Aborto terapeutico

Sembrerà strano e stonato che io, che ho appena avuto una bimba, mi metta a parlare di quest’argomento così tabù che cercando in rete si trovano solo notizie risalenti al 2008 e prima.

Ne voglio parlare lo stesso. Ne voglio parlare perchè se anche il mio blog non è sicuramente il più letto, qualcuno forse passerà e leggerà. Non opinioni isteriche di cattolici e pseudo-amanti della vita, ma un’opinione di una persona che si è sempre detta contro l’aborto come “contraccettivo” ma pro-libertà di scelta, poichè ogni donna possa decidere per la propria vita, in base alla propria esperienza, al proprio vissuto, e alla propria condizione.

Cos’è l’aborto terapeutico?

Innanzitutto: non è eugenetica.

Ero al quinto mese quando mi hanno mostrato un cuore pressochè inesistente all’interno della cassa toracica di mia figlia Nicole. Nicole, avevà già un nome, un volto, un posto nella nostra vita. Cercata e voluta, amata sin dal primo istante.

Ma quel cuore, e quella sospetta diagnosi di trisomia (quale non abbiamo accertato), non le davano molte possibilità di vita.

All’ecografia di controllo, l’ecocardiografia per la precisione, il silenzio ci ha stretto nella sua morsa di morte. Le lacrime mi scendevano sulla faccia mentre sentivo il dottore (non il mio ginecologo: lo specialista) sussurrare “Eh sì… mi dispiace, signora”. Mentre sentivo il rumore sordo di mio marito accasciarsi sulla sedia lì vicino. Non riuscivo a parlare, a chiedere. In fondo per quel poco che ho studiato lo vedevo anch’io che quel cuore non funzionava.

Insomma, una decina di minuti dopo, il dottore chiama il mio ginecologo e gli spiega la situazione, sottolineando il fatto che si vedeva anche chiaramente il fatto che la bimba aveva anche qualche sindrome cromosica, per via della faccia vagamente triangolare. Quando ha messo giù il telefono, io ero vuota di pensieri. Qualche giorno prima ci avevo provato a immaginarmi con una figlia down. Io e mio marito avevamo 25 anni, un progetto di casa, un terreno lì lì per essere acquistato, un solo lavoro, uno stipendio sotto la media. Cosa avrebbe comportato una figlia down? Chi ci avrebbe aiutato? I miei sono a Milano, a più di mille chilometri da qui: io sono sola e lui lavora. Mi sono immaginata i vicini ipocriti e bastardi e mi sono sentita improvvisamente troppo piccola, ma soprattutto ho capito che i nostri sogni finivano lì. I soldi sarebbero serviti tutti per la bimba. Niente più casa, niente più viaggi, niente più giovinezza.

Poi il dottore mette giù il telefono.

Signora, le devo spiegare la situazione. Sua figlia ha una grave malformazione cardiaca, il che comporta che dovrà essere operata a cuore aperto alla nascita, ed essere sempre seguita negli anni, nel caso in cui sopravvivesse. Le percentuali di riuscita dell’operazione sono circa al 50%. Inoltre ha una sindrome cromosomica, la cosa migliore potrebbe rivelarsi la sindrome di Down. Questa bimba non arriverà comunque all’età adulta, e nel caso in cui decidesse di partorire dobbiamo programmare un cesareo a Catania.

E poi, può ancora abortire.

Quella parola, un’eco nel mio cuore.

Appena l’ha detto ho saputo che l’avrei fatto.

Mi asciugavo le lacrime silenziose che scendevano anche se volevo farmi vedere forte. Fuori tuonava, come un presagio.

La mia vita s’è interrotta lì.

Cosa avrei dovuto decidere? Cosa avrei dovuto fare?

Come si può una qualunque persona intromettere nella mia vita, nella nostra vita, e decidere che quella bambina doveva nascere?

Sarebbero stati più felici a vederla morire durante il parto? Sarebbe stato meglio? Loro che si dicono dalla parte della natura, avrebbe preferito un cesareo programmato? Un’operazione a cuore aperto, che per chi non sa sui bimbi viene fatta con pochissima anestesia? Una morte sotto i ferri?

Io non mi esprimo a favore, oppure contro. Io mi esprimo per la libertà di scelta.

Perchè le stesse persone che vorrebbero abolire l’aborto terapeutico, e l’aborto più in generale, sono le stesse che prontamente spariscono quando i soldi finiscono, visto che lo Stato in realtà non c’è quando hai un figlio con un grave handicap. E te la devi smazzare da solo, rivolgendoti a chi può aiutarti, in modo lecito o meno lecito. Quelle stesse persone sono quelle che ti sorridono per strada e poi pensano “Menomale che non è capitato a me”.

Nessuno ha il diritto di entrare nelle scelte che si fanno per i propri figli, e per se stessi. E’ una scelta egoistica evitare tutto quel dolore a una bimba che non sarebbe mai neanche arrivata a compiere cinque anni? E che avrebbe conosciuto solo ospedali e sale operatorie?

Se lo è, l’ho fatta. Ho sensi di colpa che mi straziano ogni giorno, ma non sono pentita.

Economicamente forse non avrei neanche potuto aiutarla. Un giorno sarebbero finiti i soldi per prendere gli aerei, e quelli non te li paga nessuno. E allora forse le avrei dovuto dire “Scusami Nicole, ma la mamma non ti può far operare questa volta”.

Ora, l’aborto terapeutico non è una legge. Non è una passeggiata. Non è una scelta presa a cuor leggero.

L’aborto terapeutico è una forbice che taglia in due la vita di una coppia.

Lasciamo da parte il dolore del parto indotto, il dolore fisico in fondo è quello che ci permette di andare avanti, perchè offusca quello che stiamo facendo.

L’aborto terapeutico è una cicatrice che non guarisce mai. Una domanda senza fine.

Ma una domanda che solo chi ha preso questa decisione può porsi. Nessuno, e ripeto: nessuno, può permettersi di entrare nel merito della questione se non l’ha provato sulla propria pelle.

Ammiro e un po’ invidio le persone che hanno un figlio disabile e che lo amano e che lo rispettano e che riescono a dargli una vita dignitosa. Ma sono poche. E forse, chi lo sa, guardandosi allo specchio, e rispondendo solo a se stessi, avrebbero preferito che non fosse successo.

Non chiedo molto. Chiedo solo di chiudere le mille bocche ipocrite che ancora alzano la voce senza sapere cosa dicono. Che di gente che soffre ce n’è già abbastanza a questo mondo.

Ma di aiuti, aiuti veri e sinceri, pochi.

266 risposte a “Aborto terapeutico

  1. Giusy e Mirty: vi sono vicina. Davvero chi non prova il nostro strazio, non lo riesce a comprendere, nemmeno con tutto lo sforzo di immedesimazione possibile. E sento che nemmeno la “me, antecedente ad Alessandro” avrebbe potuto capire quello che scrivete e sentirselo così addosso, nelle proprie viscere, come accade alla “me, dopo Alessandro”.
    E a distanza di 9 mesi dall’interruzione, quando faccio un vago riferimento all’accaduto ad amici e parenti (anche a donne e madri) non ricevo che fastidio – se non stizza. Comprendo allora che il dolore che abbiamo sperimentato noi è un abisso a cui nessuno vuole accostarsi, un po’ come all’orlo del cratere di un vulcano o di un precipizio, per paura che il vuoto possa attrarre a se’ chiunque gli si avvicini. In più, il nostro lutto è complicato dal fatto di averlo provocato e non riesce a meritare la stessa dignità delle altre perdite, subìte, ma non provocate. Questo mi ferisce, ogni volta. Con il resto del mondo non resta perciò che fingere che non sia mai accaduto e basta. sapete con quanti confessori ho parlato in sti mesi? Nonostante il Giubileo della Misericordia sia stato istituito proprio per noi, nessuno di loro è pronto a comprendere il dramma che abbiamo vissuto. E negli scorsi anni, quando mio fratello fece coming-out in merito alla sua omosessualità? Mi sentii dire persino che bastava parlargli un po’ per fargli cambiare idea (?!). Siamo indietro, troppo indietro! Io – da ostinata quale sono – ci provo sempre a intavolare il dialogo e a cercare di aprire gli occhi su realtà moderne, quotidiane, ma senza risultato. Nessun’altra tragedia potrà mai togliermi la fede in Cristo, che di dolore resta il Maestro, ma il catechismo va aggiornato. Altrimenti quella cristiana rimane una dottrina per vecchi, che finalmente in pensione, operate ormai tutte le scelte decisive della vita, si preparano al commiato, dedicandosi alla meditazione. NON PUO’ ESSERE COSI’! Cristo è vissuto, è morto e risorto per tutti, non solo per alcune categorie di fortunati. A chi crede come me, costa molto ammetterlo e scriverlo, ve lo assicuro.

  2. ..leggendovi mi sento a casa.
    Grazie a tutte, sorelle di dolore. Il mio piccolo sarebbe nato a fine maggio 2016 e avrebbe trovato la serella di 4 anni ad accoglierlo, oltre ai genitori, i nonni, gli zii e 3 cugini.
    Invece il sogno di tutti (perchè era anche il loro) si infrange quel giorno di novembre, in cui il bitest – e la successiva villocentesi – confermano la trisomia 21.
    Il cuore però c’è e non pare malformato. Allora di corsa presso i centri regionali ospedalieri per la sindrome e l’associazione che segue le persone affette dalla sindrome nella ns. città.
    Ecografie, parole, incontri, appuntamenti. Sempre vomitando 5 volte al dì, perchè la nausea non mi dà tregua in questa gravidanza..
    I primi calci nella pancia: allora sta bene, mi parla attraverso i suoi movimenti, cosa mi dice? gioia mista ad angoscia, che solo voi potete comprendere, perchè l’avete provata.
    Un mese infinito in cui mio marito ed io decidiamo, anche supportati da una psicologa, di valutare le nostre forze per crescere un figlio disabile..
    Le incognite in merito al futuro però sono tante e gli scenari spaziano da una sintomatologia lieve a un caso su 100 di grave ritardo mentale – forse accompagnato da autismo (siamo andati a conoscerne personalmente alcuni di questi casi e mio marito per poco mi sviene accanto).
    Poi all’ecografia dell’inizio del quinto mese, il professore rileva del liquido che comprime i polmoni e la nuca del nostro piccolo. Possibile morte in utero, monitoraggi settimanali – della serie: stiamo a vedere come va..

    Stiamo a vedere?! come posso continuare a mangiare e a dormire (nonchè vomitare) serenamente nell’attesa che il “danno totale” si verifichi da un momento all’altro?
    Prego giorno e notte per un miracolo, ma non tutti meritano il miracolo e io, lo pretendo in base a quali privilegi? Sono come tutte le altre donne, anzi peggio di molte che conosco..di colpo mi riconosco piccola, fragile e impotente di fronte all’ignoto e alla sofferenza.
    Subentra il panico puro:
    panico all’idea di abortire – io, cattolica praticante, che uccido mio figlio?! – panico all’idea di proseguire e accertare la morte in utero di mio figlio o vederlo nascere e patire con ogni probabilità di leucemia o di altre patologie derivanti dal malfunzionamento dell’intero sistema linfatico, già evidentemente compromesso al quinto mese..

    Travaso di bile!! Il tormento fisico e psicologico che ho provato è stato davvero l’inferno, ragazze. Non c’è bisogno di alcuna scomunica latae sententiae (meno male almeno quella è stata abolita dal Papa). Quando una mamma si strappa il figlio di dosso, trancia una comunione sacra con la vita stessa. E’ questa la vera, unica negazione di “comunione”, intesa come integrità di corpo e sangue fra madre e figlio. Nessun altro castigo inflitto da qualsivoglia autorità, può risultare peggiore.
    Se sono arrivata a farmi una tale violenza, non è certo per egoismo, ma per amore del bimbo che avevo in grembo, per evitargli poche o tante – ma SICURE sofferenze e per la bimba che è già al mondo e avrebbe dovuto condividerle con lui.

    Così, da donna forte e tutta d’un pezzo da quale mi credevo, mi son ritrovata a piangere come un vitello in una sala d’ospedale ad affrontare la procedura splatter dell’interruzione di gravidanza alla 16a settimana.

    I mesi successivi li conoscete anche voi, inutile dilungarmi oltre.

    Il nonsense ogni tanto ritorna: avrei un bimbo di 2 mesi fra le braccia, invece vado in ufficio, rido e gioco con la mia piccola, progetto le ferie. La vita va avanti, come dice il mio medico curante. Ma non sarò mai la persona di prima. In più, rispetto a prima ho solo la consapevolezza dei miei limiti, che è già una ricchezza in sè e il sentire profondo, perchè vissuto sulla mia pelle, che solo un amore sovrumano, quindi divino, possa comprendere e lenire “da dentro” il mio dolore.

    Grazie per il tempo e lo spazio (copiosi) che avete concesso alla mia storia.

    Grazie i vostri racconti, balsamo per la mia anima.

    • Cara Clo, a me sarebbe dovuto nascere a giugno..è così non saremo più le stesse ma dovremo andare avanti con la consapevolezza di aver fatto una scelta di amore..è dura, io ancora scoppio a piangere..se per te non ci sono problemi mi piacerebbe poterti scrivere sulla tua mail tramite Claudia..la tua storia è molto simile alla mia..un abbraccio forte!

    • Cara Clo, grazie mille di aver condiviso con noi la tua storia, il fatto che tu sia cattolica praticante ci aiuta a capire come chiunque può trovarsi di fronte a questo bivio nonostante la propria morale. Il dolore è lo stesso per tutte, la vita va avanti ma c’è come uno spartiacque tra quel prima “inconsapevole” e questo dopo, il dopo che viene quando devi scegliere per la vita di tuo figlio. Anche il tuo racconto ci arricchisce… ti mando un grande abbraccio.
      Ps. Eleonora mi chiede la tua email, se sei d’accordo gliela mando privatamente (da amministratore io vedo i vostri indirizzi email in chiaro😉 )

      • certo, Claudia, lascia pure la mia email ad Eleonora.
        Con questo blog hai permesso che questo tipo di dolore potesse essere condiviso da chi lo ha patito. Ed è già questo un aiuto per riuscire ad attraversarlo. Hai fatto una cosa grande!

      • Grazie… davvero tengo aperto questo blog proprio per questo, perché quando è capitato a me la cosa che ricordo era una gran solitudine, un gran senso di vuoto, di non sapere cosa fare o con chi parlare… è una promessa che ho fatto a Nicole, in ricordo del suo breve passaggio nella mia vita…

    • Anche il mio angelo doveva essere con noi a fine maggio…. e il dolore che provo ancora oggi è straziante ed è reso ancora più acuto dalle parole del fratello di 3 anni che si ricorda sempre di lui…. leggo le tue parole e le sento mie…. Ho deciso di farmi aiutare da una psicologa, ho bisogno di un po’ luce in un tunnel che vedo sempre buio …..
      grazie per questa condivisione del dolore

      • Patry credo tu abbia fatto la scelta giusta scegliendo di farti aiutare… il dolore che abbiamo dovuto sopportare è tosto, a maggior ragione se avendo un altro bimbo devi pure nasconderlo. Forza, la luce in fondo al tunnel esiste. Un abbraccio forte!

      • è vero Claudia, la luce esiste! non è come il buio che ci è calato addosso tutto in una volta, come in un blackout improvviso, in quel famigerato screening di routine..
        La luce, proprio come dal tunnel, si intensifica lentamente, settimana dopo settimana, mese dopo mese, con i tempi lunghi, tipici della cicatrizzazione. E rigenera. Perché illumina aspetti nuovi di noi stesse, in un assetto diverso.
        Per questo il percorso con uno psicoterapeuta a me è risultato di supporto. Non è facile procedere nel tunnel quando la luce è ancora fioca..E comunque, qualche metro più avanti, ci vuole ancora un bastone per non inciampare quando la luminosità si intensifica e bisogna riabituarsi alla luce piena, senza riserve, ossia senza occhiali da sole, né creme schermanti. E’ mia profonda intenzione ritornare a vivere “col sole in fronte”, per me stessa innanzitutto, poi per mio marito e mia figlia. Ho giurato appena tornata a casa dall’ospedale, che questo male non avrebbe dovuto trascinarne con se’ dell’altro. E ho deciso che è mio potere fermare la catena di dolore. Non esiste la sindrome post aborto, non esiste lo sfascio dell’unione di coppia, se c’è stata condivisione piena della scelta. Lo temevo tantissimo ma non si è avverato. Io e mio marito ci amiamo più di prima e non riusciremmo a fare a meno uno dell’altra. Sono disposta a tutto, pur di non danneggiare chi amo tanto e mi sta accanto. Certo, poi in pratica non è stato proprio indolore per la mia famiglia starmi vicino i primi mesi post itg, ma posso dire di avercela messa tutta e di continuare a farlo. Non s i tratta di delirio di onnipotenza, è presa di coscienza della propria capacità di reazione ai colpi della vita…ed è portentoso!

      • Assolutamente vero, la presa di coscienza dei propri limiti (e dei limiti della propria morale) ma soprattutto della nostra forza sono l’insegnamento più grande che i nostri piccoli volati via ci hanno lasciato…

      • Il mio bambino doveva nascere il 23 Agosto 2016, ho 43 anni e non mi restano altro che lacrime e sogni spezzati al 5′ mese di gravidanza, ho dovuto fare l’aborto terapeutico, il mio primo figlio dopo 15 anni di matrimonio, ci pensate? il mio primo bambino, e tutto e’ crollato come un terremoto arrivato di notte come quello che e’ successo in questi giorni a Rieti, sono triste e sconsolata, non riesco a vedere una luce, vorrei solo morire, anzi era meglio che morivo lo stesso giorno che ho messo quella maledettissima firma per l’interruzione della gravidanza, mio figlio doveva chiamarsi Francesco, come il nonno, come San Francesco, come il Papa, invece niente, mi e’ rimasta solo una foto dell’ultima ecografia, perche’ tutto questo ?

      • Ciao Giusy, la mia bimba sarebbe dovuta nascere a gennaio, anche per me era la prima gravidanza, tanto desiderata. Chiedi perchè è successo questo, non ti so dare una spiegazione putroppo, questa domanda senza risposta mi ha tormentata per mesi, ma non sei sola, credimi!! ho pianto tanto, avuto tanta rabbia, mi sono sentita vittima di un’ingiustizia terribile, questi sentimenti ti accompagneranno per un po’, parlane con qualcuno, se senti la necessità fatti aiutare, devi “digerire” questa perdita, accettarla,non è colpa tua e non è una punizione perchè nessuno si merita una punizione simile. Non si dimentica ma il tempo aiuta. Ti abbraccio forte!!

      • Giusy cara, so che ora non vedi una via d’uscita e vorrei davvero poterti dire che tutto andrà per il meglio, ma so anche che probabilmente ora non mi crederesti. Però io conosco una splendida coppia che ha vissuto quello che abbiamo passato noi e ora a 46 anni ha due splendidi bimbi (di cui tra l’altro i miei figli sono amici). Non voglio darti false speranze ma solo dirti che niente è finito. Ora sei nel pieno dell’ondata di dolore, ricordo bene la mia ormai tanti anni fa, il senso di impotenza la rabbia la disperazione cieca… non mollare e cerca di trovare la forza di vedere di nuovo il bene intorno a te. Sei mamma ora, sei mamma anche se non hai Francesco con te. Hai tutto il diritto di stare male, ma hai anche tutto il diritto di provare a stare meglio. Come dice Mirty se senti che tutto questo ti sovrasta non esitare a chiedere aiuto…
        Non desiderare di morire, Francesco non lo vorrebbe. Aggrappati alle persone che ti amano e prova piano piano ad andare avanti…
        Ti abbraccio, Claudia

  3. Io il 22 giugno ho perso mia figlia x trisomia 18 con aborto terapeutico… Sono a pezzi e distrutta… ti sono vicina 😘

  4. Le parole “solo chi l’ha vissuto può capire…” eccheggiano nella mia testa… è vero è così… il dolore straziante che ti porti dietro e le domande che l’accompagnano e che mai avranno risposte. Vuoi imporre al tempo di lasciare tutto alle spalle (dimenticare mai…. non è possibile), ma ti bastano delle righe di un blog a riaprire le ferite e ti stringi intorno a quelle mamme che “possono capirti”…. un abbraccio forte

    • Già… pensa proprio l’altro ieri ascoltavo una canzone che mi accompagnava nelle notti insonni dopo la perdita di Nicole e… BUM! Pensi si sia assopito e invece no, il ricordo a tratti ti arriva come un masso sulla testa… ed è vero, in quei momenti pochi possono capire.
      Ti abbraccio Patry

    • Solo chi l’ha vissuto può capire e può rendersi conto del dolore che tale scelta comporta..cerco di farmi scivolare i commenti di persone che giudicano con tanta facilità, devo imparare a non arrabbiarmi, devo convincermi che parlano solo perchè ignorano..anche se non è semplice perchè io prima di ora non mi sono MAI permessa di parlare e giudicare..un forte abbraccio!

      • Non ti curar di loro ma guarda e passa, ha detto qualcuno di molto saggio…
        Purtroppo il dolore è fetente: finchè non lo vivi non sai quanto sia devastante.
        Poi ci sono l’intelligenza e la sensibilità: l’intelligenza di capire quando stare zitti (se la si pensa diversamente) e la sensibilità di mettersi nei panni di chi non solo ha perso un figlio ma ha dovuto scegliere cosa fosse meglio o meno peggio per lui. Come se scegliere se vivere o morire fosse cosa facile…
        Cara Eleonora, dopo anni dalla mia scelta io ormai mi confido solo con le persone dotate di un cuore, alle altre non dico più niente, mi manca la pazienza, risponderei male e sinceramente sono stanca di essere ferita quando già ho sofferto abbastanza con me stessa…
        Ti abbraccio forte, Claudia

  5. Ciao Claudia,
    Per me va bene se fai da tramite.
    Ma, come ho scritto anche a Jessica,sono davvero imbranata! Che devo fare???🤔

  6. Ciao ragazze,
    Tempo fa avevo scritto la mia storia…ad agosto terapeutico a 21 settimane per problema cromosomico raro.
    È da dicembre che ci stiamo riprovando ma nulla…non riesco a rimanere incinta.
    Pensare che per il mio cucciolo volato in cielo sono stata fortunatissima…almeno a rimanere incinta…
    Ho paura di non riprovare più una gioia simile…perché cavolo non riusciamo…se mi sento dire ancora una volta di “stare calma” mi metto ad urlare.
    Non sto calma, per niente. Mi è successa una cosa bruttissima e non riesco a stare calma…non voglio stare calma!!!!!
    Mi dicono che è presto…ma chi lo dice…che ne sanno…presto x cosa…x gioire?
    Credo che tutte e tutti (perché anche i papà hanno sofferto e stanno male) ci meritiamo un po’di gioia, ci meritiamo un frugoletto…perché soffrire ancora…perché non arriva?
    Quando mi chiedono perché non ci riprovo vorrei urlare “CI STO PROVANDO DA QUALCHE MESE…MA NON ARRIVA….”invece sorrido e dico che ancora non me la sento.
    Ma che ne sanno…
    Vi abbraccio

    • Ciao Bea, anche io ho perso la mia bimba a quasi 22 settimane ad agosto e ad oggi non sono ancora incinta. Ti capisco e ho le tue stesse sensazioni, gli altri non capiscono perché non sanno. Sono sclerata ad ogni ciclo ma sono sicura che mamme come noi non può che andare in salita la nostra vita e quindi forza….. baci

      • Ciao Jessica,
        purtroppo ci accomuna anche il mese…beh…magari in comune avremo anche buone notizie!!!!
        Ti capisco, ogni mese è una coltellata!
        Dai, ce la faremo!!!!!!!

      • Bea, Jessica… io vi auguro che vi succeda come a me e quella che è adesso una mia cara amica: abbiamo partorito a cinque giorni di distanza, ci siamo conosciute grazie al blog quando io cercavo il mio secondo figlio (ho perso Nicole nel “lontano” 2009) e lei stava per perdere il primo. E due mesi dopo siamo rimaste incinte insieme. È una piccola cosa ma per me è stato un bellissimo incontro.
        So bene come vi sentite e vi posso solo mandare il mio più forte abbraccio! Forza ragazze!

      • Agosto ha portato brutte notizie anche a me!Vi ammiro tanto per la forza che avete di rimettervi in gioco! Vi faccio un grosso in bocca al lupo e spero che tra qualche mese avremo tutte belle notizie! Grazie ancora Claudia, infondi davvero tanta speranza!

      • Non lo so se è forza quella che mi spinge a rivendicare la mia pancia!
        Ci meritiamo di essere felici.Voglio un bimbo…che non sostituirà mai il mio Edo…
        Ho paura di non rimanere incinta, ho paura di rimanerci e delle analisi. Ma la voglia di essere mamma ha la meglio!
        Forzaaaaaaa…non può essere sempre nero!
        Dobbiamo aiutare chi sta vivendo ora questo terribile momento, aprire gli occhi a chi ignora il mondo dei medici obiettori e non obiettori…e trasformare tutte le lacrime in sorrisi e in tantissimi fiocchi rosa e celeste!!!

      • Anch’io volevo disperatamente un altro bimbo… subito! Ci ho messo quasi un anno a rimanere incinta, ad altre capita prima ma penso ci sia anche una componente ormonale, ogni donna è diversa dall’altra. Comunque, se ti consola, io ora ho tre figli oltre a Nicole. Voler essere mamma disperatamente come noi non è peccato, anzi!!

      • Ciao Bea, anche io ho paura di non più riuscire a rimanere incinta…. ma credo che come dice Claudia sono gli ormoni e forse noi ci mettiamo di più a rimettere tutto a posto…. se vuoi ti lascio la mia mail così ci possiamo scrivere. saluti
        Jessica

      • Bea, Jessica… se volete scambiarvi l’email senza scriverla qui in chiaro mi offro da tramite (essendo amministratore del sito quando mi arriva la notifica io vedo l’email che avete lasciato 😉).
        In ogni caso… mi piace pensare che il tempo sia gentiluomo e che ognuno di noi tornerà ad essere felice. I nostri figli vivranno sempre e comunque con noi (mia figlia grande dice che Nicole è il suo angelo e ne è così fiera che mi scalda il cuore)

      • Ciao Jessica,
        Certo che mi farebbe piacere avere un tuo contatto!
        Con i forum…blog…sono imbranata, è la prima volta che scrivo!
        Di dove sei? io di roma

    • Cara Bea, a volte penso e ripenso al motivo per cui le persone fanno domande così delicate..io non le ho mai fatte, nemmeno quando la mia vita era serena..le ho sempre trovate inopportune..io non so come reagirei, ad oggi ancora non mi è capitato, sono passati solo pochi mesi e poiché non riesco a riprendermi non ho pensato ad una futura gravidanza..
      In ogni caso la componente psicologica incide tantissimo, io non ci credevo ma è vero! a me è capitato proprio il mese in cui davvero non ci pensavo, i mesi precedenti invece ci rimanevo sempre male.
      Hai tutto il diritto ad essere serena, non ascoltare le persone, se ti va rispondi pure male dicendo che sono fatti vostri e basta!
      Pensa solo a restare serena e vedrai che quando meno te l’aspetti ci scriverai comunicandoci una bella notizia!

