Adattamento

Uno si preoccupa tanto per i bimbi e poi alla fine sono quelli che in trenta secondi si sono già adattati. Abbiamo letteralmente attraversato l’Italia in macchina e loro buoni buoni hanno passato diciassette ore sui loro seggiolini, con solo due ore di pausa tra pranzo cena e soste caffè-pipì, che Nicolas ha viaggiato senza pannolino e bisogna fargli una standing ovation. Hanno dormicchiato, chiacchierato, cantato e giocato e devo essere sincera, da quel punto di vista il viaggio è stato splendido. Tra l’altro, bel tempo da Modica fino quasi a Firenze. Poi bombe d’acqua su tutto il tratto appenninico (e qui la standing ovation me la faccio da sola, che la serata si illuminava a giorno col temporale che abbiamo attraversato) e appena fuori Milano, per accoglierci come si deve e non lasciarci troppe illusioni.

Qui è autunno.

Non lo ricordavo, l’autunno.

Bastano davvero otto anni lontani per dimenticare il clima del posto in cui sei nato e in cui hai vissuto più di vent’anni?

Sì.

A Modica era ancora stagione balneare, qui non abbiamo i giubbini ma non siamo nemmeno in maniche corte, e io ho tolto i sandali giusto il giorno del viaggio.

Non è stato facile, non è mai facile. Non sono più milanese, fatico a vivere nel cemento. Mi sono persino abituata alla guida siciliana, non mi arrabbio quasi per niente, è come se avessi fatto scuola di sopportazione per tutto il periodo in cui ho vissuto a Modica.

E sappiamo che è così.

Però nello stesso momento in cui ho spento il motore, ne ho sentito la mancanza.

I bimbi no.

Noemi è già tornata all’asilo, dove una sua compagnetta l’aspettava trepidante da settimane e ogni giorno mi guarda con ansia nell’attesa che io me ne vada per potersela portare via. Nicolas s’è tranquillizzato tantissimo, gioca per ore senza che io mi renda conto della sua presenza. Dopo i primi giorni di nottate allucinanti, in tre sul lettone (e no, niente, il cosleeping non funziona quando per figlio hai un toro impazzito), ora dormiamo piuttosto bene e anche se il sonno perso non si recupera io mi sento finalmente riposata.

Ho rivisto un paio di amiche, ho ricominciato a sentirmi parte del mondo, non più isolata e in solitaria per giorni interi. Parlo anche con persone adulte e quasi non me ne capacito.

Mi mancano i miei vicini di casa, l’idea che stavano costruendo un bellissimo rapporto e dobbiamo interromperlo. Mi mancano quelle poche persone che ci sono sempre state, anche quando non l’abbiamo chiesto. Mi manca la campagna e mi manca il mare. Mi manca naturalmente Salvo.

Ma guardo i miei figli di nuovo tranquilli e sereni, e non più capricciosi e irritanti come poche settimane fa, e mi rendo conto che sì, abbiamo fatto la scelta giusta.

Qui abbiamo molte più possibilità per loro.

E per noi.

 

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6 risposte a “Adattamento

  1. Ci preoccupiamo sempre per i nostri figli, ma loro hanno più spirito di adattamento di noi.

  2. Forse e’ proprio quello che vi ci voleva… 🙂

  3. I bambini hanno la fortuna di non sapere bene né cosa sia il passato né il futuro. Loro vivono nel presente, e come spesso accade abbiamo tanto daiimparare da loro.
    Buon cammino!

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