La mia smania di ordinare

Cerco di fare ordine nelle mie vecchie email, cerco di fare ordine nel passato, cerco di tenere in ordine il presente, cerco di tenere in ordine i progetti, cerco di tenere in ordine la casa, in ordine i pensieri, in ordine i miliardi di scritti che ho sparsi ovunque, tra pc, quadernetti, fogli volanti e raccoglitori organizzati – organizzati in un ordine che all’epoca andava bene e ora non più.

Ogni tanto cerco anche di cancellare, cancellare email, parole, ricordi, tenendo solo la mia parte, come fosse un diario, come fosse un ricordo scritto da me e per me.

Ho cancellato il mio account facebook, qualcuno se ne sarà accorto, qualcuno no. L’ho fatto per millemila motivi, il principale è che mi ero stufata di passare tempo su internet a non fare niente quando ho una marea di libri da iniziare a leggere, di lingue da rispolverare, di progetti da… ordinare. Tra le altre cose, c’è che a volte su internet mi ci perdo e mi scoccia che i miei figli debbano  giustamente richiamarmi alla realtà.

Ho deciso di fare la mamma per cui è inevitabile che io abbia poco tempo per me stessa, almeno ora che loro sono così piccoli. Non mi è mai pesato: io sono una che vive del sorriso degli altri, mi piace darmi e a volte mi do troppo. Specialmente in senso virtuale.

Ecco, ho deciso di non farlo più.

O meglio, ho deciso di staccarmi dai rapporti che si creano dietro uno schermo e di provare, se è il caso, a spostarli sin da subito sul piano della realtà. Scrivere per me è troppo semplice: mi apro, mi regalo e spesso mi regalo a persone che poi non se ne fanno niente. E non è solo qui: a volte io stessa non me ne faccio niente e inevitabilmente dopo un po’ l’equilibrio si rompe.

Sto riordinando. Sto riordinando per cercare di far spazio a quel futuro che ora più che mai preme per essere scoperto. Sento in questo momento di dover puntare tutto quello che ho sulla famiglia – che è quello che ho fatto da quando sono rimasta incinta la prima volta – ma ora sento che sono stanca di buttare via tempo e ho bisogno di riordinare, di conservare i ricordi per quando sarò grande vecchia e li potrò leggere e li potranno leggere i miei figli o i miei nipoti o i miei bisnipoti. E’ a loro che voglio lasciare quello che ho dentro, perchè sono le persone che mi vivono quotidianamente che potranno apprezzarlo. Ordino per loro. Ordino per me.

E quando ordino mi stacco dalla realtà, mi estraneo, mi ritiro.

Sto conoscendo tante persone attraverso i miei figli, ma dopo qualche mese ho capito che in fondo le amicizie – quelle vere – sono quelle che ci si porta dietro dall’adolescenza, se non prima. Sono loro le persone che mi conoscono davvero, che possono capire quello che sento e provo e scrivo e dico e urlo, a volte.

Non è vero che non ho amici e che sono sola, è quello che a molti piace pensare di me. A me tanto, di quello che pensano gli altri, ormai non frega più niente. C’è chi tenta anche di farmi arrabbiare o di farmi passare per quella che non sono: faccia pure.

L’acqua mi bagna e il vento mi asciuga, dicono a Modica.

Io a trent’anni non ho proprio più voglia di star dietro a cosa dice la gente. Cattiverie o non cattiverie, mi arrivano e se ne vanno: non sono più un’adolescente insicura in cerca di se stessa. Io mi sono trovata, mi sono piaciuta, non piaccio a tutti, amen.

E così sia.

Ordino. Spolvero. Cancello.

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2 risposte a “La mia smania di ordinare

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