Aborto terapeutico

Sembrerà strano e stonato che io, che ho appena avuto una bimba, mi metta a parlare di quest’argomento così tabù che cercando in rete si trovano solo notizie risalenti al 2008 e prima.

Ne voglio parlare lo stesso. Ne voglio parlare perchè se anche il mio blog non è sicuramente il più letto, qualcuno forse passerà e leggerà. Non opinioni isteriche di cattolici e pseudo-amanti della vita, ma un’opinione di una persona che si è sempre detta contro l’aborto come “contraccettivo” ma pro-libertà di scelta, poichè ogni donna possa decidere per la propria vita, in base alla propria esperienza, al proprio vissuto, e alla propria condizione.

Cos’è l’aborto terapeutico?

Innanzitutto: non è eugenetica.

Ero al quinto mese quando mi hanno mostrato un cuore pressochè inesistente all’interno della cassa toracica di mia figlia Nicole. Nicole, avevà già un nome, un volto, un posto nella nostra vita. Cercata e voluta, amata sin dal primo istante.

Ma quel cuore, e quella sospetta diagnosi di trisomia (quale non abbiamo accertato), non le davano molte possibilità di vita.

All’ecografia di controllo, l’ecocardiografia per la precisione, il silenzio ci ha stretto nella sua morsa di morte. Le lacrime mi scendevano sulla faccia mentre sentivo il dottore (non il mio ginecologo: lo specialista) sussurrare “Eh sì… mi dispiace, signora”. Mentre sentivo il rumore sordo di mio marito accasciarsi sulla sedia lì vicino. Non riuscivo a parlare, a chiedere. In fondo per quel poco che ho studiato lo vedevo anch’io che quel cuore non funzionava.

Insomma, una decina di minuti dopo, il dottore chiama il mio ginecologo e gli spiega la situazione, sottolineando il fatto che si vedeva anche chiaramente il fatto che la bimba aveva anche qualche sindrome cromosica, per via della faccia vagamente triangolare. Quando ha messo giù il telefono, io ero vuota di pensieri. Qualche giorno prima ci avevo provato a immaginarmi con una figlia down. Io e mio marito avevamo 25 anni, un progetto di casa, un terreno lì lì per essere acquistato, un solo lavoro, uno stipendio sotto la media. Cosa avrebbe comportato una figlia down? Chi ci avrebbe aiutato? I miei sono a Milano, a più di mille chilometri da qui: io sono sola e lui lavora. Mi sono immaginata i vicini ipocriti e bastardi e mi sono sentita improvvisamente troppo piccola, ma soprattutto ho capito che i nostri sogni finivano lì. I soldi sarebbero serviti tutti per la bimba. Niente più casa, niente più viaggi, niente più giovinezza.

Poi il dottore mette giù il telefono.

Signora, le devo spiegare la situazione. Sua figlia ha una grave malformazione cardiaca, il che comporta che dovrà essere operata a cuore aperto alla nascita, ed essere sempre seguita negli anni, nel caso in cui sopravvivesse. Le percentuali di riuscita dell’operazione sono circa al 50%. Inoltre ha una sindrome cromosomica, la cosa migliore potrebbe rivelarsi la sindrome di Down. Questa bimba non arriverà comunque all’età adulta, e nel caso in cui decidesse di partorire dobbiamo programmare un cesareo a Catania.

E poi, può ancora abortire.

Quella parola, un’eco nel mio cuore.

Appena l’ha detto ho saputo che l’avrei fatto.

Mi asciugavo le lacrime silenziose che scendevano anche se volevo farmi vedere forte. Fuori tuonava, come un presagio.

La mia vita s’è interrotta lì.

Cosa avrei dovuto decidere? Cosa avrei dovuto fare?

Come si può una qualunque persona intromettere nella mia vita, nella nostra vita, e decidere che quella bambina doveva nascere?

Sarebbero stati più felici a vederla morire durante il parto? Sarebbe stato meglio? Loro che si dicono dalla parte della natura, avrebbe preferito un cesareo programmato? Un’operazione a cuore aperto, che per chi non sa sui bimbi viene fatta con pochissima anestesia? Una morte sotto i ferri?

Io non mi esprimo a favore, oppure contro. Io mi esprimo per la libertà di scelta.

Perchè le stesse persone che vorrebbero abolire l’aborto terapeutico, e l’aborto più in generale, sono le stesse che prontamente spariscono quando i soldi finiscono, visto che lo Stato in realtà non c’è quando hai un figlio con un grave handicap. E te la devi smazzare da solo, rivolgendoti a chi può aiutarti, in modo lecito o meno lecito. Quelle stesse persone sono quelle che ti sorridono per strada e poi pensano “Menomale che non è capitato a me”.

