Vivere in un frullatore

Ho un miliardo e mezzo di cose che mi frullano per la testa, aggiornare il blog è più o meno l’ultima ma ci provo.

E’ un momento abbastanza significativo della mia vita, della mia vita come persona singola, della mia vita come mamma e della mia vita come moglie. Non dico che sia il più significativo perchè se c’è una cosa che ormai ho ben chiara è che la mia vita è fatta così: a salti e scossoni. E in fondo mi piace. La mia vita mi piace.

Poi ci sono un miliardo di cose che non mi piacciono e che entrano nella mia vita, ma cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.

Nicolas ha messo qualcosa come cinque denti in tre settimane, sta provando a camminare ma non mi sembra ancora troppo convinto e inizia ad essere, oltre che furbo, un grande mammone. Il che mi piace, e non mi piace. E’ stupendo avere un figlio di sedici mesi che ti dà i bacini – sì, i bacini con lo schiocco! – e che già da qualche mese ti abbraccia forte, ma temo che avremo grossi problemi con i distacchi. E lo capisco, eh. Lo capisco, per questo non mi piace.

Noemi è un’adorabile sorella maggiore, che si divide tra capricci e voglia di insegnare. Prende Nicolas per mano per farlo camminare – povero Nicolas! – e spesso la sento ripetere lentamente le parole di uso comune perchè lui possa impararle. Questo sta già producendo i suoi frutti, perchè il pistolino già accenna a dire parole come “albero“, “macchina” (la preferita di Noemi da sempre), “gatto” e via dicendo. Certo, ogni tanto sui vari “seg-gio-lo-ne” e “fri-go-riii-fee-ro” mi scappa da ridere.

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Loro sono l’energia delle mie giornate.

Ora che ho capito che la Sicilia è dei siciliani ho rinunciato a farne parte. Tenetevela, voglio dire. E’ vostra, usatela, rovinatela, sprecatela. A me che importa? Che dovrebbe importare se tanto non siete in grado di accettare le persone che vengono da fuori?

Non sono io quella che incendia i cassonetti di notte e li lascia lì a marcire un mese prima di ripulire, non sono io quella che butta i rifiuti in spiaggia o che si toglie l’assorbente a mare lasciandolo galleggiare per l’infinità. Non sono io quella che avvelena i cani randagi invece di cercare una soluzione civile, nè sono io quella che manca di rispetto al vicino di casa sulle basilari regole dell’educazione e dello stare insieme.

Io vivo bene anche da sola, perchè sola non lo sono mai stata. Al contrario di come molti di voi vorrebbero farmi sentire. Mi bastano le mie certezze, e ne ho tante. Mi basta la mia voglia di fare, di andare avanti, di migliorarmi – anche se molti di voi non capiscono il significato di “migliorarsi”.

E lo sto facendo. Non solo sto migliorando la mia vita, sto migliorando anche quella dei miei figli. Ho un’idea precisa di quello che voglio ottenere e con sacrificio e a volte rinuncia, l’ho sempre ottenuto.

Non mi fermeranno certo le persone che mi danno contro, anzi. Ogni volta che nella mia vita ho fatto un salto è stato per merito di chi ha detto che non avrei potuto.

Io posso, sempre. Per un semplice e banale motivo: perchè io so – io ho sempre saputo – cosa voglio.

 

 

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6 risposte a “Vivere in un frullatore

  1. Esserere complessi, profondi, sensibili, non aiuta. Essere intelligenti e’ faticoso.
    Vai per la tua strada, sempre.
    Con stima
    Raffaella

  2. Posso dire una cosa che non c’entra nulla?
    Ma che figona che sei!!!!!!!!! ^_^

  3. Ben detto! Proud of you! Ely

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