Quando il terrore ti entra dentro

Scrivo per esorcizzare la paura, nella speranza che battere i tasti al cellulare focalizzi la mia attenzione altrove, permettendomi di ritrovare il sonno.
Ascolto i telegiornali solo di sfuggita, non voglio lasciarmi influenzare – ma come succede a tutti le notizie degli ultimi tempi mi costringono a pensare. A chiedermi, e se?
Non passo le mie giornate a rimuginarci ma soprattutto in vista dell’Expo mi sono spesso chiesta se siamo davvero al sicuro come fingiamo di essere.
Mi sono appena svegliata da un sogno in cui un uomo nero vestito di bianco con un fucile mi separava dai miei figli. O meglio, sapevo che stava per farlo e in un primo momento ho lasciato la mano di Nicolas, come per volermi proteggere, ma poi l’ho ripresa tenendola forte, che sono loro a dover essere protetti.
Mi sono svegliata e non é successo niente ma mi é rimasta dentro un’inquietudine profonda. Continuo a vedere immagini di noi sorpresi dai terroristi. Come potrei nasconderli?
Vedo Nicolas col suo faccino ingenuo ridere e venire scoperto e mi salgono le lacrime agli occhi.
La verità è che mi sento impotente e… terrorizzata all’idea che possa succederci.
Non saprei proteggerli.
Li sento piangere, vedo la paura e l’incomprensione nei loro visi – nel buio della notte mi sembra tutto così tangibile.
Eppure sono qui accanto a me e respirano beati. Ignari ancora della cattiveria del mondo.
Come sarà il futuro?
Ne sto per mettere al mondo un terzo, voglio che sia questo ciò che conosceranno?
Non ho ragione ora. Per un attimo, nel buio, lascio che sia il terrore a comandarmi.
E domani sarà tutto finito, sarà di nuovo una remota possibilità.
Per ora é qui. Dentro. E pulsa al ritmo dei miei battiti accelerati e delle lacrime calde che scendono fuori controllo.
I bambini no.
I miei bambini no.

Annunci

4 risposte a “Quando il terrore ti entra dentro

  1. La nostra paura è legata al futuro dei nostri figli, sia che siano piccoli, che grandi. Quando il 22enne esce, ho sempre paura che possa succedere qualcosa, una rissa, un accoltellamento. Se ne sentono talmente tante che siamo dominati dalla paura. Sembra che i telegiornali più che fare informazione, facciano terrorismo psicologico.

    • Avevo quest’immagine di me che cerco di nascondere Nicolas e lui che ride o si rifiuta o fa cucù… l’avrebbero preso e separato da me e allora avrebbe pianto disperatamente, la disperazione del bambino a cui tolgono la mamma (e succede, per malattia, per guerra, per incidente). Poi vedevo la paura negli occhi di Noemi, lei che la paura inizia a conoscerla ora… Dio mio.
      É atroce solo il pensiero.
      In passato la paura di un incidente, le immagini di possibili “separazioni”.
      Mi si stringe il cuore.
      In effetti non é la paura del terrorismo, può essere qualunque cosa. É la paura che i propri figli soffrano.
      Mi toglierei un braccio pur di non farlo accadere.
      Ma succederà. In cose più piccole spero.
      É solo che non sono proprio pronta (e dubito si possa esserlo).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...