Nessuno ha il diritto di entrare nelle scelte che si fanno per i propri figli, e per se stessi. E’ una scelta egoistica evitare tutto quel dolore a una bimba che non sarebbe mai neanche arrivata a compiere cinque anni? E che avrebbe conosciuto solo ospedali e sale operatorie?

Se lo è, l’ho fatta. Ho sensi di colpa che mi straziano ogni giorno, ma non sono pentita.

Economicamente forse non avrei neanche potuto aiutarla. Un giorno sarebbero finiti i soldi per prendere gli aerei, e quelli non te li paga nessuno. E allora forse le avrei dovuto dire “Scusami Nicole, ma la mamma non ti può far operare questa volta”.

Ora, l’aborto terapeutico non è una legge. Non è una passeggiata. Non è una scelta presa a cuor leggero.

L’aborto terapeutico è una forbice che taglia in due la vita di una coppia.

Lasciamo da parte il dolore del parto indotto, il dolore fisico in fondo è quello che ci permette di andare avanti, perchè offusca quello che stiamo facendo.

L’aborto terapeutico è una cicatrice che non guarisce mai. Una domanda senza fine.

Ma una domanda che solo chi ha preso questa decisione può porsi. Nessuno, e ripeto: nessuno, può permettersi di entrare nel merito della questione se non l’ha provato sulla propria pelle.

Ammiro e un po’ invidio le persone che hanno un figlio disabile e che lo amano e che lo rispettano e che riescono a dargli una vita dignitosa. Ma sono poche. E forse, chi lo sa, guardandosi allo specchio, e rispondendo solo a se stessi, avrebbero preferito che non fosse successo.

Non chiedo molto. Chiedo solo di chiudere le mille bocche ipocrite che ancora alzano la voce senza sapere cosa dicono. Che di gente che soffre ce n’è già abbastanza a questo mondo.

Ma di aiuti, aiuti veri e sinceri, pochi.

43 risposte a “Aborto terapeutico

  1. cara claudia ho letto tutto d’un fiato …sono le stesse parole che hanno pronunciato le mie labbra …lo dico a chi mi sta accanto …forse lo dico a me stessa …da mercoledi sono nel tuo stesso incubo alla premorfologica prima della amniocentesi mi hanno comunicato con il dispiacere negli occhi , che la bimba nel mio ventre non sta bene non hanno ancora dato un nome ma i molteplici valori indicano qualcosa di grave e raro.cosi è iniziato il calvario che è solo all’inizio stiamo nella fase in cui non sai cosa ma sai che tutto porterà all’aborto terapeutico e allora al dolore si innesca la paura perchè so che questo percorso oltre a lacerarmi l anima sarà anche ostacolato e giudicato da coloro che pur avendo una preparazione senza alcun diritto hanno abbandonato donne nel dolore e nel momento piu difficile, negli attimi che resteranno indelebili e che inevitabilmente hanno cambiato la loro esistenza… pensare che io sono anche in accordo con la loro opinione perchè lo so che sarò io a togliere la vita a mia figlia sarò io che tutta la vita pagherò per questo..ma i motivi che mi portano a questo quelli no non sono opinabili se non da chi ha messo al mondo una bambina con la stessa patologia di mia figlia e che afferma che questo gesto sia stata la scelta giusta per entrambe…vorrei tanto che qualcuno affermi questo… ora ho solo tanta paura ma non del dolore fisico che proverò ma di tutto il resto ,so che ne uscirò ho un marito e una meravigliosa bimba che mi danno tutti i motivi…ma so che non tornerò più la stessa non che non sia convinta della mia scelta lo sono perchè so che sarebbe una bambina con una vita(nel migliore dei casi)piena di dolore e sofferenza e non potrei sopportarlo sono sicuramente egoista lo sono per me e per la bambina che già popola la mia vita ..ma non ho ne coraggio ne forza per fare una scelta diversa o forse il mio coraggio sta nella scelta che sto facendo …ma anche questo non può affermarlo nessuno!

    • È molto complicato trovarsi nella nostra situazione, Veronica, non farti colpe, non aggiungete dolore al dolore. Dio mio, è terribile, li ricordo quei giorni! Sii forte, abbraccia, tieniti stretta a chi ti ama. Io non giudico la scelta che farai, non avrei espresso opinioni nemmeno nel caso in cui fossi venuta qui a dirmi che avresti portato a termine la gravidanza: ci sono scelte d’amore incomprensibili agli occhi di chi non le vive. E questa è una di quelle: decidere di negare una vita di sofferenze ai nostri figli.
      Sì, è qualcosa che ti porterai sempre dentro, ma piano piano al dolore si unirà la consapevolezza di aver scelto secondo amore. Egoismo? Non lo so. Vivi questi giorni con lei tentando di stabilire un contatto, cerca di creare bei ricordi prima di salutarla. Ti abbraccio immensamente…

