L’obiezione di coscienza secondo quanto mi riguarda

Ci provo. Non sono mai stata brava ad argomentare una tesi, per cui non so bene cosa riuscirò a dire, scrivere o esprimere. Forse passerà il concetto, forse passerà la rabbia, forse non passerà niente. Forse se mi va bene passerà almeno la metà di quello che provo.

Fino a un paio di giorni fa avevo rimosso un certo fatto, un’amica – raccontandomi di una sua amica che stava vivendo il mio stesso dramma contornata però da obiettori di coscienza – me l’ha riportato a galla. E la ringrazio, perchè nella vita credo che la consapevolezza sia tutto. E con questa consapevolezza, saprò come rivolgermi a chi mi tratterà nuovamente (in un’occasione diversa, perchè di aborti terapeutici non ne voglio vivere altri) come sono stata trattata.

Per chi non conoscesse esattamente come funziona un aborto terapeutico al quinto mese, spiego brevemente (mentre qui trovate cosa si prova quando si deve decidere).

Intanto, è un parto a tutti gli effetti, quindi bisogna stimolare le contrazioni e partorire il feto  bambino. Perchè anche per noi che abortiamo è un bambino. Non solo per voi che obiettate.

Per indurre il parto vengono inseriti degli ovuli di prostaglandine ogni tre ore, per uno o più cicli, a seconda della risposta della madre. Inseriti significa “inseriti in vagina”. Significa già di per sè sentirsi violentate in quello che si sta facendo. Di solito, dal momento che non si abortisce in casa ma in un ospedale, quindi assistiti, gli ovuli vengono inseriti da un’ostetrica.

Ore 00.00. Terzo ovulo. Contrazioni da morirci (eh no, non sono come un normale parto, sono indotte, fanno male, male, male), acque rotte dalle nove e mezza di sera, la bimba sta scendendo ma non mi aiuta. Non mi aiuta perchè lei non dovrebbe nascere. Io sto morendo, dentro e fuori. Ma soprattutto dentro.

Anzi, no. Sono già morta dentro.

Perchè so che non le sto dando la vita. Perchè so che le sto dando la morte.

Non ho bisogno di nessuno che me lo ricordi. Lo so. Lo so. Cazzo se lo so!

Quindi, ore 00.00. Terzo ovulo da inserire. L’ostetrica me lo mette in mano, lo faccia lei, mi dice. Non capisco. Sto male, mi sento male, mi sento violentata, mi sento come nessuno può capire. Nessuno. Nessuno. Tanto meno un obiettore di coscienza. Sono morta e non me ne rendo conto. Voglio che la bimba esca perchè mi sta uccidendo di dolore.

E l’ostetrica mi fa mettere da sola l’ovulo.

Sapete cosa significa?

Mi ha tolto la dignità. Mi ha tolto ogni briciolo di qualunque cosa mi fosse rimasta in quel momento.

L’ho inserito io.

Non avevo capito.

Ora ho capito. Era un’obiettrice.

La cosa che non capisco è perchè mi ha assistita, perchè mi ha assistita, mi ha massaggiata, mi ha visitata lei. Ma l’ovulo non l’ha voluto inserire, l’ho dovuto fare io.

Io non so spiegarvi cos’ho provato in quel momento, è stato così terribile che l’avevo rimosso. Mi sono sentita peggio di come già mi sentivo. Mi sono sentita che la stavo uccidendo.

E lo so che nei fatti l’ho uccisa, grazie. Non ho bisogno di qualcuno che me lo ripeta o che mi neghi assistenza perchè sono una donna terribile con un cuore di pietra.

Care ostetriche, cari medici. Fate partorire tutte le donne, di ogni età razza religione, che siano assassine sante o ragazzine, oppure decidete voi chi aiutare e chi no? Perchè secondo me non funziona così. Secondo me funziona che se lavorate in un ospedale pubblico, avete l’obbligo di assistere. Altrimenti – mio modesto parere – è omissione di soccorso.

Perchè di aborto si può morire come si può morire di parto. Perchè una donna è un essere degno, qualunque decisione prenda.

Io non sono favorevole all’aborto. Non lo sono. Ci sono i metodi contraccettivi, ma noi voi italiani cattolici insegnate che il preservativo è peccato, che il metodo Billings aiuta a prevenire le nascite. Peccato che non sia infallibile, peccato che non sia per niente facile da imparare.

Non sono favorevole all’aborto, se un’amica rimanesse incinta “per caso” e venisse da me, le direi di tenerlo, quell’embrione bambino. Perchè per me è un bambino. Non avrei sofferto tanto se Nicole fosse stata solo un feto. Per me era una bambina, era mia figlia! Ma se mi pregasse di accompagnarla, perchè comunque alla fine di tutto secondo la sua coscienza (e non la vostra!) decide di farlo, io l’accompagnerei. Perchè è giusto che lei possa decidere. Se succedesse una seconda volta le tirerei un pugno in testa, ma la scelta sarebbe sempre e solo sua. Non mia, e non certo vostra, che manco conoscete l’esperienza e il vissuto personale di chi avete di fronte.

Vi trovo, cari obiettori di coscienza, che siete anche scandalosamente tutelati dalla legge (eh sì, tu-te-la-ti!), falsi, ipocriti e meschini.

Ho già spiegato in questo vecchio post cosa penso di tutto quello che riguarda l’aborto terapeutico, nel particolare. Ma non avevo mai fermato la tastiera sul capitolo obiezione di coscienza.

