Aborto terapeutico

Sembrerà strano e stonato che io, che ho appena avuto una bimba, mi metta a parlare di quest’argomento così tabù che cercando in rete si trovano solo notizie risalenti al 2008 e prima.

Ne voglio parlare lo stesso. Ne voglio parlare perchè se anche il mio blog non è sicuramente il più letto, qualcuno forse passerà e leggerà. Non opinioni isteriche di cattolici e pseudo-amanti della vita, ma un’opinione di una persona che si è sempre detta contro l’aborto come “contraccettivo” ma pro-libertà di scelta, poichè ogni donna possa decidere per la propria vita, in base alla propria esperienza, al proprio vissuto, e alla propria condizione.

Cos’è l’aborto terapeutico?

Innanzitutto: non è eugenetica.

Ero al quinto mese quando mi hanno mostrato un cuore pressochè inesistente all’interno della cassa toracica di mia figlia Nicole. Nicole, avevà già un nome, un volto, un posto nella nostra vita. Cercata e voluta, amata sin dal primo istante.

Ma quel cuore, e quella sospetta diagnosi di trisomia (quale non abbiamo accertato), non le davano molte possibilità di vita.

All’ecografia di controllo, l’ecocardiografia per la precisione, il silenzio ci ha stretto nella sua morsa di morte. Le lacrime mi scendevano sulla faccia mentre sentivo il dottore (non il mio ginecologo: lo specialista) sussurrare “Eh sì… mi dispiace, signora”. Mentre sentivo il rumore sordo di mio marito accasciarsi sulla sedia lì vicino. Non riuscivo a parlare, a chiedere. In fondo per quel poco che ho studiato lo vedevo anch’io che quel cuore non funzionava.

Insomma, una decina di minuti dopo, il dottore chiama il mio ginecologo e gli spiega la situazione, sottolineando il fatto che si vedeva anche chiaramente il fatto che la bimba aveva anche qualche sindrome cromosica, per via della faccia vagamente triangolare. Quando ha messo giù il telefono, io ero vuota di pensieri. Qualche giorno prima ci avevo provato a immaginarmi con una figlia down. Io e mio marito avevamo 25 anni, un progetto di casa, un terreno lì lì per essere acquistato, un solo lavoro, uno stipendio sotto la media. Cosa avrebbe comportato una figlia down? Chi ci avrebbe aiutato? I miei sono a Milano, a più di mille chilometri da qui: io sono sola e lui lavora. Mi sono immaginata i vicini ipocriti e bastardi e mi sono sentita improvvisamente troppo piccola, ma soprattutto ho capito che i nostri sogni finivano lì. I soldi sarebbero serviti tutti per la bimba. Niente più casa, niente più viaggi, niente più giovinezza.

Poi il dottore mette giù il telefono.

Signora, le devo spiegare la situazione. Sua figlia ha una grave malformazione cardiaca, il che comporta che dovrà essere operata a cuore aperto alla nascita, ed essere sempre seguita negli anni, nel caso in cui sopravvivesse. Le percentuali di riuscita dell’operazione sono circa al 50%. Inoltre ha una sindrome cromosomica, la cosa migliore potrebbe rivelarsi la sindrome di Down. Questa bimba non arriverà comunque all’età adulta, e nel caso in cui decidesse di partorire dobbiamo programmare un cesareo a Catania.

E poi, può ancora abortire.

Quella parola, un’eco nel mio cuore.

Appena l’ha detto ho saputo che l’avrei fatto.

Mi asciugavo le lacrime silenziose che scendevano anche se volevo farmi vedere forte. Fuori tuonava, come un presagio.

La mia vita s’è interrotta lì.

Cosa avrei dovuto decidere? Cosa avrei dovuto fare?

Come si può una qualunque persona intromettere nella mia vita, nella nostra vita, e decidere che quella bambina doveva nascere?

Sarebbero stati più felici a vederla morire durante il parto? Sarebbe stato meglio? Loro che si dicono dalla parte della natura, avrebbe preferito un cesareo programmato? Un’operazione a cuore aperto, che per chi non sa sui bimbi viene fatta con pochissima anestesia? Una morte sotto i ferri?

Io non mi esprimo a favore, oppure contro. Io mi esprimo per la libertà di scelta.

Perchè le stesse persone che vorrebbero abolire l’aborto terapeutico, e l’aborto più in generale, sono le stesse che prontamente spariscono quando i soldi finiscono, visto che lo Stato in realtà non c’è quando hai un figlio con un grave handicap. E te la devi smazzare da solo, rivolgendoti a chi può aiutarti, in modo lecito o meno lecito. Quelle stesse persone sono quelle che ti sorridono per strada e poi pensano “Menomale che non è capitato a me”.

Nessuno ha il diritto di entrare nelle scelte che si fanno per i propri figli, e per se stessi. E’ una scelta egoistica evitare tutto quel dolore a una bimba che non sarebbe mai neanche arrivata a compiere cinque anni? E che avrebbe conosciuto solo ospedali e sale operatorie?

Se lo è, l’ho fatta. Ho sensi di colpa che mi straziano ogni giorno, ma non sono pentita.

Economicamente forse non avrei neanche potuto aiutarla. Un giorno sarebbero finiti i soldi per prendere gli aerei, e quelli non te li paga nessuno. E allora forse le avrei dovuto dire “Scusami Nicole, ma la mamma non ti può far operare questa volta”.

Ora, l’aborto terapeutico non è una legge. Non è una passeggiata. Non è una scelta presa a cuor leggero.

L’aborto terapeutico è una forbice che taglia in due la vita di una coppia.

Lasciamo da parte il dolore del parto indotto, il dolore fisico in fondo è quello che ci permette di andare avanti, perchè offusca quello che stiamo facendo.

L’aborto terapeutico è una cicatrice che non guarisce mai. Una domanda senza fine.

Ma una domanda che solo chi ha preso questa decisione può porsi. Nessuno, e ripeto: nessuno, può permettersi di entrare nel merito della questione se non l’ha provato sulla propria pelle.

Ammiro e un po’ invidio le persone che hanno un figlio disabile e che lo amano e che lo rispettano e che riescono a dargli una vita dignitosa. Ma sono poche. E forse, chi lo sa, guardandosi allo specchio, e rispondendo solo a se stessi, avrebbero preferito che non fosse successo.

Non chiedo molto. Chiedo solo di chiudere le mille bocche ipocrite che ancora alzano la voce senza sapere cosa dicono. Che di gente che soffre ce n’è già abbastanza a questo mondo.

Ma di aiuti, aiuti veri e sinceri, pochi.

90 risposte a “Aborto terapeutico

  1. Sono distrutta…devastata…svuotata…ho fatto un aborto terapeutico alla 18 settimana per una trisomia 2. Sono passati 10 giorni ma sto così male…nessuno può capire quanto. Solo chi come me ha fatto questa scelta così atroce può capire quanto sia stato difficile scegliere di non dare alla luce il mio piccolo che custodivo gelosamente nel mio grembo….il dolore mi strazia…

    • Cara Terry… per ora puoi solo resistere, il dolore ti fa mancare l’aria e puoi solo aspettare che calmi un po’. La ferita non guarirà mai del tutto, perché hai perso tuo figlio e perdere un figlio é la cosa peggiore che possa succedere. Ti abbraccio forte, Claudia

      • E’ stato un anno duro, questa gravidanza mi sembrava quasi un sogno …una ricompensa ai dolori provati ma come un sogno e’ svanito…
        Dopo 7 anni di matrimonio senza figli, due anni e 4 tentativi di fecondazione ho avuto la grandissima gioia di diventare mamma di due stupendi gemelli, maschio e femmina, che ora hanno 17 mesi. Mi sono dedica totalmente a loro rimandando anche la ripresa lavorativa. Quando avevano 6 mesi ho avuto un linfoma x cui ho fatto 4 mesi di chemioterapia e un mese di radioterapia. Sono rimasta incinta spontaneamente proprio durante questo mese. Purtroppo forse non era destino che il mio piccolo crescesse sano…forse non sono più così giovane…ma ho sperato fino all’ultimo che tutto potesse andare bene…

      • Cara Terry la tua storia lascia senza fiato. A dolore altro dolore… é davvero ingiusto. Stringi forte i tuoi figli e vai avanti per loro… nessuno potrà lenire il tuo dolore ma loro potranno donarti sorrisi e amore. Ti abbraccio virtualmente… sii forte, ancora di più.

