Un altro funerale.

Sta per iniziare. Ma non potrò essere lì e salutare l’ennesimo angelo strappato alla sua mamma.

Nella mia testa si ripete infinita la domanda: perchè la vita a volte si accanisce?

Sono svuotata di parole, non riesco nemmeno ad arrabbiarmi, non capisco. Semplicemente mi rifiuto di capire, di credere che sia successo.

Non voglio vedere, non voglio sentire, non voglio parlare.

A quel punto la vita si spezza in due: il prima, e il dopo.

E il dopo è tutto in salita. Pagine e pagine di lacrime e di urla silenziose, di odio trattenuto, di parole stemperate dalle lacrime. Di sguardi, di gente idiota che farà le solite domande cretine, o che cercherà di consolare con frasi che nessuna persona con un briciolo di cervello dovrebbe pronunciare.

E torno indietro nel tempo.

E ripenso agli sguardi che ho dovuto sostenere, alle domande a cui ho dovuto rispondere, alla paura che ho dovuto affrontare, alla voglia di scomparire e tornare solo quando il dolore si fosse affievolito un poco.

Ieri io e Salvo siamo andati al cimitero, non credo sia un caso.

Noemi ha fatto ciao con la manina.

Quanti bimbi, quante vite ingiustamente spezzate!

E stamattina ci sarà un altro funerale.

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