Per me un medico, un’ostetrica o quello che sia, non può essere obiettore. Puoi certamente avere il diritto di obiettare, fuori dal reparto. Puoi cercare di convincermi che sto facendo una scelta di cui potrei pentirmi e via dicendo, ma non puoi negarmi assistenza. E’ omissione di soccorso. Anche se la legge dice di no.

Noi donne, anzi, voi donne che siete un po’ più grandi di me, avete lottato per ottenere dei diritti che la legge sta a poco a poco cancellando, attraverso gente ipocrita che nemmeno sa di cosa sta parlando. La legge tutela gli obiettori e non le donne che si recano in ospedale. La legge dice tante belle cose che poi non accadono, perchè assistenza alle madri non ce n’è. Perchè assistenza ai disabili non ce n’è (tagliano, tagliano). Perchè se dai tuo figlio in adozione, lo uccidi, di come verrà trattato in futuro dalle istituzioni.

Ho sentito, per fortuna non ho provato sulla mia pelle, di donne lasciate sole ad abortire feti vivi, di donne guardate male e trattate come assassine per una scelta che – scusate la volgarità – sono soltanto, e sempre saranno soltanto, cazzi nostri.

Perchè obiettore, non lo sai come mi sento, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. E magari qualcuno passa nel mio blog e mi dice che ho ucciso mia figlia e che non sono degna di essere chiamata madre.

Dobbiamo davvero sopportare tutto questo, noi donne?

E allora caro obiettore, non vado oltre, ma ti chiedo… e se succedesse a te?

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10 risposte a “L’obiezione di coscienza secondo quanto mi riguarda

  1. Pingback: Il meglio della settimana #51 | ero Lucy

  2. Pingback: Aborto terapeutico | Claudia's blog

  3. Cara Claudia, meno male che ci sei anche tu, a metterci la faccia e nome e cognome (in altra sede). Sono l’autrice del gruppo su facebook entro il quale sei appena entrata a pieno titolo. Tante cose te le dirò in privato, qui voglio solo dire a te che probabilmente già lo sai ed alle altre che non ci sono passate, che l’ostetrica non ti ha inserito l’ovulo perchè l’obiettore non può contribuire alla morte del feto. Solo quello non può fare: infilare un ovulo, ma tuto il resto si; qualcuno ti assiste, qualcuno no, qualcunaltro solo se lo preghi…ed anche in questo ci vorrebbe una regolamentazione, un controllo. Ti abbraccio forte per adesso solo virtualmente, ma sperando di poterti conoscere di persona. A presto.
    Laura

    • Grazie Laura della spiegazione. Sono passati quattro anni e me ne rendo conto solo ora (l’avevo rimosso, era successo in un momento del travaglio in cui soffrivo troppo per poter vivere tutto lucidamente). Quell’ostetrica mi è stata molto vicina, pensa te le contraddizioni della morale a volte. Ma quel gesto col senno di poi è orribile. Non guarderò mai più niente con gli occhi di prima. Voglio parlarne, voglio urlare a tutti quel che succede. Perchè quello che è successo a me è niente rispetto a tutto quello che succede negli ospedali in momenti drammatici come quelli che abbiamo vissuto. Dobbiamo lottare noi insieme, tutte noi che SAPPIAMO cos’è l’aborto terapeutico, e tutte noi che sappiamo che anche in caso di ivg non è mai giusto giudicare o lasciare le donne al proprio destino.
      Grazie a te perchè so quanto costa fatica questa “lotta”.
      Claudia

  4. Ciao, arrivo per la prima volta sul tuo blog, da quello di Lucy. Sono pienamente d’accordo con te per quanto riguarda gli obiettori. Come possono permettere a medici e personale ospedaliero di rifiutarsi di assistere una donna che fa una scelta così dolorosa (e comunque, consentita dalla legge)?. Per me un medico o un’ostetrica potrebbe fare l’obiettore nel suo studio privato ma non certo in un ospedale pubblico. Posso provare a immaginare cosa devi aver passato..ho vissuto l’esperienza di un’interruzione spontanea di gravidanza e ricordo ancora la sensasione di solitudine e il freddo che ho provato in quelle stanze di ospedale..per te dev’essere stata ancora più dura. Nel mio caso, dopo che la mia bimba era scivolata via da me,la portarono via lasciandomi sola, senza dirmi neanche una parola di conforto. Leggere questo post ha riportato a galla tante emozioni. Alle donne deve essere garantita una piena assistenza medica e, possibilmente, anche psicologica (basterebbe formare adeguatamente il personale..)..ma sembra che in Italia siamo molto lontani dal raggiungimento di questo obiettivo. Ti abbraccio forte.

    • Io comunque sono stata fortunata: a parte quest’episodio ho avuto molta assistenza e il mio ginecologo si premurava di venire in camera ogni volta che entrava o usciva dall’ospedale. Ma sento storie orribili, e guardandomi intorno mi rendo conto che l’Italia è ancora ben lontana dal potersi definire un Paese civile…
      Un abbraccio a te!

  5. Ti leggo per la prima volta e ho un pugno allo stomaco. Grazie per questo post cosi’ bello. Un abbraccio.

  6. Salve Claudia, la potrei contattare in privato alla sua email per un articolo che sto scrivendo sull’argomento? grazie Ilaria

  7. Quanta verità in questo post…
    Anche se non sono contentissima di averti fatto tornare in mente certe cose… 🙂
    Forse c’è una categoria ancora peggiore. Cioè quelli che non erano obiettori e poi lo diventano… Perché sennò si scontrano col sistema e con le assunzioni.
    A parte questo, ora che l’ho vissuta “in diretta”, posso solo dirvi che non è giusto… Non è giusto, non è giusto, non è giusto nulla di quello che vi è capitato!

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