entroterra, per entrambe le isole. E’ più ordinata, più pulita, meno stressante. Non mi sembrava vero che le auto rispettassero i limiti di velocità e non sorpassassero come dei pazzi ovunque.

Quindi a volte mi torna la domanda: ma che ci sono venuta a fare qui?

Sono venuta a costruire una famiglia, in un posto dove ho il lusso di stare a casa e fare la mamma.

Se voglio vedere i lati negativi, ne ho un elenco intero. Sono anche piuttosto nota per saperli individuare al volo.

Eppure non andrei più via da qui.

Dopo aver perso Nicole c’è stato un momento in cui sia io che Salvo volevamo abbandonare tutto, mandare letteralmente al diavolo ogni nostro progetto qui e cercare lavoro su, casa su. Non in Lombardia, magari in Emilia, in Liguria.

Purtroppo Nicole è qui, e rimarrà per sempre qui.

Non ha possibilità di spostarsi con noi, per cui volente o nolente ormai il nostro posto è questo.

Ma non è solo per lei, qui abbiamo la possibilità di costruirci una casetta in un terreno immenso con una cifra che da me basterebbe per un monolocale in periferia.

E Noemi potrà crescere giocando all’aria aperta, come noi un tempo. Ora qui, in questo quartiere, è impossibile. Impossibile, no. Ci sono bimbi che lo fanno, ma non mi sentirei in pace. Sento le auto e le moto sfrecciare ad ogni ora.

Ho già perso una figlia, non ne voglio perdere un’altra per colpa dell’idiozia di certa gente.

Non vivo con l’ansia, al contrario di come potrebbe sembrare da certi miei ragionamenti. Noemi significa “gioia, felicità” e fino a questo momento è quello che dimostra anche lei. E’ raro sentirla piangere. Sorride sempre.

Nessuno ci avrebbe mai creduto.

Io ero quella con i pensieri di morte, quella che al mondo non ci voleva stare, che il mondo le faceva schifo e la gente pure, che tutto andava male e non vedeva mai la via d’uscita.

E’ questa la mia via d’uscita.

E’ stato Salvo, che il destino mi ha fatto incontrare. L’ho conosciuto in una situazione al limite del grottesco, ma ho avuto il coraggio di inseguirlo, per poi lasciare che fosse lui a condurre i giochi.

Mi ha portato qui. Fino a qualche anno fa glielo rinfacciavo spesso.

In realtà ho sempre deciso tutto io.

Non permetto più che qualcun altro prenda decisioni sulla mia vita.

Sono qui, e ho mille problemi.

Ma sono qui e ho due cose per cui vale la pena affrontare tutto: Salvo, e Noemi.

Fra poco una casa, la libertà di non avere vicini se non a più di cinquanta metri di distanza. La libertà di un terreno immenso. La libertà.

Aspettavo questo momento da anni. E ancora devo aspettare, ma mi sembra tutto molto più vicino, tutto molto più facile.

Sono successe cose nella mia vita che mi hanno fatto cambiare il modo di vedere tutto. Ho dovuto nuotare in così tanta merda che ora il semplice fatto di vivere mi sembra bellissimo.

C’è un detto modicano che mi piace molto, ed è quello che applico su me stessa quando qualcosa o qualcuno mi rema contro: “La pioggia mi lava, il vento mi asciuga”.

Passa tutto.

E domani sarà migliore.