Allo stato brado

Riprendendo qualcosa che mi è stato recentemente rinfacciato, ho iniziato a riflettere sul modello educativo che, consapevolmente o meno, sto usando con i miei figli. Mi è stato detto che li lascio troppo allo stato brado e in realtà è qualcosa di cui io solitamente mi vanto, per cui se voleva essere un’offesa non è arrivata a destinazione.

I miei figli sono piccoli: la grande ha tre anni e mezzo e il piccolo uno e mezzo. Sono stata molto con loro perchè non ho mai lavorato e in generale perchè non ho mai nemmeno avuto occasione di lasciarli ai nonni o a qualche parente che al bisogno facesse da babysitter. Sono venuti con me ovunque: dal supermercato, al mare, all’aereo. Mi hanno seguito nelle mie peregrinazioni, nelle mie insoddisfazioni, nelle mie fughe, nei miei traslochi. Non hanno mai dato segni di sofferenza perchè ho sempre cercato di spiegar loro cosa (mi) stava succedendo. Ho giocato con loro ma li ho anche molto lasciati “soli”, se così si può dire. Non sono mai stata una mamma cane da guardia. Onestamente è qualcosa che temo, che non vorrei mai diventare. I più mi dicono che sono fortunata perchè ho dei bimbi tranquilli – a me questa definizione, questo voler sminuire l’educazione che ho cercato loro di dare, dà solo il nervoso.

Non sono fortunata, perdonatemi: mi sono fatta un mazzo tanto. E da sola.

Quindi sì, la mia grande conquista è che mi posso permettere di lasciare i miei figli allo stato brado. Perchè sono piccoli ma sanno.

Sanno distinguere una macchina per strada e tenermi la manina più forte o, nel caso di Noemi che a volte non tengo nemmeno per mano, fermarsi e stringersi vicino al muro. Sanno giocare senza farsi male o se litigano sanno che raramente intervengo per cui è meglio se smettono di farsi i dispetti a vicenda: sicuramente non è questo che attira l’attenzione della mamma. Sanno che forno e fornelli non si toccano (e non me ne vogliate, ma insegnarlo a Nicolas è stata davvero dura) e che in bagno non si gioca. Sanno che per strada si va con la manina, a meno che la mamma dica che si può stare liberi (e anche qui, insegnarlo a Nicolas è stato uno sfinimento, non fortuna).

Sanno.

Sanno così bene le poche cose con cui ho martellato le loro orecchie che io vado in giro con due bimbi piccoli, a piedi, su strade senza marciapiede. Senza ansie. Vado in pizzeria e quando ci stiamo alzando due signori che erano al tavolo accanto al nostro ci fermano per farci i complimenti che mai abbiamo visto bimbi così tranquilli a cena fuori. Vado a fare la spesa e mi fermo con loro al bar del supermercato e un anziano signore di novantadue anni si ferma a scherzare con loro ma alla fine voleva solo dirmi che sono bravissimi, che ho davvero cresciuto due bimbi bravissimi.

E posso stare in casa mentre loro fuori si inventano il pomeriggio.

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Sono una mamma di bimbi allo stato brado? Sì, grazie.

E ne vado fiera.

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13 risposte a “Allo stato brado

  1. I tuoi bimbi sono bellissimi. Io dico sempre che nessuno ci da il libretto delle istruzioni e il mestiere del genitore si impara strada facendo insieme a loro. Molto è buon senso, molto è istinto, molto è lavoro su se stessi per evitare che le nostre paure siano le loro. Loro sono delle creature meravigliose che sentonoe vedono molto più di quanto non si creda. Le cose vanno spiegate, le cose belle come quelle brutte, mai taciute, mai mentirgli.
    Vorrei insegnare a mio figlio lo stesso tuo “stato bardo”, ma forse mi avvicino molto.
    Tanti auguri Claudia, per tutto.
    Raffaella

    • Grazie Raffaella. Io quello che faccio lo faccio molto a istinto, con un po’ di ragione ma non troppa. Non lo faccio apposta: mi viene così e per ora mi va bene.
      Ricambio il tuo stesso augurio e ti abbraccio forte.

  2. Grazie Claudia della bellissima risposta!!

  3. Ciao, arrivo da Lucy e commento l’articolo senza sapere nulla di te. Io non critico perché credo che ognuno cerchi di educare al meglio i propri figli, magari c’è chi ha più predisposizione, carattere, pazienza, energia, ma credo che nessuno voglia deliberatamente educare in modo sbagliato. Mi permetto solo di dire che non tutti i bambini sono uguali, tu stessa lo dici che con uno è stato tutto più difficile che con l’altro. Ci sono bimbi con i quali è più difficile e ci sono anche bimbi con cui a volte è impossibile, a meno di non voler far diventare ogni singolo minuto un inferno. Io ho due figli maschi cresciuti nello stesso ambiente. Quello di due anni posso anche dimenticarmelo quando sono da qualche parte che pur non stando vicino a me, non gli capita mai niente, quello di 6 anni lo devo sempre tenere d’occhio perché ne combina una ogni istante e si caccia nei guai di continuo. Ed è sempre stato così. Sicuramente tu sei stata brava come dici ed io non mi permetterei mai di dirti il contrario nemmeno se ti conoscessi, ma se mio figlio grande non è come i tuoi non vuol dire che io non lo sia stata. Non si tratta di fortuna, ma non si tratta, a volte, nemmeno di sola capacità della madre E, proprio come dici, inutile fare confronti perché genitori e figli uguali non ce ne sono.

