Novembre di traversate, ricordi e ricoveri

Novembre non ha fatto in tempo ad iniziare che è già finito, non riesco a fissare nella mia mente tutto quello che vorrei: il tempo corre, mi sfugge, si succedono grandi cambiamenti e piccoli impedimenti, si cerca di incastrare tutto e in qualche modo ce la si fa. Ma che stanchezza nel mezzo!

Due settimane fa è arrivato Salvo, in furgoncino con il nostro amico muratore che ci ha aiutato con il trasloco (una manna dal cielo, un viaggio indimenticabile) e due giorni dopo, giusto il tempo di un colloquio in un’importante azienda (speriamo speriamo speriamo), siamo ritornati giù, a recuperare gatti e macchina e a chiudere casa, ancora invenduta.

Una settimana soli io e lui, evento che non si verificava dal giorno in cui è nata Noemi. Avrei voluto passare gli ultimi giorni al mare, in solitudine io e lui, ma parte del mio cuore è legato alle persone che negli ultimi anni sono entrate nella nostra vita come una seconda famiglia, che alcune di loro definirle amiche non rende proprio. Non è vero che me ne vado arrabbiata, la rabbia c’è stata ma io adesso ho il cuore gonfio di bei ricordi.

Abbiamo raccolto conchiglie sugli scogli e abbiamo portato il mare da Nicole, che non l’ha mai visto e mai lo vedrà.

Abbiamo riso e scherzato e ci siamo sentiti carichi e pronti a partire, tranne poi addormentarci come due bimbi sul furgoncino che per fortuna non guidavamo noi.

Ci siamo autoinvitati a ogni pranzo e ogni cena ma entrando in casa sapevamo di essere attesi.

Abbiamo salutato Lyla che adesso ha dei nuovi meravigliosi “genitori”.

Ho mangiato la mia ultima crepe a Modica bassa.

Ho aperto il cuore e risposto a domande sul mio passato alle uniche persone che in otto anni hanno avuto la curiosità di chiedere. E l’ho fatto volentieri, senza imbarazzo.

Al mio compleanno mi è stato regalato un mortaio fatto a mano, non me l’aspettavo e non mi aspettavo nemmeno di commuovermi una volta che i saluti sono finiti e la porta s’è chiusa alle nostre spalle.

Abbiamo attraversato l’Italia per l’ennesima volta, carichi di bagagli ma soprattutto di affetto.

Salvo ha fatto il secondo colloquio nell’azienda che nemmeno nei progetti migliori. Stiamo ancora aspettando una risposta (entro fine anno, hanno detto) ma osiamo sognare e in fondo non smetteremo nemmeno se dovesse andar male.

Noemi è stata ricoverata due giorni e non abbiamo capito la causa, se un virus o un’indigestione o una botta in testa che ha preso. Però s’è divertita e dice che ci vuole tornare. Viaggiava nel corridoio con la sua flebo e sembrava una piccola donna, non più una bambina. Niente le procurava disagio, tutto la incuriosiva.

Abbiamo ancora decine di scatoloni chiusi e probabilmente rimarranno chiusi per un po’. Abbiamo un nuovo letto a castello in camera e sempre meno spazio dove muoverci. Ma abbiamo una casa e non importa quanto sia piccola e quanto ci pesteremo i piedi.

Ora siamo davvero pronti a ricominciare.

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2 risposte a “Novembre di traversate, ricordi e ricoveri

  1. Speriamo che il colloquio abbia una risposta positiva, così inizierete l’anno ancora più carichi di positività.
    Mi spiace per la piccola, se si è divertita, meglio per lei…

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