  7. Secondo me sto diventando patologica, non faccio altro che scagliarmi su qualcuno quando nei social si inizia ad essere così superficiali, ad utilizzare frasi del tipo è un dono di Dio, va accettato e basta. Tutte cose pronunciate da persone che ovviamente non hanno nessun problema, ed io non riesco a tacere. Dopo tutto il male e la sofferenza che ancora porto dentro non voglio trovare una giustificazione per quello che ho scelto ma non voglio passare per una persona che ha rifiutato un “problema” per avere una vita perfetta! io non ho mai avuto una vita semplice, da diversi punti di vista e non ho mai giudicato nessuno che si è trovato a scegliere perchè ho sempre pensato che non avevo nessun diritto ad entrare nelle vite altrui..Mi è scattato il bisogno di intervenire, mio marito dice che mi faccio solo del male ma io vorrei cercare di spiegare che dietro queste scelte ci sono delle persone che forse non riusciranno mai a perdonarsi del tutto, che non dimenticheranno mai il loro bimbo e che potrebbero aver scelto pensando anche al suo benessere. E soprattutto dietro c’è il mondo di tante mamme che soffrono e non vogliono restare nell’ombra delle critiche sterili e superficiali.

    • Ciao Eleonora, penso anche io come te…. le persone a volte sono superficiali perché a loro non è successo…. e non possono capire il dolore di una scelta difficile. Dono di Dio, OK ma che vita avrebbero fatto i nostri figli, la realtà oggi è un altra le nostre scelte sono state prese per patologie gravi. Lascia dire agli altri e tu vai per la tua strada perché la vita è tua, dopo questa esperienza ogni momento della vita è importante da vivere.

      • Sicuramente la vita sarà più quella di prima, speriamo torni un po’ di ottimismo, un abbraccio

    • Io ho smesso da un po’ di preoccuparmi del giudizio degli altri, ma porto avanti la mia piccola battaglia per far conoscere alla gente questa realtà, che è tutt’altro rispetto al “cancellare un problema”. Purtroppo molti faticano a capire la scelta che abbiamo fatto perchè sono intrisi di quello che la società benpensante ci mette in testa. Ognuna di noi ha perso un figlio, l’ha lasciato andare in gravidanza per non vederlo morire al parto o poco dopo, o per evitargli una vita di sofferenze. Ognuna di noi soffre e non merita il giudizio superficiale di altri.
      Cara Eleonora… purtroppo c’è chi lo fa e io ti consiglio solo di evitare chi non sa ascoltare. Apriti invece con chi è in grado di capire.
      Un abbraccio!

    • Io e la mia compagna abbiamo fatto ieri la villocentesi. Il nostro bambino presenta un difetto cardiaco e segni di sindrome down. Manca la certezza matematica ma la dottoressa non ci ha dato speranze. E’ stato un duro colpo e immediatamente ho pensato all impatto di questo evento sulle nostre vite. Tra qualche giorno arrivera’ l’esito e dovremo prendere una decisione sul dafarsi. Io credo di voler tenere il bambi o perche’ il pensiero di terminare una vita mi strazia il cuore. In fondo quale diritto ho di decidere chi deve vivere o chi deve morire? La mia compagna invece vorrebbe abortire perche’ ritiene un figlio down come un peso troppo grande da portare. Qualunque cosa decideremo avra’ segnato per sempre le nostre vite. Io non giudico nessuno e solo chi vive questi attimi puo’ capire fino in fondo quanto dolore si provi in queste circostanze. Non so come potrei vivere con questo senso di colpa ma amo troppo la mia compagna e alla fine accettero’ quello che lei s sentira’ di fare.

      • Caro Sergio, conosco bene quello che stai provando… purtroppo a voi uomini, nostri compagni, tocca forse il peggio: il guardare, il sentire di non poter fare niente, lo stesso dolore e la stessa impotenza ma senza la percezione esatta di quello che sta succedendo. Non so onestamente cosa si provi ad essere compagno e padre in una situazione del genere, so che mio marito ha sofferto molto, ma è anche vero che lui è stato d’accordo con me sin dal principio (non ce lo siamo nemmeno detti). Quello che porta a fare una o l’altra scelta è solo vostro, nessuno può giudicarvi. L’amore per quel bimbo lo conoscete solo voi, nessuno può contestarlo. A volte amare significa “lasciare andare”, altre “tenere e proteggere”. Chi può dire cosa sia meglio?
        Ho conosciuto donne come me, pentite. Ho conosciuto mamme di figli con disabilità (più o meno gravi) e alcune di loro non comprendono la mia scelta, altre se potessero tornare indietro la farebbero.
        Non c’è un giusto e uno sbagliato ora.
        C’è una vita nel grembo della tua donna per cui decidere se sia meglio vivere o non vivere.
        Io per ora mi sento di suggerirti di starvi vicino, di amarvi come mai vi siete amati prima, di diventare quell’uno che l’amore chiede. Niente sarà più come prima, da questo momento – qualunque sarà la decisione – inizia una nuova vita.
        Vi auguro di riuscire a districarvi sul cammino e di tornare un giorno ad essere felici.
        Vi abbraccio entrambi, Claudia

      • Caro Sergio, possiamo comprendere bene i timori tuoi e di tua moglie. Claudia ha ragione, non esiste la scelta giusta o perfetta. Una notizia del genere ti sconvolge la vita e niente sarà più come prima, è vero. Un consiglio che mi sento di darti è di restare uniti più che mai, parlatene liberamente, abbracciatevi, consolatevi. Io ero la parte meno convinta della coppia, ma anche quella si cui si sarebbero concentrate maggiori ripercussioni. Lui mi aveva sinceramente detto di non sentirsi pronto ad una situazione del genere e di essere molto intimorito dal futuro. Io ho avuto ancora più paura di lui, ho temuto di restare sola e non riuscire a fronteggiare la situazione. Non so se lui fosse stato sicuro di andare avanti cosa avrei deciso, ma ne abbiamo parlato senza scontri, senza timori di pensare in modo diverso. Lui mi ha illustrato chiaramente il nostro contesto famigliare e sociale ed io all’inizio perplessa, ho condiviso le sue opinioni. Abbiamo due caratteri diversi che spesso tendono a scontrarsi ma in questo caso abbiamo preso una decisione comune. Troverete la strada che deciderete insieme di intraprendere, non sarà facile qualunque essa sia. In bocca al lupo, un abbraccio.

    • Ciao Eleonora,quanto ti capisco,anch’io mi innervosisco sempre davanti a tanta superficialità,poi cerco di scacciare la rabbia e penso che il detto “beata ignoranza” è proprio vero. Non in tono offensivo,ma semplicemente perchè “beato” è chi non ha dovuto subire quello che abbiamo passato noi e perciò non può capire e nemmeno immaginare. Non so se mi sono spiegata bene. Le persone che puntano il dito non sono più brave,solo più fortunate! Il tempo aiuta,ma che corazza mi sono costruita!!Solo ora,dopo otto mesi, comincio a stare meglio, anche se ancora evito certi posti e certe persone. La strada è sempre in salita ma dobbiamo andare avanti. Ti abbraccio con affetto!

      • Grazie, speriamo di riuscire a risalire. Condivido pienamente quello che dici, un abbraccio anche a te

  8. La mia storia è un po diversa… niente complicazioni fisiche, niente possibilità di scelta… ho 18 anni, e il 12 febbraio sono ormai 3 anni che ho abortito… dopo piu di un anno di relazione con questo ragazzo che al tempo ritenevo il mio principe azzurro, più grande di me di 3 anni, scopro di essere incinta… faccio il test a casa, con un’amica, che vedendo il risultato, è solo riuscita a dirmi “e ora? Che fai?”. La capisco: avevo una relazione a distanza (abitavamo a 400 km di distanza), eravamo entrambi giovani… lo dico ai miei genitori, che mi fanno fare un ulteriore test di gravidanza: ricordo solo lo sguardo deluso di mia madre, che mi guarda in lacrime, e le prime parole che mi disse “non puoi tenerlo”. Il suo compagno cerca di trovare soluzioni economiche, mentre mio padre alla prima occasione mi aggredisce, verbalmente e fisicamente, mandandomi in ospedale con due costole incrinate. E il mio principe, sparisce: non si fa piu sentire, né vedere, dice che mi pagherà le cure dell’ospedale; sua madre lo sostiene, hanno un’attività stagionale famigliare e non posso perdere tempo cosi… e allora inizia il travaglio di visite, valutazioni psicologiche per capire se non fossi spinta da nessuno ad abortire (mentendo, purtroppo)… mi sentivo cosi tremendamente sola, se non fosse per quel piccolo fagiolino dentro di me, a cui ho dato nel limite del possibile, quanto potevo: niente sforzi, e solo cibo sano… fino a quel tremendo martedì 12 febbraio… nevicava, e mi somo recata in ospedale, dove appena arrivata mi hanno somministrato la pillola per far dilatare l’utero… mi hanno operata per ultima, e questo ha reso l’agonia ancora piu lunga e dolorosa… in qiei pochi secondo trascorsi dal mio ingresso in sala operatoria al momento dell’anestesia, pensai e sperai solo di morire con lei (mi piace pensarla una bimba)… al mio risveglio c’era solo mia madre, con cui scoppiai a piangere, per la prima volta: troppi medici da visitare, e troppe decisioni, senza contare che avevo due fratellini di 4 e 1 anno, che non avrebbero capito il mio stato d’animo e con cui dovevo fingere di star bene… ero diventata praticamene insensibile, pensai che cosi facendo non avrei sofferto in seguito, ma non è affatto vero… ora sento un grande vuoto, e la domanda “se l’avessi tenuto?” Mi assilla sempre… questa cosa mi tocca ancora nel profondo, mi fa male, e piangere ogni notte, anche con il mio nuovo fidanzato… con il quale sto affrontando non solo le ripercussiono psicologiche dell’esperienza, ma anche l’ulteriore choc della totale cicatrizzazione del mio utero a seguito del raschiamento, e quindi la probabilità di non essere fertile…
    Prego la mia bambina perché mi perdoni: la tua mamma ci teneva a te, non avrebbe mai voluto fare tutto questo, ma era piccola, e sola… perdonami

    • Carissima Aleo… mi spiace leggere questa tua storia “diversa” ma ugualmente terribile. La cosa peggiore è dover affrontare tutto sola e contro tutti e soprattutto contro la propria volontà. La tua bimba avrà sicuramente sentito il tuo amore…
      Prova a scriverle ogni tanto, potrebbe aiutarti. Ma se senti di nn riuscire ad affrontare tutto da sola chiedi aiuto, magari in consultorio, troverai persone pronte ad accoglierti e aiutarti in questo percorso. Spero davvero tu possa ritrovare un briciolo di serenità e soprattutto perdono per te stessa che in fondo di tutto questo non sei altro che una vittima. Ti mando un abbraccio grandissimo…

      • Ti ringrazio della risposta… sono una persona piuttosto riservata, ma sentivo il bisogno di dire a qualcuno la mia esperienza di dolore… qualcuno che mi capisse, che abbia vissuto la stessa cosa e con cui avere qualcosa in comune…
        Ho provato a chiedere aiuto in consultorio, ma lo vedo come una cosa sterile e non mi sento a mio agio… grazie mille del supporto

      • Mi spiace che tu non abbia trovato conforto al di fuori… quello che ti posso consigliare è di trovare le persone giuste con cui aprirti (un’amica, anche qualcuno che non sembra far parte della tua cerchia di amici ma che magari ti ispira fiducia) perchè là fuori è pieno di donne come noi e fa bene confidarsi e aprirsi a volte… ovviamente sono contenta che tu abbia scelto me, ma so di non poter fare molto da qui. Parlarne fa bene, ancora adesso mi capita di sentirmi meglio quando decido di confidarmi e di fronte trovo una persona accogliente…
        Fa bene all’anima non sentirsi soli e spesso ci sono persone che non ci aspetteremmo mai ma sono pronte ad ascoltarci. Spero tu ne possa trovare, vicine a te…

    • Cara ALeo le storie qui presenti sono tutte accomunate dalla profonda sofferenza e dalla sensazione di incomprensione. Ti capisco benissimo quando non ti senti capita da persone vicine. Per mia scelta personale ho deciso di dire la verità a pochissime persone e non perchè mi sento di dover nascondere qualcosa ma piuttosto sono certa di non essere compresa. Solo chi ha provato sulla propria pelle questa esperienza può capire quanto possa essere sofferta e dolorosa e soprattutto quanto questa sensazione ti accompagni sempre. Da quando mi è capitato sono riuscita a sorridere pochissime volte ed anche in quelle occasioni ho sempre avvertito che mi mancava qualcosa, lui non è più con me ma non andrà mai via dai miei pensieri. Sinceramente non posso sapere cosa sarebbe successo se, i se ed i forse in questo momento non fanno altro che logorarci. Dobbiamo avere la forza di guardare avanti con la consapevolezza che mai abbiamo smesso di amarli e mai andranno via dal nostro cuore. Ti auguro il meglio, un forte abbraccio

  9. Avete presente quando vi ripetete è dura, ora mi sembra che sia tutto nero e non vedo soluzioni? e poi pensate ma peggio di così non potrebbe andare e utilizzate questo pensiero come stimolo per cercare di scrutare qualcosa di positivo..beh, con me non sta funzionando, è passato appena un mese da quando lui non è più con me ed ogni sera faccio fatica ad addormentarmi. Da quando ho ripreso a lavoro cerco di tenere impegnata la mente..poco fa mi ha chiamato il capo, vuole modificarmi il contratto..mi ha esplicitamente detto che se quello che mi è successo fosse capitato in un periodo di maggiore lavoro avrebbero subito danni per cui perchè dover fare affidamento pieno su di me, giusto? Ed io, ingenua, che ho rinunciato ad una brillante carriera lontano da qui per poter realizzare il sogno di una famiglia..mi trovo ora a pensare perchè tutto questo? non è abbastanza il dolore che sento dentro?non riesco a comprendere, la mia mente è sempre più annebbiata..

    • Cara Eleonora, mi dispiace così tanto. Ho paura di non riuscire a darti conforto con le mie parole perché anche a me è capitato da poco e adesso sto annaspando proprio come te, spesso chiedendomi il perché di tutto questo dolore. A mia volta ho rinunciato alla carriera perché stavamo costruendo una famiglia, poi dopo il nostro primo bimbo abbiamo avuto tre aborti spontanei e ora questo aborto terapeutico. Intanto gli anni sono passati e adesso mi trovo dequalificata, con poco lavoro, una grande casa in cui abbiamo investito indebitandoci pensando che avremmo avuto altri bambini e questo vuoto insopportabile. Mi sembra di aver fatto solo scelte sbagliate. L’unica cosa che riesco a fare è aggrapparmi alle parole di Claudia e delle altre donne di cui leggo qui, pensare che il tempo ci aiuterà a venire a patti con questa cosa che per adesso causa solo disperazione e rabbia. Temo che purtroppo la domanda che ci facciamo – perché ci è successo, perché è successo proprio noi – non abbia nessuna risposta. Succede e basta. Quando alla morfologica hanno visto che cosa aveva il cuore della nostra bimba non volevo crederci: possibile che dopo aver perso tre bambini a inizio gravidanza potessimo perderne un’altra, senza cause cromosomiche? Evidentemente è possibile. Poi mi trovo magari all’asilo del mio grande e vedo altre donne incinte del secondo, terzo, qualcuna anche del quarto figlio e vorrei morire. E alle persone che con superficialità mi dicono “ne farai un altro”, “si vede che non era il momento”, “guarda avanti e sorridi” o meglio ancora, “Ma come, ti viene ancora da piangere? Eppure gli ormoni adesso dovrebbero essere tornati a posto” faccio molta fatica a rispondere senza infuriarmi. Per questo cerco di non parlarne con nessuno, anche perché mi ferisce molto sentirmi dire queste cose anche da persone che reputavo abbastanza vicine.
      Non so, secondo me la risposta ai perché non dobbiamo neanche cercarla. Dobbiamo solo tentare di andare avanti e sperare che questa tortura prima o poi diventi un po’ meno orrenda. Un abbraccio forte a tutte.

  10. Non so le vostre esperienze, in realtà pochissime persone e per lo più la mia famiglia conosce la verità dei fatti. Ho deciso ad un certo punto di tacere con tutti, a lavoro, con gli amici. Quando aspettavo il risultato dell’amnio mi sono sentita dire da diverse persone che sarei dovuta andare avanti, che la fede mi avrebbe aiutata, ecc.E così iniziavo a sentirmi ancora più fragile. Ho sempre creduto in Dio e continuo a farlo anche se ho commesso un peccato, non so quando riuscirò io per prima a perdonarmi, ancora non riesco ad andare a Messa..Sentivo le opinioni delle persone come intrusione nella vita privata che noi due avremmo dovuto affrontare giorno dopo giorno..ed in quei momenti ho scelto di restare in silenzio e non per mancanza di coraggio, ma proprio credo non possono comprendere altri quello che noi abbiamo vissuto..A volte mi chiedo se ho fatto bene, spesso penso che poteva trattarsi di una lieve patologia..
    Un abbraccio a tutte e grazie per il confronto sincero..

    • Io penso tu non sia tenuta a dire niente a nessuno, proprio perchè sono poche le persone pronte a comprenderti. La fede avrebbe potuto aiutarti sì, ma la fede purtroppo non colma i vuoti dello stato e della sanità e nemmeno l’ignoranza delle persone. Nessuna di noi sa per certo che vita avrebbero vissuto i nostri bimbi, a me piace pensare di aver evitato a mia figlia una (breve) vita di sofferenza. È anche vero che il senso di colpa è qualcosa che latente o meno ci porteremo sempre dietro, ma è qualcosa che è dentro di noi, e non dev’esserci nessun altro a dire come dovremmo sentirci o cosa avremmo dovuto fare. Nessuno può capire quello che abbiamo passato e provato e soprattutto nessuno può pensare che abbiamo preso questa scelta con leggerezza.
      Quindi… fai bene. Io ne parlo solo con poche persone, non ho voglia di sentirmi giudicata per qualcosa che mi ha fatto così male.
      … e nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di pensare di sapere.

      • Condivido al cento per cento queste tue parole, Claudia (e grazie anche per l’abbraccio che mi hai mandato in risposta all’altro mio post). Nessuno, ma proprio nessuno, deve pensare di poter sapere e giudicare. Io e mio marito ci siamo sentiti giudicati in primis dalla capocardiologa che ha guidato il consulto definitivo seguito alla morfologica della nostra bambina: una donna arrogante che si è rifiutata, in un primo momento, di darci le percentuali che riguardavano la possibilità di sopravvivenza agli interventi a cui avremmo dovuto sottoporre la piccola (“ma io lascerei stare, non mi piace dare questi numeri”) e che, pur dicendo a chiare parole che anche con le chirurgie la patologia sarebbe rimasta incurabile, ha rifiutato di dire esplicitamente che la bambina avrebbe sofferto molto e sarebbe comunque morta dopo una vita breve. Questa dottoressa non ci ha mai guardati negli occhi, non me lo dimenticherò mai, così come nessuno dei cinque colleghi che erano venuti ad assistere e monitorare a loro volta. E quando abbiamo detto che non ce la sentivamo di andare avanti si è scocciata. Per fortuna il mio ginecologo, che è invece un medico e un uomo di grande integrità, ha sopperito dandoci i dati che lei voleva tacere e ci ha capiti e appoggiati, dichiarando lui stesso che nessuno deve permettersi di comportarsi così con due genitori costretti ad affrontare una tragedia simile.
        Poi, anche nelle faccende quotidiane, il giudizio delle persone superficiali o ignoranti è inevitabile e mi affatica moltissimo, anch’io parlo solo con le pochissime persone davvero vicine che ho; ma purtroppo con una gravidanza che era ormai ben visibile capita anche di essere avvicinata da conoscenti che si sentono autorizzati a dire, commentare, pontificare. Sono sicura che capiti anche alle altre. Mi sforzo ogni giorno di evitare chiunque o di farmi scivolare addosso quel che dicono, ma sono esausta.
        Quindi grazie infinite ancora, Claudia, per questo tuo spazio, che è una vera oasi in cui anch’io come le altre trovo il rifugio e la comprensione che altrove è molto difficile trovare.

      • Cara Anna, io anche adesso se non mi fido di chi ho di fronte dico semplicemente che “ho perso una bimba al quinto mese di gravidanza”… dopo sette anni non ho comunque voglia di sentirmi giudicata perchè mi fa male, perchè anch’io mi chiedo mille volte se ho fatto la cosa giusta e anche se quest’anno, con la mia ultima gravidanza, con medici diversi a mille chilometri da dove ho partorito Nicole, ho avuto conferma che la bimba era gravemente malata di cuore, comunque fa male. E fa ancora più male quando qualcuno pensa di potersi permettere di giudicare solo perchè crede in Dio e crede che una mamma sappia amare anche un bambino malato. Ma saper amare non significa automaticamente saperlo curare, sapergli alleviare il dolore, sapergli dare una vita dignitosa.
        Insomma, disdicevole il comportamento della cardiologa, menomale che come me hai avuto un ginecologo che ha saputo starti vicino. Anche se non cancella il dolore ti fa capire che di fronte a tante “malelingue” ci sono persone che provano a mettersi nei tuoi panni…

  11. Ciao Eleonora, ti capisco benissimo, anche io ho dovuto affrontare il rientro al lavoro e non ti nascondo che ogni volta che qualcuno cercava di risollevarmi con parole di circostanza era una pugnalata al cuore. Sono passati otto mesi, e’ ancora dura…piango Spesso, ma posso dirti che cerco di farmene una ragione e di convivere con questa croce. Non dimenticheremo mai i nostri figli, loro saranno sempre nei nostri cuori. Io nonostante tutto ho tanta speranza nel cuore…spero che un giorno un altro bimbo possa rendere la mia croce meno pesante. Ma il mio Giuseppe c è stato e ci sarà sempre. Cerca di non pensare a quello che ti dicono gli altri, io all inizio avevo un odio profondo, mi sentivo una specie di fenomeno da baraccone, ma poi ho capito che in fin dei conti non lo fanno per cattiveria, cercano solo di darti speranza.Ti abbraccio e ti sono vicina…non sei sola…coraggio

    • Anch’io come te Vale sentivo odio verso chiunque fosse felice… sono passati molti anni ora e in parte sento ancora quella rabbia anche se la vita è andata avanti e in qualche modo ho raggiunto la mia felicità. Eppure Nicole è qui, dentro tutti noi. Io ne ho anche parlato coi miei figli… la grande pensa sia il suo angelo custode e trovo che sia dolcissimo…

  12. Ieri sono tornata a lavoro ma la sensazione di dolore mi accompagna sempre. La maggior parte delle persone non fa altro che ripetere “sei giovane, devi guardare avanti”..ma io non sto male perché non ho avuto un figlio ed un altro al suo posto mi solleverà da questa sensazione..la tristezza che abbiamo noi nel cuore non possono comprenderla altre persone che non hanno vissuto questa esperienza per cui mi sto limitando a dire “sto bene” per evitare di dovermi giustificare anche di stare male..
    Vi abbraccio tutte, riesco ad aprirmi solo con voi..

    • Ciao Eleonora, ti capisco benissimo e anche per me è lo stesso. Io per non sentire i commenti non parlo molto al lavoro. Nessun altro figlio può prendere il posto di lei o lui e nessuno può capire la sofferenza che provi. ogni volta che leggo le vostre esperienze e sensazioni mi scendono le lacrime perché ho vissuto la stessa esperienza e ci vuole tempo tanto tempo per non piangere più quando se ne parla. un abbraccio a tutte le mamme

      • Cara Jessica, ieri mi hanno telefonato mentre ero a lavoro, volevano propormi un omaggio per il mio bimbo..sono dovuta correre in bagno perché mi è venuto da piangere..a volte ho molte difficoltà e non riesco ancora a sentirmi completamente a mio agio con gli altri..
        un abbraccio

    • Cara Eleonora, scusa il ritardo ma sono stata a letto con l’influenza… ache a me dicevano che ero giovane e a un certo punto ho lasciato che parlassero senza più ascoltare. Come se l’essere giovani cambia il fatto di aver perso un figlio. Apriti con chi può capire agli altri non stare a spiegare. Inaspettatamente troverai chi ti capirà, non dubitare. Per ora vivi alla giornata cercando di fare pace con il dolore… un abbraccio

      • Non devi scusarti, ho iniziato a leggere e scrivere nel tuo blog senza sapere che da poco avevi deciso tu di smettere di scrivere..mi trovavo in un momento di dolore assurdo e questo blog per me è stata come una piccola luce..quando ho voglia di comunicare qualcosa di personale mi sento a mio agio qui su..grazie per aver avuto questa idea ed effettivamente ci servirebbe uno spazio dove poter condividere le nostre esperienze perché siamo messe completamente da parte da tutti, anche coloro che vorrebbero vederci sereni hanno l’istinto di dire di dover dimenticare, voltare pagina e far finta che nulla sia accaduto. Io non voglio dimenticare mio figlio, la mia come la vostra, è stata un’esperienza dolorosa, una scelta sofferta e l’amore dei nostri figli non è mai stato messo da parte!
        Un abbraccio

      • Ciao Eleonora, in realtà ho smesso di scrivere ma ho tenuto il blog aperto proprio perchè mi sono accorta che molte di voi arrivavano qui e trovavano un poco di conforto nella mia esperienza… io stessa anni fa cercavo (inutilmente o quasi) un posto dove leggere le storie della altre mamme a metà come me. Inoltre era una promessa che avevo fatto a Nicole, nel mio piccolo, di aiutare le persone che avrebbero dovuto passare quest’esperienza sentendosi così sole…
        Sono felice che questo per voi sia un posto di sfogo e apertura e spero continuiate a venire qui e sentirvi un po’ meglio. Io leggo i vostri commenti quasi in tempo reale e appena possibile vengo a rispondere… è vero, ho mille cose da fare ma questo è importante anche per me.
        Vi abbraccio tutte quante!

