Famiglie

Ieri sera abbiamo invitato una coppia di amici per festeggiare Noemi. Da quand’è nata abbiamo sempre fatto così, abbiamo sempre invitato i suoi preferiti del momento. Non importa il grado di parentela, di amicizia, di lavoro – noi abbiamo sempre e solo guardato la sua preferenza. Così quest’anno è toccato a loro.

Coppia più grande di noi, semplici, genuini, di buon cuore. Basti pensare che hanno voluto fare a Noemi un regalo del valore di quelli che solitamente noi facciamo a lei. Naturalmente non misuriamo il valore dei regali dai soldi, ma quando una coppia con quei soldi ci vive una settimana, il valore bisogna darglielo.

Purtroppo però in un paio d’ore la serata s’è trasformata da sua a loro.

Noemi è piccola ma capisce. Aveva poco più di un anno quando io e Salvo, tornando dall’Ikea di Catania, abbiamo iniziato a litigare in auto, alzando i toni, buttando fuori tutta la rabbia che vuoi o non vuoi quando nasce un figlio cerchi di reprimere. Lei è sempre stata una bimba calma, tranquilla, raramente ha delle esplosioni di pianto o di nervoso, e in macchina ci sta volentieri (quasi) da quand’è nata. Bene: quel giorno ci siamo dovuti fermare in una piazzola di sosta per placare la crisi che l’era venuta a sentirci discutere così animatamente.

Per cui ieri sono sicura che abbia captato qualcosa, e nel giorno del suo compleanno, nel suo giorno, non era quello che volevo. Volevo che si parlasse di lei, che si scherzasse con lei, che si giocasse con lei. Dopo la torta, dopo quel magnifico sorriso di soddisfazione per aver spento le sue candeline, la situazione è precipitata.

Non si sa mai come si finisce in certi argomenti. Ma quando sei dentro, è troppo tardi per uscire.

In breve, l’ennesimo matrimonio evidentemente (per me) in crisi a causa delle ingerenze delle famiglie d’appartenenza. L’ennesima situazione tipicamente siciliana – da quello che ho visto finora – delle famiglie di origine che pretendono di decidere per le nuore, i generi, i figli e i nipoti. Che giudicano. Che rompono (e non solo le balle). Che guardano di traverso. Che pensano di sapere. E di sapere meglio.

In parte so cosa significa. In parte non lo so perchè io non lo accetto a prescindere.

Sono andata a letto con l’amaro in bocca, piena di pensieri, di domande, di sensi di colpa. Nicolas dormiva, non ha sentito niente. Noemi era lì, in mezzo a noi.

Non cambio la mia opinione su queste persone perchè per me restano dei buoni amici.

Sono le dinamiche che mi spaventano.

Sono stanca di finire in mezzo ai problemi degli altri.

Mi bastano i miei. Grazie.

 

(Piccola postilla: “finire in mezzo ai problemi degli altri” non implica più che io me ne faccio carico, è solo la situazione che mi sfinisce.)

(Seconda piccola postilla: lui adesso è qui a farci un favore di cui avevamo bisogno… non credo di essere l’unica ad essere andata a letto con l’amaro in bocca – a conferma del fatto che la mia opinione di loro non cambierà per quest’episodio.)

 

 

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8 risposte a “Famiglie

  1. Ho il marito Siciliano. Adoro la sua famiglia ma sottoscrivo a pieno tutto anzi ci faccio dei solchi. E non mi esprimo ma il fatto di stare a Roma ci salva, con tutte le scarpe e le ciavatte. Già al telefono è un problema rispondere alla presunzione innata di chi sà tutto e ha ragione. Sono mesi che mi informo per salvaguadare la mia vita (PMA permettendo) e per capire..basta una telefonata, l’ennesima, per farmi salire il veleno perchè NON è giusto come faccio io ma LUI (il suocero) sà come bisogna fare.
    Per non parlare dei tanti altri problemi. Un’invasione che va assolutamente evitata.
    Vabbè. Scusa. Sovoliamo che se no divento furastica. Solo mi hai steso il tappeto rosso 🙂
    Volevo dirti (prima di diventare un furetto impazzito)che passo di qui con rispetto per darti un abbraccio … Per vari motivi siamo molto vicine
    Un abbraccio e tanti auguri alla vostra stella
    piccola chiosa (mia suocera due giorni prima del matrimonio, mentre io e il Charlie stavamo facendo un regalo personale con biglietto annesso per la laurea del cugino, esordisce dicendo al figlio, mio convivente, compagno (” e perchè scusa? tu lo devi fare con noi! Voi non siete ancora sposati!”)
    puntini di sana sospensione

    • Io ho la fortuna di non avere parenti invadenti, anzi. Però di storie ne sento davvero una marea e un po’ come la tua non riesco a capire come la gente non si renda conto della distruzione che porta con queste incursioni a detta loro “a fin di bene”… mah.
      Non ti faccio arrabbiare!
      Grazie dell’abbraccio e del pensiero per Nicole, ricambio l’abbraccio molto volentieri 🙂

  2. Pero’ sono d’accordo che li’ succede piu’ pesantemente. Mia cugina ha divorziato per un problema simile.
    Quello che racconta Silvia e’ assurdo e ridicolo 😀
    Piccola Noemi, e’ vero, a volte ci si dimentica dei bimbi e si e’ presi da se stessi. Grazie per questo aneddoto, cerchero’ di ricordarmene.

    • La cosa tremenda è vedere come la gente si lascia sopraffare per “rispetto” della famiglia. Nessuno tiene conto che quella che si forma quando si va via di casa (sposati o no) è una NUOVA famiglia, e come tale meritevole di tutto il rispetto del mondo…
      Quante donne incastrate in ruoli che non sono da 2013! Quante donne buttano via la vita intera dietro a persone che non fanno altro che denigrarle!
      Perchè poi, diciamocelo chiaramente, qui quando l’uomo va via ha ragione, quando è la donna ad andare via… bè… vecchia storia no?
      Alla fine Noemi stremata non so se dalla giornata o dalle grida s’è addormentata tra le mie braccia 🙂 … gioia…

  3. Concordo sul fatto che è un’abitudine italiana diffusa a prescindere dal luogo. A lungo andare queste sfinisco e sviliscono le coppie. Un tempo la famiglia di mio marito era così (oggi hanno cambiato modo di agire per fortuna) e io e lui ci giurammo che mai e poi mai avremmo litigato per le famiglie e avremmo permesso di intervenire nelle nostre vite e così è stato per fortuna.

  4. Magari fosse solo un problema siciliano..purtroppo lo è di tanti e in tante culture…soprattutto in quella latina dove la famiglia d’origine (il più delle volte “la mamma”) non capisce quali siano i limiti da rispettare….ricordo mia nonna materna (origine veneta) che dopo il divorzio di mio zio (il figlio) ha ritagliato la testa di mia zia da tutte le foto di famiglia e aveva intenzione di spedirle alla nuora per posta….fortunatamente l’abbiamo fermata in tempo!!!cmq credo sia terapeutico per la coppia in crisi litigare davanti ad estranei e a gente esterna alla famiglia…peccato che di solito chi li subisce si fa anche pagare..ah ah ah ah ah…

    • Vero, è abbastanza diffusa come situazione in tutta Italia. Ma ci credi che da quando sono qui quasi quasi mi viene da credere che sia la normalità?
      Dici che dovrei farmi pagare? No perchè sai, qualche introito non farebbe comunque male… 😀

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