Facciamo un po’ di chiarezza

Perchè qui c’è gente che passa il venerdì sera a spulciarsi i miei blog (senza nemmeno notare che l’anonimato è sparito da più di un mese) e a sprecare fiato e parole per insultarmi (anonimamente, che da un anno a questa parte di gente che ci abbia messo la faccia non ne ho ancora vista).

Punto primo: non ho deciso io di lasciare la Sicilia.

Mio marito non è il mio burattino ma una persona capace di intendere e di volere, dotata di cervello per capire determinate situazioni che certo non si limitano al misero negozio in cui ha lavorato dieci anni, come invece per altri accade. Abbiamo riflettuto vario tempo prima di considerare l’idea di abbandonare la Sicilia. Prima ancora che si verificassero determinati fatti eravamo arrivati all’idea di andarcene nel giro di qualche anno, giusto il tempo per goderci la tanto agoniata casa in campagna.

Poi è successo quello che è successo e qualcuno stupidamente ha fatto una ripicca invece di cercare un confronto e questa ripicca, in aggiunta ad altre situazioni del passato e del periodo in questione, ha portato mio marito ad affrettare i tempi.

Non ho deciso io di lasciare la Sicilia. L’ha deciso lui. Più di un anno fa.

Io ho deciso di farmi da parte e, contrariamente a quanto mi viene detto, non sono rimasta sola: ho solo smesso di frequentare il suo ambiente lavorativo, cosa che in passato avevo fatto quotidianamente. Ho coltivato amicizie al di fuori ma sicuramente, avendo preso la decisione di andarcene, non ho cercato di instaurare nuovi rapporti, non avendo più voglia di mantenere relazioni a distanza.

Punto secondo: quale infinita pena mi fa questa persona che non solo non ha spina dorsale per affrontarmi ma deve anche inventarsi un nome di fantasia per venire a offendermi in rete quando io per tre mesi e mio marito per più di un anno siamo stati a un tiro di schioppo. E quale considerazione dovrei avere di una persona che riappare sul mio blog l’esatto giorno in cui Salvo smette di lavorare?

Mi dicono che non ho fatto che litigare con le persone… ma magari ci avessi litigato! Con chi avrei litigato, di grazia, che oltre a non metterci le palle non ci avete messo nemmeno la faccia?

Non ho litigato con nessuno, io.

Forse voi avete litigato con voi stessi.

Punto terzo: starò benissimo ovunque sarà la mia famiglia, ovunque vedrò i miei figli sorridere, ovunque sentirò di avere intorno persone trasparenti che non si tirano indietro e non si devono cammuffare per dirmi come la pensano. Giusto per aggiungere, mi piace dipingermi come asociale, lunatica e malinconica, ma nella realtà sono una persona serena e tranquilla, cosciente delle proprie capacità e dei propri limiti e soprattutto determinata a non accontentarmi di qualcosa soltanto perchè mi dicono “che vuoi, le cose vanno così“. Ho già nuovi amici e non ho mai perso i miei. Sono sempre andata sulla mia strada e continuerò a farlo e sicuramente determinate decisioni non sono dettate da persone al di fuori del nostro nucleo famigliare ma da riflessioni che ci hanno impegnato per qualche mese. C’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma è stata, appunto, la goccia.

Punto quarto: se leggete bene tutto si capisce chiaramente che io faccio una serie di considerazioni e non mi fermo a un singolo episodio. Proprio in questi giorni, per il sud Italia, si parla di “desertificazione economica“, che chiaramente al momento è un’esagerazione, un avvertimento, ma è qualcosa su cui io e Salvo abbiamo riflettuto. Cosa potremo dare ai nostri figli? Con il suo lavoro, che economicamente ci avrebbe anche garantito una certa stabilità, ma di fatto non vedevamo che uno stipendio ogni quattro mesi, e due settimane di ferie l’anno, non saremmo stati in grado di coltivare il nostro ideale di famiglia. Saremmo stati obbligati a rimanere nell’isola trecentocinquanta giorni l’anno e non avremmo potuto garantire ai nostri figli la stessa libertà di scelta che noi abbiamo avuto.

Vendere casa è rinunciare a un sogno di stabilità per poter donare ai nostri bimbi un futuro di libertà.

Punto quinto: io non ce l’ho con i siciliani. Ce l’ho con un certo tipo di mentalità siciliana, o tipicamente meridionale, che non mi si può contestare perchè ampliamente riconosciuta all’interno della stessa isola bedda.

Molti amici di mio marito (e sì, anche clienti del vostro negozio) l’hanno spronato ad andarsene. Molte persone ci hanno incoraggiati nei momenti di indecisione e, magia magia, erano siciliani. E poi, voglio dire, quanti siciliani ci sono all’estero, o al Nord? Molti fra di voi hanno scelto di studiare su, piuttosto che in università dell’isola, e perchè mai? Se è tutto perfetto, se è tutto migliore, perchè non restare lì? E quando incontro un siciliano qui dove sto ora, sapete che mi dice?

Giù? Io non ci tornerei nemmeno se mi pagassero.

Quindi forse ampliando un po’ le proprie vedute, la nostra scelta non è così folle, e non è certo dettata da una discussione o da un insulto che mi è stato fatto anonimamente sul blog.

Infine, caro parente, caro ex-collega, cara ex-amica, mi fa piacere che tu passi ancora a leggermi e che tu perda tempo scrivendo in anonimo sperando di ferirmi. Ma puoi anche smetterla, perchè tutto quello che mi tiri fuori è un’infinita pena: io vi ho già dimenticati tutti e presto lo farà anche mio marito.

