Poi passa una settimana…

… e ti accorgi che per l’ennesima volta hai perso ore, giorni, settimane (mesi e anni, aggiungerei a posteriori) dietro a qualcosa qualcuno che ti ha solo distolto dalla solitudine che cerchi di scacciare da anni decenni (sono due soltanto, ma già sono troppi).

Passa una settimana e ti accorgi che tutto quello che cercavi altrove è qui, nelle persone che condividono con te il tetto e ogni cosa che capita, bella o brutta che sia. Lasciamo stare che ultimamente sono più brutte che belle, alla fine non si ricorda il male. O almeno io non ricordo il male.

C’è chi mi ha tolto il saluto, sapete?

Bè, forse non lo sanno che del saluto me ne faccio poco. Se è così fastidioso vedermi, nella mia mente è solo confermato quello che pensavo. Io vivo lo stesso eh, e vivo bene. Voglio dire, mi arrabbio, ma poi passa una settimana…

… e quello che rimane è altro.

Altro.

E’ stata una settimana dura.

Anche i miei figli sono stati difficili. Com’è naturale risentono del clima che si vive in casa e per me è impossibile fingere, anche con dei bambini loro. Preferisco spiegarle le cose, invece che cadere nell’errore di rimanere in silenzio. E loro capiscono, o forse non capiscono, ma io glielo dico lo stesso.

Nicolas ha la tendenza a piagnucolare non appena mi allontano anche solo per cambiare stanza. Noemi vive la ribellione dei suoi tre anni (bene, pensate in adolescenza!).

Quando ho bisogno di staccare da tutto non sono certo comportamenti che aiutano.

Però poi passa una settimana.

E sei seduta sul divano con Noemi, Nicolas in fondo alla penisola, a pochi passi dal televisore.

E stai chiacchierando senza avere un argomento.

E lui si ferma. Osserva.

Parte.

Fa da solo e senza incitamenti quei pochi passi che lo separano dal televisore.

Non faccio nemmeno in tempo a gioire che Noemi accanto a me grida “Mamma Nicolas ha camminato!”…

…  e tu ti fermi.

E pensi.

Rischiavo di perdermi questo.

Rischiavo davvero di perdermi mio figlio che alla veneranda età di quasi quindici mesi decide che è il tempo di partire.

Per cosa?

Per un saluto.

Ve lo lascio io un saluto.

Ciao. Ma proprio, ciao ciao.

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