Lettera a mia figlia

Cara Noemi,

(pensavo a te mentre passeggiavo in spiaggia ieri pomeriggio, dopo avervi lasciato a casa con il papà perché avevo bisogno di una boccata d’aria e di sbollire un po’ di rabbia) ti auguro nella vita di non assomigliare a me.

Ti auguro di non essere così forte e determinata, perché la gente ti farà soffrire e vedrà sempre e solo la tua corazza, non vedrà mai il tuo cuore. Preferirà chiamarti arrogante e tenterà di metterti i bastoni tra le ruote con un mezzo di cui i più ignorano la potenza: la parola.

Ti auguro di non essere sensibile come me, perché ti spezzeranno il cuore e passerai ore, giorni, settimane e magari mesi a chiederti cos’hai sbagliato, quando invece non hai sbagliato niente.

Ti auguro di non voler avere il controllo di tutto, perché alla fine ti troverai a dover fare anche quello che spetta agli altri, e non ti aspettare grazie: non arriveranno.

Ti auguro di non essere intelligente, perché capirai troppo presto che le cose non funzionano e cercherai di fare la tua parte per cambiarle, ottenendo in cambio solo sconfitte. Persino le persone che cercherai di aiutare ti si rivolteranno contro.

Ti auguro di non essere coraggiosa, perché vorrai sempre di più e te lo andrai a prendere a scapito di tutto. Eppure ci sarà sempre qualcuno che vorrà rovinare le tue conquiste, qualche volta riuscendoci, qualche volta no. Ma in ogni caso spesso ci vuole troppo dolore e forse è meglio accontentarsi e non andare oltre.

Ti auguro di non avere empatia e non provare mai a metterti nei panni degli altri: c’è già abbastanza dolore nella propria vita, non c’è bisogno di cercarne altro fuori.

Ti auguro di essere egoista e non curarti di chi hai accanto: non farà che rallentare i tuoi progetti e metterti in testa dubbi di cui non hai bisogno. Vai per la tua strada e investi chiunque ti si metta in mezzo.

Ti auguro di non provare un amore troppo grande verso nessuno, eviterai di starci male quando ti ferirà o quando non ci sarà nel momento del bisogno, sia un’amicizia o l’amore della tua vita.

Ti auguro di non vedere, non sentire e non parlare, vedrai che vivrai meglio. Ti auguro di saper distruggere le persone con il pettegolezzo e comunque di continuare a far loro la bella faccia. Ti auguro di non avere peli sullo stomaco, di passare sopra a tutto e a tutti, di non preoccuparti di cosa provano gli altri. Ti auguro di non sentire mai l’esigenza di guardarti allo specchio e vedere chi realmente sei.

Ti auguro di non essere come me, di non provare mai dolore, mai rabbia, mai tristezza, mai delusione, mai amarezza. Ti auguro di vivere in piccolo, come fanno molti, che tanto va bene così. Ti auguro di non essere nemmeno consapevole che sei viva, così non capirai mai l’importanza e la fragilità della vita ed eviterai di doverne rispettare il valore.

A questo pensavo ieri mentre passeggiavo.

Ero piena di rabbia e pensavo che vorrei risparmiarti tutto quello che sto provando io.

Cara Noemi, no. Io ti auguro di assomigliarmi un po’.

Vorrei tenerti lontano dal dolore, dalle delusioni, dal cuore che si sgretola nel petto e tu ne senti l’eco da fuori. Ma non posso: la vita è anche questo e se vuoi viverla davvero devi provare tutto. Ti auguro di avere il coraggio di andare avanti comunque, di ascoltare solo chi ti vuole davvero bene o comunque chi ti parla con il cuore. Ti auguro di avere la forza e la determinazione di cambiare quando la situazione lo richiede, la forza di lasciare andare le persone che ti hanno deluso, l’onestà verso te stessa per poter continuare a guardarti allo specchio e sentirti a posto, l’energia per fare le cose senza appoggiarti agli altri, la sensibilità per essere in grado di metterti nei panni di chi hai di fronte e di capirlo anche quando ti mostra una maschera. Ti auguro di essere generosa, intelligente e soprattutto di saper amare.

Non ti posso garantire una vita facile, ma ti posso insegnare una vita piena. Ti posso insegnare che nonostante tutto vale la pena vivere, ti posso insegnare che dolore e felicità spesso sono le due facce di una stessa medaglia, ti posso mostrare la forza delle passioni, ti posso raccontare la bellezza che ci circonda.

Le persone vuote questo non lo vedono.

Le persone vuote non lasciano traccia.

Si disintegrano al suolo appena la loro luce si esaurisce.