  13. Ciao. vorrei condividere con voi la mia storia. Ho vissuto un aborto terapeutico il 22 dicembre 2015. Ero alla 23 settimana e la mia Alice aveva una grave malformazione cardiaca. È stata una decisione sofferta. Abbiamo vissuto momenti terribili. Non dimenticherò mai la mattina in cui stavo uscendo da casa con la valigia per l’ospedale e mio marito ha salutato signioxpzzando la nostra Alice baciandomi la pancia nuda. È stato proprio quello il momento in cui abbiamo deciso il suo nome. Non dimenticherò mai le mie urla ignorate mentre la mia bambina nasceva sul letto della mia stanza. Non dimenticherò mai la sensazione di vuoto fisico e psicologico quando mi hanno riportato in stanza. Ho un’altra figlia di due anni e mezzo che mi ha costretto ad andare avanti così mi ritrovo spesso a piangere di nascosto quando lei e mio marito dormono. La cosa che più mi fa soffrire al momento è che per tutti Alice è come se non fosse mai esistita. Nessuno mi chiede, nessuno ne parla. Io vorrei tanto che lei fosse ancora qui nella mia pancia, vorrei ancora vivere quei momenti bellissimi sul lettone quando la mia prima figlia dava i bacetti alla sorellina ma non è così. Però lei è esistita, è la mia seconda figlia e non voglio che sia dimenticata o ignorata. Mi manca così tanto che ne parlerei di continuo pur di farla rivivere nei nostri discorsi. La mia prima figlia dopo un momento di confusione quando le ho detto che la sorellina non c’era più adesso ogni tanto mi chiede: “chiediamo a Gesù se ci regala la sorellina?” Ho già avuto il capoparto e una parte di me mi dice di riprovarci subito, ma una parte di me è terrorizzata solo all’idea. Eppoi io non voglio un altro figlio. Io voglio la mia Alice.

    • Ciao Lea,
      Ciao a tutte.
      Purtroppo anche io ci sono passata…20 settimane di pura gioia e amore…ero al settimo cielo, parlavo con il mio cucciolo e mi accarezzavo continuamente la pancia che era grande x le settimane…e che mostravo con orgoglio.
      Mai una nausea, mai un problema. Era lì…con me…senza dare fastidio a nessuno…avevo appena iniziato a sentirlo muovere, ero pazza di lui.
      Poi la telefonata…il risultato dell’amniocentesi…ad agosto ho dovuto dire addio al mio Edoardo.

      Sono ferma a quei giorni…sto provando a cercare una nuova gravidanza…a gennaio sarebbe nato il mio amore, questo è il primo mese in cui non lo avrei avuto dentro di me…
      Ho paura di non rimanere più incinta…di non meritarmi una gioia simile.
      Questo dramma ha però rafforzato il legame che ho con mio marito, il mio amore!
      È stato con me tutto il tempo, sapendo di non poter fare nulla anche se avrebbe rinunciato alla sua vita per noi…anche lui ora si merita un po’ di felicità.
      Scusate lo sfogo, ma fuori è difficile parlarne…fanno tutti finta di niente…

    • Cara Lea,
      Conosco bene le sensazioni che descrivi, specialmente il senso di solitudine, il voler indietro la tua piccola… ho vissuto momenti difficili, volevo parlare di lei, volevo averla con me, eppure per tutti era solo qualcosa da dimenticare. Piano piano, scrivendo lettere alla mia bimba, e aiutata anche da un terapeuta (anche se per poco), sono riuscita ad accettare tutto quello che era successo, a perdonarmi, a capire che mia figlia viveva e vivrà sempre dentro di me. Non solo, a tratti la vedo rivivere dentro Noemi, a cui ho raccontato di lei e che la considera il suo angelo custode. Non è molto e soprattutto c’è voluto del tempo per superare il dolore, ma un giorno ti svegli e hai fatto pace con tutto. E tua figlia la conserverai nel cuore, nell’angolo delle persone speciali.
      Ti abbraccio forte!

    • Grazie per le vostre risposte. Ieri ho parlato con la mia ginecologa. Lei mi consiglia un consulto con un genetista clinico visto che il cariotipo della mia bimba era normale. Io e mio marito invece vorremmo riprovare senza fare più ulteriori indagini. Posso chiedervi voi come vi siete mosse dopo questa tragedia che vi è capitata? Scusate se vi sono sembrata inopportuna.

      • Ciao Lea,
        Il mio bimbo aveva un problema cromosomico…uno di quei casi rari che colpisce 1 su 50.000, pazzesco vero?
        Il mio ginecologo mi aveva detto che era solo sfortuna ma io ho voluto fare esame del cariotipo. Anche il genetista ha confermato la sfortuna…
        Più che altro volevo fare esami, fare qsa nell’attesa del via libera per un nuovo inizio…
        Ognuno reagisce in modo differente…io ero (e sono) terrorizzata all’idea di vivere nuovamente una tragedia simile.
        Ora sto riprovando e mentre prima ero spaventata all’idea di rimanere incinta, ora non vedo l’ora di rivedere quelle due linee sul test!!!
        Ti abbraccio

      • Come esame del cariotipo intendete la villocentesi o avete fatto delle indagini genetiche anche sul vostro sangue?

      • Dunque… io ero preoccupata ma il ginecologo mi disse che era stata una casuaità e non era necessario fare altre (costose) indagini. Però nel mio caso era quasi sicuramenteuna sindrome cromosomica… quindi il cariotipo non era normale. In caso di cariotipo normale non si tratta di sindromi cromosomiche…
        Se ti fidi ciecamente della tua ginecologa ascoltala (io mi fidavo ciecamente del mio), altrimenti puoi provare a sentire un altro parere medico.
        La malformazione cardiaca di Nicole era dovuta a una probabile sindrome di Down, ma ci sono malformazioni che potrebbero essere genetiche quindi valuta bene ma parlane con esperti. Noi possiamo incoraggiarti e sostenerti ma non siamo medici e soprattutto avrai visto che siamo in tante e tutte con diverse malformazioni o sindromi.
        Io ti consiglierei un secondo parere!
        Un abbraccio, Claudia

    • Cara Lea
      anche a me dicono tutti di non pensarci, che devo dimenticare come se non fosse mai successo..ma io non ho nessuna voglia di dimenticare il piccolino..anche se siamo stati noi a fare una scelta, questa non può annullare tutto l’amore che provavo per lui e che provo ancora. Mio marito e la mia famiglia mi sono vicini ma in queste situazioni purtroppo resti sempre sola con il tuo dolore e con quella sensazione di vuoto che ti fa molto più male della sofferenza fisica provata. Sto seguendo il consiglio di Claudia ed ho iniziato a scrivere, una sorta di diario della gravidanza dedicata al mio piccolino..anche se di poco mi sta tenendo impegnata..il legame con i nostri piccoli non morirà mai, ne sono convinta.
      Molte persone mi dicono, ma dai sei giovane, avrai altri figli..io ora non riesco proprio a pensare all’idea di un altro figlio, devo elaborare prima questo lutto e comunque nessuno andrà a sostituire lui, di questo ne sono sicura..Volevo dirti che a noi hanno consigliato di fare una mappa genetica in quanto il piccolino aveva una trisomia..faremo tutti gli esami necessari del caso..ora però il mio pensiero è ancora fermo a lui!
      Un abbraccio a tutte

      • Eleonora,ti capisco tu non sai quanto..io non volevo credere che la mia piccola fosse malata così ho voluto vederla,x mettermi il cuore in pace.ma e stato invano perché questo non accadrà mai.ogni giorno che passa, ogni maledetto giorno ripenso a chissà se la mia bambina era sana,chissà se ho sbagliato tutto.xche lei era xfetta tutta formata e tutta xfetta.sono passati quasi due mesi e più il tempo passa e più cresce questo vuoto dentro di me,e non so xche.

      • Cara Silvia,
        Due mesi sono praticamente ieri… ci vuole più tempo per riuscire ad accettare quello che è successo, anche se un angolo del nostro cuore si chiederà sempre se è stata la scelta giusta. Io ho avuto delle piccole conferme solo con l’ultima gravidanza, ben sei anni dopo avere detto addio a Nicole…
        Quel vuoto che senti è sacrosanto. Mi raccomando, se però inizi a stare sempre peggio chiedi aiuto… anche a un terapeuta, non affogare nel dolore, cerca qualcuno che possa darti la forza piano piano di tornare a galla…

      • Io credo che sia normale, anche io non faccio altro che ripetermi “e se non fosse stato così grave?”..sono i sensi di colpa che affiorano e la sofferenza che ci mette il suo..vorrei tanto che le persone così brave a giudicare potessero solo per 5 minuti entrare nel nostro stato mentale per poter comprendere quanto sia stata sofferta la nostra scelta e le ripercussioni che avremo continuamente..io non riesco più ad aprirmi con gli altri, dall’esterno viene spesso ripetuto che bisogna distrarsi, non ci si deve pensare..ma io so che nulla mi potrà riempire il vuoto da lui lasciato, che una parte di me rimarrà sempre legata a lui e che dovrei imparare a convivere con questa sofferenza..

      • Hai ragione,dovremo imparare a convivere con questa sofferenza ma cerchiamo di non farci sovrastare dal senso di colpa. Abbiamo preso quella decisione che nessuno mai dovrebbe essere costretto a prendere ma che in quel momento ci è sembrata l’unica possibile. Nessuno può neanche lontanamente giudicare!

    • Cara Lea, cara Claudia, care tutte voi che avete condiviso le vostre esperienze su questo blog che ho trovato solo ieri,
      la prima cosa che voglio scrivere è un grande grazie per quello che avete scritto. Claudia, mi rispecchio così tanto nelle tue parole… e in quelle di altre.
      Ho perso la mia Nora neanche un mese fa con un aborto terapeutico. All’ecografia morfologica, a metà gennaio, le avevano diagnosticato un difetto cardiaco raro e incurabile. Sarebbe morta poco dopo la nascita, a meno di tentare una serie di operazioni con poche possibilità di sopravvivenza e comunque la prospettiva che la malformazione sarebbe stata impossibile da correggere. Sarebbe solo morta un po’ dopo, qualche mese o qualche anno non si poteva sapere, con quali sofferenze e conseguenze in mezzo non si poteva sapere. Non so, Claudia e Lea, se fosse la stessa malformazione che avevano le vostre piccole; so però quello che abbiamo attraversato: incredulità, disperazione, indecisione, poi la consapevolezza che tentare le operazioni a cuore aperto sarebbe stato solo una tortura, e che per di più in questo saremmo stati soli.
      Abbiamo scelto. È stato ed è tuttora orrendo.
      Abbiamo un altro bambino, di quasi sei anni, sano e nato dopo una gravidanza senza difficoltà. In tutto questo lui è la luce e la forza a cui mi aggrappo anche se in questo momento il dolore offusca tutto, anche la gioia di stare con lui.
      Dopo di lui, tre aborti spontanei: a 12, 9 e 6 settimane, non si sa perché tranne nel secondo caso in cui c’erano segni di malformazioni incompatibili con la vita. La trafila degli esami su me e mio marito, tutti perfetti. Cariotipo, biopsia uterina, tanti altri; ci siamo fatti rivoltare entrambi. Eravamo addolorati e arrabbiati. Poi siamo arrivati a metterci il cuore in pace. A dire pazienza, avevamo un progetto, il desiderio di avere due, tre bambini; impariamo a goderci la fortuna che abbiamo e va bene così. Anni passati a essere continuamente incinta – anche perché il caso vuole che rimanessi incinta con grande facilità – e poi a riprendermi dagli aborti, fisicamente e psicologicamente, ma pazienza.
      Poi, praticamente senza cercarla, l’estate scorsa è arrivata la piccola Nora. Una gravidanza con un inizio pesante: perdite, svenimenti, dolori, tutto senza dire niente a parenti e amici per non destare preoccupazione nei nostri cari. E un’ansia continua, incubi in cui sognavo continuamente di perderla. Però, giorno dopo giorno, Nora è andata avanti: le ecografie erano a posto, i test genetici anche. Stavo male io ma lei benone. Una felicità immensa, la notizia data a tutti, non credevamo a questo grande regalo del destino. Solo c’era un rimasuglio di quell’angoscia che non riuscivo del tutto a togliermi, che si calmava solo dopo le visite in cui mi dicevano che era tutto a posto ma poi ricominciava; del resto, con tre aborti spontanei prima poteva starci.
      Poi a metà gennaio arriva la morfologica e vedono la malformazione. Niente di cromosomico, un caso su migliaia, solo tanta sfortuna. E poi il resto. Il 24 gennaio scorso ho partorito. Non rimpiango la scelta perché continuo a pensare che per noi fosse l’unica possibile. Ma adesso c’è comunque solo questo dolore che annienta, e che so che supererò in qualche modo perché sarà così per forza, ma non so quanto durerà e mi sento già prostrata. Mi manca la mia bimba, non riesco a smettere di pensare a lei e a tutto quello che avremmo vissuto insieme e che invece non vivremo mai. E sono dispiaciuta per mio marito che sta malissimo a sua volta, per chiunque mi stia intorno che convive con un automa, per mio figlio grande che era tanto felice per l’arrivo della sorellina e che all’improvviso ha un guscio semivuoto al posto della mamma. Per me stessa che ora sono solo piena di dolore e di odio per questa beffa della sorte e per tutti quelli che mi dicono con insistenza di riprendermi e guardare avanti, come se la morte di una figlia fosse una cosa più leggera solo perché non era ancora arrivata al termine della gravidanza.
      Scusate il post molto lungo. A mia volta leggendo le vostre testimonianze ho sentito che forse questo è l’unico posto dove c’è chi capisce fino in fondo. Grazie a tutte.

      • Cara Anna, è buffo vedere come le esoerienze di chi ha vissuto questo dramma siano molto simili. Anche io ho vissuto questa mia seconda gravidanza con enorme angoscia sin dal test di gravidanza. Non so perché. Del resto fino alla morfologica tutto era andato bene. Anche io odio chi tenta di sminuire o cancellare quello che ci è capitato. Al dolore della perdita di un figlio noi abbiamo in aggiunta anche quello di aver scelto di non metterlo mai al mondo. È orribile. Ma credo che sia anche l’atto di amore e di sacrifio personale più grande che si possa fare. Nel momento in cui ho deciso di abortire io sapevo che mi sarei sacrificata per le mie due bimbe, quella che avevo in grembo e quella che avevo accanto. Quello che ho fatto l’ho fatto per evitare tanto dolore a loro, non importa quanto ne ha arrecato e quanto ne arrecherà a me. Sapevo che mi avrebbe cambiato e che io non sarei più stata la stessa. Ma l’ho fatto e non me ne pento. Adesso ho deciso di darmi tempo. Prendere la vita come viene. Vivere le cose mano a mano, un passo alla volta. Dopo una batosta del genere non programmerò mai più nulla.

      • Ciao Lea,
        Vale lo stesso per me. Anch’io sono convinta che abbiamo fatto la scelta più amorevole per la bimba che doveva nascere e per il bambino che avevamo già… anche se questo non rende la situazione meno orribile. A mia volta ora continuo a pensare che dobbiamo andare avanti un giorno alla volta, però strazia l’idea – che non riesco a scacciare – che non avremo un’altra chance perché questa era la mia quinta gravidanza e ormai vado per i 39 anni. So che non è il momento di pensare a cosa succederà in futuro ma non riesco a non farlo, a non pensare che avevamo un progetto di vita che è definitivamente finito… senza sminuire l’importanza del figlio che abbiamo la fortuna di avere, ma addolora prendere atto che la vita ci abbia fatto proprio questo. Certo è che non siamo i primi né gli ultimi e in qualche modo ci dovremo fare i conti. Un abbraccio. Cerchiamo di farci forza in questo dolore insensato.

      • Cara Anna, hai ragione, comprendo molto bene quello che scrivi… anch’io con Nicole avevo un pò questa sensazione che c’era qualcosa che non andava (oltre alla nausea fortissima che ho avuto fino alla mattina del parto). E ho dovuto superare valanghe di rabbia per questa beffa del destino. Al contrario, io ero all’inizio della maternità e invece di dirmi che avevo già un bimbo mi dicevano che ne avrei avuti altri. Come se cambiasse il dolore il fattodi avere figli o di poterne avere. Il dolore è per la perdita di quel figlio che non abbiamo più e invece tutti si concentrano su quello che hai (la giovinezza o l’essere già mamma, come se sempre allora ci sia qualcosa per cancellare quella figlia che avevi in grembo).
        Non ascoltare chi non capisce, sono solo in grado di ferirci con parole vuote.
        È passato poco, troppo poco per poterti dire che starai bene a breve… in realtà no, ci vuole tempo, pazienza e tutto l’amore di chi hai vicino. Oltre alla tua immensa forza.
        Anna ti mando un abbraccio fortissimo

      • Ciao, leggendo la tua storia mi sembrava di essere io. Ho avuto un aborto terapeutico. Era una bambina. Poi tre aborti spontanei. Un calvario. Fatto tutto, genotipo, tutto a posto. Un destino terribile!…Alla fine ho avuto paura a ritentare….solo chi lo prova può capire. Non c’è giorno che non pensi a mia figlia. Quando rido, piango, cucino…ogni minuto è suo. Ed alla mia vita rovinata…da ragazza che ero piena di speranze…sono diventata triste, e con una grande solitudine…scusate.

      • Cara Antonella, non dire ‘Scusate’. Non devi scusarti di niente… Io, come credo tante su questa pagina, capisco perfettamente quello che dici. è un doppio lutto quello che attraversa chi vive questa esperienza durissima, il primo per il figlio che abbiamo perso, il secondo perché con lui, o lei, è morta anche la persona che noi stesse eravamo prima. Anch’io porto con me la mia bambina ogni minuto, e anch’io spesso sento sovrapporsi alla sua mancanza quella per la me stessa che ero e che non riesco più a ritrovare, anzi che penso non possa esistere proprio più. è molto doloroso prendere coscienza di entrambe le cose. Spesso mi sento sgomenta perché penso anche al bellissimo figlio di sei anni che ho e che adoro, e penso a quanto la morte di sua sorella lo abbia ferito, non solo per l’evento in sé, che lo ha colpito in modo molto profondo, ma anche per come tutto questo ha cambiato i suoi genitori e soprattutto me, che adesso mi porto dietro un dolore, una rabbia e delle ombre che non mi sono mai appartenute. Sono sempre stata una persona forte e solare,ma adesso mi sento spesso semplicemente un guscio, e mi atterrisce il fatto che adesso mio marito e il nostro bimbo si trovino in casa una persona ormai guasta. Non so, la psicologa del consultorio dove vado mi dice che è tutto normale e che ci vorrà molto tempo per metabolizzare. Io ho proprio paura di essere caduta in qualcosa da cui non si esce. E se da una parte a volte penso che solo ritentando ad avere un figlio potremo cercare di sanare questa ferita, dall’altra ho troppa paura. Ormai ho trentanove anni e con questo vissuto alle spalle con che testa vado a rischiare una nuova disgrazia e un nuovo trauma per tutte le persone che amo di più? Non riesco a vedere una speranza e non riesco ancora neanche ad accettare che sia andata così e basta. Ti abbraccio forte, Antonella, per il poco che può valere. In tutto questo dolore scrivere e leggere su questo blog a me dà un po’ di conforto e mi ha aiuta a sentirmi meno sola. Spero tanto che sia così anche per te.

      • Cara Anna, molto spesso mi sento come te… un guscio vuoto, una persona guasta, un problema che cammina… mi ritrovo a volte a piangere senza senso nei momenti piu disparati… per quello che può valere, ti sono vicina proprio perché siamo cosi simili… un abbraccio

      • Cara Antonella, cara Anna… intanto vi abbraccio entrambe e vi ringrazio di aver aperto il cuore proprio “in casa mia”, spero vi sentiate sempre accolte e un poco rincuorate.
        Il dolore è qualcosa che ci cambia profondamente ma vi posso assicurare che in un tempo che ora sembra lontanissimo (ma non lo è), il sorriso tornerà nei vostri cuori… ci vuole pazienza, ci vuole amore… ma non siete un guscio… siete donne private di quanto più importante possedevate. Abbiate pazienza, vivete il lutto… ma non perdete mai la speranza.
        Vi abbraccio forte! Claudia

      • Leggendo le vostre storie e testimonianze mi sento rincuorata. Quando si sta male e non tutti riescono a comprenderti ti sembra di sentirti inadeguato e incapace di tutto.
        Ogni giorno spero che il successivo possa portare un po’ di fiducia ma mi ritrovo arenata allo stesso punto con la sofferenza del passato e il
        grande timore per il futuro. Tanti continuano a ripetere che il futuro potrà sollevare da tutte le angosce ma non riesci a crederci.
        Pensi che sarebbe dovuto nascere in questo periodo e ti senti in bilico tra ciò che sarebbe potuto essere e quello che è stato.
        Io mi auguro che il futuro possa donarci nuove speranze e nell’attesa continuiamo a stringerci in forti abbracci.

      • Cara Eleonora, ci vuole tempo purtroppo… quella sensazione ti perenne infelicità ti si attacca addosso e ti chiude a ogni possibile gioia, perchè magari ti senti in colpa ad essere felice, perchè tutto sarebbe dovuto andare diversamente, perchè i nostri bimbi non sono più con noi… ma piano piano si può riemegere, lottando contro i sensi di colpa, perdonandoci, cercando di capire che l’amore che abbiamo ha ancora motivo di esistere… non perchè i nostri bimbi sono volati via noi dobbiamo chiuderci al mondo. Il dolore vivrà sempre con noi, ma smettere di vivere anche noi per questo non renderebbe giustizia ai nostri piccoli…
        Non perdete mai la speranza, e ve lo dico io… perchè conosco bene le vostre emozioni e la vostra disperazione… non lasciatevi andare! Vi abbraccio tutte più forte che posso!

  14. Sono capitato per caso su questo blog, anche se al “caso” non ci credo proprio.
    Da oltre 10 anni seguo le tematiche dell’aborto, essendo un sostenitore della vita e considerando e vedendo l’aborto come un’atroce e disumana violenza nei confronti di un essere umano inerme.
    Sì, io che scrivo sono un uomo, papà di due bambini.
    Non sono riuscito a leggere tutti i post sotto a questo articolo, ma solo per questioni di tempo, ma in tanti di quelli che ho letto c’è un filo comune nella sofferenza di voi mamme.
    Inizio con un aspetto per me molto importante: l’aborto è una crudeltà ed un atto che definirei inumano.
    Parlo però dell’aborto e NON DI CHI VI FA RICORSO!!!
    Credo che nessuna, donna sola o coppia, affronti questa scelta a cuor leggero; riprova è le lacrime che sono scese anche sui vostri visi.
    Ma perché si arriva a questa scelta?
    Sono papà di due maschietti, il primo che oggi ha 5 anni e mezzo ed è sanissimo, il secondo che oggi avrebbe 3 anni, ma che invece ci ha lasciato tre ore e mezza dopo la nascita, avvenuta con parto naturale alla scadenza prevista; a questa creatura già alla seconda ecografia è stata fatta una diagnosi pesantissima: ipocondria del cervelletto, agenesia del corpo calloso e due bollicine di acqua negli emisferi cerebrali; l’amniocentesi ha però escluso qualsiasi trisomia ed ha dato esito di compatibilità con la vita.
    Stato vegetativo dalla nascita, questa era la prognosi che ci hanno fatto.
    Eppure… era nostro figlio!
    Non potrò mai dimenticare i pianti mio e di mia moglie, la disperazione, la paura; per fortuna mai la rabbia, ma questo forse soltanto grazie alla presenza del nostro primo bambino, per il quale ci sforzavamo di essere, per quanto possibile, il più sereni possibile.
    La rabbia è emersa solo in un momento successivo, ma questa non era dovuta al destino che ci è stato affidato, quanto all’abbandono che abbiamo sentito da tutti, da quelli che ci criticavano per il fatto che volevamo comunque tenere il bambino, qualcuno facendolo in maniera anche pesante ed accusandoci di incoscienza o di egoismo, fino alle strutture sanitarie, che non si sono mai risparmiate nell’esprimere giudizi sul fatto che non volevamo ricorrere all’aborto.
    Ecco, la chiave di tutto, secondo me sta qui: ma se qualunque di voi che ha fatto il ricorso all’interruzione di gravidanza avesse avuto la sicurezza di ricevere adeguati aiuti, assistenza e tutto il necessario per riuscire ad accudire un bambino nato non sano, qualunque sia la sua patologia, avrebbe fatto egualmente la stessa scelta?
    Ecco perché non si può, e non si deve, giudicare chi ha fatto questa scelta, perché casomai da condannare è il sistema, che mira solo al perfetto, all’eliminazione di tutto quello che potrebbe essere un problema.
    Quante volte, durante la gravidanza, abbiamo avuto momenti di debolezza ed abbiamo pensato che forse era meglio interrompere la gravidanza; ma perché? semplicemente perché eravamo stati lasciati soli, dalle persone, dai medici, da chi avrebbe dovuto darci assistenza, pratica e morale. Niente di tutto questo, solo valanghe di paure, terrorismo…
    Uno dei quattro figli di una nostra cara amica è gravemente disabile, ha la SMA: una famiglia che si spacca in quattro, una mamma che quasi non ce la fa più… Ma non è il bambino il peso, il peso è l’abbandono da parte delle istituzioni, che non vuole spendere ma risparmiare su tutto: sugli infermieri, sui macchinari, sulle medicine. E quindi è quasi logico, naturale, che una mamma, che due genitori, non se la sentano di portare avanti una gravidanza con queste prospettive.
    E le vittime poi non sono solo i bambini, ma i genitori stessi; una volta dimessa la mamma dopo l’IVG, di lei chi si prende cura? Perché molto spesso, in una forma o nell’altra, emergono i sintomi PAS ( sindrome da post aborto), quelli di cui i medici che seraficamente consigliano l’aborto non parlano mai, come se non esistessero. eppure è una ferita profondissima nella mamma, ed anche nel papà.
    E’ una profonda ingiustizia, una grande violenza, il fatto che chi si trova in attesa di un bambino “non perfetto”, debba vivere nel terrore, per liberarsi del quale non può che ricorrere all’aborto, portandosi poi il dolore dentro per tutta la vita. Una violenza nei confronti di queste donne, in realtà abbandonate a sé stesse.
    E’ violenza che si venga ridotti a pensare che sia ipocrisia il sorriso di chi queste situazioni non le conosce o che pensa “meno male che non è capitato a me” . Noi nostro figlio lo volevamo tenere lo stesso, vada come vada; però non dormivamo la notte per la paura, pregavamo il signore che se lo prendesse, ma che lo facesse lui; è nato, lo abbiamo avuto in braccio per tre ore; non ha mai aperto gli occhi, non ha mai emesso un suono. Niente di niente: una vita silenziosa, che però ci ha parlato in maniera molto molto forte, visto che quando solo con un polpastrello gli sfioravamo il viso in una timorosa carezza, la frequenza cardiaca e del respiro aumentavano.
    E mi sento male, molto male, ad aver pregato che il Signore se lo prenda a sé; mi sento male perché mi sento come un papà che ha tradito il figlio.
    Però mi chiedo perché.
    Se ci fosse più rispetto per la vita, più senso sociale, con assistenza verso i più deboli, con assistenza ed aiuto verso le famiglie che si trovano in queste situazioni, verrebbero fatte le stesse scelte?

    Scusate, spero di non aver ferito nessuna di voi, ma per me questa è una vera piaga, e vivo con grande dolore la sofferenza, anche la vostra, che altro non è che il risultato dell’abbandono da parte di una società che pensa solo al profitto, al costruito concetto del perfetto e che poi abbandona le sue vittime, come voi e noi, lasciandole annegare nelle proprie lacrime.

