Un altro inizio

Oggi conto le settimane e sono sedici. So che sei un maschietto. So che ti chiamerai Nicolas. So che molti non lo sanno ancora. So che è la mia terza gravidanza, ed è tutto diverso.

So che quando ho visto il test positivo mi sono messa a ridere perchè, anche se l’avevo capito da qualche giorno, non me l’aspettavo. Avevo deciso di non perderci la testa un’altra volta: in fondo, avevo appena smesso di allattare Noemi, e il latte non mi aveva ancora abbandonata.

Agosto è stato un mese e difficile per me e per tuo padre, le ferie, il suo tempo libero, la mia richiesta di attenzioni, la tua sorellina che aveva appena compiuto un anno. Non è facile passare così tanto tempo insieme quando in qualche modo ci si è abituati a stare separati per via del lavoro.

Io volevo di più.

Abbiamo avuto un’enorme discussione in cui avevo persino messo in dubbio il fatto di volerti, almeno per il momento. Forse, avevo detto gridando, non era il caso di cercare un altro bimbo, visto che non riuscivamo a trovarci noi due.

Noemi aveva pianto, dietro, nel seggiolino.

Ci siamo dovuti fermare in una piazzola di sosta per cercare di calmarla, perchè per la prima volta aveva capito che stavamo davvero litigando. E la nostra voce non la cullava, ma la spaventava.

E poi il 10 settembre ho comprato il test, indecisa se farlo oppure no.

Una terza gravidanza iniziata in modo diverso dalle altre due. Ma in realtà, ogni mia gravidanza è iniziata in modo diverso.

L’ho fatto.

E improvvisamente quella lineetta s’è portata via tutti i nostri problemi, presunti o reali che fossero. E improvvisamente abbiamo di nuovo avuto un segreto da condividere, una gioia nel cuore più grande ancora. L’ennesima bella sorpresa dopo tutto quel buio.

Ti ho sentito muovere così presto, a metà del terzo mese ti ho sentito scivolare da un punto della mia pancia a un punto poco più in basso. Sapevo che eri tu. Ho sorriso e ho pensato che allora stavi bene.

E per ora stai bene. Le tue misure sono giuste, il tuo cuore è ben sviluppato, e ti muovi tanto nel tuo piccolo grande nido.

Non ho molto tempo di scambiare due chiacchiere con te. Non ho nemmeno tempo per avere paura.

Voglio pensare che andrà tutto bene.

Voglio vivermi una gravidanza spensierata.

Almeno per una volta.

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