Sempre tutto insieme

Avete presente il detto “Le sfighe non vengono mai da sole“?

Ecco, parliamone.

Non ho mai avuto la pretesa di pensare che i miei figli sarebbero stati graziati da cadute e visite al pronto soccorso, ma segretamente ci ho sperato. Se non altro perchè quello che rimane dopo, dopo che tutto è passato e che al massimo rimane una piccola cicatrice a ricordarti l’accaduto, è un vago senso di aver sbagliato qualcosa.

Io a dire il vero mi faccio pochissime colpe e pochissime paranoie su come cresco i miei figli. Non seguo regole o metodi (tranne per il famoso Estivill a cui purtroppo ho dovuto cedere per inerzia) e non mi incolpo se cadono o se si fanno male. Mi chiedo molti perchè, questo certamente, ma non mi do colpe: cerco soluzioni.

E infatti i miei figli, pur essendo molto vivaci e a volte anche parecchio faticosi, godono di un’ottima reputazione, cosa che – è inutile negarlo – mi riempie d’orgoglio e accresce l’autostima da mamma, che male non fa, visto che fuori non c’è mai nessuno a dirti come sei brava in questo mestiere. Nessuno riconosce il fatto che non lavori ma ti impegni nell’educazione dei tuoi figli. Quello che arriva agli altri è che sei a casa e non fai niente.

Non fai niente un ciuffolo!

Chi fa la mamma e lo fa sul serio lavora tanto quanto, se non di più, degli altri. Voglio dire, perchè mai riconosciamo la fatica degli insegnanti o delle maestre d’asilo e non quella dei genitori? Alla maestra d’asilo se un bambino è difficile importa (ma non sempre) ma quando finisce le sue ore il bambino è a casa. Non è certo con lei.

Non voglio mettermi su un piedistallo, è solo per dire che ecco, io non mi batto il petto se succede qualcosa ai miei figli. Perchè ai bambini succede sempre qualcosa, prima o poi.

I miei non hanno mai avuto febbre, mai influenza, mai reazioni allergiche o qualsivoglia disturbo. Ma cadono. L’anno scorso, il giorno prima del suo secondo compleanno, Noemi è caduta dal lettino: una caduta stupida, stupidissima. A venti, trenta forse, centimetri dal pavimento. Non fosse che con la testa ha sbattuto sullo spigolo del nostro letto. Sangue, un mare di sangue. Corsa in ospedale con la cartilagine di un orecchio tagliata in due, punti, una settimana di prognosi e tutto come prima. Anzi, non è mai più caduta dal lettino.

Ieri, altra caduta stupidissima, ma di Nicolas. Scivola, non sbatte la testa, ma sfortuna vuole che scivola su un mattone. Taglio in fronte, aperto. Corsa in ospedale, due punti.

Tempo mezz’ora tutto dimenticato. Ora vedremo il segno che rimarrà, ma pace. L’importante è che non si sia fatto niente.

Certo è che, permettetemelo, ma che cazzo, tutto ora?

SAM_1323

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2 risposte a “Sempre tutto insieme

  1. Amore!! 😦 chissa’ che spavento… Ancora mi ricordo un taglio in fronte di mia sorella, sbatte’ contro una rete. Penso di non aver mai visto tanto sangue, urlavo come un’ossessa, e alla fine aveva un buchino minuscolerrimo e non servirono nemmeno in punti. Dai, forse e’ solo un diversivo.

    • Sai, tornati dall’ospedale mi sono detta: queste sono le cose che contano. Il resto non vale niente. Loro contano, il loro benessere, la loro felicità. I figli (almeno per me) hanno il potere di riportarti a terra quando il cervello prende la tangente…
      PS. Stamattina lo zio al lavoro era di buon umore, a detta di mio marito. Vaaaabbbbè.

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