      • Grazie x le tue parole. Solo i miei figli e mio marito mi danno la forza di riprendermi e spero dopo questa terribile esperienza di essere una mamma ancor più attenta ai bisogni dei miei figli ed una moglie ancor più vicina a mio marito. Anche se lui non ha vissuto come me le 13 ore du travaglio, il vomito continuo ed il successivo intervento di raschiamento so che almeno psicologicamente e’ molto provato. Io sto cercando di riprendermi ma in questi pochi momenti di solitudine mi ritrovo a pensare al mio piccolo e ogni volta che canto una ninna nanna, in fondo al mio cuore, la canto anche x lui, chiedendogli scusa x non essere stata abbastanza forte e coraggiosa di accoglierlo nella mia vita….vorrei stringerlo forte e dirgli che l’amo immensamente…ma forse lui mi ha già perdonato esa che la sua mamma gli vorrà sempre bene…

      • Anch’io provavo queste sensazioni quando un anno e mezzo dopo ho partorito Noemi… la guardavo sorridere e pensavo a Nicole, osservavo ogni sua piccola crescita e pensavo a Nicole. Ora la porto con me al cimitero (ma non riesco ad andarci spesso… ci siamo trasferiti) e lei mi chiede spesso della sua sorellina. Io ho scelto di raccontare di lei per far sì che almeno il suo ricordo rimanga vivo.
        Il dolore pian piano si assopisce, accetti, metabolizzi… ma avrai sempre dubbi sulla scelta, ti sentirai sempre un po’ “indegna” ma non é così. Scegliere il male minore… questo forse abbiamo fatto. Ed é straziante.
        E sì, credo che da oggi sarai una madre migliore, più consapevole.
        Per me é stato così, Nicole ha lasciato una lunga scia. E così sarà per il tuo bimbo.

  2. Ciao, sono capitata qui cercando informazioni sul tema trattato. Mi fa male il cuore leggere tutte queste storie, tutto questo dolore: non li merita nessuno e nessuno ha il diritto di giudicare. Bisogna passarci per capire. Io ho 36 anni e vorrei un figlio. In famiglia non ci sono malattie ereditarie ma io ho l’endometriosi e sono anche affetta da sclerosi multipla ma grazie al cielo sto bene. Le mie malattie non precludono la gravidanza (anche se l’endometriosi la rende più difficile da realizzare) ma mi pongo delle domande: se avessi un figlio e dovesse avere dei problemi, con la sclerosi (da cui non si guarisce) come potrei prendermene cura? Su chi potrei contare?Richiederebbe un dispendio doppio di energie e di stress, io crollerei e la mia malattia prenderebbe il sopravvento. Non potrei tenerlo. Per lui e per me. E non potrei nemmeno caricare di oneri il mio compagno. Molte donne con i miei problemi fanno figli. Ma la decisione è difficile. Un figlio lo desidero ma se avesse dei problemi che gli renderebbero la vita un inferno, non credo che ci penserei 2 volte: non lo terrei. Anche se non ho vissuto le vostre esperienze, comprendo le vostre decisioni e ritengo che scegliere l’aborto terapeutico, non sia un modo per scappare dalle responsabilità, ma la scelta coraggiosa di mamme che non vogliono far soffrire i loro piccoli.

    • Grazie Liliana per la tua profonda testimonianza. Credo che tu stia vivendo un tormento nel prendere una decisione… sai fin troppo bene quello che molte di noi hanno solo immaginato. Ora non so bene ma… con la fecondazione assistita (certo dovresti prendere questa via) forse hai diritto alla diagnosi preimpianto? Vorrebbe però dire optare per la fecondazione assistita. Ti auguro con tutto il cuore di non dover passare per una scelta così tormentata. Grazie di essere passata a portare la tua testimonianza, é molto preziosa. Un abbraccio!

  3. Ciao Claudia, mi chiamo Laura e anch’io purtroppo so cosa vuol dire affrontare un’aborto terapeutico,
    ho dovuto decidere per la vita di mia figlia in una settimana… dopo la morfologica alla 20 settimana è stato scoperto che Matilde aveva una malformazione al cervello….Certo lei poteva essere compatibile con la vita…ma che vita avrebbe avuto? Ritardo psicomotorio, epilessia, autismo nel minore dei casi…Non era questo che volevo per lei, non questa sofferenza da portare per sempre.
    A 22 settimane, dopo 21 ore ore di travaglio, il 16 maggio 2014 è nata/morta la mia bambolina.
    So il dolore che si prova, la sensazione di sentirti profondamente svuotata, le lacrime che offuscano la mente giorno e notte e continuamente chiedersi perché, perché, perché a noi, perché alla mia bambina?
    Ma poi bisogna iniziare a convivere con il dolore e cercare di renderlo costruttivo; ogni volta che penso a lei, sorrido e non piango più; forse in questi quasi sei mesi mi ha aiutato a essere una persona migliore, lei è sempre con me, nel mio cuore, nelle mie giornate, nei miei pensieri; le scrivo e le parlo, la rendo partecipe di ogni nostro momento e se guardo in alto, lassù in questo cielo, so che il mio angelo mi protegge.
    Sono orgogliosa di essere stata la sua mamma e lo sarò sempre.

    Laura

    • Sii orgogliosa di essere la sua mamma, certo che devi! Mi spiace che anche tu abbia dovuto provare questo dolore, è davvero orribile dover decidere per i nostri figli… in questione di vita o di morte. Il vuoto che lasciano è immenso e rimane un segno dentro di noi che mai guarirà del tutto. Però loro ci insegnano, e sì, credo ci rendano migliori. Ci fanno capire il valore della vita, credo. Per me è così.
      Un abbraccio!

      • Grazie Claudia, grazie per le tue parole. Sei una grande mamma e sono consapevole che i tutti e tre i tuoi figli siano orgogliosi di te, di come affronti la vita e di come affronti ogni giorni il tuo lutto.
        I tuoi pensieri aiutano tutte noi che abbiamo vissuto questa atroce esperienza a sentirci meno sole, un’ incoraggiamento alla vita da prendere d’esempio.

        Laura

      • Laura GRAZIE per queste tue parole… arrivano in un mio personale momento di sconforto e sapere che almeno scrivendo posso essere d’aiuto a qualcuno, specie in un momento delicato come quello che conosciamo fin troppo bene, mi fa sentire bene. Davvero, grazie con tutto il cuore.

  4. Gent.le Claudia sono la mamma di Sabrina che è stata ricoverata questa mattina per un aborto terapeutico al quinto mese di gravidanza…mia figlia ha fatto di tutto per poter essere mamma….cure e inseminazione..purtroppo arrivata sempre solo alla quinta settimana….finalmente rimane incinta naturalmente…grande sofferenza per tre mesi per una nausea fortissima….ma la gioia di veder superare le cinque settimane è immensa…anche se con i piedi per terra viste le esperienze precedenti…non ha fatto l’amniocentesi per non correre rischi di perdere il bimbo..si un maschietto…Federico…..ha fatto la morfologica due volte…translucenza nucale..un esame del sangue costoso..e tutto procedeva bene
    due giorni fa ha rifatto la morfologica…e il cervello del piccolo Federico non si è sviluppato se non in piccolissima parte…e non so altro perchè mia figlia non riesce a parlarne….lei e il suo compagno sono disperati….mi dica qualcosa per favore..siamo tutti distrutti….ho paura per ora e soprattutto per il dopo grazie

    • Cara Maria, dirle qualcosa di sensato è impossibile. Il dolore che entrambi dovranno affrontare è immenso e non si può placare. Quello che bisogna fare è stare vicino, senza essere invadenti ma senza mai dimenticare Federico, anche nei prossimi mesi o anni… il gesto d’amore più grande è ricordare sempre che Federico c’è, è esistito e occuperà sempre un posto nel cuore di tutti. Purtroppo il dolore va vissuto, voi potete donare il vostro amore, il vostro tempo, i vostri abbracci ma è la coppia che poi vive la vera assenza. Sarà un vero e proprio lutto e come tale avrà bisogno di tempo e pazienza per essere superato, specialmente visto il percorso che già sua figlia aveva fatto per rimanere incinta. Immagino sia devastata. Se può, le stia vicina anche durante il travaglio, ne avrà bisogno. Da parte mia vi mando un abbraccio grandissimo, non è molto, lo so, ma di fronte a tanto dolore a volte si rimane impotenti…

  5. Ciao claudia è da tanto che ti seguo e finalmente oggi sono pronta per scriverti!!il 15 ottobre del 2013 al 5 mese di gravidanza ho lasciato andare mio figlio per una grave malformazione al cervello e altre gravi complicanze..la scelta più devastante di tutta la mia vita..ma che vita avrebbe avuto?un vegetale questa è la risposta che mi hanno dato!!la mia unica fortuna è che in quella situazione ho trovato dei dottori comprensivi che non mi hanno giudicato..poi il mio pilastro Mio Marito l uomo della mia vita, senza lui penso che sarei morta!!anche mio padre, mia madre sempre vicini a me…mi sono rialzata piano piano stavo meglio, per così dire, e il mese scorso scopro di essere nuovamente incinta felicissima perché il termine era uguale ad Angelo (il mio bimbo) e due giorni fa un’altra botta in faccia..l’ho perso!!ho pensato fosse una punizione dall’alto…come è ingiusta la vita!!ho solo 28 anni e mi sento che la vita mi ha voltato le spalle!!però ho promesso ad Angelo che sarò forte e il sogno di mamma non svanirà anche se la paura è tanta!!complimenti per il tuo blog mi emoziona tantissimo quello che scrivi..e scusa se sono stata lunga ma avevo bisogno di sfogarmi con qualcuna che potesse capirmi..perché solo chi ci è passato può capire veramente!!grazie di cuore claudia ti abbraccio forte

    • Oh Alessia che brutta storia, ti abbraccio forte! A dirla tutta anch’io dopo Nicole ero rimasta incinta ma l’avevo perso dopo un paio di settimane (probabilmente era solo un uovo cieco ma la botta è stata enorme lo stesso). E’ terribile doversi fare forza continuamente per poter raggiungere il proprio sogno, ma tu hai accanto delle persone che ti sostengono (come è successo a me) quindi non lasciarti andare. Angelo ti accompagnerà per sempre, ci sarà in ogni tua decisione, in ogni momento… e sì, lui vorrebbe vederti felice quindi continua a provare e ti auguro di riuscire presto a diventare mamma!

