Esserci per gli altri… ma non per i figli.

Io ho scelto di esserci tutto il tempo che posso. Di prendermi (egoisticamente forse) tutto quello che posso. Di essere io quella che insegna loro a fare la pipì nel gabinetto. Di poter fare colazione con loro ogni mattina, di accompagnarli e andarli a prendere all’asilo. Di rinunciare a qualcosa di mio (più che altro il tempo libero) pur di poterli iscrivere in piscina o al giocasport dell’oratorio. Di essere io quella che un giorno mostrerà loro come volare lontano.

Io voglio esserci finchè loro vorranno. Io vorrei esserci il più a lungo possibile, ma non in maniera soffocante: voglio esserci perchè voglio vederli, voglio godere della loro infanzia e soprattutto della loro gioia di vivere.

Vengo spesso (mal)giudicata per questo. Perchè spreco la mia intelligenza, perchè non curo la mia persona (ma a me piace essere così, non lo sono diventata dopo i figli: io non amo nè truccarmi nè vestirmi ma non per questo mi sembra di andare in giro slavata), perchè non mi prendo del tempo per me stessa, perchè non coltivo hobby e passioni.

Tra gli hobby qualcuno ci infila anche il volontariato.

Perchè esserci per gli altri è importante.

Ma io che ho scelto di esserci per i miei figli sto buttando via del tempo prezioso.

Mi fa rabbia questo commento continuo, logorante. Mi fa rabbia perchè io sono una che mette l’anima in quello che fa, nel lavoro che avevo prima di trasferirmi in Sicilia così come nell’amore per la mia famiglia, marito o figli che siano. E sentirmi dire che sto sprecando tempo perchè mi prendo cura dei miei figli mi irrita. Figurarsi quando mi dicono che spreco la mia intelligenza.

Ho mille dubbi quotidiani. Spesso anch’io mi chiedo se ho fatto la scelta giusta, per me e per i miei figli, se essere mamma a tempo pieno sia veramente appagante come dico. A giorni lo è, a giorni no. A giorni mi manca qualcosa, ma molto più spesso mi rendo conto che ora come ora non me la sento di rinunciare al tempo che passo con loro.

Finchè non c’è un bisogno economico, io preferisco così.

Se mi offrissero un part time sarebbe altra storia, ma al momento ti chiedono anche l’anima quando possono e io no, io non posso. Ci penso eh, quasi tutti i giorni. Penso a cosa mi piacerebbe fare e ho un paio di idee in testa. Un paio di idee che richiedono impegno e passione e io ce li metterei anche. Ma poi gira che ti rigira, sarò pigra, sarò gelosa, non me la sento e lascio perdere.

Io questi attimi li voglio vivere tutti. Finchè loro mi vorranno come centro del mondo, io voglio poterlo essere.

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8 risposte a “Esserci per gli altri… ma non per i figli.

  1. Io lavoro 8 ore al giorno e devo dire che questa cosa inizia a pesarmi molto.
    Ho il magone perenne in quanto non riesco a stare con il mio bambino se non poche ore al giorno. Con mio marito avevamo fatto due conti e volevo chiedere una riduzione di orario, purtroppo però lui è rimasto senza lavoro per cui niente.
    Un abbraccio
    Claudia

    • Mi spiace! In effetti finché uno dei due lavora questo è anche fattibile…
      Non so per noi come sarà: Mio marito finisce di lavorare mercoledì e naturalmente sono convinta che sia più facile per lui trovare lavoro rispetto a me, ma nel caso non dovesse succedere dovrò mettermi a cercare anch’io.
      Capisco molto bene il tuo magone… non l’ho mai provato ma è qualcosa a cui ho spesso pensato. Ne ho paura.
      Ti abbraccio e ti auguro tanta buona fortuna!

  2. Far venire i sensi colpa alle mamme é sport nazionale….se lavori 8 ore al giorno ti dicono che é comodo mettere al mondo i figli se poi li fai crescere agli altri..la veritá é che nessuno ha il libretto di istruzioni e nessuno dovrebbe giudicare le scelte di una donna, perché nella maggior parte dei casi sotto la lente d’ingrandimento ci siamo noi donne e nella maggior parte dei casi siamo proprio noi donne a giudicarci…

  3. E fai bene. Sono così piccolo per così poco tempo, che godersi questi anni è la cosa migliore, sempre che sia possibile e dato che tu lo puoi fare, fai strabene.

    • Mi hanno lasciata a casa dopo il matrimonio, quindi diciamo che mi sono ritrovata se scegliere di cercare lavoro o fare un figlio. Ho scelto di fare un figlio e poi cercare un lavoro, anche per onestà verso l’eventuale datore. Mi ci sono ritrovata all’inizio, ho visto che economicamente (pur non essendo ricchi, che mio marito é commesso anche lui) ce la facevamo e di lì la scelta più consapevole. Una volta che sono stata con loro m’è venuto proprio difficile pensare altrimenti…

  4. lo Sai che con me sfondi una porta aperta, anche a me lo dicono spesso. E mi intristisce perché la maggior parte delle volte sono donne . Ma ormai non ci penso più ,.. Goditeli! E lasciali perdere .

    • Io ogni tanto ci rimugino su, mi faccio mille domande, a volte ho anche seri dubbi proprio a causa dei pensieri altrui e mi fa rabbia: ma ognuno di noi non dovrebbe essere libero di fare ciò che meglio crede?
      E’ vero, sempre donne a dirlo. Questo ferisce ancora di più!

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