Mamma ko (ovvero mamma sull’orlo di una crisi di nervi)

Perchè come ho detto mille volte, io non sono la metà di quello che si legge sul blog. Sembro una persona paziente e non lo sono, sembro una mamma sempre disposta al dialogo e non lo sono, sembro una moglie amorevole e non lo sono. Piuttosto alterno giorni che sembro una vecchia zitella inacidita a quelli in cui definirmi mamma esaurita non renderebbe nemmeno lontanamente l’idea.

In questo momento sto cercando – e non ci sto riuscendo – di tenere a bada un’improvvisa crisi di iperattività dei miei figli, che notoriamente, quando si stancano, non crollano ma raddoppiano le energie. Risucchiando le mie.

Purtroppo viviamo in un’epoca in cui si cerca di elevare il bambino a essere supremo, che per l’amor del cielo, va bene ascoltare e soddisfare le sue esigenze ma a volte serve una regola e basta. Va bene che i bimbi in alcune cose sono, come dire, autoimpostati, ossia a una certa età imparano da soli a fare una certa cosa, ma aggiungiamoci anche che a sei anni non impareranno a scrivere da soli se qualcuno non glielo insegna e va da sè che viviamo in un mondo in cui l’analfabetismo non è di certo auspicabile. Viviamo tartassate da modelli di madri perfette, sempre disposte al dialogo, sempre disposte a carpire da ogni singolo comportamento il sentimento che c’è dietro, madri che mai alzano la voce, madri che mai – men che meno – tirano uno sculaccione.

Ebbene, io sono tutto il positivo e tutto il negativo di quanto sopra.

Io so dialogare molto bene con i miei figli, quando ne ho voglia – quando ne ho l’energia. Quando mi ascoltano.

Io mi chiedo quasi sempre cosa c’è dietro a un comportamento che magari cambia all’improvviso. Quando non sono troppo stanca. Quando le situazioni mi permettono di essere madre al cento per cento e non anche una donna con pensieri e problemi e ansie e incertezze e paure e quant’altro.

Leggendomi uno penserebbe che io sia solo la madre che sa spiegare alla primogenita dell’esistenza di una figlia volata in cielo. Una madre serafica, tranquilla, che sa dare regole senza gridare o che sa sempre spiegare un no. Insomma, sembrerei la famosa madre autorevole e non autoritaria.

Errore.

Io sono una mamma urlatrice. Sono una mamma esigente. Sono una mamma generale. Sono una mamma che quando non ce la fa, uno sculaccione lo tira e magari mi sento in colpa ma funziona. Io sono una mamma che nell’ultimo mese ha dato il peggio di sè, così tanto il peggio da chiedere a un’amica se mai capitasse anche a lei di perdere la pazienza così tanto. Perchè è questo il punto, non ho pazienza. Sono qui e mi sento non sola, isolata, che forse è peggio – ed è un cane che si morde la coda. I bimbi lo sentono e in alcuni momenti mi tirano fuori dalle grazie di Dio.

Sono una mamma demoralizzata ora. No, non per loro. Per me stessa, per la poca pazienza che sto dimostrando, per il poco che riesco a insegnar loro, per le troppe volte che alzo la voce, e magari un motivo c’è ma io non riesco a giustificarmi. Perdo le staffe, mi saltano i nervi e davvero – davvero – vorrei solo avere qualcuno a cui mollarli e uscire nel terreno e urlare a squarciagola fino a finire il fiato.

Almeno non urlerei con loro.

Non c’è niente di grave che non vada, sostanzialmente si tratta di capricci di bimbi di due e quattro anni, qualche problema con l’addormentamento ma è sempre incluso nei capricci e qualche problema con il mangiare ma è sempre, anche questo, incluso nei capricci.

Solo che io i capricci ora non so gestirli. Hai voglia tentare di carpire cosa c’è dietro i loro atteggiamenti.

C’è qualcuno che voglia carpire cosa c’è dietro una madre?

A noi donne viene chiesto troppo. Sin da quando siamo in fasce. Siamo giudicate in tutto e per tutto. E fra di noi siamo tremende.

Spero di essere in grado di non trasmettere questa sensazione orribile a Noemi. Spero che lei non erediti la mia poca pazienza, la mia rabbia perenne, la mia esigenza di perfezione costante.

Perchè poi alla fine sono queste le cose che non vanno adesso. Non sono i loro capricci, sono io. Io che come al solito mi giudico troppo duramente. Io che come al solito pretendo troppo da me stessa.

E forse anche un po’ da loro.

 

 

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6 risposte a “Mamma ko (ovvero mamma sull’orlo di una crisi di nervi)

  1. Non potevi esprimerlo meglio: dietro una capriccio di un bambino c’è sempre un perché, dietro una mamma che perde la pazienza c’è sempre un perché.
    Sei in gamba, te l’ho detto altre volte e non credere che anche io non venga presa dai tuoi stessi crucci, ma ti assicuro che rispetto la media, siamo decisamente pazienti. Non essere troppo dura con te stessa. Impara ad essere paziente anche con te e, soprattutto, cerchiamo insieme di imparare a pensare anche a noi stesse. Perché, come mi ha detto mia figlia più grande giusto ieri: se non pensi tu a te stessa, chi ci pensa?
    Un bacio, Barbara

    • L’ho sempre detto che tua figlia è un passo avanti! È vero, mi manca terribilmente avere del tempo per me stessa quindi a volte nella fretta di ottenerlo perdo le staffe coi bimbi. Cerco sempre di avere il controllo di tutto, anche del mio essere madre. Devo davvero essere meno esigente, in primis con me stessa. Ti abbraccio forte Barbara!

  2. Noi siamo il peggior giudice di noi stesse. Non credo che mia madre si facesse tutte queste paturnie e non credo nemmeno che si sentisse in colpa se mi prendeva a sberle o mi dava delle tirate di capelli che mi facevano lacrimare gli occhi.
    Noi vogliamo essere migliori, almeno io, ma mi costa in termini di pazienza. ce ne vuole troppa e tutto questo parlare, spiegare, mi logora.
    Un abbraccio.

    • Logora, hai usato un termine perfetto! Io poi faccio davvero fatica a volte a essere paziente perché di natura la pazienza è qualcosa che non mi appartiene. Ho sempre bisogno di sentirmi la madre migliore del mondo e poi voglio dire, ma chi se ne frega di essere la migliore! Ma noi sì, siamo i peggiori giudici. Grazie cara, un abbraccio!

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