Perchè non scrivi un libro?

Molte persone che conosco, leggendomi qui sul blog, mi chiedono spesso perché non scrivo un libro.

La risposta è semplice e banale: non ne sono capace.

E non è che io pensi di non saper scrivere, io so di saper scrivere bene. E non è nemmeno che non ho argomenti, perché di argomenti ne avrei a migliaia.

È che io sono impulsiva nella scrittura come nella vita, per cui se mi viene molto semplice buttar giù un post, in ugual misura mi viene molto complicato tenere viva una storia per cento pagine.

Non solo: io sono molto brava a scrivere quando ho dentro un’emozione forte, spesso un dolore, e il dolore di solito non dura molto, lo si supera, lo si accetta, lo si lascia in qualche modo alle spalle. Io scrivo di getto, non a caso ho detto che gli articoli del blog li butto giù. Io non faccio brutta copia, raramente correggo. Io scrivo, e quello che scrivo nel momento la maggior parte delle volte è perfetto mi piace così com’è. Se inizio a correggere significa già che non verrà molto bene, non verrà diretto come lo intendo io. E infatti ho un paio di post in bozze e in bozze ci moriranno.

Io scrivo senza filtro. Io vivo senza filtro. Io scrivo dando forma ai pensieri, non sistemandoli.

Non lo so scrivere un libro.

Ci ho provato in passato e i risultati sono stati abbastanza scarsi. Mi hanno pubblicato un diario che tenevo quando soffrivo di anoressia, e non è male come flusso di coscienza, ma certo non è un capolavoro letterario. Qualcuno mi ha proposto di pubblicare un diario che ho tenuto in seguito all’aborto terapeutico ma trattandosi di case editrici a pagamento ho giustamente diffidato del loro entusiasmo. E infatti un paio di grosse case editrici me l’hanno rifiutato perché immaturo.

Dire immaturo a un diario è un po’ ridicolo, ma capisco il loro ragionamento. Non è un’opera d’arte e ora o si pubblicano barzellette o si pubblicano i soliti noti o proprio sei un mostro. Quello era un diario, mi avrebbe fatto piacere pubblicarlo, non tanto per avere un compenso – perché non sono così ingenua da crederci, avendo già perso dei soldi con il primo “libro” – ma perché per me è importante che si parli di qualcosa che è un tabù agli occhi di molti, eppure le donne soffrono eppure l’obiezione di coscienza avanza impunita fino all’omissione di soccorso.

Ho scritto molti racconti brevi quando stavo male. Ho scritto molte poesie. Ma ora quello che mi definisce meglio è questo blog, coi suoi alti e bassi, con la sua immaturità, con la sua quotidianità, con i suoi giudizi e con i suoi errori. Questa sono io, non sono Dickens, non sono Joyce, non sono Irving o King. Sono io, coi miei piccoli pensieri quotidiani. Con la mia vita da donna e moglie e mamma. Con i miei sogni e il mio vissuto, con le mie gioie e i miei dolori. Scrivo bene e lo faccio da una vita, ma so perfettamente di non poterlo fare di professione.

Perché non scrivo un libro?

Perché non ne sono capace.

E se anche lo fossi, non ne ho nemmeno voglia. Troppo lungo, troppo impegno, troppe ore sottratte alla vita vera. E poi, in fondo, a me piace leggere le storie di altri – la mia mi basta viverla.

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2 risposte a “Perchè non scrivi un libro?

  1. Lo chiedono anche a me, per gli stessi motivi. Mi chiedono di farlo perché di aborto si parla poco, perché si parla poco anche di coscienza del dolore.
    Ma anche io non lo so fare.
    Se qualcuno prendesse i miei pezzi e li mettesse insieme per me, ok, glielo lascerei fare, perché io non so scrivere un libro, perché farlo è una cosa seria, se non si vuole finire nel qualunquismo scadente di oggi.
    Ma ho la sindrome del foglio bianco, se mi si chiede di fare una cosa, mi riesce difficile farla bene come quando scrivo in preda alle emozioni, come succede a te.
    Ho scritto per un pò di tempo x una rivista con un articolo a settimana, ma non ero io. Mi prendeva male, lo vivevo come nn fossi stata io a farlo. Non ero spontanea…
    Eppure dovremmo farlo Claudia, per noi, ma non solo…

    • Io avevo sperato nel diario post aborto, ma cara Anna, le case editrici non vogliono emozioni pure, cercano il romanzato… quello che è bello da leggere ma forse è un po’ meno vero. Io credo che i nostri blog facciano molto, io ricevo spesso commenti e richieste di aiuto o quanto meno conforto… sono sicura che succeda anche a te. Quello che non fanno le istituzioni cerco di farlo qui, nella rete che tanti usano. Chissà, mai dire mai, magari un giorno mi sveglio e butto giù cento pagine di botto. Ti abbraccio forte!

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