  2. Elisa Calamante

    Ciao Claudia, vagando per il web mi sono imbattuta nel tuo blog e leggendo di questa tua dolorosa esperienza mi sono sentita di scrivere per raccontare la mia… qualche giorno fa ho subito un raschiamento per aborto interno alla 17esima settimana di un bimbo/a che (come sapevamo già da più di un mese) era affetto da una malformazione cromosomica ( trisomia 21) accompagnata purtroppo da altri gravi problemi, per cui ci avevano prospettato sin da subito che sarebbe stato difficilissimo arrivare al parto e che molto ptobabilmente si sarebbe concluso tutto in utero…. ma nn sapevamo fino a quale settimana il cuoricino avrebbe continuato a battere. Io e mio marito ci siamo trovati a fare una scelta opposta alla tua ma sin da subito convinta e condivisa fino in fondo da entrambi. Abbiam deciso di tenerlo con noi fin quando per lui/lei sarebbe stato possibile e così è stato… molti penseranno: per fortuna si è interrotta presto…. e io invece questo nn l’ho mai pensato… il pensiero di averlo/a li nella pancia con me mi faceva cmq stare bene… è mio figlio/a comunque esso/a sia.
    Questa è semplicemente la mia esperienza, magari diversa dalla vostra ma è cmq la MIA…. l’ho voluta scrivere perchè ho vissuto la vostra stessa condizione e quindi so cosa si prova e quanto si soffre…
    Ognuno deve assolutamente essere libero di pensarla come meglio crede…. nn critico assolutamente nessuna di voi xchè sono convinta abbiate sofferto tantissimo, tanto che io lo percepisco il vostro come un dolore insormontabile, che io nn avrei mai saputo gestire.
    Un abbraccio

    • Grazie Elisa, grazie davvero per aver condiviso tutto questo con me. Io ammiro e rispetto la vostra scelta, trovo che siate stati forti e coraggiosi, e capisco bene che il dolore che proviate sia immenso. Perdere un figlio è sempre drammatico, sia quando si è preparati (ma come si può esserlo davvero?) sia quando si sceglie per lui. Vi abbraccio forti, voi due e il vostro angelo. Grazie davvero, hai fatto bene a scrivermi.

  3. Grazie Claudia e fri per le parole di conforto… oggi torno a casa dalla luce dei miei occhi… il mio primo bimbo, il cui solo pensiero mi ha aiutata tanto ad andare avanti e allo stesso tempo mi ha fatto sentire una madre a metà, perchè tornerò da lui senza la sua sorellina … spero solo che lei possa perdonarmi visto che io non ci riuscirò tanto facilmente. Un abbraccio.

    • Io scrivevo lettere alla mia piccolina, le chiedevo spesso perdono e le raccontavo tutto quello che sentivo. Era un modo per dimostrarle il mio amore nonostante tutto. Non sei una mamma a metà: sei la mamma di due splendidi bimbi, uno qui fisicamente e l’altra qui nel cuore. Prenditi del tempo per accettare questo lutto, perchè è un lutto a tutti gli effetti, prenditi tempo e respira quando ti sentirai mancare la terra sotto i piedi, ma non metterti in croce. Amala portandola nel cuore…

    • Cara Alem, leggo e rileggo le tue parole intrise di dolore e la ferita dentro brucia ancor di più. Il nostro incubo e’ cominciato davanti ad un eco quando il medico ci dice, senza fronzoli e duramente, ” la bambina ha una malformazione cardiaca. Ha una tetralogia di Fallot” , come se noi avessimo dovuto sapere cos era..così dal nome…il cuore della nostra bambina di 22 settimane era gravemente malformato…nella migliore delle ipotesi avrebbe subito un intervento a cuore aperto appena nata…ma quando desideri così tanto tua figlia, quando hai già imparato a vivere con lei le tue giornate, anche quell ipotesi, così dura ti sembra accettabile, pur di stringerla a te…ma…la migliore delle ipotesi non e per noi poveri mortali. Così il giorno successivo i risultati Dell amniocentesi hanno rivelato la presenza di una rara trisomia nella mia piccina: cromosoma 5 a mosaico…nessuno conosce bene la cosa e comincia il calvario tra medici e genetisti , le ricerche in piena notte…di cosa, poi? …di una speranza che non e’ arrivata…sono entrata in ospedale il 4 febbraio…ho partorito mia figlia il 5 mattina con un dolore all anima più forte di quello fisico…il mio compagno accanto a me…tutto il tempo..fino all ultimo istante della nostra bambina…non sei sola…il dolore e’ atroce…rinunciamo al nostro diritto di essere madri per liberare i nostri figli da una non vita di sofferenza…se passera’ mai….non lo so…non lo so…e mi chiedo ogni giorno che sarà di me ora che vorrei soltanto non sentire più…
      Un abbraccio
      Rossella

