Ma il sogno americano esiste DAVVERO?

Nell’ultimo periodo ho conosciuto (virtualmente) varie persone italiane che vivono negli Stati Uniti.

Mia sorella a novembre parte destinazione Miami.

Io, che per anni ho avuto il sogno americano, mi sono trasferita dalla provincia di Milano alla provincia di Ragusa – a posteriori, un salto nel vuoto ben peggiore di quello che sta per compiere mia sorella.

Leggo avidamente i loro blog (Ero Lucy van Pelt, Non si sa mai e altri ancora) e mi immagino l’esatta realtà che vedo in televisione. Non perfetta, non idilliaca ma così… americana.

Io nel 2001 ci sono stata laggiù. Ci sono stata da sola –  e non avevo nemmeno 18 anni compiuti – a trovare una vecchia amica di penna (già, esistono ancora!). Sono stata a Baton Rouge, la capitale della Louisiana – eh no, non lo sapevo nemmeno io che non era New Orleans la capitale – e ricordo soprattutto un gran caldo. Certo, era metà giugno. Sono atterrata nel bel mezzo di uno tropical storm, e ne avrei visti altri, ma il caldo afoso era micidiale. Non ho mai amato l’aria condizionata, ma là ho fatto una necessaria eccezione alla regola.

Non ricordo moltissimo perchè sono passati più di dieci anni e perchè disgraziatamente stavo giusto precipitando nel tunnel dell’anoressia.

Le cose che ricordo molto bene sono l’apertura di alcuni negozi alimentari 24/7, l’andare in giro in pigiama senza che nessuno se ne rendesse conto, la facilità di conversazione con chiunque e l‘enormità di ogni singola cosa, a partire dai supermercati, ai terreni delle case, alle strade… all’aeroporto (ho fatto scalo a Chicago, l’aeroporto è più grande della cittadina da cui provengo, fate voi!).

Non ne sapevo niente di assicurazione medica, costi (non ho tirato fuori un dollaro in tutta la mia permanenza là), vita quotidiana insomma. Quello che so lo devo ai blog che seguo. Ai post che divoro. Ai viaggi mentali che mi faccio.

Sì, perchè se non usassi un briciolo di razionalità sarei già sull’aereo con mia sorella. Per anni, per un decennio credo, ho sognato di andare via, di andare in America. In questo sogno mi stava spalleggiando un vecchio amico ma poi – ok è assurdo ma così è stato – ho preferito il mio disturbo alimentare. Ero troppo presa ad andare giù, per poter anche pensare di andare via.

Volevo studiare là, ma poi ho finito le superiori e tanto soldi non ce n’erano abbastanza. Volevo lavorare là ma poi sono scesa troppo in basso e mi sono convinta che non mi sarebbe piaciuto.

E poi com’è che la vita va sempre in cerchio, e l’occasione che hai perso te la riporta dopo un secolo?

Esiste davvero il sogno americano? Si sta veramente meglio laggiù? C’è davvero un’occasione per (quasi) tutti? Anche per una famiglia?

Perchè quando si vuole screditare il sogno americano si tirano fuori cose come l’assicurazione medica, la sanità di classe e via dicendo, ma io ci rifletto bene e mi dico… scusate ma voi in Italia avete usufruito della sanità pubblica per la vostra gravidanza o avete pagato privatamente un ginecologo (o ostetrica)? Ma voi in Italia quando avete mal di denti usufruite della sanità pubblica o pagate un dentista privato? Ma voi in Italia quando dovete fare un’ecografia mammaria urgentemente andate a prenotarla al CUP o pagate un servizio privato?

No, perchè io ultimamente, quando ho avuto bisogno, sono dovuta andare privatamente. E se è questo che scredita gli Stati Uniti bè… la cosa inizia a non stare più in piedi.

E a me invece i piedi prudono.

usa-states-map

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2 risposte a “Ma il sogno americano esiste DAVVERO?

  1. Oh mamma Cla. Sei un vulcano!

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