Piccole Noemi crescono: il concetto di volare (in cielo)

“Mamma, mi insegni a volare?” esordisce Noemi qualche giorno fa. Ho sorriso, perchè non si ride mai a una domanda fatta da un bambino, e le ho spiegato che io non so volare ma che si può volare nei sogni. Come, tra l’altro, lei ha iniziato a fare.

Lì per lì, sono onesta, non ho pensato a molto: ho adorato la domanda, la semplicità, la genuinità di una domanda assurda per noi adulti, ma l’ho collegata subito e soltanto a Peter Pan, fiaba che inizia ad apprezzare proprio in questo periodo. Non ho fatto salti logici fino a quando, poco fa, mentre tentavo di capire la sua gelosia nei confronti di Nicolas, mi ha chiesto nuovamente perchè Nicole è volata in cielo e dov’è la sua sorella grande.

Ricapitolo brevemente e cerco di riordinare quello che la sta portando a tutte queste domande: settimana scorsa li ho portati al cimitero, non tanto perchè volessi portare loro, ma perchè avevo bisogno di andarci io. A Noemi avevo già raccontato di Nicole e ho pensato che avrei potuto iniziare a coinvolgere un po’ di più anche Nicolas, che dal basso dei suoi due anni e due mesi, sembra sembra ma alla fine c’è e capisce anche bene. Non li ho tenuti là molto, Nicolas tentava di rubare i giochi alle tombe degli altri bimbi e Noemi s’è spazientita subito, ha salutato Nicole e non poteva spiegarsi come fosse possibile che fosse volata in cielo se era sotto terra.

Ecco perchè non bisognerebbe mai mentire ai bimbi.

Le ho risposto, in maniera odiosamente semplicistica, che prima era andata sotto terra e poi era volata in cielo. Ma lei non si dà pace. Oltre al concetto di volare in cielo, c’è la difficoltà di spiegarle che Nicole è nata prima di lei, quindi sarebbe più grande di lei, ma è più piccola. Quindi è una piccola sorella maggiore che è volata in cielo, passando da sotto terra. Mon Dieu! Ma come si fa?!?

Ogni giorno da una settimana mi chiede qualcosa della sua sorella grande. Mamma, ma Nicole quand’è nata? Mamma, ma Nicole era nella tua pancia? (E alla risposta sì è scoppiata in una fragorosa risata…) Mamma, ma Nicole è nata prima di me? Mamma, ma Nicole dov’è?

Quindi poco fa ero nel suo letto, dopo essere stata nel letto di Nicolas per farlo addormentare (ah già: stiamo anche passando un simpatico momento di regressione nell’addormentamento), e le ho chiesto se fosse gelosa di suo fratello. Mi ha guardata stranita.

Ti dà fastidio che la mamma faccia le coccole a Nicolas?

Sì.

E perchè?

Non lo so perchè.

La gelosia spiegata da una bimba di quasi quattro anni.

Ho cercato di rassicurarla dicendole che loro sono fratelli e sono entrambi figli miei, per cui io devo fare le coccole un po’ a lei e un po’ a lui, perchè voglio bene a tutti e due nello stesso modo e devo fare a tutti e due le stesse coccole.

Mi ha abbracciata forte.

Mamma, ma perchè Nicole è volata in cielo?

Perchè era malata, gioia.

E… è volata con il sangue? (Sporca di sangue, come i bimbi che escono dalle pance delle mamme: Noemi è molto curiosa a riguardo.)

No gioia, prima l’abbiamo pulita bene.

E io quando posso volare in cielo?

Il più tardi possibile, gioia.

Lei era la mia sorella grande?

Già, però è nata piccolina, così, come la tua bambolina gialla.

Ah. E come si chiama la sorella grande di Peter Pan?

Eureka! E in due secondi, ecco spiegato tutto. Noemi qualche volta mi chiede una sorella grande, anche poco fa l’ha fatto, e siccome le abbiamo raccontato di Nicole vuole capire come volare da lei. Lineare.

Non mi piace mentirle, ma ancor meno desidero spiegarle il concetto di morte a quattro anni. Quasi quasi le racconto un po’ meglio dell’Isola che non c’è.

 

 

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9 risposte a “Piccole Noemi crescono: il concetto di volare (in cielo)

  1. Ti leggo per la prima volta e trovo commovente questa storia di vita vera, trovo commovente il rapporto con i tuoi bimbi, trovo commovente il pensiero di una sorella grande ma volata in cielo da piccina…
    Non conosco la tua storia, ma volevo dirti che trovo meraviglioso il modo in cui ti avvicini a tua figlia, la ascolti, la capisci, la consoli e le parli…

    • Grazie… ho perso la mia prima figlia con l’aborto terapeutico, sostanzialmente ho deciso io di non farla venire al mondo quando alla ventesima settimana abbiamo riscontrato un grave problema cardiaco (oltre a una non accertata trisomia) che l’avrebbe costretta a vivere per pochi anni e di sole operazioni. Quando l’ho persa mi sono ripromessa che avrebbe comunque fatto parte della mia vita, e questo è un po’ il motivo che mi spinge a parlare di lei ai miei figli, anche se piccoli. In realtà Noemi è sempre stata molto ricettiva, quindi è relativamente facile parlarle apertamente…
      Un abbraccio e grazie ancora!

  2. non è mai facile spiegare la morte ai bimbi, perchè poi loro ci pensano e si fanno la loro idea, a volte strana.

    • C’è da dire che io la parola “morta” non l’ho mai usata… non so, preferisco aspettare. Per lei Nicole è in cielo e probabilmente si diverte anche. Ecco, l’unico dispiacere che ha è non averla qui. Il resto vedremo perché sì, è proprio difficile spiegarlo. Un abbraccio!

  3. Brividi, sei una grande mamma. Ti voglio bene, Claudia

    • Ogni tanto mi scuoto il nervosismo di dosso e do il meglio di me, non sempre è così. Sai, ci pensavo proprio oggi, se sono una grande mamma non lo so, ma di sicuro ho una grande figlia…
      Ti voglio bene anch’io, ricorda che sei pur sempre uno dei miei migliori esempi 🙂

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