      • è proprio vero…queste piccole creature anche se non sono qui con noi ti cambiano la vita. da quando ho perso la mia Emma quasi due anni fa mi rendo conto di essere una persona diversa. Ora cara Rossella è dura…..il tempo ti aiuterà ma soprattutto ti aiuterà la tua creatura….mantieni vivo il rapporto con Lei…io parlo con la mia Emma ogni giorno e la sento costantemente parte di me.
        La vita ci mette a dura prova ma vedrai un giorno sarai nuovamente serena….stringerai un’ altra creatura ma comunque consapevole che da ora sei e sarai per sempre la mamma di quella piccola bimba…ch non vedi fisicamente ma che ti conosce nel profondo.
        Se posso darti un consiglio dopo la perdita mi sono rivolta ad una psicologa che mi ha aiutato davvero molto….non chiuderti nel tuo dolore…ti abbraccio forte….

      • Condivido il tuo consiglio Fri: anch’io ho fatto alcune sedute da uno psicologo. Mi serviva per buttare fuori il dolore invece che lasciarmi logorare dal dentro…

  4. Mi sono imbattuta nel tuo blog proprio questa sera, questa sera cosi buia e triste e incomprensibile per me… sono qui in un letto d’ ospedale e domattina dovró affrontare quello che per tua sfortuna hai saputo descrivere cosi bene… 15 settimane fa scoprivo di questa seconda e bellissima attesa. Pochi prima che questo nuovo anno cominciasse é arrivato il primo colpo forte al cuore… c’era una malformazione visibile nell’eco della tn, cosi nel giro di due giorni villocentesi e una girandola di emozioni,pareri,pensieri…c’é però anche una speranza: mi dicono che é presto e che ad un successivo controllo potrebbe non esserci più nulla… allora aspettiamo, col cuore in gola e pochi giorni fa l’eco tanto temuta con chirurghi esperti che, ahimé, confermano il problema… neanche il tempo di farsi attraversare da un milione di considerazioni che arriva anche la telefonata del genetista: le temute tre trisomie le avevamo giá escluse con la risposta rapida, ma la cultura presenta problemi ad un altro cromosoma,il che unito al problema ecografico non faceva presagire nulla di rassicurante… ed ora,dopo mille telefonate, tra cui un colloquio con l’unico ginecologo non obiettore della struttura che mi invita placidamente ad andare altrove (alla faccia del non obiettore) …eccomi la sera prima di subire questo atroce distacco, la sera prima di dire addio alla mia piccola, che per estrema e insensata sfortuna sento muovere in questo momento…. eccomi a leggere le tue parole e a pensare almeno di non essere sola,di non essere pazza o crudele se spero ancora di non impazzire, di svegliarmi e scoprire che era solo un orrendo incubo… Grazie a te e a chi come te non giudica…

    • Non sei sola,siamo in tante ad aver vissuto questo incubo. Ho voluto scriverne proprio per non lasciare sole le persone che come me vanno affrontato questa tragica esperienza. Purtroppo come tutte le cose “al limite” non si può giudicare se non le si conosce… che dirti? Ti abbraccio fortissimo, con dolore e la massima comprensione, Claudia

    • mi spiace tanto alem per quello che oggi stai affrontando….ogni volta rivivo quel brivido sulla pelle…non sei sola, ci siamo noi, altre mamme che condividono il tuo dolore e soprattutto il tuo angioletto che credimi ti sarà sempre accanto proprio come io percepisco la mia piccolina.
      Un grande abbraccio…col cuore….

      • Grazie Fri per le tue parole… penso che sia importante sentire sostegno in questo momento,per Alem e per chi passerà da qui. Un abbraccio anche a te e un pensiero al tuo angioletto…

