Emmaluna

  
Sei nata esattamente tre settimane fa: ormai ti aspettavo da qualche giorno, ma tu mi davi un segnale e poco dopo quel segnale spariva. Ti eri abbassata dopo una notte di contrazioni preparatorie e poi il silenzio.

Ti ho parlato a un certo punto, proprio come ho fatto cinque anni fa con Noemi. Dicono che il travaglio parta quando anche noi mamme siamo pronte.

Gioia, io sono pronta, ti ho detto quello notte. Il 15 è un numero che mi piace e nella nostra famiglia se nascessi di martedì saremmo tutti nati in giorni diversi. Carino, ho pensato. E poi Salvo oggi avrebbe pomeriggio, quindi perfetto, mi accompagna lui in ospedale.

Sono pronta, dai Emmaluna, fatti sentire.

Ed eccoti: una due tre e molte altre contrazioni “giuste”, come mi piace definirle.

Giuste, ma non regolari. Venti, dieci, otto minuti, poi di nuovo venti, poi il silenzio. Ho accompagnato i bimbi all’asilo e in piedi le contrazioni si facevano sentire. Ma appena mi sedevo tu ti zittivi. Abbiamo passeggiato io e Salvo e insomma tu c’eri. Ogni sette minuti. Sono tornata a casa perchè camminare diventava faticoso, mi sono seduta e di nuovo niente più contrazioni. Ho fatto la doccia, sono tornata a prendere Nicolas che usciva presto, siamo andati da mia mamma, che comunque un giro all’ospedale forse era il caso di farlo.

Mi prendevi in giro. Al terzo parto, non capivo cosa stesse succedendo.

Stavi arrivando oppure no?

Mi sono detta, mangiamo, poi se non parte il travaglio vado a fare una passeggiata, e casomai entro sera vado a farmi visitare.

Non faccio in tempo a finire la pasta che mi hai dato un segnale così forte che pensavo di partorirti in casa, lì, a quella contrazione. E altre tre, che a quel punto la paura di non arrivare in ospedale s’è fatta seria.

E invece ci siamo arrivati, e mezz’ora dopo eri sulla mia pancia.

Niente lacerazione, niente punti. 

Tu sei così, silenziosa, delicata, come consapevole di essere la terza e di doverti in qualche modo adattare. Il tuo primo sorriso l’hai regalato a Noemi, a poche ore dal parto. L’hai riconosciuta dalla voce, come già la riconoscevi da dentro di me. Ti fai accarezzare dai tuoi fratelli, non piangi se non raramente, vieni con noi ovunque.

E hai un nome che ogni volta che pronuncio sembra sempre più disegnato per te.

Benvenuta, dolce Emmaluna.

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6 risposte a “Emmaluna

  1. Dolcissima. Benvenuta piccolina!

  2. benvenuta piccolina!!!

  3. E allora benvenuta, e congratulazioni a tutta la famiglia!

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