      • Hai proprio ragione..farsi forza continuamente è dura!!anche perché ci avevo creduto tanto in questa nuova gravidanza!però come dici tu devo essere forte per mio marito, per i miei genitori!!dicono che prima o poi il sole esce..io spero di abbracciarlo presto questo sole. Grazie per le tue parole

      • Non bisogna smettere di sperare mai. Credo che alla fine sia importante pensare di poter ritrovare il sole… se no tanto vale. Ora lo fai per loro, piano piano riuscirai a farlo per te stessa. In bocca al lupo! Ti mando un abbraccio fortissimo!

  6. hai pienamente ragione, chi non ci è passata non può capire…. una cicatrice che non guarirà mai

    • È sempre lì, ed è peggio quando oltre al tuo dolore c’è chi ti giudica senza sapere…

      • Mi viene da urlare ogni volta che mi dicono : ‘ sono cose che succedono… Siete giovani… A me è successo che ero di due mesi,eppure non sono rimasta a casa un mese,dopo 3 giorni sono rientrata, che vuoi che sia…’ La gente non capisce e non ha l’intelligenza per capire cosa dire e cosa no…

      • Siete giovani, ora ne fate un altro. Sì perché se ti muore un figlio e sei giovane basta farne un altro e superi il lutto…
        Allucinante.

  7. Mamma di bimba disabile. Hai tutto il mio rispetto e condivido in pieno tutto quello che hai detto ( soprattutto nella parte di ” non ti aiuta nessuno e devi pagati tutto da te”). 504 euro al mese per creature bisognose di assistenza h24 sono un insulto! Sono bravi a parlare del valore della vita ma nessuno si propone per fare una delle famose mille notti in ospedale o si offre di aiutarti per davvero e non a parole. Io amo la mia bambina, non mi fraintendere, ma se mi avessero chiesto di scegliere col cavolo che avrei scelto una vita di merda per lei. E badate bene, ho detto per lei, non per me. Perciò non farti nemmeno gli scrupoli di coscienza…sei stata molto più mamma in questo modo: hai regalato al tuo bimbo una non esistenza di dolore e sofferenze. E al diavolo chi fa finta che non sia così, si consola con l’aria fritta. Chiaramente una volta nati questi bimbi sono la cosa più bella al mondo per una madre ma tu che hai avuto la fortuna di saperlo prima sei stata ancora più fortunata. Dormi serena la notte, nessuno nell’intero universo visibile e non visibile ti giudicherà.

    • Serena, grazie. Grazie grazie grazie. Quello che mi hai scritto per la prima volta mi fa sentire meno egoista. Capisco quello che dici, so che se Nicole fosse nata l’avrei amata più della mia stessa vita ma sarebbe stato terribile vivere quello che mi stai raccontando, specialmente la solitudine e l’impotenza. Non so come ringraziarti per la tua sincerità. Un grande abbraccio a te e a tua figlia, di cuore.

    • Molto felice per questa ragazza ma ogni storia è diversa e non si abortisce per divertimento. Probabilmente non hai nemmeno letto la mia storia. Arrivederci.

      • Tra l’altro, vent’anni fa non esistevano le tecniche ecografiche di adesso per cui fare paralleli mi sembra anche piuttosto banale, oltre che supponente. Non si capisce cosa tu volessi dire con il tuo commento, o meglio, sottindere. Probabilmente solo uno sterile giudizio morale.

      • Ciao Claudia. veramente ho letto il tuo articolo con interesse. E non volevo sottendere niente. Solo condividere una storia. Ascolto le persone e racconto le loro storie nel mio blog, e questa dava un punto di vista sul tema di cui hai parlato. Non sottintendo moralismi né giudizi (positivi o negativi) al tuo articolo, non mi permetterei mai di giudicare la vita di altre persone, anzi ciò che faccio è proprio raccontarla. Mi dispiace tu abbia inteso in questo modo

      • Se è così mi spiace per l’irruenza della mia risposta, purtroppo come vedi sono scelte che si prendono con dolore e dato alcuni commenti moralisti ricevuti in passato per me è naturale ormai partire sulla difensiva. Avevo sentito di sfuggita la notizia che hai raccontato ed è qualcosa che fa sempre riflettere. Per quanto i medici diano conferme delle malformazioni e della gravità delle stesse c’è sempre quel “e se si fossero sbagliati?” che riecheggia nella mente di ognuna di noi che ha abortito. È un tema scottante, un po’ come l’eutanasia, solo che troppo spesso noi donne siamo giudicate a priori e questo fa sì che il tuo commento mi abbia portato a pensare che volessi colpevolizzare la mia scelta. Mi spiace di aver frainteso il tuo intento.

      • Cara Claudia, sono 2 giorni che penso a te, proponendomi di scriverti, e, rinviando, puntualmente, questo momento, presa da un senso di inadeguatezza e di “pudore” …perché io sono “un’ estranea” …ma da estranea “spio” la tua vita, dal giorno in cui mi sono imbattuta nel tuo blog, confusa dal dolore e dai rimorsi, terrorizzata dall’impotenza e dalla consapevolezza di dovere vivere per sempre con un vuoto incolmabile…quello della mancanza della mia bambina. Da quel giorno ho cominciato a leggere…di te, della tua vite, delle storie al parco con i tuoi bambini, dei tuoi dolori, dei tuoi dubbi, come delle tue gioie…forse perché ti ho sentita simile a me…o semplicemente perché quel giorno, quando ti ho scritto del mio aborto e della mia anoressia, mi hai risposto con sincerità, senza nascondere le tue esperienze…per questo penso a te da 2 giorni…penso al tuo 12 giugno di 5 anni fà…e penso alle tue scelte coraggiose e consapevoli…quelle che ti hanno portato ad essere una madre “vera” e ad affermare il proprio “essere” senza rimpianti. Leggo le tue storie, provando un forte senso di ammirazione…non sono certa che sarei in grado di fare altrettanto: pur desiderando profondamente dei figli, non credo che sarei in grado di rinunciare al mio lavoro, ad esempio…forse, perché è stato il lavoro a salvarmi nel periodo più buio della mia vita e non l’amore (quello è arrivato soltanto dopo)…e perciò, ti trovo unica e speciale… perché hai raggiunto quell’equilibrio che in tante, in milioni, non raggiungeranno mai: l’equilibrio con se stesse e il proprio modo di “sentire”…oggi ti scrivo…2 giorni dopo…per ricordarti che hai lasciato un segno indelebile dentro me…con le tue parole…e con il tuo cuore…grazie…Rossy

      • Grazie Rossella… le tue parole mi scaldano il cuore, ma davvero tanto. Non sei un’estranea, voglio dire, alla fine sono davvero molte le cose che ci accumunano e se anche la vita è diversa per ognuna di noi, ci sono delle somiglianze che in qualche modo fanno sì che io non ti percepisca come un’estranea. Anch’io ho spesso senso del pudore e di inadeguatezza quando vorrei scrivere a qualuno che non conosco nella realtà ma che mi ha suscitato le stesse emozioni che ho suscitato io in te, ma poi lo faccio, scrivo e mi dico, mal che vada non risponde. Bè, Rossella hai fatto benissimo a scrivermi e non sentirti estranea o inadeguata perchè non lo sei. E credo che forse io sono già arrivata al mio piccolo traguardo di essere sicura di me stessa, ma ci sono voluti anni, scivoloni, rabbia e lacrime e quindi perchè non dovresti arrivare anche tu allo stesso punto? E’ passato poco da quando hai perso la tua bimba, quel vuoto è ancora troppo forte per poterlo sviscerare, per poter capire che forse i sensi di colpa non guariranno mai ma si può lo stesso andare avanti con dignità e con amore verso se stesse. Io mi faccio mille domande, a volte mi giudico con cattiveria, ma poi mi chiedo che senso ha, adesso, colpevolizzarmi o pensare di aver sbagliato. Mi attacco forte ai motivi che mi hanno portato alle mie scelte, tutte le mie scelte, e capisco che in fondo non sono stata una sprovveduta e non sono superficiale per cui… ma se anche fosse stata la paura, sono umana. E se anche avessi sbagliato, sono umana. Si impara da tutto. Ma ci vuole molto tempo. Io non mi voglio nascondere proprio per quello che mi scrivi: ho continuato questo blog proprio perchè volevo arrivare al cuore della gente, volevo in qualche modo essere d’aiuto a chi avrebbe affrontato la mia esperienza. E quando qualcuno mi scrive le bellissime parole che mi hai scritto, io mi sento spinta ad andare avanti. Ho fatto scelte lavorative diverse dalle tue, ma alla fine è perchè ero in una situazione diversa dalla tua: chissà cos’avrei scelto se avessi avuto un lavoro prima di rimanere incinta. Probabilmente, come tutti, non lo avrei lasciato. Il mio è un coraggio un po’ “paraculo” (lo dico ridendo) perchè alcune cose sono capitate e ho semplicemente trovato il modo di vederle da una prospettiva diversa. Ci sono mille modi di essere: ognuno è giusto, ognuno è il proprio, dettato dal qui e ora. Grazie davvero Rossella, sei stata carinissima a scrivermi, ti mando un abbraccio fortissimo!