    • Cara Alem, leggo e rileggo le tue parole intrise di dolore e la ferita dentro brucia ancor di più. Il nostro incubo e’ cominciato davanti ad un eco quando il medico ci dice, senza fronzoli e duramente, ” la bambina ha una malformazione cardiaca. Ha una tetralogia di Fallot” , come se noi avessimo dovuto sapere cos era..così dal nome…il cuore della nostra bambina di 22 settimane era gravemente malformato…nella migliore delle ipotesi avrebbe subito un intervento a cuore aperto appena nata…ma quando desideri così tanto tua figlia, quando hai già imparato a vivere con lei le tue giornate, anche quell ipotesi, così dura ti sembra accettabile, pur di stringerla a te…ma…la migliore delle ipotesi non e per noi poveri mortali. Così il giorno successivo i risultati Dell amniocentesi hanno rivelato la presenza di una rara trisomia nella mia piccina: cromosoma 5 a mosaico…nessuno conosce bene la cosa e comincia il calvario tra medici e genetisti , le ricerche in piena notte…di cosa, poi? …di una speranza che non e’ arrivata…sono entrata in ospedale il 4 febbraio…ho partorito mia figlia il 5 mattina con un dolore all anima più forte di quello fisico…il mio compagno accanto a me…tutto il tempo..fino all ultimo istante della nostra bambina…non sei sola…il dolore e’ atroce…rinunciamo al nostro diritto di essere madri per liberare i nostri figli da una non vita di sofferenza…se passera’ mai….non lo so…non lo so…e mi chiedo ogni giorno che sarà di me ora che vorrei soltanto non sentire più…
      Un abbraccio
      Rossella

      • Cara Rossella… dover scegliere per la vita (o non vita) dei nostri figli è qualcosa di atroce, qualcosa che mai nessuno dovrebbe sperimentare. Eppure noi abbiamo dovuto farlo, contro tutti a volte, appoggiati oppure dimenticati… perchè il resto del mondo non capisce e troppo spesso anzi giudica. Noi no. Noi donne come te, mamme come te, ci stringiamo insieme nel dolore delle altre, sapendo bene che esperienze del genere cambiano per sempre la vita. Ora tutto quello che senti è il vuoto immenso, vorresti non sentire… ma vedrai che piano piano riuscirai a tenere vivo l’amore che univa te alla tua bimba, e riuscirai a fare in modo che la sua piccola vita abbia avuto un senso. Cambierai profondamente. Tua figlia ti ha reso madre, anche se non è più qui con noi. Tua figlia sarà per sempre con te. Ti stringo forte, Claudia

      • Grazie Claudia…Grazie Fri…la mia storia, complicata come la vostra, incomprensibile e spesso atroce si scontra con i miei mille sensi di colpa…terza gravidanza…2 aborti spontanei…e la speranza, il sogno e il desiderio che quella data cerchiata sul calendario diventasse l’inizio di una nuova vita per me e la fine di un passato segnato dal dolore…ieri sono stata dalla mia psichiatra…quella che mi ha tenuto in cura per ben 7 anni e che mi ha salvato dal buio dell’anoressia…due anni fa la guarigione, la mia, e il ritorno alla vita e ai sogni…lo scorso dicembre sono corsa dal mio “angelo custode”, quella dura, esasperante e tenace donna che rappresenta la “mia finestra di realtà” e che raccoglie i cocci del mio dolore porgendomeli tra le mani, affinché io possa re-incollarli e ricominciare. Sono corsa da lei prima di Natale, per comunicarle la mia notizia…lei mi abbraccia, mi stringe forte, e mi ripete “I tuoi occhi sono felici, ora”…non avrei mai pensato che a distanza di poco più di un mese sarei tornata in quella stanza col cuore e la mente infranti…Mi ha detto: ” Chi ha avuto una storia di sottopeso corre più rischi delle altre…i medici che hanno seguito la tua gravidanza sono stati degli incoscienti ad attendere l’amniocentesi…dei folli a non seguirti nella maniera corretta, degli stronzi per ciò che ti hanno fatto subire”…e poi…”Ora devi decidere cosa fare…Non hai altre strade…puoi fermarti qui, smettere di lottare, sentire il dolore finché non ti avrà logorata: vivrai lo stesso…sopravviverai e tornerai al tuo sottopeso. Oppure puoi ricominciare da te…ricostruendo te stessa, nel ricordo di tua figlia e con quanto ti ha lasciato…spetta a te decidere…” Ho pianto…tanto…perché mi sembra di annegare in tutto questo dolore, e nel vuoto che ha lasciato la mia bambina…La psichiatra continuava a ripetere il nome di mia figlia: Cristiana…come a concretizzare la sua presenza …”Il ricordo di Cristiana rimarrà per sempre con te”…mi spaventa, Claudia….mi terrorizza tutto questo …perché la verità è che NON E’ GIUSTO’!!!! NON E’ GIUSTO!!!! Non è giusto dover scegliere…non lo è …
        Dopo le lacrime, la decisione…”Io non voglio fermarmi qui…io non mi fermo qui…io non voglio fermarmi qui…lo devo a lei…e a me stessa”….
        Dalla prossima settimana si ricomincia….percorso terapeutico…incontri… lotte…vita…le tue parole, Claudia, la tua esperienza e quelle di tutte voi che mi avete dato una parola di conforto, rappresentano per me il segno di una speranza e la consapevolezza di non essere sola…
        Un abbraccio a tutte