    Un abbraccio

    • Caro Amedeo, che tuffo al cuore quando ho iniziato a leggerti. Pensavo avessi (come altri) parole crudeli e invece…
      Grazie del tuo commento perché penso tocchi forse il vero senso di tutto.
      Per me è molto difficile risponderti ora, perché dopo Nicole sono arrivati altri tre bimbi e dire che l’avrei tenuta significherebbe cancellare loro quindi non so proprio risponderti. Mi fa male il cuore a pensarci.
      Il mio ginecologo disse all’epoca che non sarebbe sopravvissuta molto, forse un paio di anni, tra operazioni a cuore aperto e ospedali, mai casa. Io non avrei potuto partorire a Modica dove abitavo ma a due ore di strada, a Catania, con taglio cesareo. La bimba, se fosse sopravvissuta al parto, avrebbe subito subito un’operazione a cuore aperto, con circa il 40% di possibilità di farcela. E poi ne avrebbe dovuto subire altre.
      Avevo 25 anni.
      Vivevo a 1500km da casa.
      La mia prima gravidanza.
      Per me è stata la scelta migliore.
      Ora, che la mia ultima bimba ha quattro mesi, ti dico che non ho voluto fare diagnosi prenatale perché mai avrei ripreso la stessa decisione. Inoltre ho 32 anni, non tanto per definirmi “saggia”, ma abbastanza per forse essere in grado di prendermi cura di un bimbi malato.
      Ma il dolore come dici tu rimane. I “se” rimangono. Non so cosa sia peggio, se DECIDERE di interrompere la gravidanza o veder morire il proprio figlio poco dopo il parto.
      Sono i nostri bimbi e lo saranno sempre. Soffriremo sempre al loro ricordo.
      Ma sai cosa? Io dopo aver perso (non mi piace dire che ho abortito anche se in fondo è quello che è successo) Nicole mi sento una mamma migliore. So quant’è fragile la vita, la rispetto. Per me ha un valore incommensurabile proprio perché ne conosco la delicatezza. Sono una mamma CONSAPEVOLE. Con una ferita ma con la gioia di aver saputo ridare vita a mia figlia attraverso quello che mi ha insegnato.
      Ed è vero, qualunque cosa si scelga, qualcuno si permetterà di dire che abbiamo sbagliato. Saremo soli.
      Le istituzioni manco a parlarne.
      E sai il buffo?
      Io sono contraria all’aborto.
      E guarda dove mi sono trovata.
      Amedeo… grazie del tuo intervento. L’ho trovato rispettoso e carico di dolore come noi in fondo. Apprezzo i padri che mi scrivono, davvero. Il dolore è anche vostro. Pensavo anni fa che mio marito avesse sofferto il doppio di me: impotente vedeva soffrire me e impotente vedeva morire Nicole.
      Ti mando un forte abbraccio, un pensiero vola anche al tuo angioletto.

    • Caro Amedeo..anche se non hai provato questa dolorosa esperienza sei riuscito a leggere nei nostri cuori..la mia paura più grande quando mi hanno parlato della malattia è stata quella di sentirmi sola e abbandonata..prima di tutto dallo Stato, dalla mancanza di istituti e strutture dove vivo e poi dall’ipocrisia delle persone che ti parla di Dono di Dio e poi sono convinta che scongiurano di non doversi mai trovare al tuo posto..
      Grazie per esserti calato nelle nostre insicurezze..

  15. Ciao Claudia..leggo il tuo post mentre sono in ospedale..l’ultima sera in cui io e lui saremo insieme..mi sento un dolore profondo..e avevo bisogno di ascoltare chi ha provato lo stesso dolore..ora ho paura di non riuscire a riprendermi..mai avrei pensato di arrivare a questa scelta..e non è facile..fa male, tanto male..sento che una parte di me resterá sempre legata a lui..spero di vedere una luce alla fine di questo tunnel..ho paura, tanta..

    • Cara Eleonora, so esattamente ciò che stai provando. Anche io tre anni fa ho salutato il mio Edoardo. Ti sono vicina con tutto il cuore. Ora nessuna parola potrà esserti di conforto, ma sappi che prego per te, che ti penso, che ti capisco e che se potessi ti stringerei forte forte.
      Lo faccio da qui.

      • Grazie Elena..le tue parole mi hanno dato conforto in un momento così doloroso..ora spero di riuscire a riprendermi..

      • Cara Eleonora, il tempo ti aiuterà. Ora non devi pretendere troppo da te stessa, devi vivere il lutto e piangere, sfogarti, far uscire tutto il tuo dolore. Io mi sono fatta aiutare da una psicologa che nonostante lo scetticismo iniziale mi è stata di grande aiuto.
        Ora come stai? Ti sono vicina con il cuore.
        Un abbraccio

      • Non riesco a smettere di piangere..non riesco a trovare conforto in nulla..attualmente non riesco a parlare nemmeno con le persone di quello che provo..mi sembra tutto così nero..

      • È normale cara Eleonora. Il dolore è un qualcosa di estremamente personale.
        Qui potrai trovare tante mamme che capiscono perfettamente. Che sanno esattamente il vuoto che stai provando.
        Ti stringo forte forte forte.

    • Ciao Eleonora, non ci sono parole in questi momenti ma capisco benissimo quello che scrivi e quello che provi…. io ho perso la mia bimba in agosto e l’aborto terapeutico è un colpo duro al cuore. Un abbraccio forte e coraggio lo fai per il bene di lui.

      • Ciao Jessica, spero tanto di averlo fatto per il suo bene..ora non riesco a cogliere nulla di positivo..

    • C’è una luce ma ora è impossibile che tu la veda… ora c’è spazio solo per il dolore. Ti riprenderai ma prima dovrai affrontare tutto il dolore che verrà, non ti nascondo che sarà difficile ma piano piano il tuo bimbo diventerà una dolce presenza, imparerai da lui anche se fisicamente non sarà più con te. Coccolalo, accarezzalo… e se puoi tienilo in braccio un poco dopo averlo partorito… io vorrei averlo fatto, ma era tutto così surreale che sono riuscita solo a guardarla e a dire che era bellissima. Ora mi piacerebbe averla tenuta un pò con me. Anch’io non avrei mai pensato di arrivare a questa scelta ma la vita a volte ci mette di fronte a terribili realtà. Ti abbraccio forte!

      • Ho paura che vedendolo possa pentirmi di quello che ho fatto..non so se riesco a chiedere di vederlo..mi sembrs tutto così assurdo…come stesse capitando ad un’altra persona..solo voi potete capirmi..grazie della vostra presenza..ora spero solo che lui non sentirá dolore..tra poco inizieranno..

      • Cara Eleonora, i sensi di colpa rimarranno sempre in un angolo del tuo cuore ma piano piano farai pace con la tua scelta. Il dolore non si cancella anche se starai bene. Supererai il lutto, sarai magari di nuovo felice ma i dubbi rimarranno, a sostegno che non è una scelta presa a cuor leggero. Io… anch’io pensavo di non volerla vedere. Mio marito non ha voluo e ora ha questo rimpianto… se puoi tienila con te qualche istante. Ti abbraccio, in questo momento so in che stato sei… ti abbraccio davvero forte.

      • Giovedì notte è successo..non ho avuto coraggio nel vedere il mio piccolino, ma ho chiesto di avvicinarlo, l’ho accarezzato da sopra al lenzuolino e gli ho dato un bacino..il dolore fisico pian piano sta regredendendo..ma io non riesco a smettere di pensare a quanto mi manca..piango spesso ed è complicato riuscire a trovare sollievo in qualcosa..mi consigliano tutti di tornare a lavoro quanto prima..io ora vedo tutto così complicato..non riesco a dare un senso all’amore che provavo e provo ancora nei suoi confronti..molti dicono di guardare avanti ma io a volte temo anche di non pensarlo abbastanza..ho conosciuto abbastanza la sofferenza, anni fa ho anche perso mio padre, ma non mi sono mai sentita così fragile e insicura di poter andare avanti..so di poter essere compresa solo da voi..

      • Eleonora se potessi ti abbraccerei e ti strapprerei via tutto il dolore,vorrei che nessuna provasse quello che ho provato io. Conta poco lo so,ma ti sono vicina

      • Conta molto invece, parlare con voi, sfogarmi con voi mi fa sentire meno sola in un momento in cui tendi a chiuderti in te stessa e ti viene la tentazione di lasciarti andare..nessuna dovrebbe mai provare questo immenso dolore..un abbraccio

      • Cara eleonora, ti stringo forte forte! Quel dolore sordo passerà, ma non ora… ci vuole tempo, quel tempo che per te ora s’è fermato…
        Purtroppo le persone non riescono a capire, non so dirti se tornare al lavoro prima possa cambiare le cose. Stai vivendo un lutto che non passa distraendoti ma solo vivendolo, attimo dopo attimo, fino a quando perdonerai te stessa e capirai che hai fatto la tua scelta d’amore. Scelta di non far soffrire il tuo cucciolo. Io sono riuscita a togliermi qualche dubbio solo quest’anno… sette anni dopo averla lasciata andare. Il dolore ti sarà compagno per un pò, aggrappati a chi ti ama e fidati del loro amore per andare avanti. Io scrivevo lettere a Nicole… nei primi giorni mi serviva molto… magari puoi farlo anche tu…

    • Io ho vissuto tutto questo il 22 dicembre 2015. Non so consigliarti un modo per superare questo tragico destino che ci è capitato. Posso solo dirti che capisco ogni tua singola parola, sento ogni tua lacrima, condivido ogni tua singola sofferenza. Un abbraccio

      • Vivere la stessa terribile esperienza aiuta a comprendersi..speriamo di sollevarci da questo grande dolore, un abbraccio!

  16. Ciao Claudia, sono anche io una mamma che ha perso la sua bimba con un aborto terapeutico ad agosto 2015. Lisa aveva un idrocefalo grave e le sue possibilità di vita erano veramente ridotte o non sarebbe sopravvissuta a lungo. Non ci sono parole a volte e spiegare è difficile perché solo una mamma che ha provato un esperienza simile può capire.

    • Cara jessica, ti mando un abbraccio forte… come vedi qui molte (purtroppo) capiscono bene. Un pensiero leggero alla tua piccola Lisa…

      • E claudia volevo dirti che ogni volta che leggo la tua storia tutti i passaggi,le lacrime che scendono da sole, tu che come me vuoi sembrare forte,le parole della gente,le parole di tutti,e l odio che io ho verso tutti,tutto nel mio cuore nei miei ricordi nella mia mente,tutto questo,, questa parola trisomia 21 che rimarrà sempre nella mia mente,tutto questo vissuto da te e uno specchio per me.

      • Un altra cosa volevo dirti,anche io non voglio dimenticare la mia piccola,dopo che come hai detto tu mi è scivolata tra le gambe l ho tenuta con me,l ho guardata x darmi un ulteriore conferma,perché io non volevo credere che avesse questa sindrome e infatti lei era xfetta ,infatti non ci credo ancora e non so come fare x convincermi,gli esami che ho fatti mi hanno dato il 98 x cento, ma non è il cento x cento.x me non è abbastanza,ma ormai a poco servono i miei dubbi a poco serve tutto.ho avuto una fortuna io a differenza di te,ho già una bambina di sette anni e due gemelle di due e mezzo,loro anche se ti dico la verità appena tornata a casa non le volevo quasi vedere.volevo solo la mia piccola heidy,solo lei,ma loro mi hanno aiutato tantissimo.non so come avrei fatto da sola.tu sei stata brava,sei stata forte,e sei anche bellissima e se non ti sei sentita sempre una mamma perfetta e paziente sei stata comunque bravissima, hai superato momenti difficili hai lottato e difeso le tue idee ed è x me stupendo leggere tanto dolore ma anche tanta forza.mi aiuta mi da una energia incredibile,anche io come te ho seppellito il corpicino vicino a mio nonno, almeno non si sentirà sola se mmai,, e io lo spero tanto,,,,lei mi sta ascoltando,e aiutando,a vivere semplicemente a vivere.

      • Scusa l’immenso ritardo Silvia… sono in ballo con un trasloco e corro qua è là come una trottola. Grazie per le tue parole, ancora adesso mi danno forza. Capisco molto bene quello che scrivi… spesso ancora mi chiedo se Nicole fosse davvero malata, è l’unico tormento che ho. C’è da dire che ne ho avuta conferma ogni volta che durante la gravidanza di Emmaluna qualche medico prendeva in mano il suo referto. Ma anche così non è semplice. Vedrai piano piano la forza verrà anche a te… hai anche delle figlie che possono aiutarti, e forse rendere un pò poi dolce questo percorso. Ma in ogni caso il dolore è uguale… perdere un figlio è straziante e no importa se sei già mamma! Fatti forza, un piccolo passo giorno dopo giorno. Ti abbraccio, Claudia

      • Claudia,,leggo le tue risposte e mi danno sempre la conferma che chi non prova non capirà mai……..perche e vero! anche se sono già mamma,,non importa!! il dolore e uguale..un bacio grande e grazie per avermi risposto.grazie davvero.

      • Certo Silvia… è assurdo pensare che siccome già hai altri figli soffri meno: un figlio non è come chiodo scaccia chiodo. Eppure tanti lo pensano…. solo perché i nostri bimbi non erano ancora nati

      • Ciao, è proprio vero che chi non prova questa straziante esperienza non può capire… Le persone non tengono conto a volte del dolore.. Io ho già bimbi e come dite voi Lisa era Lisa e nessuno può sostituirla. Un abbraccio a tutte le mamme. Anche io penso a volte se effettivamente era malata da non sopra vivere

      • Ciao jessica, il lutto che dobbiamo elaborare è sicuramente un dolore straziante uguale per tutte, il cuore di una mamma è sempre lo stesso, pero’ Jessica tu hai la grande fortuna di poter abbracciare le tue bimbe. Per chi come me era alla prima gravidanza, si è pregiudicata la possibilità di vivere l’esperienza di una gravidanza vissuta serenamente. soffro ancora tanto, vorrei riprovare ma la paura mi attanaglia, credimi sono paralizzata! Vorrei tanto avere una nuova possibilità ma sono terrorizzata dall’idea di rivivere quello che ho passato, di tornare in quell’ambulatorio e sentirmi un’altra sentenza come quella che ho passato. In un futuro mi vedo mamma ma quei 9 mesi per me saranno di ansia, vorrei tanto affrontarli con il sorriso e scattare mille foto al mio pancione come qualsiasi donna ma non so se riusciro’. scusate lo sfogo

      • Cara Mirty… sono rimasta incinta di Noemi quasi un anno dopo aver perso Nicole, che sarebbe stata la prima figlia… ho vissuto la gravidanza con un pò d’ansia ma solo all’inizio. Per il resto è stata una gravidanza meravigliosa… proprio perché per me aveva un valore inestimabile. Quindi non averne paura prima di averlo provato! Io credo che il dolore sia lo stesso… cambia il modo di viverlo ma perdere il primo il secondo il terzo o il quarto figlio è straziante alla stessa maniera (e te lo scrivo avendo partorito da poco la terza/quarta… per me è inimmaginabile dovermi separare da uno di loro, persino quando erano ancora in pancia). Vi abbraccio tutte e due e vi auguro davvero con tutto il cuore quella serenità che state cercando!

      • Ciao Claudia e Mirty, è vero che sia il primo o il quarto il dolore è “vivo” e reale in tutte e due le situazioni familiari. Lisa sarebbe stata la benvenuta e le sorelline non vedevano l’ora di vederla ma purtroppo ho dovuto spiegare che lei è andata in “cielo” perché era malata!
        Mirty non avere paura perché ogni gravidanza è diversa, inoltre dopo questo dolore la vita non può bussare 2 volte….. ognuno deve sentire dentro al cuore quando si è pronti a ricominciare una nuova gravidanza.
        saluti

      • Anche io dopo aver perso la mia piccola Emma avevo una paura tremenda di affrontare una nuova gravidanza, di rivivere certi momenti e di vedere soffrire ancora mio marito e la mia famiglia…. Ma poi qnd sono rimasta nuovamente incinta ho subito capito che tutto era diverso, che le cose sarebbero andate bene e che il mio piccolo stava bene! Tutto ció è avvenuto quasi due anni dopo la prima gravidanza e ora ho due splendidi ometti a cui parlo spesso della loro sorellina angioletto speciale! Non avere paura! A volte è proprio questa che ci condiziona e non ci permette di essere felici…. Andrà tutto bene credici! Credo che questa esperienza che ci accomuna sia servita a renderci donne e mamme migliori… E penso anche che se una coppia riesce a superare questo momento anche il rapporto è più profondo! Un abbraccio a tutte… Di cuore….

      • Grazie di cuore,grazie a tutte.le vostre esperienze mi danno veramente speranza. So che mi avete capita. Spero di scacciare presto questa maledetta paura che mi frena.

  17. Cara Claudia, e care tutte, sono la mamma di Valeria e anche io, come voi, ho dovuto affrontare con mio marito la triste scelta dell’aborto terapeutico….. Volevo lasciare qui una parte della mia esperienza… Nel dolore di quanto è successo, Valeria è stata la cosa più bella che mi è capitata: dal momento della diagnosi infausta al momento in cui lei è nata e ci ha lasciati, al dopo senza di lei fisicamente ma sempre nel cuore, la sua presenza ha mosso cosi tanto Amore, verso di lei, fra di noi, con quelli che ci circondano che non posso fare altro se non ringraziare di averla avuta, anche se per così poco…. Certo , la nostra scelta può essere condivisa oppure no, ma l’unica cosa che ci fa andare avanti, l’unica cosa che veramente conta, è la certezza che la sua breve vita terrena è stata motore di Amore per quanti hanno potuto fare parte del suo percorso… Valeria sarà sempre mia figlia, la mia bellissima bimba e io sarò sempre la sua mamma, che ha saputo volerle bene nel suo modo impefetto… Abbraccio tutte, nella speranza che una abbraccio da chi ha condiviso ci faccia sentire un po’ meno sole e allevi un pochino il nostro dolore… Eleonora, mamma di Valeria, per sempre

    • Grazie Eleonora delle tue belle parole. Sei riuscita a scrivere di Valeria quello che per noi è stata Nicole, credo sia una grande conquista da parte tua poter parlare di Valeria come un dono, spesso ci vuole un tempo infinito per arrivare a sentire tutto l’amore che rimane dietro al dolore che invece piano piano si addolcisce…
      Ti abbraccio forte e mando un pensiero al tuo piccolo angelo.

    • Eleonora ti abbraccio forte,solo chi ha passato quello che abbiamo dovuto affrontare noi può capire, un bacio a Claudia che ci ha dato questo “posto” per sentirci meno sole

      • Grazie ragazze… io sono davvero contenta (e sorpresa) da tutti i vostri commenti, sono contenta che possiate e vogliate condividere con me una parte della vostra vita così dolorosa e importante. Vi leggo tutte, cerco di rispondere il prima possibile e soprattutto spero di potervi accogliere anche solo con una piccola parola di conforto. Vi abbraccio tutte, e abbraccio tutti i vostri bimbi, perchè sono tutti sempre con noi.

  18. Ciao Claudia,ti scrivo dopo aver letto i tuoi post e per raccontarti la storia di mia sorella che come te ha dovuto decidere del futuro della piccola Emma.Mia sorella ha scoperto con gioia di essere incinta,non perde un attimo e fa tutti i controlli diligentemente.Dopo le prime ecografie perfette una sera invece viene diagnosticato durante un eco un igroma cistico, qndi villocentesi urgente che conferma la cosa,arrivano i risultati dei cromosomi e sono perfetti cm qlli delle malattie genetiche…rifà il controllo dopo 5 giorni dalla villocentesi e la dottoressa le dice ke l igroma inizia a regredire…alle eco a seguire tutto ok….fino alla premorfologica che da esito di ernia diaframmatica e malformazione cardiaca seria…il dottore decide di mandarla da uno specialista che le da il 20%di probabilità ke la bimba possa passare le operazioni ke doveva subire….visto ke ne erano 2..l ernia direttamente in pancia e qlla al cuoricino appena nata, purtroppo c era anke il rischio ke la piccola morisse in pancia senza arrivare alla nascita.A ql punto mia sorella e mio cognato hanno deciso cn molta sofferenza di non far soffrire di +il loro angioletto e la settimana scorsa dopo molte ore di parto indotto alla 20 settimana la piccola patata di zia è nata/morta.Mia sorella è distrutta,nn vuole tornare al lavoro xke ha paura delle domande…Cerchiamo tutti di starle vicino ma nn è semplice…grazie e scusate del mio post così lungo…..
    Emma proteggi la tua mamma e il tuo papà e dai loro la forza di andare avanti….Loro ti hanno amato e voluto…Ora ti amano ancora di +….
    Zia Taty

    • Ciao Tatiana, è commovente leggere le tue parole di zia… Immagino bene come si sente tua sorella, probabilmente ha diritto alla maternità (non ricordo entro quale settimana poi debba necessariamente usufruire dei cinque mesi di maternità obbligatoria quindi non vorrei dirti cose sbagliate) e quindi avrebbe il tempo di gestire le emozioni e tornare quando si sentirà un poco più pronta ad affrontare i colleghi. Ma dalla mia esperienza posso dirti che la maggior parte delle persone tende semplicemente a far finta di niente, e purtroppo non è una grande cosa: Emma sarà sempre con voi, è esistita e tua sorella vorrà che la gente la ricordi, non che la rimuova dai suoi pensieri. Voi come famiglia potete fare molto, non lasciatela sola ma non siate presenze ingombranti, il lutto va vissuto, datele spazio e tempo per piangere e per affrontare il dolore. Da quello che mi scrivi penso che sarai in grado di aiutarla… il fatto che ti sia firmata “zia” significa che mai farai finta che tutto va bene e che Emma in fondo non ci sia stata. Per noi mamme è importante che i nostri bimbi vengano ricordati…
      Dalle un abbraccio da parte mia, e un abbraccio a te! Claudia

  19. Ciao Claudia. Non so neanche come riesco a scriverti perché mi sento schiacciata sotto il peso del dolore. Due gg fa hanno diagnosticato alla mia bellissima bambina la sindrome di Arnold Chiari 2. È una sindrome neurologica molto grave. Mi hanno detto che morirebbe subito dopo la nascita. Mi è crollato il mondo addosso. Sono anni che cerchiamo questa bambina ed il destino ci ha riservato questo immenso dolore. A volte mi chiedo ma perché proprio a me? Si pensa sempre che queste disgrazie capitino agli altri e si danno tanti giudizi senza senso. Io dicevo che mai e poi mai nella vita avrei abortito un figlio, e tante altre cose stupide. Alle volte mi sembra una punizione, anzi ne sono sicura in questo momento. Sono sprofondata in un vortice nero. Mi sembra un inferno perché mi sento un diavolo ad uccidere mia figlia. Come riuscirò a partorirla? Come potrò sentire fino a pochi secondi prima i suoi calcetti dentro di me sapendo che sta per morire? Credo che questa cosa sia tra le peggiori che possa capitare ad una mamma. Mi sento colpevole ed additata da tutti. Ma del resto devo farmi forza. Per la mia bambina, la mia bellissima Vittoria e per il suo fratellino Lorenzo. Non vorrei che lui vivesse questo calvario. Ho pregato tanto Dio perché la accolga con se prima di questo mio gesto. Gli ho chiesto di farmi questo regalo. Proprio io che fino a due gg fa lo pregavo perché stesse in salute e non gli succedesse niente. Ma ho troppa paura. Paura di non poter essere più la mamma di prima per il mio Lorenzo. Paura di essere divorata dal senso di colpa. Non mi sento una donna forte ancora di più adesso. Se penso che tra qualche gg avverrà questa cosa orribile mi si ferma il cuore e mi si blocca la mente. Sarò capace di farlo? Mi tratteranno con umanità o mi sentirò un verme disprezzato da tutti? Sono a terra…

    • Cara Roberta, capisco perfettamente cosa stai passando, ci sono passata quattro mesi fa e la ferita sanguina ancora, ti sono vicina, non ho consigli da darti perché non ce ne sono, solo la magra consolazione di farti forza per il tuo piccolo, hai il dovere di farti forza per lui, la mia era la prima gravidanza e non so se avrò ancora la possibilità di essere madre. Il nostro è un calvario che solo noi possiamo capire e che nessuno ha il diritto di giudicare.Ti abbraccio. Ce la farai vedrai…

      • Cara Vale, grazie per la tua risposta… io spero tanto che tu possa diventare di nuovo madre. Quattro mesi sono davvero pochi per superare il dolore ma ce la farai anche tu, piano piano il tuo piccolo diventerà un dolce ricordo e non più solo il ricordo del momento in cui l’hai dovuto lasciare. Fatti forza anche tu. Un abbraccio, Claudia

    • Cara Roberta, mi spiace così tanto che anche tu stia passando questo calvario! A volte è vero, sembra che il mondo si accanisca con noi e che in qualche modo ci “punisca” per qualcosa che abbiamo detto o fatto o pensato (con Nicole, pochi giorni prima di sapere che era malata, avevo pensato che se al momento del parto ci fosse stato da scegliere io non ce l’avrei fatta a scegliere di morire per lei… e poi l’infausto destino, come una punizione per quel pensiero). In realtà il dolore capita, e a volte sembra insopportabile. Questo è il dolore più grande che probabilmente proverai: dover scegliere tra cosa sia meglio per tua figlia, se vivere (quel poco che avrebbe da vivere) o morire, interrompere la gravidanza prima che possa morire lei. So bene che i giudizi degli altri sono pesanti, nessuno comprende fino a quando c’è dentro, nessuno ha quindi il diritto di giudicare. Ancora adesso quando le persone scoprono che ho perso una bimba (ho il suo nome tatuato su una caviglia) io non sempre ho il coraggio di dire come se n’è andata. Non tutti sono pronti ad accogliere questo tipo di dolore e io ho già sofferto abbastanza per dover sopportare anche i loro giudizi. Ce la farai, ce la farai e proverai un miliardo di sentimenti contrastanti, ti farai tanti sensi di colpa, non posso dirti di no, ma piano piano capirai che è stata la scelta giusta, è un processo lungo, nel dolore dovrai nuotarci un po’. Piano piano io ho imparato a guardare a quello che Nicole mi ha lasciato in eredità: lei mi ha cambiata, ha fatto di me la donna e la mamma che sono, ha fatto sì che imparassi le cose che contano davvero e quelle che in fondo non contano niente. Mi ha reso mamma per davvero, anche se lei all’epoca sarebbe stata la mia prima figlia e non sapevo se ne avrei avuti altri. Devi avere una forza immensa, devi appoggiarti a chi ti ama, devi chiedere aiuto se senti di averne bisogno…
      Ti auguro di trovare qualcuno in ospedale che sappia starti vicino, non so di dove sei ma se hai tempo informati se l’ospedale in cui interromperai la gravidanza abbia abbastanza personale non obiettore di coscienza. Forza Roberta, ti abbraccio forte!

