Dieci anni in dieci minuti

Avevo i capelli neri e li tenevo davanti al viso. Non parlavo molto ma se iniziavo sbrodolavo parole fino allo stordimento del mio interlocutore. E’ vero, spesso vaneggiavo. Non mangiavo, e se mangiavo vomitavo. Mi tagliavo. Scrivevo un miliardo di lettere all’anno, e la metà sono ancora nel mio cassetto. Amavo, odiavo – tutto senza vie di mezzo, senza grigi, senza moderazione. Era sempre troppo, qualunque cosa io fossi, qualunque cosa io facessi.

Sono passati dieci anni ormai.

Si dice che sia necessario chiudere la porta per andare avanti, ma io sono una di quelle persone che ogni tanto ama riaprire le porte per vedere com’è, cos’è cambiato, in me e negli altri. Io non temo di tornare indietro. Io sono una ex fumatrice che può fumare una sigaretta ogni tanto senza ricadere nel vizio. Io sono una ex anoressica che può saltare un pranzo senza rischiare di saltare tutti quelli successivi. Io sono sempre io eppure non sono più la stessa.

Ci sono persone che mi hanno lasciato dieci anni fa e non ho mai più rivisto. Ci sono persone che mi hanno vista per un po’ e poi mi hanno lasciata andare, ci sono persone che ho voluto lasciare io. La vita è una lunga strada, è come un viaggio in treno. Ci sono persone che partono e arrivano con te, persone che scendono prima, persone che incontri per un breve tratto, persone che salgono dopo e arrivano con te. E ci sono persone che magicamente rispuntano millemila chilometri dopo, come se nel frattempo avessero viaggiato con un altro mezzo su una strada parallela.

Tu sei una di quelle.

Sei salito di nuovo con me, su questa carrozza quasi vuota, hai curiosato nel pezzettino di vita che cinque minuti ti permettono di vedere e ora non so dove sei ma sono sicura che in qualche modo tu sia ancora sul mio stesso treno. Forse temevi che mi sarei di nuovo incollata a te o che questa immagine di me fosse ancora troppo simile a quella che avevi conosciuto. Forse è solo che a volte ci vogliono dieci anni di silenzio per capire quello che non va. Però dopo dieci anni, in dieci minuti ho sentito che capivi meglio di molti altri quello che stavo dicendo con parole banali, con parole che in parte non volevano ammettere repliche e in parte cercavano di capire chi invece tu fossi diventato.

No, la nostra non è un’amicizia, non è più niente. Il nostro è solo un piacevole reincontrarsi. Scoprire che in dieci anni la rabbia svanisce come la nebbia sotto il sole. Ed è questo ora: che la mia vita è sole, non è più l’ombra dei miei capelli neri a coprire degli occhi colmi di dolore. E dopo dieci anni alcune cose cambiano, ma altre rimangono sempre le stesse. Ci sono posti in cui torno e non riconosco più, e ci sono posti che sono così cambiati che invece sento profondamente miei.

C’è quel sapore di caffè che mi è entrato in bocca come un’esplosione di ricordi. Quel sapore di caffè riconducibile solo a quel periodo della mia vita. Ed è buffo perché una volta usavamo la moka e invece ora c’è una macchinetta.

Sì, sono magra come dieci anni fa, forse di più. O meglio, sono più magra di quando sono uscita dall’ospedale, ma in ospedale ero bombata di farmaci e ancora il mio corpo non s’era riabituato al cibo. Sì, sono la stessa rompiballe di allora, perché si cambia nella vita ma quello che siamo è sempre lì, dentro di noi. Sì, sono una donna adesso. Una donna e una mamma. E non posso raccontarti dieci anni in dieci minuti ma donna e mamma sono due parole che mi descrivono abbastanza bene.

Sì, se c’è una famiglia unita si può andare ovunque.

Ed è tutto quello che in questi anni ho cercato.

Questo treno va, non lo so, non penso che torneremo a viaggiare insieme, ma sono felice di averti ritrovato in questa stazione in cui mi sono momentaneamente fermata.

dieci anni in dieci minuti_foto

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6 risposte a “Dieci anni in dieci minuti

  1. Penso che in questo tuo post ci si possa ritrovare in tante. Il tempo passa, siamo sempre noi ma non piu le stesse ed è ovvia come cose la vita e le sue esperienze ti plasma e ti modella. Un abbraccio Claudia

    • Secondo me non è così ovvia proprio per tutti… comunque questo post non voleva essere filosofico o insegnare niente, è una mia lettera a una persona che ho ritrovato dopo dieci anni, dopo esserci lasciati in modo orribile, quando pensavo che nessuno dei due avrebbe mai messo via l’orgoglio per accantonare il passato e ricominciare in modo diverso. Tutto qui 🙂 Un abbraccio!

  2. noi ci conosciamo da pochissimo…sono salita in corsa. Ogni volta scopro qualcosa. Ho la sensazione che ci capiamo. Trovo davvero bello che tu possa aprire tutti quei cassetti e non avere prb. Vuol dire che davvero tanta strada è stata fatta. E non è da tutti.

    • Grazie anche a te Mimma. Sì tanta strada è stata fatta, ma tanta. E non so, dopo tutta la salita dell’inizio ora mi sento sempre in discesa, sicura di me e di quello che provo. E in fondo sai, è bastato imparare ad ascoltare me stessa e quello che provo… ora sembra facile, ma in effetti c’è voluto un po’!

  3. Se proprio una bella persona Claudia! Mi sento felice e fortunata di essere salita proprio sul tuo treno qualche fermata fa.
    “Io sono sempre io eppure non sono più la stessa” è un’ espressione perfetta e anche io, come te, mi sento rappresentata dalle parole donna e mamma. Grazie, ti abbraccio.
    Barbara

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