Perchè essere mamma (per me) è così importante

Sembra retorica poi in fondo.

E’ vero che i miei figli in questi giorni stanno togliendo spazio al mio lutto, ma devo ancora decidere se è un bene o un male. Ci sono momenti in cui mi sento esplodere e i loro litigi e le loro continue richieste mi sembrano un trapano che mi perfora le orecchie. Ma ci sono momenti in cui sento che la loro presenza è fondamentale. Perchè loro mi abbracciano senza sapere che io sto male dentro, perchè loro mi abbracciano perchè sono io e non hanno pretesa alcuna. Perchè Noemi mi dice che mi vuole bene e lo dice perchè mi vuole bene, per nessun altro motivo. Anche se a volte lo dice perchè mi sono arrabbiata e a volte lo dice perchè semplicemente non ha filtro e lo pensa e lo dice.

Loro conservano quella trasparenza che noi adulti abbiamo perso.

Da qualche anno, con alcune persone, mi sono permessa di essere me stessa. In linea di massima è stato un bene, ma non so quanto questo mio essere senza filtro poi alla fine abbia prodotto qualcosa di buono.

Ma non c’entra niente con quello che sento ora.

Ora li guardo mentre stanno davanti alla televisione e sento che mi fanno un’enorme compagnia. Noemi non ha dormito oggi pomeriggio quindi ero un po’ di cattivo umore quando è sbucata in sala alle quattro e mezza. Avevo voglia delle mie due ore di santa solitudine. Avevo anche provato a dormire un po’ e stavo leggendo quando è arrivata con quel sorriso che la dice lunga. Ho anche provato a ignorarla ma non mi è riuscito. Quando alla fine s’è svegliato pure Nicolas ha iniziato a leggere dei libri d’arte e dopo qualche minuto s’è ricordata dei colori a dita. Non li usiamo spessissimo, un po’ perchè mi dimentico, un po’ perchè non sempre ho voglia di ripulire il casino che immancabilmente si fa. Però è un passatempo che mi piace. E piace parecchio pure a loro.

Mi sono messa a guardarli mentre si facevano prendere dall’euforia dell’arte e mi sono fatta prendere dal loro entusiasmo e dalla loro gioia di vivere.

Qui e ora.

Finito, pitturati i tre megafogli dell’Ikea e tre quarti di veranda, spaventati a sufficienza i tre gatti e colorati persino nelle mutande, si sono messi a gattonare e a zampettare allegri sulle piastrelle dell’altra veranda. Io ho preso la canna e ho iniziato ad allagare tutto, l’acqua usciva ancora calda per via del sole di oggi e così ho lavato pure loro. In trenta secondi erano puliti: m’è andata meglio del solito. Hanno continuato a ridere e zampettare per un’altra mezz’ora, e non so come facessero, bagnati e col vento che c’era ma scaldava il cuore vederli così.

Sì, forse è un desiderio egoistico quello di avere figli: forse per me non è solo mettere al mondo una vita ma riempire la mia. Ci sto pensando spesso, visto che il mio desiderio di maternità non s’è in alcun modo placato con l’arrivo di Nicolas, anzi, se possibile è raddoppiato. Mettere al mondo un figlio è per me qualcosa che va oltre. A parte la meravigliosa sensazione di essere portatrice di vita (forse perchè sono anche stata portatrice di morte, chi lo sa) e le sensazioni che la gravidanza mi dà, facendomi di fatto vivere nove mesi di serenità consecutivi – evento raro nella mia vita, è proprio l’avere qualcuno vicino che mi fa stare bene. Mi riempie le giornate, oltre a riempirmi il cuore.

Non sempre ho voglia di giocare e accudire e stare dietro alle mille richieste che due bambini di quattro e due anni hanno, ma senza di loro sarei persa. Io ho bisogno di avere uno scopo, ho bisogno di essere mamma a tempo pieno proprio per questo. Ho bisogno di arrivare a fine giornata e sentire i loro baci e i loro abbracci e le loro risate e il loro ti voglio bene che mi fanno capire che sì, ho sbagliato tanto anche oggi, ma poi alla fine quello che doveva passare è passato.

Ho bisogno di sentirmi utile e non c’è niente al mondo che mi faccia sentire così come l’avere intorno i miei figli. Voglio che loro possano godere di questa vita al meglio, voglio che imparino ad amare la natura così come la amo io, voglio che Noemi continui a stupirsi di fronte a una luna a falce e gridi “Mamma vieni a vedere che luna grande, l’ho vista io, è ancora più grande di ieri!” e chiami Nicolas perchè anche lui la veda, e stiano così, per un quarto d’ora, a salutarla come se lei potesse sentirli.

SAM_1987

Voglio continuare a vedere la vita attraverso i loro occhi, voglio continuare a stupirmi, voglio continuare a rendere le cose semplici perchè loro hanno una soluzione a tutto.

So che spesso è difficile fare la mamma. Lo è anche per me che soffro da sempre di terribili sbalzi d’umore e ci sono momenti in cui non posso farci niente, io urlo. Urlo anche con loro e non si dovrebbe e un sacco di menate da manuali di pseudopedagogisti che ci hanno anche un po’ rotto le cosiddette.

A me piace essere mamma perchè con tutti i miei difetti e con tutti i miei errori io arrivo a fine giornata e mi sento migliore di ieri. Arrivo a fine giornata e mi sento che ho vissuto.

Arrivo a fine giornata e sento che non importa il resto, la mia vita ha già un enorme senso così.

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