Lo sto rifacendo

Ok. Lo sto rifacendo. Ci sto cascando di nuovo.

Vado in internet due minuti ore e inizio a spulciare questo blog, poi quello, e poi eccomi. Eccomi! Lupus in fabula!

Lo sapevo che ci ricascavo.

Mi sembra che tutti vivano all’estero tranne me, che poi alla fine sono quella che vive più all’estero di tutti, se vogliamo vedere.

Leggo e mi immagino la mia vita in un altro Stato. Mi affascinano gli Stati Uniti, da sempre, e va bene. Ma anche la Spagna, o la Gran Bretagna, o il Portogallo o qualunquepostotrannequesto.

Non so dirvi quante decine e decine di blog di expat ci sono in rete. Non è solo il fatto che rosico, perchè rosico sono sincera, è che mi sento tanto vorreimanonposso.

Vorrei che i miei figli parlassero un’altra lingua, vorrei io stessa parlare un’altra lingua, conoscere un’altra cultura, provare un’altra vita. Mi immagino, so che staremmo molto bene all’estero (oddio, marito non proprio – almeno all’inizio) ma non c’è possibilità e non sono abbastanza pazza coraggiosa da mollare tutto e andare.

Vorreimanonposso.

Vorreimaavreidovutofarloprima.

Prima.

L’Italia ha questa particolarità di farti sentire vecchia a trent’anni. Non ancora compiuti.

L’Italia ha questa particolarità di farti sentire che tanto senonconoscinessunodovevai.

L’Italia non è più il posto dove mi piacerebbe vivere.

Ma probabilmente ci vivrò. Perchè la mia vita è stata diversa, perchè ho sognato tanto ma al contrario di quello che pensano le persone che mi conoscono, forse non ho mai avuto il coraggio che mi attribuiscono.

Non ne ho nemmeno ora.

Anni fa, un’amica americana mi scrisse questa frase di Ralph Waldo Emerson:

“My giant goes with me wherever I go.”

E appunto.

Sono stata brava a scuola, sono stata brava ad ammalarmi, sono stata brava a guarire, sono stata brava a cambiare, sono stata brava a seguire l’Amore, sono stata brava a superare la perdita del mio feto della mia bimba, sono stata brava a diventare madre… ma non sono stata brava abbastanza da rivoluzionare la mia vita, capire che potevo e inseguire il sogno che volevo.

E il sogno che volevo non era vivere in Sicilia, era vivere all’estero.

 

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8 risposte a “Lo sto rifacendo

  1. Eh, gia’, gli “E se avessi fatto ….” ogni tanto tornano a farsi sentire, ma lo sai vedo che li hanno tutti, questi pensieri? Io per esempio all’estero ci sono stata 8 anni, e a volte mi dico che se non avessi ‘perso tempo’ all’estero, ora avrei due bambini, o comunque non avrei faticato cosi ad arrivare alla Picca. E invece poi mi dico che le scelte che ho fatto le ho fatte perche’ in quel momento erano giuste per me. e cosi doveva andare.
    E poi ti dico anche che il bello dell’andar via e’ poter tornare e apprezzare la propria casa. E ora la smetto coi luoghi comuni 🙂

    • È vero, è vero, in fondo lo so che è così…
      È che sono una “affamata” di vita e quello che faccio non mi basta mai. Anch’io penso ai miei figli, se avessi fatto altro non li avrei, e non posso, non riesco proprio a immaginare una vita diversa dalla mia. Però che buffo, la voglio!
      E poi alla fine, c’è tempo, non è detto che finalmente io non trovi qualcosa che mi faccia stare bene esattamente nel posto in cui sono…
      Grazie 🙂

  2. Anche stavolta hai toccato un tasto dolente… Ma dolente dolente.. Dolente nel senso che fa male .. Perche’ sono in continua lotta interiore.. Combatto contro la mia voglia di andare via, ricominciare altrove forse da zero ma partendo da me stessa, da quello che realmente sono e desidero ancora tutt’oggi.. Ma c’è mio figlio, e c’è suo padre.. E prevale sempre il fatto che c’è un’altra figlia, nn mia, che ha il diritto di viversi il papá esattamente come puo’ farlo mio figlio. E io quando arrivo? Quando esisto? Quando vivo? Ecco perchè nn ne voglio un altro. Voglio che mio figlio cresca e che io sia libera nuovamente.
    Bacio

    • E’ vero, Ely, con i figli (sia nelle situazioni semplici come la mia, sia in quelle un po’ più complicate come la tua) si tende sempre a mettersi in secondo piano, ad aspettare per capire cosa sia meglio per LORO, e poi pensare a noi. In fondo è giusto che sia così e in fondo trent’anni non sono niente. In un certo senso abbiamo ancora un sacco di tempo per fare quello che NOI vogliamo, è solo che l’attesa sembra infinita, e poi entrano in gioco – per quanto mi riguarda – le paure. Perchè comunque per quanto uno affronti situazioni difficili e sia anche in grado di superarle (come me e te), non è detto che non abbia paure che poi alla fine lo bloccano giù.
      L’importante è non perdere di vista quello che vogliamo, ecco. Ora è brutto stare ad aspettare, ma chissà, ci sarà un tempo per ogni cosa voglio sperare!
      Un bacio a te!

  3. fidati di me…sono blog finti, blogbugie…vivono tutti in provincia di Isernia!!

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