Non ti preoccupare di come staremo: sicuramente meglio di come starete voi, chiusi nella vostra piccola fortezza pietrificata.

E per concludere, sapete qual è stata la domanda che mi fatto Noemi la prima sera in cui siamo tornati a Modica, lo scorso giugno?

Mamma, domani torniamo a casa?

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12 risposte a “Facciamo un po’ di chiarezza

  1. Pingback: Amicizie e piacevoli sorprese | Claudia's blog

  2. Elisa - Tripvillage

    Che tristezza questo mondo dove la gente non ha nient’altro da fare che pensare a parlare male degli altri. Sarà che non hanno problemi a cui pensare? Che pena..
    Brava Claudia!

    • E problemi ne hanno ma ficcare il naso negli affari della gente e tentare di rovinare la felicità altrui é troppo importante per loro. E vabbè, non ci scalfisce, ci rende ancora più sicuri della nostra scelta 😉 Grazie!

  3. Si commentava da solo. 🙂

  4. Ma che gentaglia gira al mondo?
    Mi dispiace molto, ma sono sicura che tu abbia la forza per passare oltre!
    Un abbraccio!

    • Tanta rabbia ma già superata. Questa persona ha aspettato l’ultimo giorno di lavoro di mio marito per venire a spulciarsi i blog per dirmi che per lei non sono mai stata niente… e siccome per me veramente questo fantomatico Jack non vale niente a parte la rabbia del comportamento e della falsità con mio marito é già finito tutto 🙂
      Grazie comunque 😊

  5. Scusa gli errori. Scrivo dal cellulare e questo post mi ha fatto incazzare (non tu ovviamente). Sono agitata.

  6. Ho letto il commento lasciato dal fantomatico Jack…che tristezza, non avere nemmeno il coraggio di firmarsi, di metterci la faccia. Persone così non meritano considerazione alcuna e nemmeno spiegazioni, tanto non le capiscono, sono pietrificate, come hai detto tu, nelle loro piccole menti.
    Il tempo ti darà ragione, peccato che non possano vedere….

  7. Ciao Claudia
    Sono Anna.
    Sono una che la faccia ce la mette, tu lo sai.
    Anche se magari parliamo di cose diverse.
    Intervengo anche se non centro niente con quello che scrivo e quello che racconti perché mi metto nei tuoi panni e lo faccio facilmente senza costringermi e perche trovo assurda una situazione in cui una donna debba giustificarsi anche se “solo” su un blog per i propri comportamenti e decisioni.
    Trovo grottesco che esistano persone che con la loro supponenza costringano altre persone come te e come me all’angolo, ponendo noi a chiederci se abbiamo sbagliato qualcosa, mettendo le ns riflessioni alla luce del sole. Chi entra qui (e non ho letto i tuoi anonimi, mi bastano i miei che alla.fine mi hanno costretta alla chiusura ) pensa di avere la verità in mano e sferra colpi senza mai chiedersi cosa avrebbe fatto al tuo posto. trovo assurdo questo comportamento e questa cosa mi fa incazzare. Trovo assurdo che qualunque malinteso, qualunque idea sbagliata, qualunque errore semmai si sia commesso ( e mi metto dalla parte degli anonimi stavolta) tu non sia “giustificata” rispetto al fatto che sei una donna che ha subìto dolori e perdite che avrebbero potuto farti uscire di testa altro che rimanere lucida e coerente come sei!!! è questo Claudia!! Più sei forte, equilibrata, e sorridente e più si pretende da te, si pretende al punto che non puoi nemmeno permetterti di sfogarti su un diario, tanto che devi fare chiarezza. Ma chiarezza per chi?? Cerchiamo di fare chiarezza perché a noi sembra cosi semplice e lineare la situazione che ti siedi e tu viene da dire ” adesso ti spiego” , ma tanto Claudia non cambierà l’idea che questa gente ha di te. Ormai è così. Sei etichettata perche questa gente ha bisogno delle proprie certezze e se glie le togli facendoli ragionare si impallano, sbattono la testa contro il muro, vanno in corto circuito, perché non possono ammettere nel loro habitat naturale un outsider come te. Che ci fanno? Sei destabilizzante.
    Smettila di spiegare.
    Smettiamola.
    Chiudi ‘sto blog. Aprì ne uno per te e per chi ti vuole bene e non permettere a questa gente di entrare. Casa tua è chiusa.

    Ti abbraccio

    • Ecco perché non ti trovavo più. Oh Anna come mi dispiace che tu sia arrivata a tanto! Guarda ci ho anche pensato ma non voglio chiudere perché ci tengo troppo a questo mio spazio e tanto troverebbero comunque il modo di far arrivare le loro cattiverie. Che non arrivano eh. Non arrivano perché sono stufa di ascoltare e quindi le leggo e le lascio lì, e chi le legge poi finisce per stare automaticamente dalla mia parte. Ma non é neanche questo. Non mi sfiorano più, ho sofferto troppo per permettere a persone che si credono anonime di farmi male con queste piccolezze. Comprendo la tua scelta, e sono anche sicura che a te abbiano fatto più male, perché immagino ti abbiano ferito in qualcosa di ben più grande rispetto a un trasferimento.
      Hai ragione, devo smetterla di dare spiegazioni. Ci ho anche pensato sai? Di lasciar cadere tutto nel nulla, come un sassolino in un burrone, ma poi le mani hanno scritto ed è l’ultima volta. La mia vita é altro. A queste cose proprio non voglio abbassarmi. Ti abbraccio tanto forte!

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