La vera sfida

Di nuovo questo nervosismo, questa stanchezza. Di nuovo il dubbio perenne su quello che è la mia vita, su quello che è diventata e su quello che sarà. Di nuovo questo momento, il momento in cui tutte le carte sono sul tavolo, scoperte, e bisogna solo sceglierle. Ci sono tutte, jolly compresi. Sono lì, ognuna con la sua faccia sorridente o triste, con la sua spada o il suo cavallo, con la corona o un buffo cappello. Di nuovo l’apparenza, di nuovo la realtà.

Anni fa avevo vissuto più o meno lo stesso momento: un momento di ansia e incertezza, per chi la vede nera, o di possibilità e scelta, per chi la vede bianca. Uscivo da qualche anno di psicoterapia e un paio di ricoveri, da un brutto litigio che però mi aveva fatto un gran bene e da un’oscena malattia che però mi aveva reso forte. Ero seduta, non più in punta ma appoggiata comodamente allo schienale, di fronte al mio psicologo e lo guardavo come si guarda un amico che nella tempesta ti ha teso la mano.

Solo un anno e mezzo prima parlavamo della mia paura di lasciare il porto sicuro, ora gli stavo spiegando che ero felice perchè la mia vita si apriva, come un mazzo di carte da cui non c’è altro da fare che scegliere quella che preferiamo: sono tutte scoperte, sono tutte lì. Ne tiri su una, non ti piace, la scarti e ne prendi un’altra. E’ come la porta che si chiude: una volta mi terrorizzava, pensavo che chiusa una porta… finito tutto. Ora no, chiusa una porta, aperto un portone.

Prima temevo la fine di un ciclo, ora, seppur con un briciolo di nostalgia, amo attendere l’inizio di uno nuovo.

Stavamo seduti lì, uno di fronte all’altro, quasi al momento di salutarci per sempre, e io riuscivo solo a vedere quel mazzo di carte. Quelle mille possibilità e non più l’unica che è sbiadita.

Così ora.

La vera sfida è che otto anni fa dovevo solo decidere per me stessa e sapevo che sarei potuta tornare al porto sicuro in qualsiasi momento. Adesso è un po’ diverso: non sono da sola, siamo in quattro. E non si può tornare indietro.

Non è facile. Non è nemmeno difficile, per dirla tutta, ma non è come preparare un borsone e imbarcarsi su un traghetto senza pensieri. Ora i pensieri ci sono, eccome.

Ci sono due bimbi a cui bisogna rendere conto delle proprie scelte. Due bimbi che per fortuna non risentono troppo dei miei umori e della mia irrequietezza. Molte persone non capiscono questo aspetto di me: il mio non-senso di appartenenza verso un qualunque posto, il mio eterno cercare casa, la mia super-ottimistica convinzione che tutto andrà bene, perchè siamo giovani e ci amiamo e siamo bravi e siamo risparmiatori da sempre.

Quello che non è facile da gestire è il trovarsi sola in casa di pomeriggio, con due bimbi che vogliono soltanto ridere e giocare e urlare e bersi questa vita a pieni sorsi, e con il mio unico grande desiderio di staccare la spina, di riposarsi, di non pensare a niente. Loro lo capiscono subito, o forse non lo capiscono affatto. Quando cerco di spiegar loro che ho bisogno di stare un attimo da sola e di riposare il cervello mi guardano straniti.

La stanchezza arriva sempre quando ci sarebbe bisogno di più energia. Noemi è improvvisamente diventata gelosa, o forse solo dispettosa, e spesso passo i miei pomeriggi a cercare di placare gli animi. Nicolas è un testone: lui sa che le cose non si fanno ma tira avanti e sorride al rimprovero. Quando Noemi gli ruba un gioco urla, quando lei lo pizzica gli tira i capelli. Quando rimprovero Noemi lei mi fa grandi scenate ma poi per qualche tempo le acque si placano. Quando rimprovero Nicolas mi chiedo se capisce la mia lingua o dovrei provare con un’altra.

Ci sono giornate che vorrei eclissarmi da loro. Giorni che mi sento sfinita, che mi rendo conto di non avere l’attenzione al mille per cento e con un bimbo è appena sufficiente, figuriamoci con due. Giorni che vorrei dormire e Nicolas mi tiene sveglia la notte perchè va in crisi e non so che crisi sia. Giorni che vorrei trovare conforto in Noemi e lei invece non è più mia amica perchè l’ho sgridata.

La vera sfida è conciliare tutto questo. I grandi desideri, le grandi stanchezze, la grande vivacità dei bimbi, la gran voglia di fare che hanno e la gran voglia di riposare che ho.

E poi ci sono le domande della gente. Quelle domande che sono sempre le stesse e che a volte ci vien da dire, ma non siete stanchi di vivere secondo regole di massa? Non siete stanchi di pensare che nella vita tutto ciò che conta è il posto fisso? Non siete stanchi di pensare che se non si lavora in due non si arriva a fine mese? Non siete stanchi di pensare che chi si accontenta gode e se non si gode, pazienza, almeno si tira avanti? Non siete stanchi di pensare che se non si esce senza bambini a fare bagordi non ci si diverte? Non siete stanchi di pensare che esista un solo unico modo di vedere le cose?

Perchè io le vedo diversamente, perchè io mangio meno pizze e bevo meno cocktail, perchè io vivo alla giornata coi miei figli e pago il mutuo e le bollette e internet e i telefonini e la benzina come tutti, perchè io non mi faccio le unghie e me le mangio così non mi danno nemmeno fastidio, perchè a me piace la natura e in mezzo al cemento non ci voglio stare, perchè taglio io i capelli a mia figlia e se sono storti pazienza lei non lo sa, perchè io non mi trucco e non mi vesto bene ma non mi interessa e non voglio valorizzare la mia persona esteticamente – mi sento valorizzata così come sono.

Perchè io voglio vivere a modo mio, non chiedo nient’altro.

E se poi, oltre a questa vita, potessi averne un’altra ci metterei anche la firma.

 

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2 risposte a “La vera sfida

  1. Io adoro i frammenti di te che condividi con noi,,,
    Mi colpisce trovare qualcosa di me in quello che scrivi e mi da sollievo pensare che ci si possa sentire a proprio agio non piu’ solamente sul pizzo della sedia.

    • Sono contenta che tu possa ritrovarti in qualcosa di quello che dico, alla fine le scelte che stiamo facendo noi, ognuna a modo suo, sono diverse eppure simili, immagino che molte domande che fanno a me arrivino pure a te, tra l’altro!
      E vedrai che presto anche tu ti sentirai a tuo agio in ogni occasione… ci vuole tempo e pazienza ma quando si sa quello che si vuole, e soprattutto, quando si ha il coraggio di seguire i propri sogni, si raggiunge quella serenità che poi ti dà sicurezza e voglia di continuare. Non vedo l’ora di leggere anche della tua avventura!!

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