      • Rossella la tua psichiatra ha detto cose che mi sento di sottoscrivere. Anch’io ho alle spalle una storia di anoressia con anni si terapia. Sii forte e non tornare indietro, per nessuna ragione. Cristiana ora deve essere la tua forza, il tuo faro nella notte. Perché è tua figlia. È tua figlia anche se non è con te fisicamente. Il dolore passerà, lei no. Lei sarà sempre con te. Ti abbraccio ancora più forte

  5. Sono capitato qui per caso… perché oggi ho saputo che una coppia di amici, lei al 5° mese inoltrato, è allo stesso bivio… o meglio. L’ordine è: interruzione di gravidanza. Il cuore praticamente inesistente del bambino non gli permetterebbe nemmeno di intraprendere la nascita. Mi chiedo quanta forza serva per superare un momento così; quanta tenacia per sopportare lo scorrere del tempo prima e dopo. Per questo c’è tutta la mia stima, Claudia. Per te e per loro.
    Ah, dimenticavo, anche io sono padre di una bimba di 7 mesi…..

    • Ci vuole forza, davvero tanta. Inizialmente si va, si segue un po’ quello che ci dicono di fare, si va incontro a qualcosa come meccanicamente… la forza servirà nei mesi a venire, quando l’assenza diventerà davvero dura. E’ in questo momento che voi amici potete fare molto. Probabilmente avranno difficoltà a vedere la bambina, non fategliene una colpa, se potete quando andate a trovarli lasciatela ai nonni o a qualcuno che ve la possa tenere un paio d’ore… è un percorso in salita ma se si ha qualcuno vicino è tutto più facile.
      Un abbraccio a te e uno fortissimo a loro,
      Claudia

  6. NESSUNO può permettersi di giudicare una così grande prova che la vita ti ha dato da superare… un abbraccio forte!!!

  7. Claudia anche io sono contro l’aborto ma non giudico le scelte degli altri. Io non feci l’amniocentesi due anni fa per la paura di decidere per la non vita di mio figlio. Forse in cuor mio sapevo. NOn giudico le scelte altrui però ti dico per esperienza che nel caso della trisomia 21 anche i medici e i ginecologi ne sanno poco. Non è più come un tempo. I difetti cardiaci vengono risolti e questi bambini vanno avanti con la grande forza dell’amore e tu alla tua bimba gliene avresti dato tanto, perchè non averla con te è sofferenza. Ti abbraccio e abbraccio la tua piccola. Dio la tiene tra le braccia e la culla, in attesa di restituirtela. Perdona questo mio pensiero “credente”, non ci conosciamo e forse non sei religiosa. A volte imperdonabilmente si commettono gaffe!

    • Non sono religiosa, ma in fondo non c’entra: è la delicatezza delle persone quello che conta. No, io non penso che la mia bimba sarebbe riuscita a vivere – conosco la storia di un bambino nato e morto a pochi mesi, con lo stesso problema cardiaco della mia, o di un altro bambino morto a quattro anni… io non so nemmeno se fosse trisomia 21 o magari era 18 chi lo sa? So solo che il cuore era praticamente inesistente e che in quel momento purtroppo per me era l’unica scelta possibile…
      Insomma, è così, a volte ti tocca decidere per gli altri, e non saprai mai se è la cosa giusta.
      Non ti preoccupare del pensiero credente: non è certo una gaffe. Io spero che sia così, che mia figlia sia con le altre persone della mia famiglia in un posto forse migliore…

  8. ho appena letto un libro, “nessuno sa di noi”, che tratta proprio questo argomento e davvero mi ha toccato, come le cose che scrivi qui sopra. Non oso pensare a come avrei reagito io in una situazione dle genere…nessuno può giudicare. premetto che io ho 53 e non ho figli per scelta; la maternità è una cosa che non mi appartiene e ho sempre dovuto giustificarmi del eprchè la penso così…qui in Italia c’è tanta ipocrisia e se uan dice che non vuole figli la guardano come se fosse una persona malvagia. C’è ipocrisia e demagogia. tante belle parole, poi però quando hai deiproblemi trovi poche persone che ti aiutano, per non parlare poi delle istituzioni!
    Ammiro quelle persone che hanno la forza di fare un figlio anche disabile o malato o addirittura adottarne uno così ma…. non siamo tutti uguali. Bisogna fare il passo come la propria gamba e non tutti siamo eroi o martiri.
    Un grande abbraccio a tutte.

