Il tempo vola, la mente frulla.

Io il computer dovrei averlo in auto, attaccato in qualche modo fantascientifico al cervello. Ho così spesso l’impulso di scrivere e così poco tempo per farlo!

Sono in un momento di pausa, in cui non so nemmeno bene cosa vorrei fare – se stendermi sul divano a inebetirmi davanti a Realtime o iniziare veramente a progettare qualcosa. Che voglio dire, nella mia mente di progetti ne ho da vendere, che se solo si potessero vendere davvero sarei già milionaria. Ma non si vendono e noi in fondo stiamo bene così come stiamo.

Noemi sta guardando per la seconda volta Gli aristogatti e Nicolas è in coma nel suo letto. Accendo il computer per mandare due foto a un’amica e improvvisamente il cervello smette di ronzare.

Allora?!?

Fa caldo, c’è vento ma oggi soffia dall’altro lato della casa e finchè non posso spalancare le finestre della cameretta l’aria non gira. Siamo stati al mare stamattina, brutto, mosso, ma dei bei colori. Nicolas ha paura a nuotare coi braccioli nel mare piatto e poi si diverte a saltare come un pazzo nelle onde che a noi arrivano alle ginocchia e a lui dritte in faccia. E non si scompone mica. Gira la testa, chiude gli occhi e ride. Ride come se non ci fosse un domani. Noemi – ma che lo dico a fare? – è un pesciolino ormai. Lei va, con o senza braccioli, non ha paura di niente nemmeno quando cerco di spiegarle che non sono tanto le onde quelle che temo ma le buche che si fanno nella sabbia. Allora niente, mi limito a starle vicina e a spiegarle come fare se l’onda la butta giù. Sì, mamma, ho capito. Ti dice alla centesima volta (in effetti ammetto di essere un po’ ripetitiva, apprensiva no, ma ripetititva sì) che se lo sente dire.

Nicolas è quello che tutti abbracciano, lui è così, lui ama tutti, lui bacia tutti: basta chiederlo o dire di salutare che ce ne stiamo andando.

Noemi è più mentale, come me. Lei non saluta, lei non bacia, lei parla. Parlaparlaparlaparlaparla. La sera fatico a metterla a letto perchè lei parte in quarta e non si ferma mica. Lei vuole sapere tutto, vuole vedere tutto.

A volte li guardo, ci guardo, e mi chiedo se non sia abbastanza così. Se non siamo completi così. Due figli (e un marito) sono già belli tosti di per loro, mettici poi tutte le altre cose che stanno succedendo e uno si chiederebbe ma insomma, ma che vuoi di più?

E io non lo so, non lo spiegare. Io mi sono sempre chiesta che senso avesse vivere, che dopo bisogna morire, e per me che ne ho il terrore è un’angoscia quotidiana. Ho sempre cercato un senso in qualcosa. In qualcosa da fare: l’università (che infatti ho mollato al primo anno, con un goffo tentativo di tornare due anni dopo ma ovviamente fallito), il lavoro (che sì mi piaceva lavorare ma ecco non sentivo di fare qualcosa per me stessa, nè tantomeno per gli altri), l’amore. L’amore già un bel senso ce l’ha insomma. Ha cambiato la mia vita e certo l’ha riempita – e mica poco.

Ma ecco, io viva, mi ci sono sentita quando ho partorito.

Io, viva, mi ci sento ogni volta che mi chiamano mamma. Ogni volta che riesco ad esserci come voglio. Ogni volta che Nicolas salta nelle onde e non ha più paura. Ogni volta che Noemi mi chiede qualcosa a cui non so rispondere. Ogni volta che mi metto a origliare mentre ridono e giocano da soli e ogni volta che passeggiamo tutti insieme mano nella mano. Come stamattina, le loro manine nelle nostre, i sorrisi stampati in faccia, niente di preciso da fare, niente di preciso da dire.

E allora ecco…

Io ho ancora amore da dare.

Io ho ancora amore da prendere.

SAM_1954

 

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6 risposte a “Il tempo vola, la mente frulla.

  1. E’ molto bello ciò che hai scritto, sembra una poesia, le parole scivolavano via leggere mentre leggevo il post. E un pò (un pochino, sono nuova e non ti conosco) mi ci sono vista. Ti senti viva quando ti senti utile, nel tuo caso, alla tua famiglia, nel mio caso alle altre persone. Anche a me, l’amore ha cambiato la mia vita, che prima un senso non lo aveva proprio; ora con il mio amore sto cercando di crearmi una famiglia.
    Buone cose 🙂

    • Ciao Veronica, grazie di avermi scritto! Mi fa piacere che ti rivedi, a volte mi sembra di scrivere cose un po’ fuori dal mondo ormai… spero tanto che possiate crearvi una vostra famiglia presto!

  2. Inebetirsi davanti a un realtime: poprio NO!!!! Pensare a progetti, si. Non Ti devi fermare ma continua a cercare di apprezare il bello della vita, anke se non è facile, ma è così bello guardare i nostri bambini, anke quando bambini non lo saranno più e a volte sarà sempre più difficile riuscire ad accontentarli, ad essere d’accordo con il loro modo di pensare, ma sarà sempre una gioia guardarli crescere. Oltre ai bimbi kiaramente c’è qualcun altro ke non va sottovalutato, in questo mondo diventato così difficile da vivere dobbiamo – e non inteso come obbligo – ma sono convinta ke ci si debba aiutare a vicenda parlando e affrontando ciò ke la vita ci offre cercando di accontentarci e allo stesso tempo gurdare sempre avanti cercando di migliorare la nostra esistenza.
    Susanna

    • Grazie Susanna. In effetti inebetirmi non è nel mio stile ma a volte è più forte di me! Abbiamo molti progetti, un po’ per noi ma forse la maggior parte per la nostra famiglia, perché è vero in questo mondo ci sono anche altre persone oltre ai figli e poi forse… le persone sono tutto ciò che conta e credo che la propria esistenza si migliori insieme agli altri… incrociamo le dita e che tutto vada al meglio!

  3. E hai detto poco?hai ancora tanto da dare hai ancora tanti da ricevere 😊 hai ancora tanta strada da percorrere per te per Salvo per i bambini☺soprattutto per i bambini. Cosa vuoi di più? 😊 ma ancora tanto! C’è tanto da raccogliere lungo il cammino 😍

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