Siamo stati in vacanza

Effetto sorpresa: riuscito.

Martedì, giorno del trentesimo compleanno del mio giovine marito, mi alzo come ogni mattina, mi preparo come ogni mattina (ossia: preparo me e le mie due piccole appendici camminanti – ah, no: uno continua imperterrito a gattonare),  fingo la fretta di ogni mattina, e in un attimo di distrazione vado in camera a tirare fuori dal sottoletto la valigia già pronta, il lettino da campeggio per il gatto bimbo, il materassino appena comprato e la borsa termica. Quindi torno in cucina, bevo il latte insieme agli altri come ogni mattina, e inizio a pensare all’effetto sorpresa.

Cosa dirgli?

In realtà ci avevo già pensato, ma ovviamente sul momento mi sembrava banale.

Idea!

Ora gli chiedo se mi può portare una cosa in macchina, dopo.

Bellissimo. Mi piace. Non ci farà caso, perchè è un genere di richiesta che tutto sommato faccio spesso.

Il punto è che ora che ho una frase, mi viene da ridere. E mi viene proprio da ridere. Perchè io non sono fatta per le sorprese. Lo sanno tutti. Lo sa specialmente Salvo che indovina a cui faccio intuire i suoi regali ogni qualvolta io mi metta in testa di fargli una sorpresa. Non sono capace. Non sono programmata per tenere un segreto. Se io compro qualcosa, non vedo l’ora di darlo alla persona a cui è destinato, anche se magari il compleanno è fra un mese.

Sono così.

Impaziente.

E quindi totalmente negata per le sorprese.

Pensate un po’: io il soggiorno a Cefalù l’ho prenotato il 20 marzo, avete idea di quante volte io mia sia dovuta mordere la lingua?

No, perchè, dico. I trent’anni si fanno una volta sola.

Certo, anche i ventinove. Ma i trenta fanno più figo.

Insomma. Sono riuscita a non scoppiare a ridere mentre con nonchalance gli chiedevo “Ah, amorerro, dopo mi puoi portare una cosa in macchina?“. Chi mi conosce può immaginarsi la faccia.

Per chi non mi conosce, ero tutta presa a tenere gli angolini della bocca in giù, da persona seria.

Fatto sta che ci è cascato. Finisce il latte e va in camera. Lo seguo, ovvio.

Quando arrivo sulla porta, la scena che vedo è la seguente: il marito in divisa da lavoro in piedi che fissa le valigie. Come se potessero parlare.

Per farla breve: era nel panico.

Ecco, qui ho pensato che fosse il caso di fare una battuta, perchè solo allora m’è venuto in mente, oddio questo pensa che lo sto a lascià! – e lui non  me l’ha confermato ma il dubbio che l’abbia pensato veramente ce l’ho.

Sapete la prima cosa che mi ha detto quando gli ho spiegato che stavamo andando in vacanza e che era in ferie fino a venerdì?

Ma io devo andare a lavorare…

Buonanima. M’ha fatto una tenerezza.

Ci ha messo una buona mezz’ora a rilassarsi. A capire che avevo organizzato tutto. Vabbè. Io avevo organizzato, poi la contabile s’è giusto dimenticata di avvisare il titolare – e che gliel’avevo detto a fare il 20 marzo di segnare i giorni dal 16 al 19 luglio secondo lei?

Ma sono dettagli. Alla fine tutti erano stati avvisati. Anche Salvo.

E siamo partiti. Meta: Cefalù.

Vi risparmio i dettagli del viaggio di andata, quando il navigatore ha ben deciso di farci attraversare la Sicilia su strade secondarie perchè risultavano più veloci.

Vi risparmio anche i dettagli di un b&b che delle tre stelle che aveva deve averne dimenticate un paio per strada.

Ma posso dirvi che finalmente, dopo un inverno interminabile, siamo stati in vacanza. Una vera vacanza di una vera famiglia. Senza macchina per tre giorni. Senza pensieri per tre giorni. Con l’unica preoccupazione di quando scendere in spiaggia e in quale punto fosse migliore fare il bagno.

E i bimbi, uno spettacolo. Sono nati per stare in acqua.

Io e Salvo – ovviamente – non abbiamo fatto i fidanzatini, come mi sarebbe piaciuto immaginare, ma abbiamo fatto mamma e papà. Che questo ormai, per i prossimi dieci anni, è il nostro ruolo.

Ma sapete? A me piace fare l’allegra famiglia in vacanza.

Mi piace proprio.

cefalù

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4 risposte a “Siamo stati in vacanza

  1. Pingback: Il meglio della settimana #54 | ero Lucy

  2. Che bella sorpresa! E brava per essere riuscita a non tradirti, io non sarei riuscita a completare la frase senza mettermi a ridere!
    Ciao,
    Serena

  3. Ma dai, che bella questa sorpresa! Chissa’ come ci sara’ rimasto, mi immagino la faccia 😀

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