    • Anch’io l’ho letto, finalmente qualche editore ha il coraggio di pubblicare un libro sull’argomento (anche se, mia modestissima opinione, in alcuni tratti è troppo romanzato e sfugge un po’ il dramma – ma certo, io l’ho vissuto e sono ipercritica a riguardo e non tutti comunque amano esporsi del tutto).
      Io invece ammiro le persone come te che hanno la forza e l’onestà di dire “non sono nata per essere mamma, quindi non voglio farlo”.
      Sono nata e cresciuta con idee cattoliche, perchè quello era il mio ambiente, ma ora che ho vissuto certe cose sono un po’ schifata dagli obblighi morali che questa religione impone. Non solo in tema di aborto, ma anche la donna vista solo come moglie e madre, che rovina la vita a tantissime ragazze e donne, incastrate in un ruolo che non è il loro.
      E’ come dici tu: bisogna fare il passo come la propria gamba. Qualunque passo sia.
      Ti ringrazio per le tue parole e ricambio l’abbraccio!

  9. ciao anche io ad agosto 2012 ho dovuto dire il ” si acconsento” più difficile della mia vita….la mia bambina, Emma; aveva una grave malformazione al cervello…poteva morire alla nascita o sopravvivere qualche anno attaccata ad un respiratore….ho tanto voluto questa bambina…e tuttora parlo con lei e non finisco mai di chiederle scusa. non riesco a pensare se lo rifarei…sicuramente so che perderla dopo sarebbe stato per me e tutti i miei cari ancora più difficile. Sto cercando una nuova gravidanza ma forse per tutte le paure che ho non arriva…spero solo che il mio angelo senta comunque quanto la amo…

    • Cara Fri, sono certa che ovunque sia ti sente e sa che la ami… così come sono sicura che lo sa la mia bimba. Purtroppo quando si è genitori (e tu lo sei, perchè sei mamma della tua Emma) bisogna prendere scelte difficili, e a volte la scelta è… decidere il momento in cui lasciar andare il proprio figlio. Capisco bene il tuo chiederle scusa, l’ho fatto per molto tempo, e a volte lo faccio ancora. Sii forte e non esitare a chiedere aiuto quando tutto diventa “troppo”. PS. Chiedi parere al tuo ginecologo per la nuova gravidanza, a volte sono le paure, l’ansia, il corpo che ci mette un po’ più tempo, a volte magari c’è qualcosa che si può risolvere… Ti abbraccio forte.

  10. Che fatica andare avanti… Ho avuto in passato tre aborti spontanei, ma non si può capire cosa si prova quando ti dicono:- Mi dispiace signora, l’amniocentesi non è andata bene….
    No. Non stanno parlando del mio piccolo, si sono sbagliati: Le visite fatte (ma nessun accertamento specifico) erano ottime! Il bimbo cresceva,tutto in regola. No. Il mondo mi è crollato addosso. Sindrome di Down. Perché? Avrei preferito qualcosa di grave, di incompatibile con la vita. Avevo ed ho già tre figli, un lavoro impegnativo…cosa fare? No, non me la sono sentita di andare avanti. E’ stato uno strazio; all’ospedale 13 ore di agonia e quelle maledette infermiere che ti giudicano senza sapere, senza capire… Già, troppo facile così. Anch’io ho sempre detto che non so se avrei avuto il coraggio di abortire, ma quando sei dentro alle situazioni, tutto cambia. Sei tu, la tua vita, i tuoi figli, e quel piccolino…. Prego sempre Dio che mi perdoni per quello che ho fatto; ogni sera chiedo misericordia anche a lui. E prego per tutte le mamme che come me si sono trovate in questo incubo che nessuna mamma meriterebbe di affrontare. E voi che non ci siete passati statevene zitti. Mai giudicare, mai!

    • Io penso che nessuno vorrebbe vivere un’esperienza del genere, io non ci avevo mai nemmeno pensato, poi ti trovi lì, un’ecografia o un esami fuori norma, il non saper cosa fare, il medico che ti parla di interruzione di gravidanza… e si fa, per il bene del bimbo, per il nostro, per qualunque motivo, si fa con la morte nel cuore. Chi giudica è solo un ipocrita insensibile, che alla fine dei conti non sa nemmeno di cosa parla. Il dolore, il dolore non va mai giudicato.

  11. Pingback: L’obiezione di coscienza secondo quanto mi riguarda | Claudia's blog

  12. Pingback: Parliamo di aborto terapeutico? - Sex and (the) stress

  13. Ciao Claudia, ho letto e riletto con le lacrime agli occhi il tuo post. Perchè è quello che penso, quello che purtroppo ho dovuto affrontare anche io 3 mesi fa. Mi hai aiutata, le tue parole hanno descritto perfettamente quello che sento dentro. Grazie. Se vuoi leggere la mia storia ti lascio l’indirizzo del mio blog (si chiama semplicementelena.blogspot.it).
    Un abbraccio

