E ci risiamo.

La gente mi esaspera.

A volte mi sembra che fraintendersi non sia più un errore ma una routine. Se c’è una cosa che di me proprio non si può dire – fra tutto il miliardo di cose che di me invece si possono dire – è che io sia insensibile o indifferente.

Magari lo fossi! Ma quanti problemi in meno avrei, ma quanti pensieri in meno!

E non si può dire che io non sia sincera nei miei confronti e nei confronti delle mie emozioni. Io non mi vergogno nè di me stessa nè di quello che provo, nè di quello che ho passato, nè di quello che ho fatto, nè di quello che non ho fatto, nè di quello su cui ho cambiato idea.

Io sono felice di essere come sono.

Io – in linea di massima – sono felice.

Sono una persona felice. E me lo ripeto perchè nonostante tutto è questa la forza che sta dietro il mio rialzarsi sempre. Sempre e comunque.

Io mi rialzo. Io non mi piango addosso. Io piango, io urlo, io grido, io mi dispero. Ma non mi piango addosso.

Io sono orgogliosa di me stessa e di quello che sto costruendo, dei sogni che sto avverando e delle persone che nel bene o nel male – anche se poche – mi stanno vicine.

Io sono appagata.

Poi viene tutto il resto: a giorni sono triste, a giorni sono incazzata, a giorni prenderei a sberle chiunque, a giorni ne ho per chiunque, a giorni mi irrita avere una persona che vive con me, a giorni ho pensieri malati, a giorni mi fa schifo tutto, a giorni vorrei solo lasciarmi andare alla corrente.

Ma tutto questo… a giorni.

Io non sono così.

Io sono felice. Io sono forte. Io sono orgogliosa. Io sono determinata. Io lotto.

Io ho sempre lottato. Non mi sono mai arresa, anche quando avrei voluto, anche quando sarebbe stato più facile.

Io non sono una perbenista.

Io dico come stanno le cose. Io esprimo sinceramente le mie emozioni, anche quando vengono malgiudicate.

Ma io sono sincera.

Estremamente sincera.

E forse è il mio più grande pregio.

E il mio più grande difetto.

Sebastian Charles: Ogni minuto quattro persone muoiono di TBC…
House: Accidenti, come può dormire la notte?!
Sebastian Charles: La gente in Africa muore per una malattia che noi curiamo…
House: Sì, lo so, ho visto il concerto. Allora, lei dorme quanto? Sei ore? Quindi ogni notte uccide 1440 persone. Certo, un po’ deve dormire, ma se stesse sveglio altri dieci minuti salverebbe quaranta vite. Manda le condoglianze alle famiglie la mattina? Beh, ci vogliono almeno dieci minuti, quindi altri quaranta morti, altre quaranta condoglianze.”

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Una risposta a “E ci risiamo.

  1. Se sei felice di essere come sei, allora sei come è giusto che tu sia.

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