  20. Cara Claudia,
    Ti scrivo dopo anni dalla pubblicazione di questo tuo articolo. Innanzitutto grazie, grazie per aver dato voce alla sensazione di soffocamento che provo da giorni, di muta disperazione, che mi fa sentire la necessità di spaccare tutto quello che ho intorno esattamente come sta succedendo dentro me.
    Mi chiamo Francesca, sono una ragazza di 23 anni. Studio, lavoricchio con ripetizioni qua e là, niente di serio. Uscita da due anni di una relazione seria incontro un ragazzo che mi affascina proprio per il suo essere così ‘selvaggio, indomabile’. Penso di innamorarmi, ci faccio l’amore più e più volte. Procede tutto alla grande, e un mese e mezzo fa più o meno scopro di essere rimasta incinta. Stupidi noi a non aver preso 1000 precauzioni affinché non succedesse.
    Accolgo la notizia con una paura inaudita, ma con una gioia immensa! O mio Dio, sarò mammma… anzi, di più! Sarò la mamma del mio bambino! Un’emozione unica, che solo le mamme potranno provare.
    Lo dico a lui, e lui la prende malissimo “scegli, se lo tieni non ci sarò”. Ci metto poco a scegliere, ma lui mi resta accanto… anche se con continue rivendicazioni della sua infelicità. Lo dico a mia madre, te ne devi andare se lo tieni. Non ho la testa per poterlo sopportare, ti rovini la vita.
    Benissimo, sono sola. Ma quel figlio lo amavo già più della mia stessa vita. Contatto gli assistenti sociali, mi informo, cerco un modo😧, una possibilità.
    Seconda ecografia, 10 settimane. Qualcosa non va nel piccolo. Lì con me c’è anche lui a stringermi la mano.. lui che, ironicamente, la sera prima si era augurato che succedesse qualcosa che lo liberasse da quell’incubo… e magicamente… diagnosi “igroma cistico”. Un accumulo di liquido dietro la capoccetta, a pregiudicare ogni sua funzione vitale. E ogni mia. Da lì comincio a morire. Mi propone un aborto immediato, ma non lo accetto, corro da un altro dottore, che mi manda in una clinica specializzata. Lì mi danno speranza… non è possibile decidere, a 10 settimane, se è una cosa transitoria o meno. Devi aspettare una settimana almeno.
    Passa. Al controllo ci dicono che dal punto di vista dell’igroma è perfettamente tutto normale, sta bene. Ma c’è un altro problema. Non si è formata la parte posteriore del cervelletto. Sindrome di Dandy Walker. Il bambino potrebbe sopravvivere, ma non si sa fino a quando. Non si sa che disturbi avrà, che sicuramente avrà. Non si sa se sarà autosufficiente, o no. Si sa solo che siamo soli. Il padre forse ci sarebbe, e ripeto forse perché non mi affiderei ad una persona capace di fare quello che ha fatto, quello che ha detto. Ma soli. Contro uno stato che non ci aiuterà mai. Contro una madre che mi ha sbattuto fuori. Contro dei costi che non posso supportare, contro un dolore che non so se posso sopportare.
    E se il mio bambino morisse dopo poche ore, pochi giorni, mesi o anni? E come sopravviverei poi? La mia paura, forse la più grande, è che durante il mio dolorosissimo, odiatissimo, schifosissimo aborto, sentirà dolore. Mi hanno detto di no… e se invece dopo essere nato dovesse subire dolorosossime operazioni?
    E allora minano attesa all’idea che se lo amo così tanto da volerlo proteggere da tutto e tutti, devo passare di qui. Lasciarlo andare in cielo dove sarà l’angioletto più bello piccolo e amato della storia degli angeli. Nonostante la mia paura, le lacrime, la continua ricerca di qualcosa che mi faccia capire che ho fatto bene. Ed ecco come sono “inciampata” nel tuo articolo.
    Anche il mio piccolino, che volerà in cielo, ha già un nome… si chiama Claudio, o Beatrice. E di lui rimarrà tutto questo amore immenso, che spero di avergli dato seppur in così poco tempo.
    Scusa per lo sfogo, ti abbraccio forte, anche se forse non mi leggerai mai.

    • Certo che leggo… questo post è praticamente l’unico motivo per cui tengo aperto il blog – avevo promesso a Nicole che dopo tutto quello che avevo passatp in solitudine, avrei fatto in modo che nessuno, per quanto mi fosse possibile, rimanesse solo con questo dolore. Il mio blog è piccolo ma tante persone come te mi hanno scritto e nel mio piccolo cerco di esserci, non pretendendo ovviamente di sostituirmi a nessuno, a volte per affrontare questo dolore è necessaria una psicoterapia, a volte no, dipende da noi, dal nostro vissuto, dalla capacità che abbiamo di andare a fondo in questo abisso per poi riuscire a ritrovare la luce.
      Cara Francesca, che storia allucinante la tua!! Ti ho letta d’un fiato e ti dico che stai già avendo una forza notevole nell’affrontare ogni cosa, già solo il fatto di aver contattato subito gli assistenti sociali dimostra quanto amore tu hai verso il tuo piccolo Claudio e Beatrice (due nomi tra l’altro a cui sono particolarmente legata).
      Stai prendendo la decisione più difficile della tua vita probabilmente, non so come sarà l’aborto alla tua settimana di gravidanza, ma il dolore più grande lo sai già non è quello fisico…
      Decidere cosa sia meglio per un figlio comunque non destinato a vivere fuori dall’utero è atroce: ci sono mille se, mille ma, mille dubbi, mille paure… qualunque cosa si scelga so che è un atto d’amore. Molte tue riflessioni sono le mie di sette anni fa. Vivere una vita di operazioni e morire dopo poco tempo o interrompere una gravidanza e spezzare qualcosa che comunque è destinato a spezzarsi? Non è facile e spesso si è giudicati male, ma io so quanta forza ci voglia, quanta paura c’è, quanto dolore rimane.
      Ti mando un grosso abbraccio, sii forte per quello che puoi. E non aspettare a chiedere aiuto se senti di averne bisogno.

      • Cara Claudia, grazie per la tua bella risposta.
        Fortunatamente, se di fortuna si può parlare in questi casi, sono ancora alla dodicesima settimana, quindi è un… mucchietto di cellule, come mi ha detto qualcuno. Niente più di una dilatazione e un raschiamento.
        Hai detto bene tu, spezzare qualcosa destinato a spezzarsi. Questo non potrei sopportare, l’idea che soffra, più di quanto non soffrirebbe ora (così hanno detto, no?..)
        La paura mi si mangia, insieme ai sensi di colpa, già!, per ogni risata, per ogni momento di meno dolore, per ogni piccola gioia.. mi sento cattiva ed egoista.
        Ma😨 come abbiamo già detto non ho alternative… magari ad averne. Oggi una mia amica mi ha detto “c’è più amore e coraggio nella scelta di non tenerlo, perché se pensassi solo a te lo faresti nascere”, e non c’è niente di più vero… domattina farò la cosa più difficile e brutta della mia vita, sperando un giorno di riuscirò a perdonarmi. Sperando che lui possa farlo… piccolo amore grande. Pregando tanto che sia la scelta giusta.
        Grazie ancora per le tue parole, per il tuo aiuto, per il conforto in questo momento di profondo dolore per me.
        Un abbraccio forte.

      • Qualcuno lo chiama mucchietto di cellule, tu sai che è il tuo bambino e lo ami come tale. Sarà doloroso non posso dirti di no (nel tuo caso il dolore sarà principalmente emotivo), ma anch’io credo che ci sia più coraggio nel lasciarlo andare che nel tenerlo. Come sempre ogni storia è a sè ma io credo che anche il nostro sia un atto di amore… altrimenti, facendolo nascere, si potrebbe pure parlare di accaniment terapeutico. C’è una sottile linea che divide le scelte di vita o di morte in questi casi…
        Ti perdonerai un giorno, lo farai. Sarai una mamma più consapevole quando sarà il momento.
        Sai che facevo io? Scrivevo a Nicole. Tutt’ora al cimitero (ho potuto seppellirla, non so prova a chiedere se ti va se potrai anche tu, non so come funzioni a dodici settimane) ho una scatola con dentro le mie lettere per lei… mi faceva stare meglio poterle parlare e raccontare tutto l’amore che provavo per lei.
        Forza Francesca, ti mando un grossissimo abbraccio!

      • Claudia, fatto tutto. Fisicamente sto bene, solo qualche crampo… psicologicamente penso di non essermi ancora resa bene conto o perlomeno di non starò affrontando… perché mi sento quasi serena a pensare di non avergli fatto affrontare tante sofferenze, tanta cattiveria di persone che non avrebbero capito…per poi magari perderlo dopo pochi anni..
        Sai quanto ho pianto per non aver un posto dove andarlo a trovare… pensa che volevo farmelo dare per far analizzare geneticamente cosa fosse successo… o se si trattasse solo di un caso… ma non hanno voluto (potuto?) darmelo… meglio così, forse…
        Spero che un giorno troverò la forza per affrontare tutto questo, che adesso provo ad evitare… a non pensare…
        PS. Anche io qualche sera fa ho scritto al mio piccolino, una lettera di scuse,😐 piena si amore… spero di aver fatto la scelta giusta, e che lui possa un giorno perdonarmi…
        Un abbraccio forte forte. Grazie per i bei messaggi… condividere fa bene!

      • Non so come funzioni per il cimitero, io ero a 21 settimane e loro per legge dovevano chiedermi cosa volessi fare.
        In ogni caso il tuo piccolo è nel tuo cuore e lì ci resterà per sempre.
        Conosco la sensazione che provi adesso, quasi di stordimento, quel limbo in cui non si capisce cos’è successo… arriverà il dolore, prendilo tutto, vivilo, non averne paura. Quel dolore ti aiuterà a superare il lutto, ad accettare la sua perdita, anche a perdonarti. Cerca di non stare sola e se senti di averne bisogno chiedi aiuto, mi raccomando. Un abbraccio!

  21. Ciao Claudia, come tante mi sono trovata su questo blog in cerca di conforto, anch’io ho dovuto affrontare questa terribile esperienza, un mese fa ho detto addio alla mia Alice. E stato tremendo, per fortuna ho trovato medici e infermiere che sono stati come angeli, fisicamente, a parte l’induzione in se, mi sono ripresa subito per il resto non so quanto impiegherà a passare. Non sono assolutamente pentita della decisione perchè la mia bimba aveva al massimo due settimane di vita nella pancia, non ce l’avrebbe mai fatta. Alla morfologica il mio mondo è crollato. Fino ad allora tutto era andato bene, tutti gli esami, bi test e villocentesi compresa non avevano fatto emergere nulla. avevo solo avuto un piccolo campanello d’allarme: arteria ombelicale unica, che però avevano tutti sminuito perchè con la villocentesi a posto non indicava nessuna anomalia. la mia gravidanza andava benissimo, mai avuto nemmeno mezza nausea.. eppure non sono mai stata tranquilla, mi dicevano “sorridi” sei incinta, devi essere felice, io si ero felice pero’ l’inquietudine mi ha sempre accompagnata, non so se anche per qualcuna di voi è stato cosi’, e non sapete che rabbia mi veniva quando mi dicevano che dovevo stare serena! poi ecco arrivare la notizia e mi è mancata la terra sotto i piedi. adesso non so se riusciro’ mai a riprovarci, nonostante la mia voglia di maternità, la paura mi paralizza, ho sempre quel sentore che capiterà ancora, forse è passato troppo poco tempo pero’ il futuro mi sembra sempre più nero.. grazie per lo sfogo, un abbraccio

    • Cara Mirty, intanto mi spiace tanto che anche tu abbia dovuto provare questo dolore, ti ringrazio per avermi scelta per condividere il tuo sfogo. Anch’io con Nicole non riuscivo a sentirmi serena, o meglio, ero felice ma non riuscivo a vedermi partorire a giugno, il mese in cui sarebbe dovuta nascere. Avevo questa sensazione che non sarebbe nata a giugno e poi prima della morfologica ho avuto due sogni premonitori che purtroppo si sono dimostrati reali. Quindi… sì, capisco quello che scrivi.
      Il dolore sfuma lentamente, non passa mai del tutto perché come si può dimenticare un figlio? Anche se era di pochi mesi e nella pancia era comunque la nostra bambina.
      Io ho avuto altri tre figli, credo di essere diventata una mamma migliore grazie alla perdita di Nicole, ma la ricerca di una nuova gravidanza è un percorso personale, ognuna di noi deve fare quello che sente…
      Ti auguro il meglio, ti auguro soprattutto di riuscire a convivere con questo dolore immenso.
      Un abbraccio, Claudia

      • Grazie delle tue belle parole Claudia, grazie per quello che fai con il tuo blog, sono sicura che hai aiutato tante donne. Adesso che ci penso anche io avevo sognato di partorire un maschio quando ero incinta, chissà che non sia premonitore e che arrivi un bel bimbo anche per me.. lo spero con tutto il cuore. Ti vorrei fare una domanda, nelle tue gravidanze successive, che immagino avrai vissuto con un po di ansia, hai avuto ancora quelle sensazioni o le hai vissute in modo più positivo?
        per quello che riguarda il dolore ti copio una risposta di Gramellini letta per caso pochi minuti fa, che ha dato a una donna che ha passato la stessa cosa, queste parole cosi’ delicate so che faranno bene anche ad altre:
        “Il bisogno di liquidare sbrigativamente ciò che ti è successo per non essere costretta a ritornarci sopra col pensiero in «certe notti da nevrastenia» (come cantano i Baustelle) è un tipico suggerimento dettato dalla paura. Paura travestita da coraggio, la specie peggiore. Ma dentro certi dolori è molto più coraggioso starci dentro. Consumarli fino in fondo, per esaurirli davvero. Con la consapevolezza che un’ombra di malinconia e di rimpianto ti resterà per sempre.
        Ma i dolori hanno questo di bello: se non li reprimi, passano. Prima o poi, più prima che poi, la vita vince sempre. Specie dentro di te, che sei donna e quindi la crei. Il desiderio irresistibile di rimetterti in gioco e di rispondere alla morte con la vita salirà dalle tue viscere e si impossesserà di te al momento giusto. si superano tutti gli ostacoli che la paura ci getta tra le gambe per frenare la nostra corsa verso il destino. Con l’amore. La Paura ha una paura fottuta dell’amore. Dove c’è Amore lei proprio non riesce a stare, le manca l’aria. Quando sarai di nuovo a ritmo con i tuoi desideri, saprai fargliela mancare anche tu.”

        spero di riuscire anch’io Claudia, grazie ancora

      • Scusa il ritardo, in questi giorni sono un po’ per aria (ti dicevo che ho tre figli, non l’ho ancora scritto qui sul blog, ma la piccola è nata il 15 settembre). Innanzitutto, meravigliose le parole di Gramellini, magari tutti avessero questa sensibilità, e poi grazie a te per le belle parole che mi hai scritto. Questo blog è un po’ meno attivo di prima (per scelta, per mancanza di tempo, perchè ho solo un mini ipad connesso a internet…) ma lo tengo aperto per voi, che arrivate qui digitando aborto terapeutico e come me quasi sette anni fa cercate qualcuno con cui aprirvi. Attraverso uno schermo posso fare poco ma so che qualche parola può aiutare e io voglio continuare a farlo.
        Adesso ti rispondo… dunque, sì ho vissuto con un po’ di ansia le altre gravidanze: più che altro la prima dopo Nicole, le successive molto meno, proprio perchè al contrario di Nicole, le sensazioni che avevo erano positive. Fai conto che con quest’ultima ho rifiutato la diagnosi prenatale…
        Io però sono una persona che si affida molto alle sensazioni quindi non so se faccio testo. Penso che ognuna di noi poi reagisce o sente in modo diverso.
        Io davvero ti auguro di attraversare questo dolore, sviscerarlo tutto, e di uscirne con una nuova energia e con tutto l’amore che potrai dare al bimbo o ai bimbi che verranno dopo Alice. Lei comunque sarà sempre con te.

      • Attraverso a uno schermo fai tantissimo credimi, hai acceso una speranza e mi hai dato risposte, ed è cosa rara, ti dico un grazie che viene dal cuore e ti faccio tantissimi auguri per la nuova arrivata!

    • Cara Mirty, quando vi leggo trovo cosi tante assonanze nelle nostre storie che il dolore un po’ si affievolisce e mi sembra un po’ meno complicato andare avanti… Durante i miei primi mesi di gravidanza ho sempre avvertito che qualcosa non andava per il verso giusto , sebbene tutti mi dicessero di mettermi tranquilla e di non rimuginare sul passato ( ho altri due aborti spontanei precoci alle spalle)… Perfino all’eco della translucenza nucale , risultata nella norma, uscita dallo studio del ginecologo, dentro di me ho percepito un senso di irrequietezza e di inquietudine che mi ha spinto ad approfondire, nonostante il parere contrario di tutti… Ma il cuore di una mamma sa: siamo talmente connessi coi nostri bimbi, col cuore e con la pancia, sono carne della nostra carne, legati a noi cosi indissolubilmente dal loro primo istante, che una mamma sa quando il suo bimbo è in pericolo…quando i problemi veri della mia bimba sono cominciati ad emergere, mi si è straziato il cuore, ma è anche li che ho realizzato di essere davvero una mamma, che la vita per me non sarebbe mai stata più la stessa… Il dolore per la perdita della mia bimba mi accompagna tutti i giorni, ma quel legame viscerale , quella connessione fortissima la si prova solo con un figlio… E anche se il percorso su questa terra con la mia bimba è stato breve e accidentato, so di averla sentita e amata col cuore, e il cuore vede e sente sempre la verità… Ti abbraccio forte e penso alla tua bimba che, forse, lassù sta giocando con la mia

      • Eleonora, mi rivedo esattamente in quello che hai scritto tu, le stesse inquietudini e ansie..le tue parole e il tuo abbraccio mi hanno dato un dolce conforto, grazie di cuore. Sono passati quasi 4 mesi è sto cercando di fare una vita normale anche se il pensiero è sempre alla mia bimba,
        Proprio ieri ascoltando la canzone di Marco Mengoni “ti ho voluto bene veramente” sono scoppiata e piangere, sembra scritta per le nostre bimbe. Avrei dovuto passare il Natale con un bel pancione al termine invece è vuoto.. ma lei sarà sempre nel cuore della sua mamma e del suo papà. Tra alti e bassi cerco di affrontare la vita di tutti i giorni, per fortuna ho una famiglia fantastica, ma mi sono dovuta costruire una corazza per affrontare l’insensibilità della gente. Auguro a tutte noi una nuova occasione con la consapevolezza che saremo donne e spero mamme migliori

    • Ciao mirty anche io il sedici dicembre ho dovuto fare interruzzione, x trisomia 21,hai scritto tutto quello che ognuna di noi sta passando,un incubo,io piango x fino a fare la pipi,il ciclo la sua casetta,tutto si allontana da me,tranne questo maledetto vuoto

      • Ciao Silvia, è passato ancora troppo poco tempo, piangi e sfogati, non chiuderti in te stessa, vedrai che poi andrà meglio, non si dimentica, questo no, ma si deve andare avanti. Io dopo le lacrime io ho avuto un periodo di rabbia e adesso sta piano piano lasciando posto all’accettazione di cio che è successo. Fisicamente ti sei ripresa bene? Coraggio Silvia, sono sicura che scoprirai una forza che nemmeno tu sapevi di avere, ti abbraccio forte forte come se fossi li con te!

      • Ciao Silvia, Mirty ti ha già scritto tutto… adesso è il tempo dolore, sfumerà piano piano ma dovrai vivere il lutto com’è giusto che sia. Non dimenticherai mai il tuo bimbo ma col tempo il suo ricordo si farà dolce… ti abbraccio forte. E grazie Mirty, ormai sei la mia spalla destra 😊

    • Grazie mirty,e grazie a claudia,, non sapete, a me leggere le vostre storie mi aiuta più di qualsiasi cosa,psicologhi ,,gente,nessuno,,nessuno come voi,grazie veramente con tutto il cuore,,tutte le mie sensazioni tutto quello che provo,rabbia dolore tutto e scritto nelle vostre lettere,grazie ancora.

  22. Ciao! Non sai quanto ti capisco! Martedì scorso ho “smesso di vivere”. Ero calma come non mai,lì,sulla sedia,ad aspettare il mio turno per la morfologica. Dopo aver fatto l’eco,mi hanno fatta sedere,per poi dirmi che la mia bimba aveva la spina bifida che andava dall’osso sacro alla quarta vertebra,cervelletto sceso nel collo e malformazione di Arnold chiari,cranio a forma di limone e piedi torti bilaterali.
    Ho pianto! E sto ancora piangendo. Mercoledì la mia bimba “nascerà”.
    Vorrei darle la mia vita!!
    Ed è brutto dover dire a tutti cosa succede,per poi sentirmi dire “Ma hai 20 anni,sai quanti altri ne farai?” . Nessuno pensa a come sto io,al fatto che ero/sono MAMMA ed è dura dover “uccidere” mia figlia. Vorrei che qualcuno mi capisse.

    • In realtà siamo in molte a capirti… anche se il mondo finge di non conoscere questa realtà, anche se tutti fanno i perbenisti o gli ottimisti, a molte donne – come puoi vedere dai commenti – è capitato. Questo non sminuisce il dolore che stai provando, anzi lo rende pieno di significato, perchè tutte noi sappiamo cosa implica il dover decidere per la vita o la morte di un proprio figlio, che sia in utero o fuori. Si può essere d’accordo o meno, ma niente ti toglie il diritto di sentirti madre e di sapere che solo tu sapevi amare la tua creatura come nessun altro. Sei giovane, certo che diventerai ancora madre, ma questa è la tua prima figlia e lo sarà sempre. Sarà sempre con te. Sii forte, aggrappati alle poche persone che sapranno volerti bene senza giudicare, senza cercare di dare consigli inutili. Saluta la tua bimba e lei sentità che è una scelta d’amore.
      Ti abbraccio forte. Claudia

  23. Io sono contraria all’aborto, ma sono per la libertà di scelta. L’aborto non va proibito, va data un’altra chance alle donne che pensano di non averlo. Se avessimo un Sistema Sanitario efficiente, con dei servizi di un certo livllo, forse si potrebbe scegliere diversamente.
    Ringrazio il cielo di non essermi trovata nella tua situazione. Non vedo egoismo nella tua scelta, solo tanto dolore.
    L’aborto è un lutto senza fine, ma non darti colpe.
    Per quel che può valere, ti abbraccio forte.

    • Io penso che al centro di tutto ci sia proprio la libertà di scelta. L’aborto terapeutico è una specie di eutanasia, non c’è mai risposta certa, solo la convinzione di fare la scelta giusta nel bene di chi si ama. La colpa è un senso profondo, quello che poi rende la nostra coscienza tale, quello che fa capire quanto una decisione non è mai presa alla leggera, perchè non è sbarazzarsi di un feto, è dover decidere cosa sia meglio… o peggio. E prendersene tutta la responsabilità.
      Grazie, un abbraccio a te, Claudia

  24. Ciao….forse ho trovato un rifugio….sembra passata un ‘ eternità. …quell’eco morfologica dalla quale mi aspettavo felicità gioia e sapere il sesso del mio bimbo….dopo tanto averlo desiderato e 2 anni di tentativi. …in un istante tutto crolla….la situazione è grave e complessa più cardiopatie congenite che danno al mio piccolo Francesco la possibilità di nascere si….ma poi???avrebbero dovuto da appena nato imbottirlo di farmaci salvavita,la corsa verso un altro ospedale…l’intervento. ..poi un altro e ancora uno e forse un quarto….interventi difficili a cuore aperto….interventi che non portavano certezze se non quello del dolore e della sofferenza per un bimbo che non avrei neppure potuto baciare appena nato….è quindi la scelta…..la più difficile che mai avrei preso in considerazione. …perché la verità è che la scelta giusta non esiste….sarebbe stata sbagliata in entrambi i casi….ma il nostro amore x quanto infinito possa essere non sarebbe bastato a fermare la sua sofferenza. …il compito di un genitore è proprio saper dire no…per tutelare i nostri figli….ed è così che il 23 maggio Francesco mi è stato strappato dal grembo….la sofferenza fisica e il vuoto….più totale….dopo quasi 15 gg ho l’impressione che il dolore aumenti gg dopo gg…vorrei rialzarmi da questo abisso per mio marito e la mia prima fantastica bimba di 7 anni….ma ci son giorni che proprio non ho forze….se non quella di piangere…altri in cui vince la rabbia e dentro di me il fuoco….vorrei poterlo abbracciare amare coccolare cullare…vorrei poter abbattere quel muro al cimitero per averlo mio…. come doveva essere a ottobre…grazie per aver creato questo Blog e grazie a tutte x la vostra esperienza. …è come se in ogni storia ci fosse l’abbraccio di chi mi capisce veramente…grazie💙

    • Ciao Mary… intanto ti mando un abbraccio forte… qui trovi tutte le mie fasi del dolore… questo blog é stato un diario per molto tempo e sapevo che in futuro sarebbe potuto essere utile a chi come me si fosse trovato a dover decidere tra la “vita” e la morte del proprio figlio, scelta che nessun genitore mai vorrebbe fare. Sono passati sei anni e mezzo per me, ho avuto altri due figli e aspetto la terza ma il ricordo rimane, ti cambia profondamente, cambia persino il modo in cui affronti la vita ogni giorno. Cose banali diventano importanti e cose che ci sembravano vitali ci appaiono improvvisamente stupide. Quindici giorni sono davvero pochi per potersi riprendere, rabbia dolore lutto incredulità vuoto… un mare di emozioni incontrollabili. A me ci sono voluti mesi per tirarmi su, mesi in cui a tratti odiavo tutto e tutti. Il dolore non passa, acquisisce solo nuove forme e tu nel frattempo cresci… impari ad amare il ricordo del tuo bimbo e a non sentire solo il dolore sordo della separazione. Ma ci vuole tempo… ancora tempo. Sii paziente e viviti questo dolore perché negarlo é impossibile e per sconfiggerli bisogna affrontarlo. Tieniti stretta chi ami, la tua bimba, il tuo compagno… scrivi lettere a Francesco come se potesse sentirti… piangi… piangi tutte le lacrime che hai e com’è giusto che sia. E allora sarai pronta a rialzarti. Ti abbraccio ancora…

  25. Ciao claudia,
    Sn capitata qui x caso.. cercando un po di conforto leggendo delle esperienze di altre donne nella mia stessa situazione.
    Ho 29 anni e sn sposata da appena 8 mesi.. sn rimasta incinta quasi subito ed eravamo felicissimi.. ma poi è iniziato il calvario.. dopo pochissime settimane avevo i valori della tiroide sballati che x fortuna siamo riusciti a sistemare.. ma è stato un grande spavento.. poi bi test con alto rischio di trisomia 21.. cosi decidono di farmi fare l amnio.. l attesa dei risultati è stata estenuante.. in realtà tutto bene a livello cromosomico.. finalmente inizio a godermi la mia gravidanza.. ma è durata poco.. vado a fare la morfologica serena e invece trovano una ciste al cervello apparentemente innoqua ma x sicurezza mi fanno fare una risonanza.. alla risonanza trovano una gravissima malformazione al cervello.. il mio bambino poteva morire nella mia pancia.. morire alla nascita.. o vivere poco soffrendo di gravi ritardi mentali, convulsioni ed epilessia.. abbiamo sentito pareri di tanti medici quel giorno e tutti ci hanno detto la stessa cosa.. cosi la durissima decisione di interrompere la gravidanza.. che futuro avremmo dato al nostro bambino? È successo tutto cosi in fretta poi xke ero alla 21+6 cosi il giorno dopo mi hanno ricoverata.. ed è stato tremendo.. sn passati solo 5 giorni.. non faccio altro che piangere e mi chiedo come passerà? Sentire tuo figlio che esce dal tuo corpo dopo che cominciavo da poco a sentire i suoi calcetti è tremendo.. nn te ne fai una ragione.. adresso dobbiamo aspettare i risultati sul corpicino del nostro bimbo x capire se è stata solo sfortuna o un problema genetico nostro e questo mi terrorizza.. penso se un giorno dovessi riprovarci vivrei nel terrore che possa riaccadere..
    Grazie x questo blog.
    Alessandra

    • Cara Alessandra, sono passati troppi pochi giorni perché tu possa sentire altro che dolore… ricordo anch’io i primi giorni dopo l’interruzione, molti li leggi qui tra l’altro, sono stati terribili.
      Ma sì, passano. Piano piano il ricordo del tuo bimbo si fa dolce, si cerca in qualche modo di andare avanti, di pensare al futuro, portando sempre con sé quell’angelo che abbiamo conosciuto per così poco tempo…
      Ho avuto altri due figli, aspetto la terza, ma Nicole é sempre con me. Ovviamente in modo diverso dai giorni di dolore, con la consapevolezza della scelta che abbiamo dovuto fare, con interrogativi, con qualche dubbio e con qualche certezza. Sicuramente con amore.
      Porta pazienza, vivi questi giorni di dolore con le persone che ami e che possono darti sostegno, non dimenticherai questi momenti ma riuscirai a superarli.
      Un abbraccio forte, Claudia

  26. Cara Claudia, ho visitato spesso negli scorsi mesi il tuo blog. Mi é stato di grande aiuto. Il 25 settembre 2014 ho dovuto interrompere la mia prima gravidanza a 22 settimane dopo la morfologica che evidenziò oloprosencefalia semilobare e severa idrocefalia. Ho passato dei mesi di buio totale. Non vedevo più un futuro sereno per me. Ho creduto di impazzire per il dolore. Non ho mai avuto rimpianti per la scelta presa ma solo tanta rabbia e senso di impotenza. Oltre ovviamente all’immenso dispiacere di perdere il mio bimbo. A febbraio ho avuto un falso allarme (credo un uovo cieco risoltosi per fortuna spontaneamente e senza interventi). Da li a un mese dove tornarmi il ciclo post microaborto e invece arriva la gravidanza che sto vivendo tutt’ora. A breve termino il primo trimestre. Non ti lascio immaginare le paure. Ho paura di tutto persino dell’hiv, dell’epatite, di ogni singolo esame di routine… ogni giorno é una conquista ma ogni giorno tremo al pensiero di arrivare alla morfologica. Sarebbe troppo devastante. Purtroppo come mi hanno spiegato i genetisti che che stanno seguendo me e il mio compagno l’amnio non ci aiuterebbe a scoprire se anche questo bambino avrà un problema simile. Vivo nell’angoscia ma anche nella speranza che tutto vada per il meglio. Ti abbraccio e ti ringrazio per questo spazio che hai creato.

