Contratto di edizione

Maledetto il giorno in cui ho firmato quel dannato contratto.

Sapevo che non avrei recuperato i soldi, e in fondo non mi importava nemmeno. Non sono stata la classica sprovveduta che si fa idee strane sul fatto di diventare un’autrice famosa e acclamata. No. Io avevo qualcosa da dire e volevo qualcuno che mi facesse da tramite per farlo.

In fondo non avevo nemmeno compiuto vent’anni quand’ho firmato, nel 2003. Direi che avevo tutto il diritto di sbattere la testa contro il muro, con i miei soldi, con i miei sogni.

Sono passati otto anni da allora.

Il libro è stato pubblicato, e io non ho mai preso una lira. Non solo, l’editore pretendeva di farsi pagare (questo in seguito a una discussione sulla mancata liquidazione dei miei diritti d’autore) le spese di una manifestazione – per altro gratuita – a cui ho partecipato per promuovere il libro.

La promozione del mio libro, a Rovigo, consisteva nel parlare a una decina di persone, fra cui le due persone con cui ero andata e altri autori, di fronte a un microfono, in una sala alquanto anonima.

Tanti complimenti dovevano lasciar presagire il triste epilogo di questa storia.

Siamo nel 2007 quando chiedo i miei diritti d’autore. Prima mi rispondono dettagliatamente con numero di copie vendute e corrispettivo in euro. Quando chiedo la data della liquidazione iniziano ad andare sul vago.

“Per ragioni legate alle nuove norme entrate in vigore sui versamenti delle ritenute d’acconto alle competenti tesorerie, provvediamo alle liquidazioni periodicamente: con la prossima avverrà , perciò, anche la Sua.”

Periodicamente quando?

A mie più specifiche richieste, iniziano a spiegarmi che la tal azienda è fallita e hanno perso i proventi delle copie vendute, e quando poi inizio a sentire puzza di bruciato aggiungono che si riservano di tenere la cifra dei diritti d’autore perchè ” Lei dimentica fra l’altro di avere a debito il contributo di spese che Le consentimmo di non pagare per la manifestazione di Rovigo, considerandolo una anticipazione sui futuri diritti d’autore”.

Ovviamente questa è pura fantasia, e di fatti nella mia risposta successiva ho evidenziato passo a passo ogni singolo paragrafo del contratto inerente a altre spese a mio carico. Ovvero: nessuna. Anzi, avrei pure il diritto di chiedere il rimborso del pranzo, visto che nel contratto da loro firmato si parlava di vitto e alloggio a loro carico.

Naturalmente non ho mai più avuto risposta.

Siamo nel 2011. Il mio libro è promosso in varie librerie online e non ho idea se si tratti di vendere le copie rimaste o se le vendite non vanno così male (parliamo sempre di un’autrice emergente e sconosciuta, mi stupirei quindi di vendere un libro al mese).

Non ho mai ricevuto rendiconti sulle vendite e inutile dirlo non ho mai ricevuto alcun tipo di liquidazione per quanto riguarda i miei diritti d’autore.

Vorrei semplicemente che quel libro sparisse da internet.

Ironia della sorte: non trovo il contratto.

E’ assurdo che una che conserva tutto maniacalmente come me abbia perso il contratto. Tra l’altro sono sicura di averlo utilizzato l’anno scorso, in occasione di una partecipazione a un concorso, per verificare appunto di essere libera da ogni vincolo con la casa editrice.

Sono furiosa, sono schifata, sono allibita.

E sono bloccata, perchè a me di mettere in mezzo avvocati per una cinquantina di euro non va proprio.

Ma quale pezzente si rifiuta di liquidare cinquanta euro di diritti d’autore?

E non trovo il maledetto contratto.

Senza contratto non ho nemmeno modo di chiedere consiglio a un avvocato, qualora lo volessi.

E’ veramente assurdo che permettano il proliferare dell’editoria a pagamento. Ma fosse solo quello: uno paga e poi bene o male recupera qualcosa. Ho pagato, e già sapevo di andare in perdita, ma più o meno equivale a stampare da sè (e tutto sommato ho pagato una cifra “irrisoria” rispetto a quelle che chiedono ora), ma vedermi negato ogni tipo di compenso per quel poco che mi spetta mi manda in bestia.

E quel che è peggio è che se ti permetti di chiamare con il suo nome quello che sta accandendo, ti portano in tribunale con l’accusa di diffamazione.

Maledetto quel giorno che ho firmato. Maledetto.

Annunci

4 risposte a “Contratto di edizione

  1. Allora setaccia i raccoglitori… 😀
    Non ci capisco una cippa di queste cose (erano stati richiesti i diritti SIAE?), ma hai eccome il diritto di sapere quanto hai veduto, che sia una copia o che siano duemila!

  2. Ma non c’è proprio verso di trovare il contratto??? Non credo che l’hai buttato per sbaglio! Dai, cerca che trovi!
    Allora meno male che qualche anno fa non ho firmato, l’unica volta che ho fatto leggere qualcosa di mio… A parte il fatto che chiesero il pagamento anticipato di 150 copie, ma mi resi conto che non avevano proprio letto nulla di quello che gli avevo mandato! :-O

    • A me l’anno scorso hanno chiesto il pagamento di 150 copie… cortesemente rifiutato, vista l’esperienza di cui sopra. Anch’io credo che non leggano, ma approfittino solo della buona fede di chi spera di poter pubblicare un buon libro.
      Non penso di averlo buttato, nonostante nei momenti di rabbia faccio questo e altro, ma mi sembra strano, ecco, non è da me. Dovrò rivoltare i cassetti nella speranza di averlo infilato in qualche raccoglitore…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...