Una parvenza di normalità

Stanotte non sono riuscita ad addormentarmi pensando al contatore dell’acqua – perchè lasciar perdere? Lo so che poi ci rimarrò male, ma devo andare a fare un po’ di casino all’ufficio idrico, fino a quando questa cosa si risolverà. E devo imparare a usare i nomi grossi, visto che a quanto pare le poche persone in regola sono riuscite nell’impresa grazie a conoscenze. Non voglio pagare a forfait, io di acqua ne consumo pochissima! E poi ho comprato un contatore nuovo, per quale motivo dovrei tenerlo a marcire? Perchè hanno perso le carte dopo che Salvo s’è preso quattro giorni di ferie per una banalissima richiesta di intervento?
No comment.
Come al solito in questi casi, mi trovo a rimpiangere la vecchia caotica ma ordinata Milano. E il piccolo comune di Bovisio, dove tutto funziona molto velocemente. Da quanto mi ricordo.
Per fortuna poi mi sono addormentata. Ma non credo di aver avuto un sonno tranquillo. Avevo una fame orribile.
Stamattina… qualcosa di magico: la solita nausea e poi, più niente. Ne approfitto per dare una mano a Salvo, che per me sta lavorando sia al negozio che a casa. Pulisco i fornelli, l’aspirapolvere ormai piena, le finestre, persino la doccia. Faccio un poco di polvere e mi sento momentaneamente “normale”.
E non so perchè, ma ho come la sensazione ora, che il piccolo sia in realtà una piccola. Inizio a sentire una specie di connessione. Al di là del vomito, al di là della debolezza.
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