  14. Posso iniziare col dire che condivido pienamente ciò che hai scritto e questo perché a fine giugno ho scelto di fare un aborto terapeutico a 21 sett., il mio bimbo Federico aveva la trisonomia 18. La sofferenza e’ enorme e sensi di colpa anche ma anch’io non mi sono pentita per la mia scelta, ho due bimbi e far nascere Federico avrebbe significato fare soffrire anche loro. Voglio aggiungere solo che sono stuffa che mi si dica:”sei fortunata hai già due bei bambini” certo che lo so ma anche Federico e’ il mio bambino. Un abbraccio a tutte le mamme che come me hanno dovuto fare una scelta così atroce

    • Cara Annalisa, grazie di aver commentato il mio post. Mi spiace per la scelta che anche tu hai dovuto affrontare, hai ragione, l’avere già due figli non significa niente, perchè sono tutti nostri figli, anche quelli che non ci sono più. La vita è piena di scelte dolorose, ma questa è davvero la peggiore di tutte. Un abbraccio forte.

  15. Posso iniziare col dire che condivido pienamente ciò che hai scritto e questo perché a fine giugno ho abch’io scelto di fare un aborto terspeutico, il mio bimbo Federico aveva la trisonomia 18. La sofferenza e’ enorme e sensi di colpa anche ma anch’io non mi sono pentita per la mia scelta, ho due bimbi e far nascere Federico avrebbe significato fare soffrire anche loro. Voglio aggiungere solo che sono stuffa che mi si dica:”sei fortunata hai già due bei bambini” certo che lo so ma anche Federico e’ il mio bambino. Un abbraccio a tutte le mamme che come hanno dovuto fare una scelta così atroce.

  16. Io parlo ogni giorno con il mio bambino. E gli dico che la sua mamma e il suo papà lo hanno voluto e amato tanto da non riuscire a non scegliere. Hanno scelto di non permettere all’anomalia cromosomica che lo aveva devastato nel corpo di causargli immani sofferenze, una brevissima vita infarcita di ospedali, una nascita già in agonia. Sono passati tanti anni, il peso di questa dolorosa scelta ci ha segnato, ci ha provato. Ma oggi penso che lo rifarei , pur sapendo di perdere tanto nel farlo e dovendo ogni giorno confrontarmi con me stessa e con il vuoto che la perdita del mio bambino mi ha lasciato.

  17. Vorrei comunque dirti, con la massima delicatezza possibile, che strutture e persone che aiutano in questi casi a portare avanti la gravidanza, anche dal punto di vista strettamente materiale (soldi, per intenderci) ci sono, e sono capillari sul territorio, nonostante siano continuamente ostacolate, e che i loro volontari vengano offesi ed insultati. Mi dispiace che, al momento di decidere, tu non le abbia incontrate, o non abbia incontrato nessuno che te le abbia indicate.

    • Nessuno mi ha spinto in una direzione, anzi mi avevano anche detto che avrei potuto far adottare la mia bimba (cosa che onestamente non avrei comunque fatto). Il fatto è che la sua vita sarebbe stata segnata di interventi (il primo a cuore aperto alla nascita, non nel mio ospedale, la cui riuscita si attestava intorno al 40%) e se anche questi fossero andati bene… non sarebbe probabilmente arrivata a compiere cinque anni. Forse neanche uno. E come avrebbe vissuto? In ospedale, la maggior parte del tempo.
      Io personalmente non me la sono sentita. Non le avrei dato “vita” ma sofferenza…
      Diverso il caso di una “semplice” sindrome cromosomica: lì sarebbe stato difficile scegliere, in qualunque caso.
      Dove sono io comunque strutture non ce n’è. Conosco solo un’associazione e non so, non mi ispira grande fiducia. Penso di capire che tu sia un/a volontario/a… un “mestiere” che ammiro molto. In questo mio sfogo mi sono un po’ scagliata contro gli obiettori di coscienza (mi spiace dirlo, ma a volte sono queste persone che lasciano le madri che scelgono l’aborto sole con il dolore e le riempiono di sguardi di disprezzo) e le persone “bigotte” (bigotte, non cristiane, che è diverso) che mi circondano…

      • PS. Con questo non voglio screditare la tua buona fede e probabilmente anche generosità, è solo che mi vedo circondata da tanta ipocrisia, e sono convinta che le persone che mi hanno mal giudicata sono le stesse che mi avrebbero compatita nel caso la bimba fosse nata viva…

    • Ci saranno pure queste strutture capillari sul territorio a cui tu fai riferimento, ma saranno davvero ostacolate perché nessuno che io conosco e che ha dovuto affrontare questa problematica le ha mai incontrate, anzi, ha incontrato solo pregiudizi…

  18. Non ci puoi fare niente… Come hai detto tu, solo chi l’ha vissuto sulla propria pelle lo può capire…
    Ignorali beatamente, la gente ignorante ignoranza deve ricevere in cambio…
    Un abbraccio

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