Un mese intenso

Giugno.

Iniziato nel peggiore dei modi, grazie all’arroganza dei vigili urbani di questa città, che forse hanno scambiato il loro lavoro con l’investitura di Padreterno, e che si permettono di minacciare una donna con bimba al seguito per l’unica colpa di aver chiesto di poter fare cinque metri oltre la transenna per poter andare dal veterinario.

Già. Minacciata di denuncia per, a parere loro, aver riposto male a un uomo in divisa.

Che se la mettessero dove dico io quella divisa, che tanto indossata da persone di così basso livello ha meno valore della carta igienica con cui ci puliamo. Almeno la carta igienica ha un suo ruolo.

E non per questo si crede il Signore sceso in terra.

Lasciato alle spalle questo momento nero, le cose iniziano a muoversi: le vacanze al mare con i miei e Noemi, il muro a secco completato, lo scavo per la nostra casetta, e la settimana in Sardegna che si avvicina sempre più.

Nel mezzo, una miriade di pensieri.

Noemi cresce a vista d’occhio, impara così in fretta che a fine giornata non riesco a tenere il conto delle cose che ormai fa. E’ una bimba adorabile, e non lo dico perchè è mia figlia. Lo dico perchè mi stupisco di quanto sia buona, e comunque vivace, sveglia, sempre attenta.

Ogni volta che mi trovo a pensare così, penso inevitabilmente a Nicole. E’ come se Noemi fosse arrivata per ripagarmi di tutto questo dolore, e che sia così buona perchè la sua sorellina veglia su di lei.

Beninteso: io non credo nell’Aldilà. E dubito seriamente che Nicole possa sentirmi, o vedermi, o sapere di Noemi.

Ma mi piace pensarlo comunque. Mi piace pensare che dietro a questa serenità immensa che sto finalmente provando ci sia lei.

Mi piace pensare che se anche non esiste in spirito, nel mio cuore ha lasciato una traccia indelebile, che non è più solo dolore cieco, ma gratitudine, e voglia di essere felice, perchè solo così posso essere una buona madre, per entrambe.

Ogni tanto ripenso a quel lunedì, all’aggressione che ho subito da quel vigile, al titolare del b&b che mi ha fatto da testimone e paciere, al caso, che mi ha fatto parcheggiare la macchina davanti alla sua reception. Mi viene da piangere a ricordarla. La profonda ingiustizia mi arriva addosso come un coltello.

Ho tenuto testa, sono stata anche troppo controllata, per come la situazione s’è sviluppata. Molte persone mi hanno detto che al posto mio sarebbero finite dentro per aggressione, e non verbale.

Eppure fa male.

Avevo Noemi in braccio.

Fa male per questo. Perchè uno vuole evitare certe cose ai propri figli, ma inevitabilmente lo schifo del mondo viene a galla.

Non posso permettere che lei pensi che è tutto rose e fiori, perchè il mondo in cui è nata non è così. Esistono queste persone: esistono la prepotenza, l’arroganza, l’abuso di potere, la corruzione, gli stronzi, i pezzi di merda, gli ignoranti.

Avrei dovuto lasciar correre. Ogni tanto ci penso. Ma non l’avrei mai fatto, non avrei mai lasciato correre quella risposta, quell’aggressione. Sono sicura che quel vigile abbia agito così perchè sono donna, perchè ero sola con una bimba, perchè non parlo il dialetto modicano. E perchè era stufo, dopo un pomeriggio di insulti derivanti da una transenna piazzata lì, senza senso, per il funerale di un dottore importante. Perchè in fondo, la gente comune non ha questo trattamente quando muore. Non si chiudono intere strade quando muore una persona comune.

E quindi sono capitata lì.

Nonostante siamo a Modica, le persone a cui ho raccontato l’accaduto mi hanno sostenuto, e mi hanno detto che no, non avrei dovuto lasciar correre.

In un certo senso, non l’ho fatto.

Ma poi guardo Noemi e mi dico, ha senso lottare così? Per cosa? Per chi?

La risposta ovvia sarebbe, per dare un mondo migliore ai propri figli.

Ma ci sono mali che non si possono estirpare.

Ci sono malattie che pure con i vaccini poi tornano.

Voglio solo insegnarle ad essere forte, ma buona, e giusta. Ad essere sincera, a credere nell’amicizia anche se è difficile trovarla. Voglio insegnarle che il dolore esiste, ma si può affrontare.

La cosa importante, quella importante davvero, è che sappia che comunque sia, la vita è bella, e vale la pena viverla.

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Una risposta a “Un mese intenso

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