    • Ieri ho letto l’articolo…come avrei non potuto farlo? La mia Cristiana sarebbe nata proprio il 9 giugno, se non avessi interrotto la sua vita, e in parte la mia, alla 23esima settimana di gravidanza. Avrei voluto rispondere subito, ma non ne ho avuto la forza…e sono rimasta a chiedermi tutto il giorno quante vite disperate e sofferenti dovrebbero esserci per una sola Eugenia…si perché i miracoli sono rari e, forse, allietano soltanto la vita degli “eletti nella grazia di Dio”…non quella dei comuni mortali…noi, i mortali, ci affidiamo ai dati clinici e sulla base di quelli siamo chiamati a decidere caricandoci di responsabilità e dolore. Se avessi creduto in un miracolo, mia figlia sarebbe nata con una trisomia a mosaico del cromosoma 5, una grave malformazione cardiaca, aberrazioni fisiche e chissà cosa altro…sarebbe entrata immediatamente in sala operatoria e se ne fosse mai uscita viva, si sarebbe dovuta sottoporre a tanti altri interventi, per condurre una vita solo lontanamente normale…questo ci sarebbe stato per lei…non ho creduto in un miracolo…a l’autopsia, che ho richiesto ha confermato, ogni cosa…Quante vite come quella della mia Cristiana dovrebbero esserci per una sola Eugenia?! Capisco pienamente Claudia e le sue risposte animate…non si tratta di fraintendere posizioni diverse dalle nostre…ma di dar voce ad un dolore che rimane dentro per sempre… ognuna di noi si domanda “ma se…ma se fossi andata avanti?…ma se non avessi abortito?”…le sfere magiche non esistono…e non possiamo affidarci a storie come quelle di Eugenia…come un malato di cancro non può sperare nella guarigione quando gli iniettano acqua nelle vene, spacciandola per chissà quale cura magica…le vere testimonianze? beh…quelle di bambini nati per scelta materna…che lottano per sopravvivere perché la “Natura” è stata poco benevola con loro…quelli che sorridono anche quando non possono correre come gli altri…sono tanti…milioni…sono la realtà…il mondo dei “non miracolati”

      • Grazie Rossella. Non aggiungo parole perché sei stata perfetta tu. Ti mando un grosso abbraccio. PS. Nicole sarebbe dovuta nascere il 12 giugno di cinque anni fa…

  8. Ciao anchio purtroppo ho dovuto vivere l’esperienza della mia vita!!!!un aborto terapeutico a19 settimane io a differenza di molte almeno per gli esami che mi sono stati fatti e aspetto ancora gli esami istologici la mia principessina stava bene il suo cuore ha continuato a battere fino a quando quella puntura non gli ha fermato il cuoricino la mia principessa non aveva possibilità di sopravvivere perché mi si sono rotte le membrane e sono rimasta senza liquido amniotico c’è lo messa tutta per salvare la mia piccolina ma nn c’è lo fatta molto probabilmente quasi sicuramente il sacco era infettato infatti avevo gli indici infiammatori alti e anche i globuli bianchi nonostante la cura di antibiotico che sono rientrati subito dopo l aborto!!! Il dolore fisico passa ma quello di perdere un figlio mai!!!ho una gran colpa dentro al cuore quella di aver deciso io è mio marito di far smettere di battere quel cuoricino!!!siamo stati obbligati perché a quelle settimane c’erano pochissime speranze e molti rischi per me!!!!so che non è stata colpa mia se si è rotto il sacco se questa infezione continuava a peggiorare!!!so solo che già a 8 settimane c’era qualcosa che non andava continuavo ad avere sempre perdite ematiche e ho fatto 5 mesi di letto ma non mi importava ne avrei fatto anche 9 se fosse servito ad aiutare la mia piccolina però purtroppo non è servito!!!sto male mi sento in colpa ed ho tanta paura che possa risuccedere!!!!tutti mi dicono che si vede che Dio ha voluto così ma mio caro Dio se hai voluto così perché ho dovuto decidere io perché se doveva andare così non è successo tutto all’inizio!!!sarei stata male lo stesso ma almeno non avrei dovuto affrontare un vero e proprio travaglio e parto per partorire la mia principessa morta!!!quando ho partorito ho sperato di sentirla piangere quella bambina anche se Sapevo che sarebbe stato impossibile!!!tutti mi dicono sei giovane hai 23 anni hai tutta la vita davanti a te si lo so ma io amavo e volevo lei la mia piccola greta pia così la abbiamo battezzata è un dolore che non si dimenticherà mai !!!voi almeno sapevate ke i vostri bimbi non avrebbero avuto futuro anche la mia non lo avrebbe avuto perché senza liquido non si sarebbe potuta muovere e quindi sarebbe nata con problemi neurologici iperplasia polmonare e seri problemi di articolazioni però fino a quelle settimane la mia bambina stava bene ed io non ho potuto fare nulla per salvarla!!!

    • Cara Marianna, nessuna di noi poteva avere la certezza che i bimbi non sarebbero sopravvissuti: ci sono malattie che si sa per certo che non danno futuro ma ad esempio nel mio caso non era così. La mia bimba avrebbe potuto sopravvivere, in non si sa quale percentuale, e magari sarebbe arrivata a quattro o cinque anni chissà. E’ un po’ il senso di colpa che poi ci portiamo dietro. Capisco lo strazio che stai provando, partorire un bambino che non è già più qui è terribile, è qualcosa che non si dimenticherà mai. Il dolore bisogna affrontarlo tutto, viverlo sino in fondo, sino all’ultima lacrima, e poi piano piano ricominciare a pensare che Greta era con voi, che ha sentito il tuo amore, ti ha insegnato qualcosa anche con la sua morte… devi portarla con te sempre, fare in modo che il suo essersene andata non sia inutile.
      Ci vuole una forza estrema per affrontare tutto adesso… ti mando un abbraccio, Claudia

      • Grazie mille Claudia!!!cerco di essere forte ma purtroppo non lo sono!!!mi faccio forza per le persone che mi amano e mi stanno accanto perché vederle stare male nel vedendomi soffrire mi fa stare peggio!!!grazie per le belle parole un bacii grande

      • Cara Marianna, la forza viene piano piano… quante notti ho passato insonne a piangere! Questo lutto va vissuto e nessuno può davvero aiutarti, poche saranno le persone che capiranno ma tu piangi le tue lacrime, tieniti stretta alle persone che ti vogliono bene, cerca di ricordare la gioia della gravidanza e ricordati che hai un angelo di cui sei mamma… e lo sarai per sempre anche se non è qui con te. Un abbraccio!

    • Marianna, ho letto la tua storia ed è identica alla mia. è successo tutto tra il 6 e 7 giugno alla 18 settimana. ora non ho la forza di parlarne ma vorrei condividere con te la tua esperienza se ti va.

      • Cara Giovanna, ti abbraccio forte. Immagino che tu ora sia sommersa dal dolore, per cui non aggiungo altro. Spero Marianna passi qui e ti legga, se volete scambiarvi l’email senza farlo in pubblico scrivetemi all’indirizzo che ho messo nei contatti e ve la comunicherò io, facendo da tramite. In ogni caso aspetto la conferma di entrambe. Un abbraccio di nuovo!

  9. Leggo ora questo articolo, e la mia ferita brucia…la mia Aurora è diventata una nuova stella nel cielo e brilla solo per me ed il mio compagno da in mese appena… Il nome era arrivato subito,ma lo avevamo detto solo quando sembrava andasse tutto bene,la fine del primo trimestre, poi a 21 settimane e mezzo di gravidanza è stato riscontrato in problema al cervello della mia bambina, una settimana dopo lei non c’era più… Lasciandomi vuota e incompleta..,

    • Cara Ilaria, ti abbraccio forte. Conosco quel vuoto, quel senso di mancanza… il dolore bisogna viverlo, attraversarlo, superarlo che non significa dimenticare ma andare avanti con la consapevolezza che tua figlia c’è stata e ti ha cambiato la vita. Bisogna tenerla stretta al cuore ma lasciar andare il dolore… ora non è facile, ti sembra impossibile ma con il tempo piano piano ricorderai con dolcezza il suo passaggio e non più solo la sua perdita…

      • Grazie Claudia, vorrei che tutti capissero che il dolore che ho dentro c’è ancora e che se anche non lo faccio vedere, sto male… Sto solo imparando a conviverci…
        È difficile soprattutto a lavoro… Dove praticamente nessuno ha capito,compreso la situazione e hanno insistito per farmi tornare prima possibile…

      • Purtroppo pochi comprendono, di solito lo fanno solo se ci sono passati. I più pensano, ma sì ora fai un altro figlio… come se l’altra gravidanza non fosse nemmeno esistita. Devi stringere i denti, imparare ad aprirti solo con chi ti è vicino, o con chi conosce il tuo dolore… non per superbia ma solo per difendere quella ferita che solo il tempo può in parte rimarginare. Noi i nostri bimbi li teniamo stretti al cuore… non importa cosa pensa la gente. I nostri figli ci sono stati e niente potrà sostituirli. Spero almeno che il lavoro ti aiuti a distrarti un po’… un abbraccio!

