Ci vuole coraggio per cambiare idea

Succede da quando ho memoria.

Quand’ero piccola (ma piccola piccola, che potevo avere sei o dieci anni) immaginavo che da grande sarei andata a vivere ad Andora, dove i nonni avevano la casa al mare, oppure a Bobbio, dove passavamo le vacanze con gli altri nonni e con i miei. Alle elementari già sapevo che avrei studiato lingue, al Gadda di Paderno. Alle medie ho lottato contro i consigli di tutti per rimanere su questa scelta, perchè ero brava, ero da classico o da scientifico, ma a me non me ne fregava niente. Io volevo imparare le lingue. Tutte, se possibile.

Alle medie ho iniziato a entrare in un vortice di consapevolezza, per cui attacchi di panico, paura di morire e religione non andavano più d’accordo. Ho iniziato a pensare che la vita fosse troppo breve per tutto quello che volevo fare. Anche se ancora non avevo esattamente deciso cosa diventare.

Alle superiori ho iniziato a pensare di volermene andare via. Non importava dove, io volevo scappare. Da me stessa, dai problemi, dagli altri. E’ sempre stata una questione di altri nella mia vita. Insomma, voglio dire, è facile dire che te ne freghi, che questa o quella cosa non ti far stare male, che questo o quel giudizio ti passano lisci come l’olio. Ma poi no, i giudizi, quelli cattivi, non passano mai lisci come l’olio.

E allora via, con l’idea degli Stati Uniti, ma poi no, sono troppo lontani, allora l’Inghilterra. Poi non importa dove l’importante è andare via.

Anche se significa passare sei mesi in una casa di cura a Vicenza.

Via. Basta che si vada via.

E poi tornare. E capire che non è cambiato niente. Trovare un lavoro tanto per passare il tempo, poi trovarne un altro perchè quello non va bene, ti distrugge tutto quello che in anni hai faticosamente creato. L’autostima.

Una vacanza in Sicilia, l’ultimo posto che avresti pensato. Anzi nemmeno l’ultimo: l’unico che non avresti mai nemmeno preso in considerazione.

Provare di nuovo con l’Università, non Mediazione, quella l’hai lasciata perchè non ti dava niente, provare con Psicologia e arrivare al giorno del test e per una serie di ritardi coincidenze, quando finalmente ti arrivano i fogli e sta per scattare l’orologio, ti alzi e consegni il tutto. Non lo voglio più fare. Signorina, guardi che non si torna indietro. Non lo voglio fare, non voglio tornare indietro.

E decidere di fare altro. Altro da tutto quello che si è sempre voluto. Lottare per affermare qualcosa che per gli altri è folle. Trasferirsi in Sicilia. Seguire un amore nato da pochi mesi, sposarlo, fare progetti, fare tre due figli, ristrutturare una casa e costruirne un’altra da zero.

Resistere sette anni.

E poi, cambiare idea.

Piacenza. Sì, la provincia di Piacenza non sarebbe male.

bobbio

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...