Fatti, non pugnette!

Siccome sono brutta e cattiva stupida e ingenua, ieri ho passato la mattina a raccogliere i vestiti dismessi dei miei bimbi e i giochi che non usano più per portarli alla Caritas di Ragusa, che sia via email sia per telefono mi ha confermato che sarebbero andati ai bimbi che stanno sbarcando sulle nostre coste.

A quelli che ci arrivano vivi.

Ho cercato di non parlare, di non arrabbiarmi come mio solito, ho cercato di pensare che prima o poi la gente avrebbe capito, ma alla fine ho ceduto. Ve lo dico sinceramente e senza mezzi termini, e non mi interessano nemmeno le risposte perchè sono così certa di quello che penso che niente potrebbe scalfire il mio stato d’animo. Io penso che siamo un Paese di sbruffoni razzisti.

Penso che ci siamo dimenticati la vera povertà e non facciamo che passare le nostre giornate a lamentarci che non arriviamo a fine mese, quando poi i nostri bambini crescono nello spreco e nello sfarzo. Di vestiti, di giochi, di mobili.

Non tutti. Sono sinceramente convinta che chi veramente non arriva a fine mese non va in giro a sbandierarlo ai quattro venti, perchè probabilmente, come la signora che stamattina ritirava la pasta al banco alimentare della Caritas, se ne vergogna.

E non dovrebbe.

Dovremmo vergognarci noi tutti.

Sempre bravi a lamentarci, sempre bravi a parole. Mai a fatti.

Ho recuperato tre scatoloni di vestiti e un sacco di giochi. Li guardavo, mentre li sistemavo, e mi chiedevo se tenerlo o no quel giacchino tanto grazioso che Noemi aveva usato una volta a un mese. Se tenere quella felpina che mi ha regalato tizio. O quelle scarpine tanto carine.

Alla fine ho smesso di guardare. Cercano roba invernale. Tutto l’invernale, tutto, l’ho sbattuto dentro, piegato, pulito. Da qualche parte c’è un bimbo piccolo che ha attraversato il Mediterraneo per scappare alla fame – quella vera. E che si merita quel giacchino, e quella felpina, e quelle scarpine. E molto altro.

Si merita un’infanzia.

Giochi

Prima di decidermi a darle via avevo pensato di regalarle ad amici o conoscenti con bimbi piccoli o in arrivo.

Noi, tanto poveri italiani, messi da parte dalle istituzioni, che non arriviamo a fine mese, quei giochi e quei vestiti li abbiamo scartati, perchè i nostri bimbi devono avere solo giochi nuovi e solo vestiti nuovi.

Noi, italiani poveri che ci piangiamo sempre addosso, non abbiamo bisogno della tua carità.

Ma loro sì. Loro hanno veramente fame. Fame di vita.

Non come noi, bravi solo ad autocommiserarci e giudicare il diverso perchè ha di più.

Non solo.

Ho dato l’euro del carrello, e lo farò ogni volta che lo rivedrò, a quel ragazzo di colore che da un mese ormai sta fuori dal supermercato e aiuta le signore a mettere la spesa in macchina. Quelle che riesce, perchè giustamente noi italiani abbiamo lo schifo di farci aiutare – figurati se chi ci aiuta è nero. E magari poi dobbiamo pure lasciargli un euro.

Lo dico onestamente, in passato gliel’avevo rifiutato quell’euro. Ma lui non è lì con i bambini, seduto a pregarti o maledirti a seconda della tua risposta. Lui è lì fuori, solo, pronto a portare le confezioni d’acqua alle vecchiette, o le borse alle signore. E non te lo chiede l’euro. Non te lo chiede, aspetta che sia tu a darglielo.

Forse perchè ne ha davvero bisogno, e come tutti quelli che hanno davvero bisogno, non parla.

Questo è il mio finto buonismo, per quelli che preferiscono pensarla così. Per quelli che gli immigrati sono solo degli usurpatori. Per quelli che quasi 400 morti in mare non sono niente. Per quelli che parlano, ma poi alla fine a raccogliere i pomodori mica ci vanno.

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5 risposte a “Fatti, non pugnette!

  1. Pingback: E dopo gli uomini che vanno con gli uomini, sior e siori… | Claudia's blog

  2. E quando c’hai ragione.. C’hai ragione!! Brava.. Bel post!

    • Grazie, volevo evitare l’argomento, perchè ora ovviamente sull’onda della tragedia le speculazioni si sprecano, ma io vivo qui da sette anni, e in sette anni non ho mai visto cosi tante donne e bambini nel centro accoglienza… e sapere che molti muoiono sognando solo una vita migliore, non certo lo sfarzo, mi commuove, mi… strizza il cuore, perchè sembra stupido, ma io piango di fronte alle immagini, piango di fronte ai bimbi fuori dal porto… mi faccio mille domande. So che molti avranno preso questo post nel modo sbagliato, purtroppo. Quindi grazie!
      Ps. Devo aggiornarmi sui tuoi viaggi, non ho avuto troppo tempo per stare in internet ma sono proprio curiosa!

      • Fa arrabbiare anche me qst argomento e hai ragione: siamo dei bigotti razzisti. Io penso a mio padre e a zii che se ne sono andati in Francia nel dopo guerra per cercare lavoro perché qui non c’era e hanno dovuto vivere su stessi l’indifferenza e a volte la cattiveria anche se non a questi livelli: e se ne sono andati per anni da soli ancora adolescenti per mandare i soldi a casa e la loro fortuna è stata di non dover attraversare un mare. Queste donne che oramai sanno cosa rischiano ma lo tentano per dare una vita migliore ai loro piccoli.. Un viaggio della speranza. Quest’anno ho visto Terra Ferma e mi ha sconvolta.. Non vivo questa situazione così di persona come capita a te che lo respiri direttamente perche mi arriva filtrata dai media e cmq mi fa tanta rabbia. Sono orgogliosa della mia terra e del mio Paese ma non di tutti i miei compatrioti: vorrei esistesse un po’ più di empatia, quel “ma se capitasse a me..” che cambia le prospettive!
        Un abbraccio! 😉

      • “Quel ma se capitasse a me”… centro!
        Un abbraccio a te!

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