Ama Noemi, ama forte. Non ti fermare mai. Corri a prenderti quello che desideri, insegui i tuoi sogni, non ascoltare chi ti dice che non sei in grado. Vivi, Noemi. Vivi.

foto 2 (8) 

 (Dolce piccolo Nicolas, ho scritto a Noemi perché in questo mondo a volte essere una donna è più difficile, ma auguro a te le stesse cose, e soprattutto ti auguro di essere un uomo in grado di prendersi cura di chi ama, un uomo sensibile anche quando in fondo tutti ti vogliono solo forte e sprezzante. No, essere uomo è anche saper amare, sapersi donare. Essere uomo è molto più di quello che vogliono farci credere.)

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11 risposte a “Lettera a mia figlia

  1. Pingback: Acidità e reflusso | Claudia's blog

  2. sei bella.
    Sei bellissima.

    Sono senza parole per questa lettera così intensa.

  3. Hai mai letto “lettere ad un bambino mai nato?”, la mamma di quel libro elenca tutti i motivi per cui non vorrebbe mai fargli vedere questo marcio mondo… Poi cambia idea, si scusa e gli racconta la bellezza del mondo.

    Ti ci ho rivisto tanto e mi sono emozionata per la piccola Noemi… Avrà un bel daffare, come tutti noi 🙂

    • Sì é uno dei miei preferiti! In effetti quand’ero al mare alla seconda parte della lettera non ci stavo proprio pensando… poi con calma mentre scrivevo mi sono detta… ma voglio veramente che mia figlia veda solo il brutto e che ne faccia parte per non sentire dolore o rabbia?
      Giammai!!! 🙂

      • Conservo le mie citazioni preferite in un file, queste quelle di quel libro. :*
        Te le regalo! :*

        “In qualsiasi sistema tu viva, non puoi ribellarti alla legge che a vincere e’ sempre il piu’ forte, il piu’ prepotente, il meno generoso. Tanto meno puoi ribellarti alla legge che per mangiare ci vuole il denaro, per dormire ci vuole il denaro, per camminare dentro n paio di scarpe ci vuole il denaro, per riscaldarsi d0’inverno ci vuole il denaro, che per avere il denaro bisogna lavorare. Ti racconteranno un mucchio di storie sulla necessita’ del lavoro, la gioia del lavoro, la dignita’ del lavoro. Non ci credere, mai. Si tratta di un’altra menzogna inventata per la convenienza di chi organizzo’ questo mondo. Il lavoro e’ un ricatto che rimane tale anche quando ti piace. Lavori sempre per qualcuno, mai per te stesso. Lavori sempre con fatica, mai con gioia. E mai nel momenti in cui ne avresti voglia. ANche se non dipendi da nessuno e coltivi il tuo pezzo di terra, devi zappare quando vogliono il sole e la pioggia e le stagioni. Anche se non ubbidisci a nessuno e il tuo lavoro e’ arte cieo’ liberazione, devi piegarti alle altrui esigenze o soprusi. Forse in un passato molto lontano, tanto lontano che se ne e’ smarrito il ricordo, non era cosi’. E lavorare era una festa, un’allegria. Ma esistevano poche persone a quel tempo, e potevano starsene sole.”

        “E’ cosi’ bella la vita, la luce. Sono cosi’ belli gli alberi e la terra e il mare. C”e molto mare qui: te ne arriva il profumo, il fragore? E’ bello anche lavorare se dentro di te guizza una gioia: mentivo a sostenere che in ogni caso il lavoro stanca e umilia. Devi scusarmi: la collera, l’ansia, mi facevano veder tutto buio. E a proposito del buio: e’ sorta di nuovo in me l’impazienza di tirartene fuori. Con essa, il timore di averti scoraggiato attraverso le chiacchiere sulla liberta’ che non esiste, sulla solitudine che e’ l’unica condizione possibile. Dimentica quelle sciocchezze: stare gomito a gomito serve. La vita e’ una comunita’ per darci la mano, consolarci, aiutarci. Anche le piante fioriscono meglio una accanto all’altra, e gli uccelli migrano a gruppi, i pesci nuotano a branchi. Che faremmo soli? Ci sentiremo come astronauti sulla Luna, soffocati dalla paura e dalla fretta di tornare indietro. Sbrigati, trascorri alla svelta i mesi che ti rimangono, affacciati senza timore di vedere il sole. Li’ per li’ ti abbagliera, ti spaventera’ ma presto diverra’ un’allegria di cui non potrai fare a meno. Mi penso d’averti fornito sempre gli esempi piu’ brutti, di non averti mai raccontato lo splendore di un’alba, la dolcezza di un bacio, il profumo di un cibo. Mi pento di non averti fatto ridere mai.”

      • Ok, mi hai fatto commuovere. Appena fuori dallo scatolone lo rileggerò per la terza volta (che non è molto, ma ogni volta ha il suo momento “storico”)…
        Ti abbraccio forte… grazie!

  4. E’ un bellissimo post, Claudia. Dai un bacino a Noemi per me. E uno a te.

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