A testa in giù

Fa così caldo che l’unica cosa che si può fare oltre andare al mare è pensare.
Sognare.
E’ incredibile cosa ci dicano i nostri sogni. A saperli capire prima…
Mi giro e mi rigiro nel letto, capendo che mi sto svegliando… e invece no, voglio stare così, tenergli la mano, sentire che mi è vicino. In un modo che non è fisico, in un modo che non è amore. Nell’unico modo che vorrei adesso: in un modo rassicurante. E Salvo accanto a me, ascoltando avidamente le sue parole, sapendo già che poi gli chiederò cosa mi è stato detto.
Salvo è il mio ammortizzatore. Anche nella realtà.
Quando mi vengono date brutte notizie, io tendo a non ascoltare. Tendo a lanciare messaggi con gli occhi. A ripetermi cose che poi manco mi ricordo.
Salvo invece sa ascoltare. E come un ruminante, macina le parole fino a farmele arrivare già masticate. Più facili da mandare giù.
Così nel sogno io gli tengo le mani e lui ascolta le sue parole.
Sento dei calli, un segno ruvido in un carattere morbidissimo. Un leggero rimproverlo per averlo tradito. Ma poi non lo so neanch’io come ci sono finita dall’altro collega. E infatti gli spiego che poi in realtà sono venuta a controllare che mi avesse detto una cosa giusta. Perchè mi fido solo di lui.
E poi una mamma con sei figli capitati. Che si lamenta. Non mi interessa se è amica di questo o di quello, le dico che esistono le precauzioni. Per favore di non farmi questo discorso.
Gioia, come stai?
A momenti su, a momenti giù.
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