  10. Due giorni fa ho fatto l’amneocentesi. Ho visto questo bambino muoversi, vivere dentro di me. Devo aspettare una settimana per avere il responso. E’ un’attesa atroce. A volte, la folle speranza che mi si dica è tutto a posto, mi libera per un attimo il cuore, e poi torna la consapevolezza che la speranza non fa miracoli.
    L’inizio di quest’anno è stato un po’ difficile per me, ho perso il mio lavoro, e questo bambino mi ha dato una forza immensa. Non vedevo l’ora di conoscerlo, di toccarlo, di stringerlo. All’ecografia avremmo saputo forse il sesso e invece, la notizia brutale. Sono a 18s. Quasi a metà percorso. Come si fa a cambiare le speranze e le attese in un vuoto infinito?
    Sono forse gli ultimi attimi che vivo con il mio bambino, che inizio soltanto adesso a sentire muovere. E qui con me, e già non c’è più. Per assurdo, ci sono momenti in cui una serenità infinita mi avvolge e sento tutto l’amore di questa vita – e la voglia di vivere due volte più intensamente, in nome suo. Di non farmi mai fermare dal dolore. Ma ho questa forza adesso, perché è dentro di me. Non so immaginare quello che sarà quando dovro’ lasciarlo andare. Come darsi pace e dare un senso a tutto questo?

    • Eli cara, innanzitutto ti abbraccio forte e per quel che può servire ti dico che capisco il folle dolore che stai provando. Voglio sperare insieme a te che l’amniocentesi non sia infausta ma so che è difficile da credersi. Non ho consigli, quello che puoi fare è solo amarlo forte per tutto il tempo che vi rimane insieme. Non pensare al dopo, vivi giorno per giorno, anche il dolore. Accarezzalo, fagli sentire che l’ami. È tutto ciò di cui ha bisogno un figlio. E per te… stringiti forte intorno a chi ti è vicino, non c’è altro che possa darti sollievo. Ti stringo forte, fammi sapere come andrà.

      • Non ero più stata sul blog ma oggi mi sento capace di raccontare. Abbiamo detto addio alla nostra bambina l’ultimo giorno di aprile. E’ stata una giornata intensa, tanti pensieri per la testa, sapere che tra poco lei mi lascerà. Non ho avuto lacrime da offrirle, ma una grande speranza, non ho voluto dirmi che in qualche modo contribuivo a mettere fine alla sua vita, ma mi sono detta che la lasciavo andare, che la rendevo libera, che una vita senza possibilità non era una vita. Aveva una trisomia 13. Malformazioni al cervello, ai polmoni, ai reni. Il dolore è tanto e rimane dentro. Tutto fa rabbia, la gente che dice che adesso il cielo ha un angelo in più, quella che invece sta zitta e non ti dice niente perché non sa che dirti e quella che ti evita perché si immagina che sei in uno stato straziante. Il silenzio degli altri ti isola, e fa rabbia il fatto che negano alla mia bambina il fatto che lei c’è stata. L’ho vista, l’ho tenuta in grembo, l’ho accarezzata. Era bella, Dio com’era bella. Mi ha riempito di gioia vederla, mi aspettavo di cadere a pezzi e invece è stato un momento prezioso e bellissimo. Adesso, mi manca, e la separazione eterna ha creato nel mio cuore una voragine infinita. E’ dura, difficile. La vita non è più come la vedevo prima. Le cose che hanno senso sono altre. E la gente intorno a me, sembra abitare un altro pianeta. Davvero è importante il lavoro, la carriera, la casa, il denaro, le partite di calcio? Fa rabbia anche chi pensa che era prevedibile visto che ho più di 35 anni. E allora? Perché dovrei sentirmi condannata dal tempo? Perché dovrei dirmi che sono stata punita per aver voluto un figlio? Non lo so cosa succede al mio cuore, se si riveste di pietra o se tornerà a gioire, un giorno lontano. Non ho sempre la forza anche se faccio finta di averla. In realtà nessuno puo’ alleviare quello che mi porto, l’assenza è una compagna. Altre persone care (e che non sono più di questo mondo) mi accompagnano, ma qui si trattava di una vita che non ho avuto la possibilità di conoscere, solo di proiettare. Ho visto il suo volto, non i suoi occhi. Ho visto cosa la malattia (si puo’ chiamare cosi?) aveva fatto al suo corpo, ma non sapro’ mai chi sarebbe stata senza questa catastrofe che le è capitata. Ne voglio al mio corpo che l’ha costruita in modo sbagliato. Ne voglio a me stessa e so che la colpa non ce l’ho perché mai avrei voluto una cosa del genere. I pancioni nel mio entourage mi fanno piangere e non sopporto di sentire chi parla della sua bambina nata il giorno prima che la mia andasse via né chi dovrà partorire qualche settimana dopo cha avrei dovuto partorire io. Mi sento sola senza di lei.
        Devo accettarlo, e non so se riusciro’ mai.
        Grazie delle tue parole, Claudia.

      • Cara Eli, mi spiace infinitamente che anche tu debba aver dovuto provare questo dolore. So che sembra incredibile ma un giorno saprai accettarlo, per quanto tutto quello che senti rimarrà con te, inclusi i sensi di colpa anche se razionalmente sappiamo che non è colpa nostra. È vero, inizialmente (ma anche dopo, in modo diverso) ci si sente alieni, tutto sembra stupido, tutto sembra essere così ridicolo di fronte alle scelte che abbiamo dovuto prendere, alla separazione che abbiamo dovuto affrontare… personalmente ti dico che Nicole mi ha fatto un gran bene, perché sono sicura che ora sarei profondamente diversa se la sua tragedia non mi avesse toccata. Sono sempre stata molto sensibile ma questo dolore mi ha portata a essere sensibile solo per ciò che conta davvero, ad amare me stessa di più, a diventare una madre consapevole del dono immenso della vita, della sua fragilità che dobbiamo proteggere. Eli cara, chi non prova questo dolore non saprà mai che dirti e molti giudicheranno soltanto. Sei tu che devi rendere grande tua figlia, che devi cogliere il suo dono. Sei mamma ora, anche se tua figlia non è con te, e questo cambia per sempre le cose. Cerca di trasformare la tua rabbia e il tuo dolore in energia, vedrai, tua figlia in realtà ti sta già dando tanto… un abbraccio forte, Claudia

  11. cara claudia ho letto tutto d’un fiato …sono le stesse parole che hanno pronunciato le mie labbra …lo dico a chi mi sta accanto …forse lo dico a me stessa …da mercoledi sono nel tuo stesso incubo alla premorfologica prima della amniocentesi mi hanno comunicato con il dispiacere negli occhi , che la bimba nel mio ventre non sta bene non hanno ancora dato un nome ma i molteplici valori indicano qualcosa di grave e raro.cosi è iniziato il calvario che è solo all’inizio stiamo nella fase in cui non sai cosa ma sai che tutto porterà all’aborto terapeutico e allora al dolore si innesca la paura perchè so che questo percorso oltre a lacerarmi l anima sarà anche ostacolato e giudicato da coloro che pur avendo una preparazione senza alcun diritto hanno abbandonato donne nel dolore e nel momento piu difficile, negli attimi che resteranno indelebili e che inevitabilmente hanno cambiato la loro esistenza… pensare che io sono anche in accordo con la loro opinione perchè lo so che sarò io a togliere la vita a mia figlia sarò io che tutta la vita pagherò per questo..ma i motivi che mi portano a questo quelli no non sono opinabili se non da chi ha messo al mondo una bambina con la stessa patologia di mia figlia e che afferma che questo gesto sia stata la scelta giusta per entrambe…vorrei tanto che qualcuno affermi questo… ora ho solo tanta paura ma non del dolore fisico che proverò ma di tutto il resto ,so che ne uscirò ho un marito e una meravigliosa bimba che mi danno tutti i motivi…ma so che non tornerò più la stessa non che non sia convinta della mia scelta lo sono perchè so che sarebbe una bambina con una vita(nel migliore dei casi)piena di dolore e sofferenza e non potrei sopportarlo sono sicuramente egoista lo sono per me e per la bambina che già popola la mia vita ..ma non ho ne coraggio ne forza per fare una scelta diversa o forse il mio coraggio sta nella scelta che sto facendo …ma anche questo non può affermarlo nessuno!