    • Grazie Marcelinda, ho creato questo spazio proprio per poter dare un minimo di sollievo al senso di solitudine che si prova dopo un’esperienza devastante come quella della notizia di una malformazione del bimbo che portiamo in grembo e quindi della scelta di interrompere la gravidanza, che non è affatto semplice come molti credono. Anch’io ho avuto un uovo cieco dopo l’aborto e poi dopo qualche mese sono rimasta incinta di Noemi. Nel mio caso l’amniocentesi ha risolto i dubbi ma la paura di una malformazione cardiaca era sempre presente, così come l’ansia per molte cose. È passato tutto solo dopo la morfologica e anche ora che sono incinta della terza figlia (quarta in realtà) solo la morfologica riesce a farmi tranquillizzare quasi del tutto…
      L’esperienza del dolore non si dimentica mai.
      Ma ti auguro di poter presto vivere serenamente questa gravidanza e fra qualche mese abbracciare il tuo bimbo/a.
      Un abbraccio a te, Claudia

    • salve a tutte….purtroppo ho conosciuto anchi’io questo lato crudele della vita..ho 41 anni madre di due splendidi ragazzi…ma mi mancava ancora qualcosa un’altra maternità…dopo 3 aborti così detti uovo chiaro…finalmente resto incinta ..di nuovo c’è un embrione…prenoto già da subito l’amnio…ok ecografie tutto ok viene fuori che è un altro maschietto…sarà il ns Luca….prelievi per il duo test tutto ok traslucenza nucale tutto ok …quando arriva il giorno dell’amnio…ok ,,,attendo con un certo sentore la risposta… non mi va di comprare ancora nulla per Luca….il mio piccolo di 7 anni mi stava sempre a lucidare la pancia come ad un budda che belle emozioni quante risate di pancia dicevamo noi…quando la telefonata dall’ospedale per il ritiro dell’amnio…..già dicevo perche non l’hanno spedita? All’altra ragazza si e xche io devo andare per ritirarle?mille domande mi assalivano durante il tragitto..con mio marito che mi rassicurava …ma nel mio cuore si stava facendo ancor di più spazio verso una realtà che mai avrei voluto conoscere…malattia genetica non compatibile con la vita….una malattia rara…la dott.ssa parlava ma io e mio marito non abbiamo capito molto di quello che diceva …quante lacrime ho versato e continuo a versare…e continuerò …ero consapevole della scelta…della decisione… quella che una mamma… una donna non dovrebbe proprio conoscere ed affrontare….concludo dicendo che il mio piccolo luca è venuto alla luce/morto nella notte tra il 6 e il 7 maggio alle 4,30 ero sola con lui…l’ho visto….l’ho tenuto….l’ho salutato….ha deciso di salutarmi da sola…con persone sconosciute xche mio marito era a casa con i ragazzi 10 e 7 anni….nella disgrazia ringrazio tutte le donne che mi hanno aiutata ad attraversare questo tunnel..che non avrei mai voluto attraversare…è vero ho due ragazzi ma qualcuno potrebbe dirmi come mai ho ancora tanta voglia di maternita’?ma in cuor mio sarà un desiderio che porterò dentro di me…mio marito dopo questa bastonata…non ne vuole sapere……un bacio a voi tutte grandi donne….

      • Ciao Pina, mi spiace leggere anche la tua triste storia… capisco bene sia il tuo dolore che la tua voglia di un’altra maternità (sono incinta della terza figlia). Una madre non dovrebbe conoscere questo dolore… sembra tutta un’ingiustizia. Parla con tuo marito, vivete insieme questo momento, il dolore piano piano si affievolisce e non significa dimenticare ma solo avere la forza di guardare ancora avanti. Forza Pina, un abbraccio

  27. Sono straziata….ho scritto tre mesi fa dopo che avevo scelto di ricorre ad una IVG avendo scoperto che il mio angioletto era affetto da trisomia 21. Per tre mesi sono morta dentro e poco alla volta ho cercato di rinascere. Io e mio marito non ci siamo più sfiorati in questi tre mesi. Il dolore è stato immenso per entrambi. Oggi ho scoperto che dopo l’unico rapporto che abbiamo avuto sono rimasta incinta. Mio marito non ne vuole sapere. E’ preoccupato per il lavoro, per le già immense fatiche per far crescere due gemelli di 20 mesi e per la mia salute. A tal proposito dovrò di nuovo rimandare la tac di controllo per il mio linfoma per il quale meno di sei mesi fa ho finito chemio e radio. Non ce la faccio più….sto di nuovo morendo nell’anima ma una nuova vita sta nascendo in me….

    • Con piacere vi condivido l’esperienza di chi ha vissuto entrambe le situazioni (aborto prima e scelta di non abortire dopo) e ha deciso di raccontarla: http://andreacuminatto.com/2015/02/03/meglio-il-piccolo-principe-che-il-principe-azzurro/

      • Caro Andrea, io parlo di aborto terapeutico, non di aborto volontario. Io ho scelto di interrompere la gravidanza per evitare di vedere mia figlia morire durante il parto per una grave malformazione. Non avrei abortito altrimenti, non mi appartiene.

    • Cara Terry mi spiace sentirti così giù e mi spiace che la vita ti metta di fronte questo muro enorme. Hai già parlato con qualche medico per capire come sia meglio muoversi rispetto al linfoma da controllare? Non credo ci sia molto da aggiungere al tuo dolore, a volte la vita si accanisce, trasformando quella che dovrebbe essere una bella notizia in un vortice. Ti abbraccio forte, mi raccomando chiedi un parere ad un esperto.

      • Ho trascorso questi giorni a piangere e a cercare risposte…se mai ce ne fossero. Dopo 8 anni di matrimonio senza aver avuto una gioia di maternità, due anni di tentativi di fecondazione e due splendidi gemelli, un tumore con le sue terapie, una IVG …..pensavo che a 44 ANNI potevo finalmente riprendere possesso di un po’ di tranquillità. Ora arriva questa notizia, a mio dire sbalorditiva, di una nuova gravidanza. E se anche questo angelo sarà malato avrò la forza di affrontare un altro aborto…non so forse sarebbe tutto più facile perderlo ora che sono all’inizio…ma chi ha detto che la vita deve essere facile….penso che valga la pena di rischiare di sapere come sta prima di decidere anche se un aborto al quarto mese e’ veramente atroce….

      • Terry sono davvero spiazzata di fronte alle tue parole, riesco a sentire il dolore e la confusione e vorrei che ci fosse una soluzione più semplice ma forse puoi davvero solo aspettare… io penso comunque che dovresti sentire un parere, magari in un consultorio dove generalmente sono più disposti all’ascolto e all’accoglienza….

  28. Anche io ho scelto liberamente,ho abortito alla 23esima settimana. A soli 19 anni mi ritrovo ad aver fstto la cosa piu brutta della mia vita e nonostante siano passati sette mesi ogni giorno va sempre peggio. A volte però penso che se l’aborto fosse stato vietato io ora sarei qui con il mio bambino forse spaventata per il futuro ma sicuramente più felice,serena,amata nonostante tutte le difficoltà.

    • Cara Lavinia, premetto che non so da quale malformazione fosse affetto tuo figlio, ma mi sento abbastanza serena nel dirti che non so se veramente saresti stata felice e amata. Sai la gente ama giudicare e la stessa gente che ti fa del male ora probabilmente te lo farebbe anche se avessi un figlio disabile, perché la stessa insensibilità che ci stanno mettendo adesso l’avrebbero messa anche nel caso opposto. Saresti comunque sola. Anch’io spesso mi chiedo se ho fatto la scelta giusta, e sono passati sei anni ormai. Quel dolore é un dolore che rimane, magari più silenzioso col passare degli anni ma credo sia abbastanza naturale dopo solo sette mesi sentirsi così male. Come sarà naturale sentirsi in colpa sempre! Ma credimi ho sentito mamme di bimbi malati pensare di aver donato loro solo una vita di dolore… conosco una mamma che ha visto morire il proprio figlio tra le braccia, prendendo la decisione di non farlo rianimare…
      Non so Lavinia… l’aborto é un diritto ancor prima di una scelta. Vietarlo secondo me sarebbe un atto di profonda ingiustizia. Ognuno decide secondo coscienza e purtroppo la coscienza é qualcosa che ci tormenterà sempre. Ti mando un abbraccio… parla con qualcuno se ne hai la possibilità. In consultorio magari possono darti una mano… molte di noi hanno avuto bisogno di un aiuto psicologico dopo, chi per poco chi a lungo.

  29. Ti ho trovato compulsando internet, come tanti, in cerca di risposte che non potrò mai avere. Anche io ho scelto liberamente di lasciare andare il mio bambino alle 16esima settimana di gravidanza, il 28 settembre. Sindrome di Down con evidente malformazione cardiaca. Semplicemente non ho potuto dargli il peso di questo dolore. Semplicemente non riesco a sopportare il peso di questo dolore.

    • Cara Ada, mi spiace tanto e prima di tutto voglio lasciarti il mio abbraccio. Conosco bene quel dolore e quel peso che ti fanno soffocare. Passerà, diventerà un dolore sempre presente ma diverso. Non avrai mai risposte ma piano piano farai pace con te stessa. Il dubbio, le paure, la rabbia rimarranno sempre ma non ti sentirai soffocare. Sceglierai di ricordare il tuo bimbo nei momenti felici in cui era con te, farai in modo che il suo breve passaggio ti insegni qualcosa… cambierai, come solo un figlio può cambiarti. Ma dovrai essere forte… superare barricate di silenzi e – ma ti auguro di no – di pregiudizi. Sii forte ma non chiuderti. Claudia

  30. Sono distrutta…devastata…svuotata…ho fatto un aborto terapeutico alla 18 settimana per una trisomia 2. Sono passati 10 giorni ma sto così male…nessuno può capire quanto. Solo chi come me ha fatto questa scelta così atroce può capire quanto sia stato difficile scegliere di non dare alla luce il mio piccolo che custodivo gelosamente nel mio grembo….il dolore mi strazia…

    • Cara Terry… per ora puoi solo resistere, il dolore ti fa mancare l’aria e puoi solo aspettare che calmi un po’. La ferita non guarirà mai del tutto, perché hai perso tuo figlio e perdere un figlio é la cosa peggiore che possa succedere. Ti abbraccio forte, Claudia

      • E’ stato un anno duro, questa gravidanza mi sembrava quasi un sogno …una ricompensa ai dolori provati ma come un sogno e’ svanito…
        Dopo 7 anni di matrimonio senza figli, due anni e 4 tentativi di fecondazione ho avuto la grandissima gioia di diventare mamma di due stupendi gemelli, maschio e femmina, che ora hanno 17 mesi. Mi sono dedica totalmente a loro rimandando anche la ripresa lavorativa. Quando avevano 6 mesi ho avuto un linfoma x cui ho fatto 4 mesi di chemioterapia e un mese di radioterapia. Sono rimasta incinta spontaneamente proprio durante questo mese. Purtroppo forse non era destino che il mio piccolo crescesse sano…forse non sono più così giovane…ma ho sperato fino all’ultimo che tutto potesse andare bene…

      • Cara Terry la tua storia lascia senza fiato. A dolore altro dolore… é davvero ingiusto. Stringi forte i tuoi figli e vai avanti per loro… nessuno potrà lenire il tuo dolore ma loro potranno donarti sorrisi e amore. Ti abbraccio virtualmente… sii forte, ancora di più.

      • Grazie x le tue parole. Solo i miei figli e mio marito mi danno la forza di riprendermi e spero dopo questa terribile esperienza di essere una mamma ancor più attenta ai bisogni dei miei figli ed una moglie ancor più vicina a mio marito. Anche se lui non ha vissuto come me le 13 ore du travaglio, il vomito continuo ed il successivo intervento di raschiamento so che almeno psicologicamente e’ molto provato. Io sto cercando di riprendermi ma in questi pochi momenti di solitudine mi ritrovo a pensare al mio piccolo e ogni volta che canto una ninna nanna, in fondo al mio cuore, la canto anche x lui, chiedendogli scusa x non essere stata abbastanza forte e coraggiosa di accoglierlo nella mia vita….vorrei stringerlo forte e dirgli che l’amo immensamente…ma forse lui mi ha già perdonato esa che la sua mamma gli vorrà sempre bene…

      • Anch’io provavo queste sensazioni quando un anno e mezzo dopo ho partorito Noemi… la guardavo sorridere e pensavo a Nicole, osservavo ogni sua piccola crescita e pensavo a Nicole. Ora la porto con me al cimitero (ma non riesco ad andarci spesso… ci siamo trasferiti) e lei mi chiede spesso della sua sorellina. Io ho scelto di raccontare di lei per far sì che almeno il suo ricordo rimanga vivo.
        Il dolore pian piano si assopisce, accetti, metabolizzi… ma avrai sempre dubbi sulla scelta, ti sentirai sempre un po’ “indegna” ma non é così. Scegliere il male minore… questo forse abbiamo fatto. Ed é straziante.
        E sì, credo che da oggi sarai una madre migliore, più consapevole.
        Per me é stato così, Nicole ha lasciato una lunga scia. E così sarà per il tuo bimbo.

  31. Ciao, sono capitata qui cercando informazioni sul tema trattato. Mi fa male il cuore leggere tutte queste storie, tutto questo dolore: non li merita nessuno e nessuno ha il diritto di giudicare. Bisogna passarci per capire. Io ho 36 anni e vorrei un figlio. In famiglia non ci sono malattie ereditarie ma io ho l’endometriosi e sono anche affetta da sclerosi multipla ma grazie al cielo sto bene. Le mie malattie non precludono la gravidanza (anche se l’endometriosi la rende più difficile da realizzare) ma mi pongo delle domande: se avessi un figlio e dovesse avere dei problemi, con la sclerosi (da cui non si guarisce) come potrei prendermene cura? Su chi potrei contare?Richiederebbe un dispendio doppio di energie e di stress, io crollerei e la mia malattia prenderebbe il sopravvento. Non potrei tenerlo. Per lui e per me. E non potrei nemmeno caricare di oneri il mio compagno. Molte donne con i miei problemi fanno figli. Ma la decisione è difficile. Un figlio lo desidero ma se avesse dei problemi che gli renderebbero la vita un inferno, non credo che ci penserei 2 volte: non lo terrei. Anche se non ho vissuto le vostre esperienze, comprendo le vostre decisioni e ritengo che scegliere l’aborto terapeutico, non sia un modo per scappare dalle responsabilità, ma la scelta coraggiosa di mamme che non vogliono far soffrire i loro piccoli.

    • Grazie Liliana per la tua profonda testimonianza. Credo che tu stia vivendo un tormento nel prendere una decisione… sai fin troppo bene quello che molte di noi hanno solo immaginato. Ora non so bene ma… con la fecondazione assistita (certo dovresti prendere questa via) forse hai diritto alla diagnosi preimpianto? Vorrebbe però dire optare per la fecondazione assistita. Ti auguro con tutto il cuore di non dover passare per una scelta così tormentata. Grazie di essere passata a portare la tua testimonianza, é molto preziosa. Un abbraccio!

  32. Ciao Claudia, mi chiamo Laura e anch’io purtroppo so cosa vuol dire affrontare un’aborto terapeutico,
    ho dovuto decidere per la vita di mia figlia in una settimana… dopo la morfologica alla 20 settimana è stato scoperto che Matilde aveva una malformazione al cervello….Certo lei poteva essere compatibile con la vita…ma che vita avrebbe avuto? Ritardo psicomotorio, epilessia, autismo nel minore dei casi…Non era questo che volevo per lei, non questa sofferenza da portare per sempre.
    A 22 settimane, dopo 21 ore ore di travaglio, il 16 maggio 2014 è nata/morta la mia bambolina.
    So il dolore che si prova, la sensazione di sentirti profondamente svuotata, le lacrime che offuscano la mente giorno e notte e continuamente chiedersi perché, perché, perché a noi, perché alla mia bambina?
    Ma poi bisogna iniziare a convivere con il dolore e cercare di renderlo costruttivo; ogni volta che penso a lei, sorrido e non piango più; forse in questi quasi sei mesi mi ha aiutato a essere una persona migliore, lei è sempre con me, nel mio cuore, nelle mie giornate, nei miei pensieri; le scrivo e le parlo, la rendo partecipe di ogni nostro momento e se guardo in alto, lassù in questo cielo, so che il mio angelo mi protegge.
    Sono orgogliosa di essere stata la sua mamma e lo sarò sempre.

    Laura

    • Sii orgogliosa di essere la sua mamma, certo che devi! Mi spiace che anche tu abbia dovuto provare questo dolore, è davvero orribile dover decidere per i nostri figli… in questione di vita o di morte. Il vuoto che lasciano è immenso e rimane un segno dentro di noi che mai guarirà del tutto. Però loro ci insegnano, e sì, credo ci rendano migliori. Ci fanno capire il valore della vita, credo. Per me è così.
      Un abbraccio!

      • Grazie Claudia, grazie per le tue parole. Sei una grande mamma e sono consapevole che i tutti e tre i tuoi figli siano orgogliosi di te, di come affronti la vita e di come affronti ogni giorni il tuo lutto.
        I tuoi pensieri aiutano tutte noi che abbiamo vissuto questa atroce esperienza a sentirci meno sole, un’ incoraggiamento alla vita da prendere d’esempio.

        Laura

      • Laura GRAZIE per queste tue parole… arrivano in un mio personale momento di sconforto e sapere che almeno scrivendo posso essere d’aiuto a qualcuno, specie in un momento delicato come quello che conosciamo fin troppo bene, mi fa sentire bene. Davvero, grazie con tutto il cuore.

    • Salve sono mamma do un bimbo di sette anni ho avuto dopo due gravidanze mcon aborto a 21settimane per opoplasia verme cerebellare ora vorrei farne un altro ma a napolibtramite esamo non sanno dirmi di preciso da cosa proviene da una mitazionr gemetica hobpaura puobcapitarevper tre volte di seguito aiuto..3318904273 mandatrmi im messaggiovanche chi sapesde buon mefico e geneyista a napoli

      • Ciao… io purtroppo non so aiutarti, Napoli é proprio fuori dalle mie cerchie… conosco una mamma di Napoli che ha affrontato l’aborto terapeutico e che si spende molto per tutte noi, questo é il suo blog: http://abortoterapeuticoenon.blogspot.it/?m=1 prova a vedere se lì trovi qualcosa! Un abbraccio

      • Cara olimpia, cerca di stare tranquilla. A suo tempo, mi sono rivolta alla dott.ssa cavaliere, direttore genetica cardarelli. E’ molto brava. In alternativa puoi provare al rummo di Benevento. In bocca al lupo

  33. Gent.le Claudia sono la mamma di Sabrina che è stata ricoverata questa mattina per un aborto terapeutico al quinto mese di gravidanza…mia figlia ha fatto di tutto per poter essere mamma….cure e inseminazione..purtroppo arrivata sempre solo alla quinta settimana….finalmente rimane incinta naturalmente…grande sofferenza per tre mesi per una nausea fortissima….ma la gioia di veder superare le cinque settimane è immensa…anche se con i piedi per terra viste le esperienze precedenti…non ha fatto l’amniocentesi per non correre rischi di perdere il bimbo..si un maschietto…Federico…..ha fatto la morfologica due volte…translucenza nucale..un esame del sangue costoso..e tutto procedeva bene
    due giorni fa ha rifatto la morfologica…e il cervello del piccolo Federico non si è sviluppato se non in piccolissima parte…e non so altro perchè mia figlia non riesce a parlarne….lei e il suo compagno sono disperati….mi dica qualcosa per favore..siamo tutti distrutti….ho paura per ora e soprattutto per il dopo grazie

    • Cara Maria, dirle qualcosa di sensato è impossibile. Il dolore che entrambi dovranno affrontare è immenso e non si può placare. Quello che bisogna fare è stare vicino, senza essere invadenti ma senza mai dimenticare Federico, anche nei prossimi mesi o anni… il gesto d’amore più grande è ricordare sempre che Federico c’è, è esistito e occuperà sempre un posto nel cuore di tutti. Purtroppo il dolore va vissuto, voi potete donare il vostro amore, il vostro tempo, i vostri abbracci ma è la coppia che poi vive la vera assenza. Sarà un vero e proprio lutto e come tale avrà bisogno di tempo e pazienza per essere superato, specialmente visto il percorso che già sua figlia aveva fatto per rimanere incinta. Immagino sia devastata. Se può, le stia vicina anche durante il travaglio, ne avrà bisogno. Da parte mia vi mando un abbraccio grandissimo, non è molto, lo so, ma di fronte a tanto dolore a volte si rimane impotenti…

  34. Ciao claudia è da tanto che ti seguo e finalmente oggi sono pronta per scriverti!!il 15 ottobre del 2013 al 5 mese di gravidanza ho lasciato andare mio figlio per una grave malformazione al cervello e altre gravi complicanze..la scelta più devastante di tutta la mia vita..ma che vita avrebbe avuto?un vegetale questa è la risposta che mi hanno dato!!la mia unica fortuna è che in quella situazione ho trovato dei dottori comprensivi che non mi hanno giudicato..poi il mio pilastro Mio Marito l uomo della mia vita, senza lui penso che sarei morta!!anche mio padre, mia madre sempre vicini a me…mi sono rialzata piano piano stavo meglio, per così dire, e il mese scorso scopro di essere nuovamente incinta felicissima perché il termine era uguale ad Angelo (il mio bimbo) e due giorni fa un’altra botta in faccia..l’ho perso!!ho pensato fosse una punizione dall’alto…come è ingiusta la vita!!ho solo 28 anni e mi sento che la vita mi ha voltato le spalle!!però ho promesso ad Angelo che sarò forte e il sogno di mamma non svanirà anche se la paura è tanta!!complimenti per il tuo blog mi emoziona tantissimo quello che scrivi..e scusa se sono stata lunga ma avevo bisogno di sfogarmi con qualcuna che potesse capirmi..perché solo chi ci è passato può capire veramente!!grazie di cuore claudia ti abbraccio forte

    • Oh Alessia che brutta storia, ti abbraccio forte! A dirla tutta anch’io dopo Nicole ero rimasta incinta ma l’avevo perso dopo un paio di settimane (probabilmente era solo un uovo cieco ma la botta è stata enorme lo stesso). E’ terribile doversi fare forza continuamente per poter raggiungere il proprio sogno, ma tu hai accanto delle persone che ti sostengono (come è successo a me) quindi non lasciarti andare. Angelo ti accompagnerà per sempre, ci sarà in ogni tua decisione, in ogni momento… e sì, lui vorrebbe vederti felice quindi continua a provare e ti auguro di riuscire presto a diventare mamma!

      • Hai proprio ragione..farsi forza continuamente è dura!!anche perché ci avevo creduto tanto in questa nuova gravidanza!però come dici tu devo essere forte per mio marito, per i miei genitori!!dicono che prima o poi il sole esce..io spero di abbracciarlo presto questo sole. Grazie per le tue parole

      • Non bisogna smettere di sperare mai. Credo che alla fine sia importante pensare di poter ritrovare il sole… se no tanto vale. Ora lo fai per loro, piano piano riuscirai a farlo per te stessa. In bocca al lupo! Ti mando un abbraccio fortissimo!

  35. hai pienamente ragione, chi non ci è passata non può capire…. una cicatrice che non guarirà mai

    • È sempre lì, ed è peggio quando oltre al tuo dolore c’è chi ti giudica senza sapere…

      • Mi viene da urlare ogni volta che mi dicono : ‘ sono cose che succedono… Siete giovani… A me è successo che ero di due mesi,eppure non sono rimasta a casa un mese,dopo 3 giorni sono rientrata, che vuoi che sia…’ La gente non capisce e non ha l’intelligenza per capire cosa dire e cosa no…

      • Siete giovani, ora ne fate un altro. Sì perché se ti muore un figlio e sei giovane basta farne un altro e superi il lutto…
        Allucinante.

