E sono due, mio non più piccolo non più toporagno!

Questa settimana abbiamo festeggiato il secondo compleanno di Nicolas. Era un minuscolo poppante vorace, un po’ stropicciato e non proprio bello quand’è nato.

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E’ arrivato in fretta lui. Meno di due ore di travaglio ed era attaccato al mio seno, come se fosse lì che lui era sempre vissuto, non dentro di me, ma attaccato a me. Non era un bambino particolarmente bisognoso di attenzioni, eppure in poco tempo s’è trasformato nella prolunga del mio braccio. E’ stato un mammone sin dal primo istante, al contrario di Noemi. Noemi era una bambolina, a lei bastava mangiare e dormire (e fare la cacca) ed era felice. Non si sentiva molto, non sapevo quasi neanche che suono avesse il suo pianto, ma idem per la sua risata.

Nicolas invece è stato fisico fin da subito. Tettone, mammone, piagnone, buffone. Lo è ancora adesso. Noemi attirava gli sguardi per la sua dolcezza, lui per la simpatia. Per quella faccia da furbo e tenero allo stesso tempo.

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Oh Nicolas, mi spiace solo una cosa!

Sei arrivato in un momento di crisi, di sogni in ritardo, di fretta furiosa, di stipendi non pagati, di regali non ricevuti, di amicizie logore, di vogliamoepotevamomac’èsemprequalcunochesimetteinmezzo.

Non sei mai stato più di quattro mesi consecutivi nella stessa casa, ti sei subito la mia ansia peggiore, l’ira funesta, la disperazione pura.

Non siamo riusciti a festeggiare degnamente il tuo primo compleanno perchè eravamo dal notaio a firmare il mutuo (e menomale che c’erano i nonni a Modica se no te toccava venì con noi).

E anche questo secondo compleanno non è quello che avrei voluto per te.

Ti abbiamo cercato e voluto tanto quanto Noemi ma ancora non hai potuto vivere quella serenità che a lei siamo riusciti a dare. In realtà non sembri risentirne, forse io come madre sono meglio di quella che a volte credo. Forse riesco ad essere abbastanza sincera nei miei stati d’animo con voi che avete capito che sono così, che rido e scherzo e gioco e corro e salto ma poi a volte crollo un po’ e ho bisogno di stare sola.

Il tuo secondo compleanno è capitato in uno di questi miei momenti. Non riesco a separarmi da voi per più di una manciata di ore (quando va bene) ma ci sono attimi in cui ho bisogno di solitudine, di fermarmi a riflettere su chi cosa dove quando. E voi siete lì, bisognosi soltanto di vita, a richiedere una gioia perenne che non sempre sono in grado di darvi.

La mamma a volte si siede sul divano e pensa a cosa fare. Il cervello mi fa avanti e indietro e mi dimentico persino del posto in cui sono. Ho bisogno di un futuro migliore per voi, ho bisogno di un futuro migliore per me, ho bisogno di un futuro migliore per vostro padre. Quello che abbiamo è tanto, ed è bello, ma mi sento un po’ a credito con la vita e vorrei tanto recuperare quello che ci ha tolto.

Mio piccolo piribimbo, come ti chiama papà, ti prometto che il tuo terzo compleanno sarà migliore!

 

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2 risposte a “E sono due, mio non più piccolo non più toporagno!

  1. Va bene così, stai dando loro il meglio che poi l’importante è l’amore… Per il resto, vedrai, “non può piovere per sempre” !

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