    • È molto complicato trovarsi nella nostra situazione, Veronica, non farti colpe, non aggiungete dolore al dolore. Dio mio, è terribile, li ricordo quei giorni! Sii forte, abbraccia, tieniti stretta a chi ti ama. Io non giudico la scelta che farai, non avrei espresso opinioni nemmeno nel caso in cui fossi venuta qui a dirmi che avresti portato a termine la gravidanza: ci sono scelte d’amore incomprensibili agli occhi di chi non le vive. E questa è una di quelle: decidere di negare una vita di sofferenze ai nostri figli.
      Sì, è qualcosa che ti porterai sempre dentro, ma piano piano al dolore si unirà la consapevolezza di aver scelto secondo amore. Egoismo? Non lo so. Vivi questi giorni con lei tentando di stabilire un contatto, cerca di creare bei ricordi prima di salutarla. Ti abbraccio immensamente…

  12. Elisa Calamante

    Ciao Claudia, vagando per il web mi sono imbattuta nel tuo blog e leggendo di questa tua dolorosa esperienza mi sono sentita di scrivere per raccontare la mia… qualche giorno fa ho subito un raschiamento per aborto interno alla 17esima settimana di un bimbo/a che (come sapevamo già da più di un mese) era affetto da una malformazione cromosomica ( trisomia 21) accompagnata purtroppo da altri gravi problemi, per cui ci avevano prospettato sin da subito che sarebbe stato difficilissimo arrivare al parto e che molto ptobabilmente si sarebbe concluso tutto in utero…. ma nn sapevamo fino a quale settimana il cuoricino avrebbe continuato a battere. Io e mio marito ci siamo trovati a fare una scelta opposta alla tua ma sin da subito convinta e condivisa fino in fondo da entrambi. Abbiam deciso di tenerlo con noi fin quando per lui/lei sarebbe stato possibile e così è stato… molti penseranno: per fortuna si è interrotta presto…. e io invece questo nn l’ho mai pensato… il pensiero di averlo/a li nella pancia con me mi faceva cmq stare bene… è mio figlio/a comunque esso/a sia.
    Questa è semplicemente la mia esperienza, magari diversa dalla vostra ma è cmq la MIA…. l’ho voluta scrivere perchè ho vissuto la vostra stessa condizione e quindi so cosa si prova e quanto si soffre…
    Ognuno deve assolutamente essere libero di pensarla come meglio crede…. nn critico assolutamente nessuna di voi xchè sono convinta abbiate sofferto tantissimo, tanto che io lo percepisco il vostro come un dolore insormontabile, che io nn avrei mai saputo gestire.
    Un abbraccio

    • Grazie Elisa, grazie davvero per aver condiviso tutto questo con me. Io ammiro e rispetto la vostra scelta, trovo che siate stati forti e coraggiosi, e capisco bene che il dolore che proviate sia immenso. Perdere un figlio è sempre drammatico, sia quando si è preparati (ma come si può esserlo davvero?) sia quando si sceglie per lui. Vi abbraccio forti, voi due e il vostro angelo. Grazie davvero, hai fatto bene a scrivermi.

  13. Grazie Claudia e fri per le parole di conforto… oggi torno a casa dalla luce dei miei occhi… il mio primo bimbo, il cui solo pensiero mi ha aiutata tanto ad andare avanti e allo stesso tempo mi ha fatto sentire una madre a metà, perchè tornerò da lui senza la sua sorellina … spero solo che lei possa perdonarmi visto che io non ci riuscirò tanto facilmente. Un abbraccio.

    • Io scrivevo lettere alla mia piccolina, le chiedevo spesso perdono e le raccontavo tutto quello che sentivo. Era un modo per dimostrarle il mio amore nonostante tutto. Non sei una mamma a metà: sei la mamma di due splendidi bimbi, uno qui fisicamente e l’altra qui nel cuore. Prenditi del tempo per accettare questo lutto, perchè è un lutto a tutti gli effetti, prenditi tempo e respira quando ti sentirai mancare la terra sotto i piedi, ma non metterti in croce. Amala portandola nel cuore…

    • Cara Alem, leggo e rileggo le tue parole intrise di dolore e la ferita dentro brucia ancor di più. Il nostro incubo e’ cominciato davanti ad un eco quando il medico ci dice, senza fronzoli e duramente, ” la bambina ha una malformazione cardiaca. Ha una tetralogia di Fallot” , come se noi avessimo dovuto sapere cos era..così dal nome…il cuore della nostra bambina di 22 settimane era gravemente malformato…nella migliore delle ipotesi avrebbe subito un intervento a cuore aperto appena nata…ma quando desideri così tanto tua figlia, quando hai già imparato a vivere con lei le tue giornate, anche quell ipotesi, così dura ti sembra accettabile, pur di stringerla a te…ma…la migliore delle ipotesi non e per noi poveri mortali. Così il giorno successivo i risultati Dell amniocentesi hanno rivelato la presenza di una rara trisomia nella mia piccina: cromosoma 5 a mosaico…nessuno conosce bene la cosa e comincia il calvario tra medici e genetisti , le ricerche in piena notte…di cosa, poi? …di una speranza che non e’ arrivata…sono entrata in ospedale il 4 febbraio…ho partorito mia figlia il 5 mattina con un dolore all anima più forte di quello fisico…il mio compagno accanto a me…tutto il tempo..fino all ultimo istante della nostra bambina…non sei sola…il dolore e’ atroce…rinunciamo al nostro diritto di essere madri per liberare i nostri figli da una non vita di sofferenza…se passera’ mai….non lo so…non lo so…e mi chiedo ogni giorno che sarà di me ora che vorrei soltanto non sentire più…
      Un abbraccio
      Rossella

      • è proprio vero…queste piccole creature anche se non sono qui con noi ti cambiano la vita. da quando ho perso la mia Emma quasi due anni fa mi rendo conto di essere una persona diversa. Ora cara Rossella è dura…..il tempo ti aiuterà ma soprattutto ti aiuterà la tua creatura….mantieni vivo il rapporto con Lei…io parlo con la mia Emma ogni giorno e la sento costantemente parte di me.
        La vita ci mette a dura prova ma vedrai un giorno sarai nuovamente serena….stringerai un’ altra creatura ma comunque consapevole che da ora sei e sarai per sempre la mamma di quella piccola bimba…ch non vedi fisicamente ma che ti conosce nel profondo.
        Se posso darti un consiglio dopo la perdita mi sono rivolta ad una psicologa che mi ha aiutato davvero molto….non chiuderti nel tuo dolore…ti abbraccio forte….

      • Condivido il tuo consiglio Fri: anch’io ho fatto alcune sedute da uno psicologo. Mi serviva per buttare fuori il dolore invece che lasciarmi logorare dal dentro…

  14. Mi sono imbattuta nel tuo blog proprio questa sera, questa sera cosi buia e triste e incomprensibile per me… sono qui in un letto d’ ospedale e domattina dovró affrontare quello che per tua sfortuna hai saputo descrivere cosi bene… 15 settimane fa scoprivo di questa seconda e bellissima attesa. Pochi prima che questo nuovo anno cominciasse é arrivato il primo colpo forte al cuore… c’era una malformazione visibile nell’eco della tn, cosi nel giro di due giorni villocentesi e una girandola di emozioni,pareri,pensieri…c’é però anche una speranza: mi dicono che é presto e che ad un successivo controllo potrebbe non esserci più nulla… allora aspettiamo, col cuore in gola e pochi giorni fa l’eco tanto temuta con chirurghi esperti che, ahimé, confermano il problema… neanche il tempo di farsi attraversare da un milione di considerazioni che arriva anche la telefonata del genetista: le temute tre trisomie le avevamo giá escluse con la risposta rapida, ma la cultura presenta problemi ad un altro cromosoma,il che unito al problema ecografico non faceva presagire nulla di rassicurante… ed ora,dopo mille telefonate, tra cui un colloquio con l’unico ginecologo non obiettore della struttura che mi invita placidamente ad andare altrove (alla faccia del non obiettore) …eccomi la sera prima di subire questo atroce distacco, la sera prima di dire addio alla mia piccola, che per estrema e insensata sfortuna sento muovere in questo momento…. eccomi a leggere le tue parole e a pensare almeno di non essere sola,di non essere pazza o crudele se spero ancora di non impazzire, di svegliarmi e scoprire che era solo un orrendo incubo… Grazie a te e a chi come te non giudica…

    • Non sei sola,siamo in tante ad aver vissuto questo incubo. Ho voluto scriverne proprio per non lasciare sole le persone che come me vanno affrontato questa tragica esperienza. Purtroppo come tutte le cose “al limite” non si può giudicare se non le si conosce… che dirti? Ti abbraccio fortissimo, con dolore e la massima comprensione, Claudia

    • mi spiace tanto alem per quello che oggi stai affrontando….ogni volta rivivo quel brivido sulla pelle…non sei sola, ci siamo noi, altre mamme che condividono il tuo dolore e soprattutto il tuo angioletto che credimi ti sarà sempre accanto proprio come io percepisco la mia piccolina.
      Un grande abbraccio…col cuore….

