I had a dream.

Avevo un sogno.  Avevo un sogno ed era bello grande.

Ero seduta in veranda con i miei due figli intorno, ieri pomeriggio. Io ero seduta per terra a guardarli, mentre loro giocavano con lo stendino e le mollette – Noemi faceva un trenino colorato appendendo le mollette al cesto e Nicolas cercava di attaccare le mollette allo stendino, senza riuscirci.

Sono in campagna adesso. E’ tutto quello che ho voluto per anni.

Li stavo guardando e m’è venuta in mente la frase di Martin Luther King. I have a dream. E così ho pensato, anch’io avevo un sogno. Era un sogno bello e grande nella sua semplicità.

Era più o meno così:

Immag040

Niente di esagerato: un muro a secco, un po’ di verde, una casetta.

Ci abbiamo messo quattro anni a realizzarlo. Non poco, non troppo. Per la tempistica siciliana c’è andata anche bene.

Ma ieri mentro ero finalmente fuori con i bambini, con gli uccelli che ci volavano intorno, con la mucca che pascolava nel terreno accanto, mi sono chiesta, è così che lo immaginavi? E’ così che lo volevi?

No.

Il mio sogno era questo, ma è costato troppo.

Avevo un sogno, e ora non l’ho più.

La parte più grande della felicità è condividerla. A che serve essere felici se non si ha nessuno con cui esserlo?

Ci avete mai pensato?

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