      • Ciao Claudia…. scusa se sono curiosa…. hai avuto altre gravidanze? Io ohho a 37 anni sono alla 8+4… l’inizio e stato un po travagliato per delle perdite di sangue passate subito con il progesterone… ora… la paura che possa ricapitare… il pensiero di quello che ho passato con l’aborto terapeutico a 21 sett…. insomma mi manca l’aria

      • Ciao Vale… sì sì sono mamma di altri due bimbi. La paura in gravidanza ti passerà solo quando avrai la certezza che vada tutto bene… forse solo quando stringerai il bambino tra le tue braccia… é comprensibile…

  36. Mamma di bimba disabile. Hai tutto il mio rispetto e condivido in pieno tutto quello che hai detto ( soprattutto nella parte di ” non ti aiuta nessuno e devi pagati tutto da te”). 504 euro al mese per creature bisognose di assistenza h24 sono un insulto! Sono bravi a parlare del valore della vita ma nessuno si propone per fare una delle famose mille notti in ospedale o si offre di aiutarti per davvero e non a parole. Io amo la mia bambina, non mi fraintendere, ma se mi avessero chiesto di scegliere col cavolo che avrei scelto una vita di merda per lei. E badate bene, ho detto per lei, non per me. Perciò non farti nemmeno gli scrupoli di coscienza…sei stata molto più mamma in questo modo: hai regalato al tuo bimbo una non esistenza di dolore e sofferenze. E al diavolo chi fa finta che non sia così, si consola con l’aria fritta. Chiaramente una volta nati questi bimbi sono la cosa più bella al mondo per una madre ma tu che hai avuto la fortuna di saperlo prima sei stata ancora più fortunata. Dormi serena la notte, nessuno nell’intero universo visibile e non visibile ti giudicherà.

    • Serena, grazie. Grazie grazie grazie. Quello che mi hai scritto per la prima volta mi fa sentire meno egoista. Capisco quello che dici, so che se Nicole fosse nata l’avrei amata più della mia stessa vita ma sarebbe stato terribile vivere quello che mi stai raccontando, specialmente la solitudine e l’impotenza. Non so come ringraziarti per la tua sincerità. Un grande abbraccio a te e a tua figlia, di cuore.

    • Molto felice per questa ragazza ma ogni storia è diversa e non si abortisce per divertimento. Probabilmente non hai nemmeno letto la mia storia. Arrivederci.

      • Tra l’altro, vent’anni fa non esistevano le tecniche ecografiche di adesso per cui fare paralleli mi sembra anche piuttosto banale, oltre che supponente. Non si capisce cosa tu volessi dire con il tuo commento, o meglio, sottindere. Probabilmente solo uno sterile giudizio morale.

      • Ciao Claudia. veramente ho letto il tuo articolo con interesse. E non volevo sottendere niente. Solo condividere una storia. Ascolto le persone e racconto le loro storie nel mio blog, e questa dava un punto di vista sul tema di cui hai parlato. Non sottintendo moralismi né giudizi (positivi o negativi) al tuo articolo, non mi permetterei mai di giudicare la vita di altre persone, anzi ciò che faccio è proprio raccontarla. Mi dispiace tu abbia inteso in questo modo

      • Se è così mi spiace per l’irruenza della mia risposta, purtroppo come vedi sono scelte che si prendono con dolore e dato alcuni commenti moralisti ricevuti in passato per me è naturale ormai partire sulla difensiva. Avevo sentito di sfuggita la notizia che hai raccontato ed è qualcosa che fa sempre riflettere. Per quanto i medici diano conferme delle malformazioni e della gravità delle stesse c’è sempre quel “e se si fossero sbagliati?” che riecheggia nella mente di ognuna di noi che ha abortito. È un tema scottante, un po’ come l’eutanasia, solo che troppo spesso noi donne siamo giudicate a priori e questo fa sì che il tuo commento mi abbia portato a pensare che volessi colpevolizzare la mia scelta. Mi spiace di aver frainteso il tuo intento.

      • Cara Claudia, sono 2 giorni che penso a te, proponendomi di scriverti, e, rinviando, puntualmente, questo momento, presa da un senso di inadeguatezza e di “pudore” …perché io sono “un’ estranea” …ma da estranea “spio” la tua vita, dal giorno in cui mi sono imbattuta nel tuo blog, confusa dal dolore e dai rimorsi, terrorizzata dall’impotenza e dalla consapevolezza di dovere vivere per sempre con un vuoto incolmabile…quello della mancanza della mia bambina. Da quel giorno ho cominciato a leggere…di te, della tua vite, delle storie al parco con i tuoi bambini, dei tuoi dolori, dei tuoi dubbi, come delle tue gioie…forse perché ti ho sentita simile a me…o semplicemente perché quel giorno, quando ti ho scritto del mio aborto e della mia anoressia, mi hai risposto con sincerità, senza nascondere le tue esperienze…per questo penso a te da 2 giorni…penso al tuo 12 giugno di 5 anni fà…e penso alle tue scelte coraggiose e consapevoli…quelle che ti hanno portato ad essere una madre “vera” e ad affermare il proprio “essere” senza rimpianti. Leggo le tue storie, provando un forte senso di ammirazione…non sono certa che sarei in grado di fare altrettanto: pur desiderando profondamente dei figli, non credo che sarei in grado di rinunciare al mio lavoro, ad esempio…forse, perché è stato il lavoro a salvarmi nel periodo più buio della mia vita e non l’amore (quello è arrivato soltanto dopo)…e perciò, ti trovo unica e speciale… perché hai raggiunto quell’equilibrio che in tante, in milioni, non raggiungeranno mai: l’equilibrio con se stesse e il proprio modo di “sentire”…oggi ti scrivo…2 giorni dopo…per ricordarti che hai lasciato un segno indelebile dentro me…con le tue parole…e con il tuo cuore…grazie…Rossy

      • Grazie Rossella… le tue parole mi scaldano il cuore, ma davvero tanto. Non sei un’estranea, voglio dire, alla fine sono davvero molte le cose che ci accumunano e se anche la vita è diversa per ognuna di noi, ci sono delle somiglianze che in qualche modo fanno sì che io non ti percepisca come un’estranea. Anch’io ho spesso senso del pudore e di inadeguatezza quando vorrei scrivere a qualuno che non conosco nella realtà ma che mi ha suscitato le stesse emozioni che ho suscitato io in te, ma poi lo faccio, scrivo e mi dico, mal che vada non risponde. Bè, Rossella hai fatto benissimo a scrivermi e non sentirti estranea o inadeguata perchè non lo sei. E credo che forse io sono già arrivata al mio piccolo traguardo di essere sicura di me stessa, ma ci sono voluti anni, scivoloni, rabbia e lacrime e quindi perchè non dovresti arrivare anche tu allo stesso punto? E’ passato poco da quando hai perso la tua bimba, quel vuoto è ancora troppo forte per poterlo sviscerare, per poter capire che forse i sensi di colpa non guariranno mai ma si può lo stesso andare avanti con dignità e con amore verso se stesse. Io mi faccio mille domande, a volte mi giudico con cattiveria, ma poi mi chiedo che senso ha, adesso, colpevolizzarmi o pensare di aver sbagliato. Mi attacco forte ai motivi che mi hanno portato alle mie scelte, tutte le mie scelte, e capisco che in fondo non sono stata una sprovveduta e non sono superficiale per cui… ma se anche fosse stata la paura, sono umana. E se anche avessi sbagliato, sono umana. Si impara da tutto. Ma ci vuole molto tempo. Io non mi voglio nascondere proprio per quello che mi scrivi: ho continuato questo blog proprio perchè volevo arrivare al cuore della gente, volevo in qualche modo essere d’aiuto a chi avrebbe affrontato la mia esperienza. E quando qualcuno mi scrive le bellissime parole che mi hai scritto, io mi sento spinta ad andare avanti. Ho fatto scelte lavorative diverse dalle tue, ma alla fine è perchè ero in una situazione diversa dalla tua: chissà cos’avrei scelto se avessi avuto un lavoro prima di rimanere incinta. Probabilmente, come tutti, non lo avrei lasciato. Il mio è un coraggio un po’ “paraculo” (lo dico ridendo) perchè alcune cose sono capitate e ho semplicemente trovato il modo di vederle da una prospettiva diversa. Ci sono mille modi di essere: ognuno è giusto, ognuno è il proprio, dettato dal qui e ora. Grazie davvero Rossella, sei stata carinissima a scrivermi, ti mando un abbraccio fortissimo!

    • Ieri ho letto l’articolo…come avrei non potuto farlo? La mia Cristiana sarebbe nata proprio il 9 giugno, se non avessi interrotto la sua vita, e in parte la mia, alla 23esima settimana di gravidanza. Avrei voluto rispondere subito, ma non ne ho avuto la forza…e sono rimasta a chiedermi tutto il giorno quante vite disperate e sofferenti dovrebbero esserci per una sola Eugenia…si perché i miracoli sono rari e, forse, allietano soltanto la vita degli “eletti nella grazia di Dio”…non quella dei comuni mortali…noi, i mortali, ci affidiamo ai dati clinici e sulla base di quelli siamo chiamati a decidere caricandoci di responsabilità e dolore. Se avessi creduto in un miracolo, mia figlia sarebbe nata con una trisomia a mosaico del cromosoma 5, una grave malformazione cardiaca, aberrazioni fisiche e chissà cosa altro…sarebbe entrata immediatamente in sala operatoria e se ne fosse mai uscita viva, si sarebbe dovuta sottoporre a tanti altri interventi, per condurre una vita solo lontanamente normale…questo ci sarebbe stato per lei…non ho creduto in un miracolo…a l’autopsia, che ho richiesto ha confermato, ogni cosa…Quante vite come quella della mia Cristiana dovrebbero esserci per una sola Eugenia?! Capisco pienamente Claudia e le sue risposte animate…non si tratta di fraintendere posizioni diverse dalle nostre…ma di dar voce ad un dolore che rimane dentro per sempre… ognuna di noi si domanda “ma se…ma se fossi andata avanti?…ma se non avessi abortito?”…le sfere magiche non esistono…e non possiamo affidarci a storie come quelle di Eugenia…come un malato di cancro non può sperare nella guarigione quando gli iniettano acqua nelle vene, spacciandola per chissà quale cura magica…le vere testimonianze? beh…quelle di bambini nati per scelta materna…che lottano per sopravvivere perché la “Natura” è stata poco benevola con loro…quelli che sorridono anche quando non possono correre come gli altri…sono tanti…milioni…sono la realtà…il mondo dei “non miracolati”

      • Grazie Rossella. Non aggiungo parole perché sei stata perfetta tu. Ti mando un grosso abbraccio. PS. Nicole sarebbe dovuta nascere il 12 giugno di cinque anni fa…

  37. Ciao anchio purtroppo ho dovuto vivere l’esperienza della mia vita!!!!un aborto terapeutico a19 settimane io a differenza di molte almeno per gli esami che mi sono stati fatti e aspetto ancora gli esami istologici la mia principessina stava bene il suo cuore ha continuato a battere fino a quando quella puntura non gli ha fermato il cuoricino la mia principessa non aveva possibilità di sopravvivere perché mi si sono rotte le membrane e sono rimasta senza liquido amniotico c’è lo messa tutta per salvare la mia piccolina ma nn c’è lo fatta molto probabilmente quasi sicuramente il sacco era infettato infatti avevo gli indici infiammatori alti e anche i globuli bianchi nonostante la cura di antibiotico che sono rientrati subito dopo l aborto!!! Il dolore fisico passa ma quello di perdere un figlio mai!!!ho una gran colpa dentro al cuore quella di aver deciso io è mio marito di far smettere di battere quel cuoricino!!!siamo stati obbligati perché a quelle settimane c’erano pochissime speranze e molti rischi per me!!!!so che non è stata colpa mia se si è rotto il sacco se questa infezione continuava a peggiorare!!!so solo che già a 8 settimane c’era qualcosa che non andava continuavo ad avere sempre perdite ematiche e ho fatto 5 mesi di letto ma non mi importava ne avrei fatto anche 9 se fosse servito ad aiutare la mia piccolina però purtroppo non è servito!!!sto male mi sento in colpa ed ho tanta paura che possa risuccedere!!!!tutti mi dicono che si vede che Dio ha voluto così ma mio caro Dio se hai voluto così perché ho dovuto decidere io perché se doveva andare così non è successo tutto all’inizio!!!sarei stata male lo stesso ma almeno non avrei dovuto affrontare un vero e proprio travaglio e parto per partorire la mia principessa morta!!!quando ho partorito ho sperato di sentirla piangere quella bambina anche se Sapevo che sarebbe stato impossibile!!!tutti mi dicono sei giovane hai 23 anni hai tutta la vita davanti a te si lo so ma io amavo e volevo lei la mia piccola greta pia così la abbiamo battezzata è un dolore che non si dimenticherà mai !!!voi almeno sapevate ke i vostri bimbi non avrebbero avuto futuro anche la mia non lo avrebbe avuto perché senza liquido non si sarebbe potuta muovere e quindi sarebbe nata con problemi neurologici iperplasia polmonare e seri problemi di articolazioni però fino a quelle settimane la mia bambina stava bene ed io non ho potuto fare nulla per salvarla!!!

    • Cara Marianna, nessuna di noi poteva avere la certezza che i bimbi non sarebbero sopravvissuti: ci sono malattie che si sa per certo che non danno futuro ma ad esempio nel mio caso non era così. La mia bimba avrebbe potuto sopravvivere, in non si sa quale percentuale, e magari sarebbe arrivata a quattro o cinque anni chissà. E’ un po’ il senso di colpa che poi ci portiamo dietro. Capisco lo strazio che stai provando, partorire un bambino che non è già più qui è terribile, è qualcosa che non si dimenticherà mai. Il dolore bisogna affrontarlo tutto, viverlo sino in fondo, sino all’ultima lacrima, e poi piano piano ricominciare a pensare che Greta era con voi, che ha sentito il tuo amore, ti ha insegnato qualcosa anche con la sua morte… devi portarla con te sempre, fare in modo che il suo essersene andata non sia inutile.
      Ci vuole una forza estrema per affrontare tutto adesso… ti mando un abbraccio, Claudia

      • Grazie mille Claudia!!!cerco di essere forte ma purtroppo non lo sono!!!mi faccio forza per le persone che mi amano e mi stanno accanto perché vederle stare male nel vedendomi soffrire mi fa stare peggio!!!grazie per le belle parole un bacii grande

      • Cara Marianna, la forza viene piano piano… quante notti ho passato insonne a piangere! Questo lutto va vissuto e nessuno può davvero aiutarti, poche saranno le persone che capiranno ma tu piangi le tue lacrime, tieniti stretta alle persone che ti vogliono bene, cerca di ricordare la gioia della gravidanza e ricordati che hai un angelo di cui sei mamma… e lo sarai per sempre anche se non è qui con te. Un abbraccio!

    • Marianna, ho letto la tua storia ed è identica alla mia. è successo tutto tra il 6 e 7 giugno alla 18 settimana. ora non ho la forza di parlarne ma vorrei condividere con te la tua esperienza se ti va.

      • Cara Giovanna, ti abbraccio forte. Immagino che tu ora sia sommersa dal dolore, per cui non aggiungo altro. Spero Marianna passi qui e ti legga, se volete scambiarvi l’email senza farlo in pubblico scrivetemi all’indirizzo che ho messo nei contatti e ve la comunicherò io, facendo da tramite. In ogni caso aspetto la conferma di entrambe. Un abbraccio di nuovo!

  38. Leggo ora questo articolo, e la mia ferita brucia…la mia Aurora è diventata una nuova stella nel cielo e brilla solo per me ed il mio compagno da in mese appena… Il nome era arrivato subito,ma lo avevamo detto solo quando sembrava andasse tutto bene,la fine del primo trimestre, poi a 21 settimane e mezzo di gravidanza è stato riscontrato in problema al cervello della mia bambina, una settimana dopo lei non c’era più… Lasciandomi vuota e incompleta..,

    • Cara Ilaria, ti abbraccio forte. Conosco quel vuoto, quel senso di mancanza… il dolore bisogna viverlo, attraversarlo, superarlo che non significa dimenticare ma andare avanti con la consapevolezza che tua figlia c’è stata e ti ha cambiato la vita. Bisogna tenerla stretta al cuore ma lasciar andare il dolore… ora non è facile, ti sembra impossibile ma con il tempo piano piano ricorderai con dolcezza il suo passaggio e non più solo la sua perdita…

      • Grazie Claudia, vorrei che tutti capissero che il dolore che ho dentro c’è ancora e che se anche non lo faccio vedere, sto male… Sto solo imparando a conviverci…
        È difficile soprattutto a lavoro… Dove praticamente nessuno ha capito,compreso la situazione e hanno insistito per farmi tornare prima possibile…

      • Purtroppo pochi comprendono, di solito lo fanno solo se ci sono passati. I più pensano, ma sì ora fai un altro figlio… come se l’altra gravidanza non fosse nemmeno esistita. Devi stringere i denti, imparare ad aprirti solo con chi ti è vicino, o con chi conosce il tuo dolore… non per superbia ma solo per difendere quella ferita che solo il tempo può in parte rimarginare. Noi i nostri bimbi li teniamo stretti al cuore… non importa cosa pensa la gente. I nostri figli ci sono stati e niente potrà sostituirli. Spero almeno che il lavoro ti aiuti a distrarti un po’… un abbraccio!

  39. Due giorni fa ho fatto l’amneocentesi. Ho visto questo bambino muoversi, vivere dentro di me. Devo aspettare una settimana per avere il responso. E’ un’attesa atroce. A volte, la folle speranza che mi si dica è tutto a posto, mi libera per un attimo il cuore, e poi torna la consapevolezza che la speranza non fa miracoli.
    L’inizio di quest’anno è stato un po’ difficile per me, ho perso il mio lavoro, e questo bambino mi ha dato una forza immensa. Non vedevo l’ora di conoscerlo, di toccarlo, di stringerlo. All’ecografia avremmo saputo forse il sesso e invece, la notizia brutale. Sono a 18s. Quasi a metà percorso. Come si fa a cambiare le speranze e le attese in un vuoto infinito?
    Sono forse gli ultimi attimi che vivo con il mio bambino, che inizio soltanto adesso a sentire muovere. E qui con me, e già non c’è più. Per assurdo, ci sono momenti in cui una serenità infinita mi avvolge e sento tutto l’amore di questa vita – e la voglia di vivere due volte più intensamente, in nome suo. Di non farmi mai fermare dal dolore. Ma ho questa forza adesso, perché è dentro di me. Non so immaginare quello che sarà quando dovro’ lasciarlo andare. Come darsi pace e dare un senso a tutto questo?

    • Eli cara, innanzitutto ti abbraccio forte e per quel che può servire ti dico che capisco il folle dolore che stai provando. Voglio sperare insieme a te che l’amniocentesi non sia infausta ma so che è difficile da credersi. Non ho consigli, quello che puoi fare è solo amarlo forte per tutto il tempo che vi rimane insieme. Non pensare al dopo, vivi giorno per giorno, anche il dolore. Accarezzalo, fagli sentire che l’ami. È tutto ciò di cui ha bisogno un figlio. E per te… stringiti forte intorno a chi ti è vicino, non c’è altro che possa darti sollievo. Ti stringo forte, fammi sapere come andrà.

      • Non ero più stata sul blog ma oggi mi sento capace di raccontare. Abbiamo detto addio alla nostra bambina l’ultimo giorno di aprile. E’ stata una giornata intensa, tanti pensieri per la testa, sapere che tra poco lei mi lascerà. Non ho avuto lacrime da offrirle, ma una grande speranza, non ho voluto dirmi che in qualche modo contribuivo a mettere fine alla sua vita, ma mi sono detta che la lasciavo andare, che la rendevo libera, che una vita senza possibilità non era una vita. Aveva una trisomia 13. Malformazioni al cervello, ai polmoni, ai reni. Il dolore è tanto e rimane dentro. Tutto fa rabbia, la gente che dice che adesso il cielo ha un angelo in più, quella che invece sta zitta e non ti dice niente perché non sa che dirti e quella che ti evita perché si immagina che sei in uno stato straziante. Il silenzio degli altri ti isola, e fa rabbia il fatto che negano alla mia bambina il fatto che lei c’è stata. L’ho vista, l’ho tenuta in grembo, l’ho accarezzata. Era bella, Dio com’era bella. Mi ha riempito di gioia vederla, mi aspettavo di cadere a pezzi e invece è stato un momento prezioso e bellissimo. Adesso, mi manca, e la separazione eterna ha creato nel mio cuore una voragine infinita. E’ dura, difficile. La vita non è più come la vedevo prima. Le cose che hanno senso sono altre. E la gente intorno a me, sembra abitare un altro pianeta. Davvero è importante il lavoro, la carriera, la casa, il denaro, le partite di calcio? Fa rabbia anche chi pensa che era prevedibile visto che ho più di 35 anni. E allora? Perché dovrei sentirmi condannata dal tempo? Perché dovrei dirmi che sono stata punita per aver voluto un figlio? Non lo so cosa succede al mio cuore, se si riveste di pietra o se tornerà a gioire, un giorno lontano. Non ho sempre la forza anche se faccio finta di averla. In realtà nessuno puo’ alleviare quello che mi porto, l’assenza è una compagna. Altre persone care (e che non sono più di questo mondo) mi accompagnano, ma qui si trattava di una vita che non ho avuto la possibilità di conoscere, solo di proiettare. Ho visto il suo volto, non i suoi occhi. Ho visto cosa la malattia (si puo’ chiamare cosi?) aveva fatto al suo corpo, ma non sapro’ mai chi sarebbe stata senza questa catastrofe che le è capitata. Ne voglio al mio corpo che l’ha costruita in modo sbagliato. Ne voglio a me stessa e so che la colpa non ce l’ho perché mai avrei voluto una cosa del genere. I pancioni nel mio entourage mi fanno piangere e non sopporto di sentire chi parla della sua bambina nata il giorno prima che la mia andasse via né chi dovrà partorire qualche settimana dopo cha avrei dovuto partorire io. Mi sento sola senza di lei.
        Devo accettarlo, e non so se riusciro’ mai.
        Grazie delle tue parole, Claudia.

      • Cara Eli, mi spiace infinitamente che anche tu debba aver dovuto provare questo dolore. So che sembra incredibile ma un giorno saprai accettarlo, per quanto tutto quello che senti rimarrà con te, inclusi i sensi di colpa anche se razionalmente sappiamo che non è colpa nostra. È vero, inizialmente (ma anche dopo, in modo diverso) ci si sente alieni, tutto sembra stupido, tutto sembra essere così ridicolo di fronte alle scelte che abbiamo dovuto prendere, alla separazione che abbiamo dovuto affrontare… personalmente ti dico che Nicole mi ha fatto un gran bene, perché sono sicura che ora sarei profondamente diversa se la sua tragedia non mi avesse toccata. Sono sempre stata molto sensibile ma questo dolore mi ha portata a essere sensibile solo per ciò che conta davvero, ad amare me stessa di più, a diventare una madre consapevole del dono immenso della vita, della sua fragilità che dobbiamo proteggere. Eli cara, chi non prova questo dolore non saprà mai che dirti e molti giudicheranno soltanto. Sei tu che devi rendere grande tua figlia, che devi cogliere il suo dono. Sei mamma ora, anche se tua figlia non è con te, e questo cambia per sempre le cose. Cerca di trasformare la tua rabbia e il tuo dolore in energia, vedrai, tua figlia in realtà ti sta già dando tanto… un abbraccio forte, Claudia

  40. cara claudia ho letto tutto d’un fiato …sono le stesse parole che hanno pronunciato le mie labbra …lo dico a chi mi sta accanto …forse lo dico a me stessa …da mercoledi sono nel tuo stesso incubo alla premorfologica prima della amniocentesi mi hanno comunicato con il dispiacere negli occhi , che la bimba nel mio ventre non sta bene non hanno ancora dato un nome ma i molteplici valori indicano qualcosa di grave e raro.cosi è iniziato il calvario che è solo all’inizio stiamo nella fase in cui non sai cosa ma sai che tutto porterà all’aborto terapeutico e allora al dolore si innesca la paura perchè so che questo percorso oltre a lacerarmi l anima sarà anche ostacolato e giudicato da coloro che pur avendo una preparazione senza alcun diritto hanno abbandonato donne nel dolore e nel momento piu difficile, negli attimi che resteranno indelebili e che inevitabilmente hanno cambiato la loro esistenza… pensare che io sono anche in accordo con la loro opinione perchè lo so che sarò io a togliere la vita a mia figlia sarò io che tutta la vita pagherò per questo..ma i motivi che mi portano a questo quelli no non sono opinabili se non da chi ha messo al mondo una bambina con la stessa patologia di mia figlia e che afferma che questo gesto sia stata la scelta giusta per entrambe…vorrei tanto che qualcuno affermi questo… ora ho solo tanta paura ma non del dolore fisico che proverò ma di tutto il resto ,so che ne uscirò ho un marito e una meravigliosa bimba che mi danno tutti i motivi…ma so che non tornerò più la stessa non che non sia convinta della mia scelta lo sono perchè so che sarebbe una bambina con una vita(nel migliore dei casi)piena di dolore e sofferenza e non potrei sopportarlo sono sicuramente egoista lo sono per me e per la bambina che già popola la mia vita ..ma non ho ne coraggio ne forza per fare una scelta diversa o forse il mio coraggio sta nella scelta che sto facendo …ma anche questo non può affermarlo nessuno!