    • Ma guarda che concordo con quello che dici: il carattere è comunque individuale e il senso era un po’ una mia risposta arrabbiata ad un commento che mi è stato fatto. Con il piccolino io faccio una fatica immensa, per questo dico che non è giusto dirmi che sono solo fortunata, perchè comunque c’è stato molto lavoro dietro al poter finalmente uscire per strada con lui mano nella mano oppure al poter stare in cucina a far da mangiare mentre loro due giocano (quasi) tranquillamente. E’ solo questo il succo del mio post, non tanto il voler dire che sono chissà quale madre: faccio errori e da quelli imparo, in certe cose faccio meno fatica in altre più, e tutt’ora ho dei comportamenti che non riesco a controllare anche se mi infastidiscono. Semplicemente mi dà tanto fastidio che mi dicano “Tu sei fortunata, non capisci cosa voglia dire avere un figlio irrequieto”, quando secondo me non è così. Oppure che mi si dica che li lascio troppo da soli, quando non è così. Insomma, sempre lì il discorso: o ci sei tutto il giorno con una mamma o non puoi sapere com’è veramente. Quindi non si può giudicare e dare all’una della madre degenere e all’altra della madre nazista. Che poi figurati, per farti comprendere fino in fondo, su certe cose mi dicono che li lascio allo stato brado, su altre che sono troppo dura. In soldoni: ognuno faccia come meglio crede/può/vuole, nel rispetto di sè e dei propri figli. Tutto qui 🙂
      Non sentirti giudicata, almeno non da me o da questo post.

  4. Oh invece io ho solo un bimbo di 5 mesi ma vorrei tanto o crescerlo allo stato grado. Solo che mi rendo conto che forse non mi viene così naturale. Mi date qualche consiglio? Quali sono i cardini di questo modello educativo? E nel pratico da dove si comincia e come si continua? Complimenti mamme!

    • Io ti posso dare un unico consiglio: sii te stessa. Se non ti viene naturale non devi sforzarti, devi aspettare di essere più tranquilla per poterlo fare. E poi voglio dire, dipende tanto da dove vivi: in città è molto più difficile ad esempio poterli lasciarli correre da soli (io lo faccio sul lungomare, che so che se anche li perdo di vista un attimo non succede niente e non ci sono auto in corsa) o essere veramente tranquilla. Io ho sempre tentato di assecondare quello che loro volevano, correggendo solo quello che poteva essere pericoloso. Tipo, per me il bimbo poteva gattonare ovunque (ma quand’è così piccolo gli occhi li devi avere dappertutto, non puoi lasciarlo libero nel vero senso della parola) ma appena si avvicinava a una presa elettrica lo martellavo coi “no” e le sberlette sulle manine. Dai e dai, almeno quelle non le ha più toccate e giorno dopo giorno ho imparato a lasciarlo esplorare di più. Sii te stessa: non c’è qualcosa di veramente giusto o sbagliato. Sii te stessa e asseconda quanto più possibile la sua voglia di conoscere.
      Un abbraccio!

  5. Anch’io ti dico di andarne fiera, la penso esattamente come te, sto crescendo i miei figli allo stesso modo. Voglio che sappiano fare da soli le cose, li lascio spesso giocare il solitudine, se cadono non corro a raccoglierli, li faccio sperimentare e pasticciare, non li aiuto a vestirsi o svestirsi se non me lo chiedono espressamente, insomma voglio lasciarli il più indipendenti e liberi possibile, allo stato brado!

    • Grazie anche a te… sono contenta di leggere questi commenti: ma è anche vero che chi non è d’accordo difficilmente viene a dirtelo. Le persone non sanno dirlo in faccia, su un blog dove bisogna “registrarsi” figurati!
      Poi voglio dire, che ognuno si tenga il suo metodo educativo… non siamo nè mai saremo tutti uguali, genitori e figli. Io mi trovo bene così 🙂

  6. Sì, vanne fiera, te lo dice una mamma come te, che ha qualche aiuto in più di te ma che ha lo stessa idea educativa.
    E se son qui a commentare è perchè lascio mio figlio allo stato brado, e poi mi prendo pure i complimenti, perché come al solito quelli che criticano sono i soliti invidiosi!

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