      • Grazie Fri per le tue parole… penso che sia importante sentire sostegno in questo momento,per Alem e per chi passerà da qui. Un abbraccio anche a te e un pensiero al tuo angioletto…

    • Cara Alem, leggo e rileggo le tue parole intrise di dolore e la ferita dentro brucia ancor di più. Il nostro incubo e’ cominciato davanti ad un eco quando il medico ci dice, senza fronzoli e duramente, ” la bambina ha una malformazione cardiaca. Ha una tetralogia di Fallot” , come se noi avessimo dovuto sapere cos era..così dal nome…il cuore della nostra bambina di 22 settimane era gravemente malformato…nella migliore delle ipotesi avrebbe subito un intervento a cuore aperto appena nata…ma quando desideri così tanto tua figlia, quando hai già imparato a vivere con lei le tue giornate, anche quell ipotesi, così dura ti sembra accettabile, pur di stringerla a te…ma…la migliore delle ipotesi non e per noi poveri mortali. Così il giorno successivo i risultati Dell amniocentesi hanno rivelato la presenza di una rara trisomia nella mia piccina: cromosoma 5 a mosaico…nessuno conosce bene la cosa e comincia il calvario tra medici e genetisti , le ricerche in piena notte…di cosa, poi? …di una speranza che non e’ arrivata…sono entrata in ospedale il 4 febbraio…ho partorito mia figlia il 5 mattina con un dolore all anima più forte di quello fisico…il mio compagno accanto a me…tutto il tempo..fino all ultimo istante della nostra bambina…non sei sola…il dolore e’ atroce…rinunciamo al nostro diritto di essere madri per liberare i nostri figli da una non vita di sofferenza…se passera’ mai….non lo so…non lo so…e mi chiedo ogni giorno che sarà di me ora che vorrei soltanto non sentire più…
      Un abbraccio
      Rossella

      • Cara Rossella… dover scegliere per la vita (o non vita) dei nostri figli è qualcosa di atroce, qualcosa che mai nessuno dovrebbe sperimentare. Eppure noi abbiamo dovuto farlo, contro tutti a volte, appoggiati oppure dimenticati… perchè il resto del mondo non capisce e troppo spesso anzi giudica. Noi no. Noi donne come te, mamme come te, ci stringiamo insieme nel dolore delle altre, sapendo bene che esperienze del genere cambiano per sempre la vita. Ora tutto quello che senti è il vuoto immenso, vorresti non sentire… ma vedrai che piano piano riuscirai a tenere vivo l’amore che univa te alla tua bimba, e riuscirai a fare in modo che la sua piccola vita abbia avuto un senso. Cambierai profondamente. Tua figlia ti ha reso madre, anche se non è più qui con noi. Tua figlia sarà per sempre con te. Ti stringo forte, Claudia

      • Grazie Claudia…Grazie Fri…la mia storia, complicata come la vostra, incomprensibile e spesso atroce si scontra con i miei mille sensi di colpa…terza gravidanza…2 aborti spontanei…e la speranza, il sogno e il desiderio che quella data cerchiata sul calendario diventasse l’inizio di una nuova vita per me e la fine di un passato segnato dal dolore…ieri sono stata dalla mia psichiatra…quella che mi ha tenuto in cura per ben 7 anni e che mi ha salvato dal buio dell’anoressia…due anni fa la guarigione, la mia, e il ritorno alla vita e ai sogni…lo scorso dicembre sono corsa dal mio “angelo custode”, quella dura, esasperante e tenace donna che rappresenta la “mia finestra di realtà” e che raccoglie i cocci del mio dolore porgendomeli tra le mani, affinché io possa re-incollarli e ricominciare. Sono corsa da lei prima di Natale, per comunicarle la mia notizia…lei mi abbraccia, mi stringe forte, e mi ripete “I tuoi occhi sono felici, ora”…non avrei mai pensato che a distanza di poco più di un mese sarei tornata in quella stanza col cuore e la mente infranti…Mi ha detto: ” Chi ha avuto una storia di sottopeso corre più rischi delle altre…i medici che hanno seguito la tua gravidanza sono stati degli incoscienti ad attendere l’amniocentesi…dei folli a non seguirti nella maniera corretta, degli stronzi per ciò che ti hanno fatto subire”…e poi…”Ora devi decidere cosa fare…Non hai altre strade…puoi fermarti qui, smettere di lottare, sentire il dolore finché non ti avrà logorata: vivrai lo stesso…sopravviverai e tornerai al tuo sottopeso. Oppure puoi ricominciare da te…ricostruendo te stessa, nel ricordo di tua figlia e con quanto ti ha lasciato…spetta a te decidere…” Ho pianto…tanto…perché mi sembra di annegare in tutto questo dolore, e nel vuoto che ha lasciato la mia bambina…La psichiatra continuava a ripetere il nome di mia figlia: Cristiana…come a concretizzare la sua presenza …”Il ricordo di Cristiana rimarrà per sempre con te”…mi spaventa, Claudia….mi terrorizza tutto questo …perché la verità è che NON E’ GIUSTO’!!!! NON E’ GIUSTO!!!! Non è giusto dover scegliere…non lo è …
        Dopo le lacrime, la decisione…”Io non voglio fermarmi qui…io non mi fermo qui…io non voglio fermarmi qui…lo devo a lei…e a me stessa”….
        Dalla prossima settimana si ricomincia….percorso terapeutico…incontri… lotte…vita…le tue parole, Claudia, la tua esperienza e quelle di tutte voi che mi avete dato una parola di conforto, rappresentano per me il segno di una speranza e la consapevolezza di non essere sola…
        Un abbraccio a tutte

      • Rossella la tua psichiatra ha detto cose che mi sento di sottoscrivere. Anch’io ho alle spalle una storia di anoressia con anni si terapia. Sii forte e non tornare indietro, per nessuna ragione. Cristiana ora deve essere la tua forza, il tuo faro nella notte. Perché è tua figlia. È tua figlia anche se non è con te fisicamente. Il dolore passerà, lei no. Lei sarà sempre con te. Ti abbraccio ancora più forte

  15. Sono capitato qui per caso… perché oggi ho saputo che una coppia di amici, lei al 5° mese inoltrato, è allo stesso bivio… o meglio. L’ordine è: interruzione di gravidanza. Il cuore praticamente inesistente del bambino non gli permetterebbe nemmeno di intraprendere la nascita. Mi chiedo quanta forza serva per superare un momento così; quanta tenacia per sopportare lo scorrere del tempo prima e dopo. Per questo c’è tutta la mia stima, Claudia. Per te e per loro.
    Ah, dimenticavo, anche io sono padre di una bimba di 7 mesi…..

    • Ci vuole forza, davvero tanta. Inizialmente si va, si segue un po’ quello che ci dicono di fare, si va incontro a qualcosa come meccanicamente… la forza servirà nei mesi a venire, quando l’assenza diventerà davvero dura. E’ in questo momento che voi amici potete fare molto. Probabilmente avranno difficoltà a vedere la bambina, non fategliene una colpa, se potete quando andate a trovarli lasciatela ai nonni o a qualcuno che ve la possa tenere un paio d’ore… è un percorso in salita ma se si ha qualcuno vicino è tutto più facile.
      Un abbraccio a te e uno fortissimo a loro,
      Claudia

  16. NESSUNO può permettersi di giudicare una così grande prova che la vita ti ha dato da superare… un abbraccio forte!!!

  17. Claudia anche io sono contro l’aborto ma non giudico le scelte degli altri. Io non feci l’amniocentesi due anni fa per la paura di decidere per la non vita di mio figlio. Forse in cuor mio sapevo. NOn giudico le scelte altrui però ti dico per esperienza che nel caso della trisomia 21 anche i medici e i ginecologi ne sanno poco. Non è più come un tempo. I difetti cardiaci vengono risolti e questi bambini vanno avanti con la grande forza dell’amore e tu alla tua bimba gliene avresti dato tanto, perchè non averla con te è sofferenza. Ti abbraccio e abbraccio la tua piccola. Dio la tiene tra le braccia e la culla, in attesa di restituirtela. Perdona questo mio pensiero “credente”, non ci conosciamo e forse non sei religiosa. A volte imperdonabilmente si commettono gaffe!

    • Non sono religiosa, ma in fondo non c’entra: è la delicatezza delle persone quello che conta. No, io non penso che la mia bimba sarebbe riuscita a vivere – conosco la storia di un bambino nato e morto a pochi mesi, con lo stesso problema cardiaco della mia, o di un altro bambino morto a quattro anni… io non so nemmeno se fosse trisomia 21 o magari era 18 chi lo sa? So solo che il cuore era praticamente inesistente e che in quel momento purtroppo per me era l’unica scelta possibile…
      Insomma, è così, a volte ti tocca decidere per gli altri, e non saprai mai se è la cosa giusta.
      Non ti preoccupare del pensiero credente: non è certo una gaffe. Io spero che sia così, che mia figlia sia con le altre persone della mia famiglia in un posto forse migliore…

  18. ho appena letto un libro, “nessuno sa di noi”, che tratta proprio questo argomento e davvero mi ha toccato, come le cose che scrivi qui sopra. Non oso pensare a come avrei reagito io in una situazione dle genere…nessuno può giudicare. premetto che io ho 53 e non ho figli per scelta; la maternità è una cosa che non mi appartiene e ho sempre dovuto giustificarmi del eprchè la penso così…qui in Italia c’è tanta ipocrisia e se uan dice che non vuole figli la guardano come se fosse una persona malvagia. C’è ipocrisia e demagogia. tante belle parole, poi però quando hai deiproblemi trovi poche persone che ti aiutano, per non parlare poi delle istituzioni!
    Ammiro quelle persone che hanno la forza di fare un figlio anche disabile o malato o addirittura adottarne uno così ma…. non siamo tutti uguali. Bisogna fare il passo come la propria gamba e non tutti siamo eroi o martiri.
    Un grande abbraccio a tutte.

