La piscina secondo noi

Noemi è sbocciata. Ha compiuto tre anni a luglio ed è come se fosse nata una nuova personcina, fuori dal guscio di bimba timida e silenziosa.

Vuole andare in piscina, sa cos’è e le piace e ci vuole andare.

L’anno scorso non era troppo entusiasta: ama l’acqua e non ha paura, ma finito il gioco ci sono le regole, e lei regole non ne accettava. Detto così, sembra che non ne abbia, e invece è una bimba molto educata. Ci stiamo lavorando, ma con lei si può camminare tranquillamente nel traffico senza timore che ci lasci la mano, o si può andare al supermercato senza che scappi. O al parco senza che uccida faccia male a qualcuno. Però in piscina regole non ne voleva.

L’anno scorso.

Quest’anno vuoi un po’ che non ci sono bimbi grandi,  un po’ che non sta ancora andando all’asilo, e un po’ che non è sociopatica come la madre ha imparato a stare in mezzo agli altri, finalmente lo vede per quello che è: divertimento. Perchè a tre anni così dev’essere.

Parla, ma parla, ma parla, sbatte i piedini, ride – ma ride proprio, si tuffa, chiama Nicolas e gli fa vedere cosa sta facendo, fa le bolle, e poi ride, ride, ride che non so nemmeno descriverlo il suono di quella risata.

Se non la conoscessi sembrerebbe una risata isterica. E invece si diverte.

Nicolas ha un solo e unico problema: è un mammone. Roba che non mi può perdere di vista. L’altra volta mi scappava la pipì e apriti cielo! Ma per il resto si diverte tanto quanto. Si rilassa, anche. L’anno scorso si addormentava due volte su tre. In acqua.

Perchè l’anno scorso dormiva solo in acqua. Il resto del tempo lo passava strillando, e rendendomi paranoica.

Immagini1

Poi – poi – c’è tutto il contorno degli spogliatoi, e potrei scriverci un libro.

A me piace fare spogliatoio, ma qui evito proprio di comunicare, mi metto in un angolo e mi arrangio come posso con i due bimbi, che per fortuna dove dici loro di stare stanno. Hanno solo il solito problema della mia pipì. Ma non posso farla con la porta aperta pure lì. Quindi pace, una si appende alla maniglia di fuori, uno strilla un po’, e finita lì.

Non lo so cosa c’è che non va, non so perchè qui la piscina è vista come un’attività da ricchi, fatto sta che le mamme entrano e mi danno del lei e io mi sento accapponare la pelle sin dietro il collo. Forse perchè ho fatto sport, sport di squadra, per metà della mia vita, forse perchè io non mi sento in età da lei, ma dai. Su. Non ci si dà del lei in piscina!

Poi le altre fanno gruppo. Anche quando ho provato a buttare lì due battute, hanno sempre fatto gruppo senza di me. Mi sembrava, l’anno scorso, di aver stretto un’amicizia una conoscenza con un paio di mamme, ma poi sono stata su un mese e a riposo un altro e quando sono tornata non mi hanno nemmeno più salutata. Mah.

Stasera una mamma ha dimenticato un giacchino rosa da bimba sulla panchina accanto a me e ho tentato di chiedere ad altre due ragazze se fosse loro o se avessero visto di chi era –  ehm, scusate, con due bimbi a volte fatico a girare con lo sguardo – ma mi hanno guardata strana e mi hanno risposto che sì, lo avevano visto già prima, ma non era loro e non sapevano, e la mamma in questione se n’era già andata.

Ah bè. Ma allora lo sapevate di chi era.

Buono a sapersi. Regola numero uno: non dimenticare niente, non vedrà nessuno.

A proposito, nuove regole in piscina: niente più rompicogl ehm parenti e/o tate e/o amici e/o aiutanti in spogliatoio. Una persona per bambino. Non due, non tre, non quattro. Una.

Amo questa piscina.

Altra regola: niente passeggini in spogliatoio. Ehm. Scusate. L’ho letto quando ormai stavo aspettando mio marito fuori dal negozio. Due ore dopo.

Veramente ho portato il passeggino per un unico motivo – perchè tra parentesi Nicolas non lo usa più, lui cammina: settimana scorsa di due fasciatoi disponibili in spogliatoio (quattro bimbi piccoli, tra cui appunto il mio) non sono riuscita a usarne neppure uno. Le mamme mollavano lì gli asciugamani, i pannolini e i vestiti e poi andavano a farsi la doccia.

Ok, lo ammetto: avrei voluto buttare tutto su una panca (l’anno scorso hanno preso e messo per terra il mio piccolo minuscolo infinitesimale zainetto per metterci un borsone una valigia) e vestire il mio piccolo pinguino tremolante sul fasciatoio sgomberato. Ma zitta zitta mi sono arrangiata sulla panca.

Quindi questo pomeriggio mi sono attrezzata con passeggino, che se proprio non avevo spazio per cambiarlo almeno quello non me lo rubava nessuno. Spero.

Ecco perchè all’ingresso mi hanno dato il foglio delle regole!

Non lo faccio più, giuro.

Anche perchè apprezzo sinceramente le nuove regole. Ma tanto eh. Roba che è assurdo doverle scrivere ma capisco. Capisco che sia difficile una persona per bambino, capisco. Capisco che sia difficile non portarsi dietro nonne e badanti, capisco. Capisco che sia difficile uscire dalla piscina senza piega e trucco perfetti, capisco. Oh, se lo capisco!

Ma gioie mie, capite anche me. Che sono una persona con due bambini, e non mi lasciate nemmeno un fasciatoio per cambiare il piccolo.

Post scriptum doveroso: oggi in spogliatoio c’era uno splendido enorme tavolo da giardino. Lì di bambini potevano starcene dieci.

 

 

 

 

 

 

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