Di gastroenteriti e dintorni

Uh, che settimana.

Noemi arriva a casa venerdì dall’asilo e inizia a vomitare senza controllo, sabato continua e si aggiungono le scariche. E’ debole, stanca, ma dignitosa nel suo dolore. Mi fa impressione vedere una bimba di tre anni e mezzo che con la sua vocina leggera mi chiama e mi dice “Mamma devo vomitare”, si alza, va in bagno, si appoggia al water e fa tutto da sola. Poi mi spiega che deve pulirsi le mani e la bocca e torna sul divano a sonnecchiare.

Nicolas, che non è mai tranquillo un attimo, capisce che Noemi sta male e mi chiede di accarezzarle i riccioli, e così fa lui subito dopo, dandole tanti bacini e chiamandola, Memi, Memi.

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Domenica la bimba smette completamente di bere e di mangiare e più la forziamo più si fa venire gli attacchi di vomito per cui non sappiamo bene come comportarci.

Lunedì ci ammaliamo anche noi, io e Nicolas. Io me ne accorgo subito, alle tre mi svegliano i morsi della fame e avendo mangiato regolarmente riconosco che non è normale. Purtroppo conosco questo virus fin troppo bene ormai: da quando mi sono trasferira a Modica la faccio due volte all’anno, per cui conosco non solo i sintomi ma proprio i primissimi avvisi. Non mangio e non bevo per tutto il giorno, evitando quanto meno gli attacchi violenti di vomito, dato che avendo entrambi i bimbi malati devo essere in grado di reggermi in piedi.

A mezzogiorno Nicolas dà un colpo di tosse e… tutti i tortellini del pranzo mi finiscono addosso. Lava pulisci, lava pulisci il bimbo, lava pulisci piumone coperte e pavimento.

E iniziano le danze.

Per fortuna lui è piccolo, non collega il suo bere alle scariche di dissenteria così nonostante tutto rimane idratato (e continua ad avere la forza per i suoi incontrollabili capricci e per la sua disperata richiesta di litri e litri di acqua). Noemi no. Noemi collega l’acqua al vomito e al mal di pancia e smette del tutto di mandar giù qualunque cosa cerchiamo disperatamente di proporle.

E alla fine si va in ospedale.

Quello che non hanno potuto fare i genitori, fa la paura. Sono bastati i buchini per gli esami del sangue e la determinazione dell’infermiera che l’ha imboccata con una siringa a farle cambiare idea e ricominciare non solo a bere ma anche a mangiare.

La siringa. La cosa più ovvia che ci viene in mente coi cuccioli, chissà perchè con lei non ci ho pensato.

Oggi stiamo meglio.

Siamo stanchi, vorrei poter dormire una notte intera ma mi accontento così, con Noemi che non dorme più tutto il giorno e anzi chiacchiera come al solito e con Nicolas che è tornato il solito vecchio adorabile rompiscatole.

Io?

E’ proprio vero: se i figli stanno male si è comunque in grado di rimanere in piedi.

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9 risposte a “Di gastroenteriti e dintorni

  1. Per l’anniversario di mio fratello e mia cognata ho tenuto i bambini e a momenti infartavo.
    Il grande ha iniziato a piangere nel sonno e poi, con gli occhi sbarrati, a vomitare.
    Gli parlavo e non rispondeva… panico!

    I’m NOT ready ma davvero… vi ammiro. 😀

  2. Se stiamo male e dobbiamo prenderci cura dei nostri piccoli, si tiene duro e si va avanti, sempre, imperterrite.
    Io di solito ne faccio una a primavera….vediamo se quest’anno la scampo

  3. povera Claudia. Anche noi gastrointerite ma solo diarrea….e febbre alta! uffa. che fatica.

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