    • Anch’io l’ho letto, finalmente qualche editore ha il coraggio di pubblicare un libro sull’argomento (anche se, mia modestissima opinione, in alcuni tratti è troppo romanzato e sfugge un po’ il dramma – ma certo, io l’ho vissuto e sono ipercritica a riguardo e non tutti comunque amano esporsi del tutto).
      Io invece ammiro le persone come te che hanno la forza e l’onestà di dire “non sono nata per essere mamma, quindi non voglio farlo”.
      Sono nata e cresciuta con idee cattoliche, perchè quello era il mio ambiente, ma ora che ho vissuto certe cose sono un po’ schifata dagli obblighi morali che questa religione impone. Non solo in tema di aborto, ma anche la donna vista solo come moglie e madre, che rovina la vita a tantissime ragazze e donne, incastrate in un ruolo che non è il loro.
      E’ come dici tu: bisogna fare il passo come la propria gamba. Qualunque passo sia.
      Ti ringrazio per le tue parole e ricambio l’abbraccio!

  19. ciao anche io ad agosto 2012 ho dovuto dire il ” si acconsento” più difficile della mia vita….la mia bambina, Emma; aveva una grave malformazione al cervello…poteva morire alla nascita o sopravvivere qualche anno attaccata ad un respiratore….ho tanto voluto questa bambina…e tuttora parlo con lei e non finisco mai di chiederle scusa. non riesco a pensare se lo rifarei…sicuramente so che perderla dopo sarebbe stato per me e tutti i miei cari ancora più difficile. Sto cercando una nuova gravidanza ma forse per tutte le paure che ho non arriva…spero solo che il mio angelo senta comunque quanto la amo…

    • Cara Fri, sono certa che ovunque sia ti sente e sa che la ami… così come sono sicura che lo sa la mia bimba. Purtroppo quando si è genitori (e tu lo sei, perchè sei mamma della tua Emma) bisogna prendere scelte difficili, e a volte la scelta è… decidere il momento in cui lasciar andare il proprio figlio. Capisco bene il tuo chiederle scusa, l’ho fatto per molto tempo, e a volte lo faccio ancora. Sii forte e non esitare a chiedere aiuto quando tutto diventa “troppo”. PS. Chiedi parere al tuo ginecologo per la nuova gravidanza, a volte sono le paure, l’ansia, il corpo che ci mette un po’ più tempo, a volte magari c’è qualcosa che si può risolvere… Ti abbraccio forte.

  20. Che fatica andare avanti… Ho avuto in passato tre aborti spontanei, ma non si può capire cosa si prova quando ti dicono:- Mi dispiace signora, l’amniocentesi non è andata bene….
    No. Non stanno parlando del mio piccolo, si sono sbagliati: Le visite fatte (ma nessun accertamento specifico) erano ottime! Il bimbo cresceva,tutto in regola. No. Il mondo mi è crollato addosso. Sindrome di Down. Perché? Avrei preferito qualcosa di grave, di incompatibile con la vita. Avevo ed ho già tre figli, un lavoro impegnativo…cosa fare? No, non me la sono sentita di andare avanti. E’ stato uno strazio; all’ospedale 13 ore di agonia e quelle maledette infermiere che ti giudicano senza sapere, senza capire… Già, troppo facile così. Anch’io ho sempre detto che non so se avrei avuto il coraggio di abortire, ma quando sei dentro alle situazioni, tutto cambia. Sei tu, la tua vita, i tuoi figli, e quel piccolino…. Prego sempre Dio che mi perdoni per quello che ho fatto; ogni sera chiedo misericordia anche a lui. E prego per tutte le mamme che come me si sono trovate in questo incubo che nessuna mamma meriterebbe di affrontare. E voi che non ci siete passati statevene zitti. Mai giudicare, mai!

    • Io penso che nessuno vorrebbe vivere un’esperienza del genere, io non ci avevo mai nemmeno pensato, poi ti trovi lì, un’ecografia o un esami fuori norma, il non saper cosa fare, il medico che ti parla di interruzione di gravidanza… e si fa, per il bene del bimbo, per il nostro, per qualunque motivo, si fa con la morte nel cuore. Chi giudica è solo un ipocrita insensibile, che alla fine dei conti non sa nemmeno di cosa parla. Il dolore, il dolore non va mai giudicato.

  21. Pingback: L’obiezione di coscienza secondo quanto mi riguarda | Claudia's blog

  22. Pingback: Parliamo di aborto terapeutico? - Sex and (the) stress

  23. Ciao Claudia, ho letto e riletto con le lacrime agli occhi il tuo post. Perchè è quello che penso, quello che purtroppo ho dovuto affrontare anche io 3 mesi fa. Mi hai aiutata, le tue parole hanno descritto perfettamente quello che sento dentro. Grazie. Se vuoi leggere la mia storia ti lascio l’indirizzo del mio blog (si chiama semplicementelena.blogspot.it).
    Un abbraccio

  24. Posso iniziare col dire che condivido pienamente ciò che hai scritto e questo perché a fine giugno ho scelto di fare un aborto terapeutico a 21 sett., il mio bimbo Federico aveva la trisonomia 18. La sofferenza e’ enorme e sensi di colpa anche ma anch’io non mi sono pentita per la mia scelta, ho due bimbi e far nascere Federico avrebbe significato fare soffrire anche loro. Voglio aggiungere solo che sono stuffa che mi si dica:”sei fortunata hai già due bei bambini” certo che lo so ma anche Federico e’ il mio bambino. Un abbraccio a tutte le mamme che come me hanno dovuto fare una scelta così atroce

    • Cara Annalisa, grazie di aver commentato il mio post. Mi spiace per la scelta che anche tu hai dovuto affrontare, hai ragione, l’avere già due figli non significa niente, perchè sono tutti nostri figli, anche quelli che non ci sono più. La vita è piena di scelte dolorose, ma questa è davvero la peggiore di tutte. Un abbraccio forte.

  25. Posso iniziare col dire che condivido pienamente ciò che hai scritto e questo perché a fine giugno ho abch’io scelto di fare un aborto terspeutico, il mio bimbo Federico aveva la trisonomia 18. La sofferenza e’ enorme e sensi di colpa anche ma anch’io non mi sono pentita per la mia scelta, ho due bimbi e far nascere Federico avrebbe significato fare soffrire anche loro. Voglio aggiungere solo che sono stuffa che mi si dica:”sei fortunata hai già due bei bambini” certo che lo so ma anche Federico e’ il mio bambino. Un abbraccio a tutte le mamme che come hanno dovuto fare una scelta così atroce.

  26. Io parlo ogni giorno con il mio bambino. E gli dico che la sua mamma e il suo papà lo hanno voluto e amato tanto da non riuscire a non scegliere. Hanno scelto di non permettere all’anomalia cromosomica che lo aveva devastato nel corpo di causargli immani sofferenze, una brevissima vita infarcita di ospedali, una nascita già in agonia. Sono passati tanti anni, il peso di questa dolorosa scelta ci ha segnato, ci ha provato. Ma oggi penso che lo rifarei , pur sapendo di perdere tanto nel farlo e dovendo ogni giorno confrontarmi con me stessa e con il vuoto che la perdita del mio bambino mi ha lasciato.

  27. Vorrei comunque dirti, con la massima delicatezza possibile, che strutture e persone che aiutano in questi casi a portare avanti la gravidanza, anche dal punto di vista strettamente materiale (soldi, per intenderci) ci sono, e sono capillari sul territorio, nonostante siano continuamente ostacolate, e che i loro volontari vengano offesi ed insultati. Mi dispiace che, al momento di decidere, tu non le abbia incontrate, o non abbia incontrato nessuno che te le abbia indicate.

    • Nessuno mi ha spinto in una direzione, anzi mi avevano anche detto che avrei potuto far adottare la mia bimba (cosa che onestamente non avrei comunque fatto). Il fatto è che la sua vita sarebbe stata segnata di interventi (il primo a cuore aperto alla nascita, non nel mio ospedale, la cui riuscita si attestava intorno al 40%) e se anche questi fossero andati bene… non sarebbe probabilmente arrivata a compiere cinque anni. Forse neanche uno. E come avrebbe vissuto? In ospedale, la maggior parte del tempo.
      Io personalmente non me la sono sentita. Non le avrei dato “vita” ma sofferenza…
      Diverso il caso di una “semplice” sindrome cromosomica: lì sarebbe stato difficile scegliere, in qualunque caso.
      Dove sono io comunque strutture non ce n’è. Conosco solo un’associazione e non so, non mi ispira grande fiducia. Penso di capire che tu sia un/a volontario/a… un “mestiere” che ammiro molto. In questo mio sfogo mi sono un po’ scagliata contro gli obiettori di coscienza (mi spiace dirlo, ma a volte sono queste persone che lasciano le madri che scelgono l’aborto sole con il dolore e le riempiono di sguardi di disprezzo) e le persone “bigotte” (bigotte, non cristiane, che è diverso) che mi circondano…

      • PS. Con questo non voglio screditare la tua buona fede e probabilmente anche generosità, è solo che mi vedo circondata da tanta ipocrisia, e sono convinta che le persone che mi hanno mal giudicata sono le stesse che mi avrebbero compatita nel caso la bimba fosse nata viva…

    • Ci saranno pure queste strutture capillari sul territorio a cui tu fai riferimento, ma saranno davvero ostacolate perché nessuno che io conosco e che ha dovuto affrontare questa problematica le ha mai incontrate, anzi, ha incontrato solo pregiudizi…

  28. Non ci puoi fare niente… Come hai detto tu, solo chi l’ha vissuto sulla propria pelle lo può capire…
    Ignorali beatamente, la gente ignorante ignoranza deve ricevere in cambio…
    Un abbraccio

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