    • È molto complicato trovarsi nella nostra situazione, Veronica, non farti colpe, non aggiungete dolore al dolore. Dio mio, è terribile, li ricordo quei giorni! Sii forte, abbraccia, tieniti stretta a chi ti ama. Io non giudico la scelta che farai, non avrei espresso opinioni nemmeno nel caso in cui fossi venuta qui a dirmi che avresti portato a termine la gravidanza: ci sono scelte d’amore incomprensibili agli occhi di chi non le vive. E questa è una di quelle: decidere di negare una vita di sofferenze ai nostri figli.
      Sì, è qualcosa che ti porterai sempre dentro, ma piano piano al dolore si unirà la consapevolezza di aver scelto secondo amore. Egoismo? Non lo so. Vivi questi giorni con lei tentando di stabilire un contatto, cerca di creare bei ricordi prima di salutarla. Ti abbraccio immensamente…

  41. Elisa Calamante

    Ciao Claudia, vagando per il web mi sono imbattuta nel tuo blog e leggendo di questa tua dolorosa esperienza mi sono sentita di scrivere per raccontare la mia… qualche giorno fa ho subito un raschiamento per aborto interno alla 17esima settimana di un bimbo/a che (come sapevamo già da più di un mese) era affetto da una malformazione cromosomica ( trisomia 21) accompagnata purtroppo da altri gravi problemi, per cui ci avevano prospettato sin da subito che sarebbe stato difficilissimo arrivare al parto e che molto ptobabilmente si sarebbe concluso tutto in utero…. ma nn sapevamo fino a quale settimana il cuoricino avrebbe continuato a battere. Io e mio marito ci siamo trovati a fare una scelta opposta alla tua ma sin da subito convinta e condivisa fino in fondo da entrambi. Abbiam deciso di tenerlo con noi fin quando per lui/lei sarebbe stato possibile e così è stato… molti penseranno: per fortuna si è interrotta presto…. e io invece questo nn l’ho mai pensato… il pensiero di averlo/a li nella pancia con me mi faceva cmq stare bene… è mio figlio/a comunque esso/a sia.
    Questa è semplicemente la mia esperienza, magari diversa dalla vostra ma è cmq la MIA…. l’ho voluta scrivere perchè ho vissuto la vostra stessa condizione e quindi so cosa si prova e quanto si soffre…
    Ognuno deve assolutamente essere libero di pensarla come meglio crede…. nn critico assolutamente nessuna di voi xchè sono convinta abbiate sofferto tantissimo, tanto che io lo percepisco il vostro come un dolore insormontabile, che io nn avrei mai saputo gestire.
    Un abbraccio

    • Grazie Elisa, grazie davvero per aver condiviso tutto questo con me. Io ammiro e rispetto la vostra scelta, trovo che siate stati forti e coraggiosi, e capisco bene che il dolore che proviate sia immenso. Perdere un figlio è sempre drammatico, sia quando si è preparati (ma come si può esserlo davvero?) sia quando si sceglie per lui. Vi abbraccio forti, voi due e il vostro angelo. Grazie davvero, hai fatto bene a scrivermi.

  42. Grazie Claudia e fri per le parole di conforto… oggi torno a casa dalla luce dei miei occhi… il mio primo bimbo, il cui solo pensiero mi ha aiutata tanto ad andare avanti e allo stesso tempo mi ha fatto sentire una madre a metà, perchè tornerò da lui senza la sua sorellina … spero solo che lei possa perdonarmi visto che io non ci riuscirò tanto facilmente. Un abbraccio.

    • Io scrivevo lettere alla mia piccolina, le chiedevo spesso perdono e le raccontavo tutto quello che sentivo. Era un modo per dimostrarle il mio amore nonostante tutto. Non sei una mamma a metà: sei la mamma di due splendidi bimbi, uno qui fisicamente e l’altra qui nel cuore. Prenditi del tempo per accettare questo lutto, perchè è un lutto a tutti gli effetti, prenditi tempo e respira quando ti sentirai mancare la terra sotto i piedi, ma non metterti in croce. Amala portandola nel cuore…

    • Cara Alem, leggo e rileggo le tue parole intrise di dolore e la ferita dentro brucia ancor di più. Il nostro incubo e’ cominciato davanti ad un eco quando il medico ci dice, senza fronzoli e duramente, ” la bambina ha una malformazione cardiaca. Ha una tetralogia di Fallot” , come se noi avessimo dovuto sapere cos era..così dal nome…il cuore della nostra bambina di 22 settimane era gravemente malformato…nella migliore delle ipotesi avrebbe subito un intervento a cuore aperto appena nata…ma quando desideri così tanto tua figlia, quando hai già imparato a vivere con lei le tue giornate, anche quell ipotesi, così dura ti sembra accettabile, pur di stringerla a te…ma…la migliore delle ipotesi non e per noi poveri mortali. Così il giorno successivo i risultati Dell amniocentesi hanno rivelato la presenza di una rara trisomia nella mia piccina: cromosoma 5 a mosaico…nessuno conosce bene la cosa e comincia il calvario tra medici e genetisti , le ricerche in piena notte…di cosa, poi? …di una speranza che non e’ arrivata…sono entrata in ospedale il 4 febbraio…ho partorito mia figlia il 5 mattina con un dolore all anima più forte di quello fisico…il mio compagno accanto a me…tutto il tempo..fino all ultimo istante della nostra bambina…non sei sola…il dolore e’ atroce…rinunciamo al nostro diritto di essere madri per liberare i nostri figli da una non vita di sofferenza…se passera’ mai….non lo so…non lo so…e mi chiedo ogni giorno che sarà di me ora che vorrei soltanto non sentire più…
      Un abbraccio
      Rossella

      • è proprio vero…queste piccole creature anche se non sono qui con noi ti cambiano la vita. da quando ho perso la mia Emma quasi due anni fa mi rendo conto di essere una persona diversa. Ora cara Rossella è dura…..il tempo ti aiuterà ma soprattutto ti aiuterà la tua creatura….mantieni vivo il rapporto con Lei…io parlo con la mia Emma ogni giorno e la sento costantemente parte di me.
        La vita ci mette a dura prova ma vedrai un giorno sarai nuovamente serena….stringerai un’ altra creatura ma comunque consapevole che da ora sei e sarai per sempre la mamma di quella piccola bimba…ch non vedi fisicamente ma che ti conosce nel profondo.
        Se posso darti un consiglio dopo la perdita mi sono rivolta ad una psicologa che mi ha aiutato davvero molto….non chiuderti nel tuo dolore…ti abbraccio forte….

      • Condivido il tuo consiglio Fri: anch’io ho fatto alcune sedute da uno psicologo. Mi serviva per buttare fuori il dolore invece che lasciarmi logorare dal dentro…

  43. Mi sono imbattuta nel tuo blog proprio questa sera, questa sera cosi buia e triste e incomprensibile per me… sono qui in un letto d’ ospedale e domattina dovró affrontare quello che per tua sfortuna hai saputo descrivere cosi bene… 15 settimane fa scoprivo di questa seconda e bellissima attesa. Pochi prima che questo nuovo anno cominciasse é arrivato il primo colpo forte al cuore… c’era una malformazione visibile nell’eco della tn, cosi nel giro di due giorni villocentesi e una girandola di emozioni,pareri,pensieri…c’é però anche una speranza: mi dicono che é presto e che ad un successivo controllo potrebbe non esserci più nulla… allora aspettiamo, col cuore in gola e pochi giorni fa l’eco tanto temuta con chirurghi esperti che, ahimé, confermano il problema… neanche il tempo di farsi attraversare da un milione di considerazioni che arriva anche la telefonata del genetista: le temute tre trisomie le avevamo giá escluse con la risposta rapida, ma la cultura presenta problemi ad un altro cromosoma,il che unito al problema ecografico non faceva presagire nulla di rassicurante… ed ora,dopo mille telefonate, tra cui un colloquio con l’unico ginecologo non obiettore della struttura che mi invita placidamente ad andare altrove (alla faccia del non obiettore) …eccomi la sera prima di subire questo atroce distacco, la sera prima di dire addio alla mia piccola, che per estrema e insensata sfortuna sento muovere in questo momento…. eccomi a leggere le tue parole e a pensare almeno di non essere sola,di non essere pazza o crudele se spero ancora di non impazzire, di svegliarmi e scoprire che era solo un orrendo incubo… Grazie a te e a chi come te non giudica…

    • Non sei sola,siamo in tante ad aver vissuto questo incubo. Ho voluto scriverne proprio per non lasciare sole le persone che come me vanno affrontato questa tragica esperienza. Purtroppo come tutte le cose “al limite” non si può giudicare se non le si conosce… che dirti? Ti abbraccio fortissimo, con dolore e la massima comprensione, Claudia

    • mi spiace tanto alem per quello che oggi stai affrontando….ogni volta rivivo quel brivido sulla pelle…non sei sola, ci siamo noi, altre mamme che condividono il tuo dolore e soprattutto il tuo angioletto che credimi ti sarà sempre accanto proprio come io percepisco la mia piccolina.
      Un grande abbraccio…col cuore….

      • Grazie Fri per le tue parole… penso che sia importante sentire sostegno in questo momento,per Alem e per chi passerà da qui. Un abbraccio anche a te e un pensiero al tuo angioletto…

    • Cara Alem, leggo e rileggo le tue parole intrise di dolore e la ferita dentro brucia ancor di più. Il nostro incubo e’ cominciato davanti ad un eco quando il medico ci dice, senza fronzoli e duramente, ” la bambina ha una malformazione cardiaca. Ha una tetralogia di Fallot” , come se noi avessimo dovuto sapere cos era..così dal nome…il cuore della nostra bambina di 22 settimane era gravemente malformato…nella migliore delle ipotesi avrebbe subito un intervento a cuore aperto appena nata…ma quando desideri così tanto tua figlia, quando hai già imparato a vivere con lei le tue giornate, anche quell ipotesi, così dura ti sembra accettabile, pur di stringerla a te…ma…la migliore delle ipotesi non e per noi poveri mortali. Così il giorno successivo i risultati Dell amniocentesi hanno rivelato la presenza di una rara trisomia nella mia piccina: cromosoma 5 a mosaico…nessuno conosce bene la cosa e comincia il calvario tra medici e genetisti , le ricerche in piena notte…di cosa, poi? …di una speranza che non e’ arrivata…sono entrata in ospedale il 4 febbraio…ho partorito mia figlia il 5 mattina con un dolore all anima più forte di quello fisico…il mio compagno accanto a me…tutto il tempo..fino all ultimo istante della nostra bambina…non sei sola…il dolore e’ atroce…rinunciamo al nostro diritto di essere madri per liberare i nostri figli da una non vita di sofferenza…se passera’ mai….non lo so…non lo so…e mi chiedo ogni giorno che sarà di me ora che vorrei soltanto non sentire più…
      Un abbraccio
      Rossella

      • Cara Rossella… dover scegliere per la vita (o non vita) dei nostri figli è qualcosa di atroce, qualcosa che mai nessuno dovrebbe sperimentare. Eppure noi abbiamo dovuto farlo, contro tutti a volte, appoggiati oppure dimenticati… perchè il resto del mondo non capisce e troppo spesso anzi giudica. Noi no. Noi donne come te, mamme come te, ci stringiamo insieme nel dolore delle altre, sapendo bene che esperienze del genere cambiano per sempre la vita. Ora tutto quello che senti è il vuoto immenso, vorresti non sentire… ma vedrai che piano piano riuscirai a tenere vivo l’amore che univa te alla tua bimba, e riuscirai a fare in modo che la sua piccola vita abbia avuto un senso. Cambierai profondamente. Tua figlia ti ha reso madre, anche se non è più qui con noi. Tua figlia sarà per sempre con te. Ti stringo forte, Claudia

      • Grazie Claudia…Grazie Fri…la mia storia, complicata come la vostra, incomprensibile e spesso atroce si scontra con i miei mille sensi di colpa…terza gravidanza…2 aborti spontanei…e la speranza, il sogno e il desiderio che quella data cerchiata sul calendario diventasse l’inizio di una nuova vita per me e la fine di un passato segnato dal dolore…ieri sono stata dalla mia psichiatra…quella che mi ha tenuto in cura per ben 7 anni e che mi ha salvato dal buio dell’anoressia…due anni fa la guarigione, la mia, e il ritorno alla vita e ai sogni…lo scorso dicembre sono corsa dal mio “angelo custode”, quella dura, esasperante e tenace donna che rappresenta la “mia finestra di realtà” e che raccoglie i cocci del mio dolore porgendomeli tra le mani, affinché io possa re-incollarli e ricominciare. Sono corsa da lei prima di Natale, per comunicarle la mia notizia…lei mi abbraccia, mi stringe forte, e mi ripete “I tuoi occhi sono felici, ora”…non avrei mai pensato che a distanza di poco più di un mese sarei tornata in quella stanza col cuore e la mente infranti…Mi ha detto: ” Chi ha avuto una storia di sottopeso corre più rischi delle altre…i medici che hanno seguito la tua gravidanza sono stati degli incoscienti ad attendere l’amniocentesi…dei folli a non seguirti nella maniera corretta, degli stronzi per ciò che ti hanno fatto subire”…e poi…”Ora devi decidere cosa fare…Non hai altre strade…puoi fermarti qui, smettere di lottare, sentire il dolore finché non ti avrà logorata: vivrai lo stesso…sopravviverai e tornerai al tuo sottopeso. Oppure puoi ricominciare da te…ricostruendo te stessa, nel ricordo di tua figlia e con quanto ti ha lasciato…spetta a te decidere…” Ho pianto…tanto…perché mi sembra di annegare in tutto questo dolore, e nel vuoto che ha lasciato la mia bambina…La psichiatra continuava a ripetere il nome di mia figlia: Cristiana…come a concretizzare la sua presenza …”Il ricordo di Cristiana rimarrà per sempre con te”…mi spaventa, Claudia….mi terrorizza tutto questo …perché la verità è che NON E’ GIUSTO’!!!! NON E’ GIUSTO!!!! Non è giusto dover scegliere…non lo è …
        Dopo le lacrime, la decisione…”Io non voglio fermarmi qui…io non mi fermo qui…io non voglio fermarmi qui…lo devo a lei…e a me stessa”….
        Dalla prossima settimana si ricomincia….percorso terapeutico…incontri… lotte…vita…le tue parole, Claudia, la tua esperienza e quelle di tutte voi che mi avete dato una parola di conforto, rappresentano per me il segno di una speranza e la consapevolezza di non essere sola…
        Un abbraccio a tutte

      • Rossella la tua psichiatra ha detto cose che mi sento di sottoscrivere. Anch’io ho alle spalle una storia di anoressia con anni si terapia. Sii forte e non tornare indietro, per nessuna ragione. Cristiana ora deve essere la tua forza, il tuo faro nella notte. Perché è tua figlia. È tua figlia anche se non è con te fisicamente. Il dolore passerà, lei no. Lei sarà sempre con te. Ti abbraccio ancora più forte

  44. Sono capitato qui per caso… perché oggi ho saputo che una coppia di amici, lei al 5° mese inoltrato, è allo stesso bivio… o meglio. L’ordine è: interruzione di gravidanza. Il cuore praticamente inesistente del bambino non gli permetterebbe nemmeno di intraprendere la nascita. Mi chiedo quanta forza serva per superare un momento così; quanta tenacia per sopportare lo scorrere del tempo prima e dopo. Per questo c’è tutta la mia stima, Claudia. Per te e per loro.
    Ah, dimenticavo, anche io sono padre di una bimba di 7 mesi…..

    • Ci vuole forza, davvero tanta. Inizialmente si va, si segue un po’ quello che ci dicono di fare, si va incontro a qualcosa come meccanicamente… la forza servirà nei mesi a venire, quando l’assenza diventerà davvero dura. E’ in questo momento che voi amici potete fare molto. Probabilmente avranno difficoltà a vedere la bambina, non fategliene una colpa, se potete quando andate a trovarli lasciatela ai nonni o a qualcuno che ve la possa tenere un paio d’ore… è un percorso in salita ma se si ha qualcuno vicino è tutto più facile.
      Un abbraccio a te e uno fortissimo a loro,
      Claudia

  45. NESSUNO può permettersi di giudicare una così grande prova che la vita ti ha dato da superare… un abbraccio forte!!!

  46. Claudia anche io sono contro l’aborto ma non giudico le scelte degli altri. Io non feci l’amniocentesi due anni fa per la paura di decidere per la non vita di mio figlio. Forse in cuor mio sapevo. NOn giudico le scelte altrui però ti dico per esperienza che nel caso della trisomia 21 anche i medici e i ginecologi ne sanno poco. Non è più come un tempo. I difetti cardiaci vengono risolti e questi bambini vanno avanti con la grande forza dell’amore e tu alla tua bimba gliene avresti dato tanto, perchè non averla con te è sofferenza. Ti abbraccio e abbraccio la tua piccola. Dio la tiene tra le braccia e la culla, in attesa di restituirtela. Perdona questo mio pensiero “credente”, non ci conosciamo e forse non sei religiosa. A volte imperdonabilmente si commettono gaffe!

    • Non sono religiosa, ma in fondo non c’entra: è la delicatezza delle persone quello che conta. No, io non penso che la mia bimba sarebbe riuscita a vivere – conosco la storia di un bambino nato e morto a pochi mesi, con lo stesso problema cardiaco della mia, o di un altro bambino morto a quattro anni… io non so nemmeno se fosse trisomia 21 o magari era 18 chi lo sa? So solo che il cuore era praticamente inesistente e che in quel momento purtroppo per me era l’unica scelta possibile…
      Insomma, è così, a volte ti tocca decidere per gli altri, e non saprai mai se è la cosa giusta.
      Non ti preoccupare del pensiero credente: non è certo una gaffe. Io spero che sia così, che mia figlia sia con le altre persone della mia famiglia in un posto forse migliore…

  47. ho appena letto un libro, “nessuno sa di noi”, che tratta proprio questo argomento e davvero mi ha toccato, come le cose che scrivi qui sopra. Non oso pensare a come avrei reagito io in una situazione dle genere…nessuno può giudicare. premetto che io ho 53 e non ho figli per scelta; la maternità è una cosa che non mi appartiene e ho sempre dovuto giustificarmi del eprchè la penso così…qui in Italia c’è tanta ipocrisia e se uan dice che non vuole figli la guardano come se fosse una persona malvagia. C’è ipocrisia e demagogia. tante belle parole, poi però quando hai deiproblemi trovi poche persone che ti aiutano, per non parlare poi delle istituzioni!
    Ammiro quelle persone che hanno la forza di fare un figlio anche disabile o malato o addirittura adottarne uno così ma…. non siamo tutti uguali. Bisogna fare il passo come la propria gamba e non tutti siamo eroi o martiri.
    Un grande abbraccio a tutte.

    • Anch’io l’ho letto, finalmente qualche editore ha il coraggio di pubblicare un libro sull’argomento (anche se, mia modestissima opinione, in alcuni tratti è troppo romanzato e sfugge un po’ il dramma – ma certo, io l’ho vissuto e sono ipercritica a riguardo e non tutti comunque amano esporsi del tutto).
      Io invece ammiro le persone come te che hanno la forza e l’onestà di dire “non sono nata per essere mamma, quindi non voglio farlo”.
      Sono nata e cresciuta con idee cattoliche, perchè quello era il mio ambiente, ma ora che ho vissuto certe cose sono un po’ schifata dagli obblighi morali che questa religione impone. Non solo in tema di aborto, ma anche la donna vista solo come moglie e madre, che rovina la vita a tantissime ragazze e donne, incastrate in un ruolo che non è il loro.
      E’ come dici tu: bisogna fare il passo come la propria gamba. Qualunque passo sia.
      Ti ringrazio per le tue parole e ricambio l’abbraccio!

  48. ciao anche io ad agosto 2012 ho dovuto dire il ” si acconsento” più difficile della mia vita….la mia bambina, Emma; aveva una grave malformazione al cervello…poteva morire alla nascita o sopravvivere qualche anno attaccata ad un respiratore….ho tanto voluto questa bambina…e tuttora parlo con lei e non finisco mai di chiederle scusa. non riesco a pensare se lo rifarei…sicuramente so che perderla dopo sarebbe stato per me e tutti i miei cari ancora più difficile. Sto cercando una nuova gravidanza ma forse per tutte le paure che ho non arriva…spero solo che il mio angelo senta comunque quanto la amo…

    • Cara Fri, sono certa che ovunque sia ti sente e sa che la ami… così come sono sicura che lo sa la mia bimba. Purtroppo quando si è genitori (e tu lo sei, perchè sei mamma della tua Emma) bisogna prendere scelte difficili, e a volte la scelta è… decidere il momento in cui lasciar andare il proprio figlio. Capisco bene il tuo chiederle scusa, l’ho fatto per molto tempo, e a volte lo faccio ancora. Sii forte e non esitare a chiedere aiuto quando tutto diventa “troppo”. PS. Chiedi parere al tuo ginecologo per la nuova gravidanza, a volte sono le paure, l’ansia, il corpo che ci mette un po’ più tempo, a volte magari c’è qualcosa che si può risolvere… Ti abbraccio forte.

  49. Che fatica andare avanti… Ho avuto in passato tre aborti spontanei, ma non si può capire cosa si prova quando ti dicono:- Mi dispiace signora, l’amniocentesi non è andata bene….
    No. Non stanno parlando del mio piccolo, si sono sbagliati: Le visite fatte (ma nessun accertamento specifico) erano ottime! Il bimbo cresceva,tutto in regola. No. Il mondo mi è crollato addosso. Sindrome di Down. Perché? Avrei preferito qualcosa di grave, di incompatibile con la vita. Avevo ed ho già tre figli, un lavoro impegnativo…cosa fare? No, non me la sono sentita di andare avanti. E’ stato uno strazio; all’ospedale 13 ore di agonia e quelle maledette infermiere che ti giudicano senza sapere, senza capire… Già, troppo facile così. Anch’io ho sempre detto che non so se avrei avuto il coraggio di abortire, ma quando sei dentro alle situazioni, tutto cambia. Sei tu, la tua vita, i tuoi figli, e quel piccolino…. Prego sempre Dio che mi perdoni per quello che ho fatto; ogni sera chiedo misericordia anche a lui. E prego per tutte le mamme che come me si sono trovate in questo incubo che nessuna mamma meriterebbe di affrontare. E voi che non ci siete passati statevene zitti. Mai giudicare, mai!

    • Io penso che nessuno vorrebbe vivere un’esperienza del genere, io non ci avevo mai nemmeno pensato, poi ti trovi lì, un’ecografia o un esami fuori norma, il non saper cosa fare, il medico che ti parla di interruzione di gravidanza… e si fa, per il bene del bimbo, per il nostro, per qualunque motivo, si fa con la morte nel cuore. Chi giudica è solo un ipocrita insensibile, che alla fine dei conti non sa nemmeno di cosa parla. Il dolore, il dolore non va mai giudicato.

  50. Pingback: L’obiezione di coscienza secondo quanto mi riguarda | Claudia's blog

  51. Pingback: Parliamo di aborto terapeutico? - Sex and (the) stress

  52. Ciao Claudia, ho letto e riletto con le lacrime agli occhi il tuo post. Perchè è quello che penso, quello che purtroppo ho dovuto affrontare anche io 3 mesi fa. Mi hai aiutata, le tue parole hanno descritto perfettamente quello che sento dentro. Grazie. Se vuoi leggere la mia storia ti lascio l’indirizzo del mio blog (si chiama semplicementelena.blogspot.it).
    Un abbraccio

  53. Posso iniziare col dire che condivido pienamente ciò che hai scritto e questo perché a fine giugno ho scelto di fare un aborto terapeutico a 21 sett., il mio bimbo Federico aveva la trisonomia 18. La sofferenza e’ enorme e sensi di colpa anche ma anch’io non mi sono pentita per la mia scelta, ho due bimbi e far nascere Federico avrebbe significato fare soffrire anche loro. Voglio aggiungere solo che sono stuffa che mi si dica:”sei fortunata hai già due bei bambini” certo che lo so ma anche Federico e’ il mio bambino. Un abbraccio a tutte le mamme che come me hanno dovuto fare una scelta così atroce

    • Cara Annalisa, grazie di aver commentato il mio post. Mi spiace per la scelta che anche tu hai dovuto affrontare, hai ragione, l’avere già due figli non significa niente, perchè sono tutti nostri figli, anche quelli che non ci sono più. La vita è piena di scelte dolorose, ma questa è davvero la peggiore di tutte. Un abbraccio forte.

  54. Posso iniziare col dire che condivido pienamente ciò che hai scritto e questo perché a fine giugno ho abch’io scelto di fare un aborto terspeutico, il mio bimbo Federico aveva la trisonomia 18. La sofferenza e’ enorme e sensi di colpa anche ma anch’io non mi sono pentita per la mia scelta, ho due bimbi e far nascere Federico avrebbe significato fare soffrire anche loro. Voglio aggiungere solo che sono stuffa che mi si dica:”sei fortunata hai già due bei bambini” certo che lo so ma anche Federico e’ il mio bambino. Un abbraccio a tutte le mamme che come hanno dovuto fare una scelta così atroce.

  55. Io parlo ogni giorno con il mio bambino. E gli dico che la sua mamma e il suo papà lo hanno voluto e amato tanto da non riuscire a non scegliere. Hanno scelto di non permettere all’anomalia cromosomica che lo aveva devastato nel corpo di causargli immani sofferenze, una brevissima vita infarcita di ospedali, una nascita già in agonia. Sono passati tanti anni, il peso di questa dolorosa scelta ci ha segnato, ci ha provato. Ma oggi penso che lo rifarei , pur sapendo di perdere tanto nel farlo e dovendo ogni giorno confrontarmi con me stessa e con il vuoto che la perdita del mio bambino mi ha lasciato.

  56. Vorrei comunque dirti, con la massima delicatezza possibile, che strutture e persone che aiutano in questi casi a portare avanti la gravidanza, anche dal punto di vista strettamente materiale (soldi, per intenderci) ci sono, e sono capillari sul territorio, nonostante siano continuamente ostacolate, e che i loro volontari vengano offesi ed insultati. Mi dispiace che, al momento di decidere, tu non le abbia incontrate, o non abbia incontrato nessuno che te le abbia indicate.

    • Nessuno mi ha spinto in una direzione, anzi mi avevano anche detto che avrei potuto far adottare la mia bimba (cosa che onestamente non avrei comunque fatto). Il fatto è che la sua vita sarebbe stata segnata di interventi (il primo a cuore aperto alla nascita, non nel mio ospedale, la cui riuscita si attestava intorno al 40%) e se anche questi fossero andati bene… non sarebbe probabilmente arrivata a compiere cinque anni. Forse neanche uno. E come avrebbe vissuto? In ospedale, la maggior parte del tempo.
      Io personalmente non me la sono sentita. Non le avrei dato “vita” ma sofferenza…
      Diverso il caso di una “semplice” sindrome cromosomica: lì sarebbe stato difficile scegliere, in qualunque caso.
      Dove sono io comunque strutture non ce n’è. Conosco solo un’associazione e non so, non mi ispira grande fiducia. Penso di capire che tu sia un/a volontario/a… un “mestiere” che ammiro molto. In questo mio sfogo mi sono un po’ scagliata contro gli obiettori di coscienza (mi spiace dirlo, ma a volte sono queste persone che lasciano le madri che scelgono l’aborto sole con il dolore e le riempiono di sguardi di disprezzo) e le persone “bigotte” (bigotte, non cristiane, che è diverso) che mi circondano…

      • PS. Con questo non voglio screditare la tua buona fede e probabilmente anche generosità, è solo che mi vedo circondata da tanta ipocrisia, e sono convinta che le persone che mi hanno mal giudicata sono le stesse che mi avrebbero compatita nel caso la bimba fosse nata viva…

    • Ci saranno pure queste strutture capillari sul territorio a cui tu fai riferimento, ma saranno davvero ostacolate perché nessuno che io conosco e che ha dovuto affrontare questa problematica le ha mai incontrate, anzi, ha incontrato solo pregiudizi…

  57. Non ci puoi fare niente… Come hai detto tu, solo chi l’ha vissuto sulla propria pelle lo può capire…
    Ignorali beatamente, la gente ignorante ignoranza deve ricevere in cambio…
    Un abbraccio

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